Sanità, sono sempre di più gli italiani che pagano di tasca propria. E così Unipol e De Benedetti investono

La spesa privata in sanità degli italiani è a quota 37 miliardi, in salita del 20,7% sul 2020. I grandi investitori hanno fiutato il business

(veritaeaffari.it) – Più lo Stato arretra. Più aumenta la spesa privata degli italiani in sanità. E di pari passo crescono gli investimenti nel settore. A fiutare il business, oltre alla compagnia assicurativa Unipol, c’è anche Carlo De Benedetti che sta investendo massicciamente nel settore. Del resto, secondo gli ultimi dati 2022 della Ragioneria dello Stato, la spesa privata in sanità 2021 si è attestata a 37 miliardi, cifra che testimonia un incremento del 20,7% rispetto all’anno precedente. Nove miliardi in più rispetto al 2016.

Per il centro studi CERGAS (Sda Bocconi), la situazione è decisamente più preoccupante: la spesa privata ha toccato i 60 miliardi e 7 famiglie su 10 si impoveriscono a causa delle spese per la salute. L’incremento è legato a doppio filo con i ritardi nell’erogazione del servizio da parte delle sistema sanitario nazionale con differenze importanti a seconda della Regione che gestisce la sanità. A questo si aggiunge anche un ventennio di progressivo assottigliamento dei fondi destinati al servizio sanitario nazionale, come denuncia da tempo Anaoo Assomed, il sindacato dei medici dirigenti. 

Dieci anni di disuguaglianze nella sanità regionale

La Fondazione Gimbe ha recentemente evidenziato come esistano forti differenze nell’erogazione dei servizi sanitari nelle diverse regioni italiane. Dall’analisi dei dati del ministero, relativi agli ultimi dieci anni, è infatti emerso che l’Emilia-Romagna è la regione che meglio ha curato i suoi abitanti rispettando i livelli essenziali di assistenza (indice Lea, oggi Ngn). Seguono Toscana, Veneto, Piemonte e Lombardia.

Le cose vanno decisamente peggio al Sud: nessuna Regione meridionale è fra le prime 10 regioni. Nel centro solo Marche e Umbria hanno offerto un buon servizio. “Il 24,3% delle risorse assegnate alle regioni tra il 2010 e il 2019 non ha prodotto servizi per i cittadini” spiegano da Gimbe che chiede massima attenzione al governo su un tema particolarmente importante dato il progressivo invecchiamento della popolazione.

“Senza una nuova stagione di collaborazione tra Governo e Regioni e un radicale cambio di rotta per monitorare l’erogazione dei LEA – spiega in una nota il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta – diseguaglianze regionali e mobilità sanitaria continueranno a farla da padrone e il CAP di residenza delle persone condizionerà il diritto alla tutela della salute. Una situazione che stride con i princìpi di equità e universalismo del SSN, recentemente ribaditi dal Ministro Schillaci”. 

Nella manovra 2 miliardi per il Fondo sanitario nazionale

L’esecutivo ha previsto nuove risorse, ma secondo i medici, che sono scesi in piazza a protestare, i soldi sono “destinati in gran parte alle bollette, non ai servizi né al personale in grande difficoltà. E non bastano ad arrestare lo slittamento lungo il piano inclinato che lo porterà in tre anni al 6% del prodotto interno lordo, come chiarisce una nota di Anaoo Assomed. “Senza investimenti congrui lo scenario che ci attende è la crescita delle diseguaglianze e lo sviluppo di una sanità duale, con i ricchi che potranno scegliere e i poveri sempre più soli” ha spiegato una nota dei medici. In effetti, secondo quanto riferisce Cergas, sulla base della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2022, la prospettiva al 2025 è al momento di un calo della spesa pubblica in sanità al 6,2% del pil contro il 7,2% del consuntivo 2021. 

Intanto i privati investono. Unipol e De Benedetti in prima linea

Più lo Stato arretra, delegando anche al welfare privato, più i privati investono perché hanno fiutato il business. Dopo che la compagnia assicurativa Unipol ha comprato i Centri medici Santagostino, anche Carlo De Benedetti ha deciso di crescere nella sanità. La cassaforte Romed ha comprato il 24% di  Twh Hypertension 3, specializzata in investimenti in sanità.

Come riferisce Mf/Milano finanza, l’operazione è avvenuta attraverso un aumento di capitale da 16,4 milioni. Accanto a De Benedetti nella partita sanità di Twh anche Paolo Merloni, numero uno  di Ariston Thermo, e Aldo e Beppe Fumagalli, ex proprietari della Candy. Come riferisce Mf, nei mesi scorsi, De Benedetti aveva rilevato il 6,4% della Twh Eye, azienda che ha comprato una partecipazione nella società israeliana Beyeonics che ha sviluppato piattaforme per assistenza ai chirurghi con immagini in elevata risoluzione. La Beyeonics conta fra i suoi soci anche Gaetano e Luca Marzotto

6 replies

  1. Aboliamo le Regioni, un’utopia ma sarebbe la soluzione a moltissimi problemi italiani, nati appunto dopo l’approvazione di quel maledettissimo Titolo V della Costituzione.

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  2. Mi piacerebbe un commento da parte di qualcuno che si intenda di finanza e bilancio dello stato. Io provo a fare i conti della serva. Se lo stato arretra nella spesa sanitaria e, di conseguenza (dato che comunque ci si deve curare), aumenta la spesa dei cittadini nella sanità privata, lo stato risparmia sul bilancio e avrà di ritorno dall’i.v.a., dall’irpef del sanitario privato che interviene e, infine, dalla tassazione degli utili delle imprese private un bel po’ di soldi, su 37 miliardi di euro a dir poco una cifra vicina ai 10 mld.; se poi i miliardi sono 60, come sostiene la bocconiana Cergas, figuriamoci. Soltanto di ritorno dalle spese non effettuate dalla parte pubblica! Bene, adesso andiamo a votare l’assessore alla sanità del lazio, che ci deve pure 275.000 euro

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  3. Ecco adesso sappiamo chi sono i referenti lobbistici di Renzi e Calenda(a cui hanno finanziato la campagna elettorale). E perché il Calendarenzi è da 3 anni chiede di usare il Mes per la sanità: i soldi vanno a denedetti e al popolo lacrime e sangue comandate dalla troika.Altro che post covid!!!!!
    Ci hanno provato con Conte(niet) con Draghi(niet)… e adesso è la volta della statista della garbatella.
    Tutto torna…

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  4. Se il Ticket costa quasi come una visita privata, che tra l’ altro puoi avere subito e in maniera un po’ più “umana” senza attendere mesi, mi pare che tutto questo sia il minimo.
    Ci sono due modi per privatizzare: all’ americana, costringendo ad assicurarsi e all’ italiana, in cui la Sanità è di stato e sulla carta “garantita” a tutti ma… possiamo “scegliere” (eufemismo) il privato.
    Come al solito da noi si fa ma non si dice: la teoria e la pratica, da buoni sedicenti cattolici, non coincidono mai.

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