Il ponte sullo Stretto è un progetto infame

Con l’avvento della destra-destra-destra e in particolare sulla spinta di Forza Italia torna incredibilmente all’onor del mondo il Ponte sullo Stretto di Messina che dovrebbe unire Calabria e Sicilia, progetto che sembrava definitivamente affossato quando i Cinque Stelle erano […]

(DI MASSIMO FINI – ilfattoquotidiano.it) – Con l’avvento della destra-destra-destra e in particolare sulla spinta di Forza Italia torna incredibilmente all’onor del mondo il Ponte sullo Stretto di Messina che dovrebbe unire Calabria e Sicilia, progetto che sembrava definitivamente affossato quando i Cinque Stelle erano egemoni. Ma già a giugno Forza Italia aveva proposto un emendamento per convogliare fondi del Pnrr sul Ponte, opera, come ognun capisce, di strettissima attualità con tutti i problemi che abbiamo.

Quello del Ponte sullo Stretto è un progetto delirante e criminale per molti motivi, partiamo dal primo.

I territori su cui dovrebbe essere appoggiato il Ponte sono sismici. Il più grande disastro naturale avvenuto nel nostro Paese in tempi moderni è stato il terremoto di Messina che provocò in Sicilia e in Calabria 120 mila morti. L’alluvione del Polesine, come ricorda sul Corriere della Sera di mercoledì Gian Antonio Stella, che fu un vero shock per l’intero Paese (io avevo undici anni e me ne ricordo benissimo) causò 108 morti, che è una cifra ragguardevole, ma siamo in ordini di grandezza a distanza spaziale.

Coloro che hanno lavorato e che ancora lavorano per il progetto del Ponte (perché questa storia parte da lontano) hanno assicurato che il Ponte sarebbe costruito con tecniche raffinatissime tali da poter reggere un terremoto. Vedremo cosa diranno quando sul terreno ci saranno altri centomila morti. Perché una struttura così pesante come un ponte a tre campate (adesso pare che siano state prudentemente ridotte a due) non può reggere un terremoto di una qualche intensità. Può farlo forse una casetta di campagna in legno, non un gigante di cemento o di qualsiasi altro materiale con cui dovrebbe essere fatto il Ponte. Poi ci sono gli imprevedibili che sempre assediano l’umano. Il ponte di Riccardo Morandi, che era un apprezzatissimo ingegnere, quasi una gloria del Made in Italy, fu costruito con tecniche avanzatissime per l’epoca ma la corrosione della salsedine lo ha fatto precipitare all’improvviso. E anche il Ponte di Messina, se non mi sbaglio, è costruito sul mare.

In seconda battuta c’è la questione ambientale. Anni fa andavo spesso a Reggio Calabria per delle conferenze o per incontrare degli amici che avevo lì o sull’Aspromonte. In genere, sbrigate le faccende, chiedevo ai miei amici, fosse estate o inverno, di portarmi a fare un bagno sullo Ionio, cioè ad est di Reggio. Ci bastavano pochi chilometri per raggiungere un litorale splendido. L’ultima volta però mi accorsi che era più di mezzora che stavamo viaggiando a côté di un litorale sassoso (non roccia, sassi) inutilizzabile per fare il bagno o per qualsiasi altra cosa. Chiesi il perché ai miei amici. “Mah, mi dissero, da un po’ di tempo ad est di Reggio hanno costruito un porto turistico”. “Bene, andiamo a vederlo”. Era delle dimensioni che può avere, appunto, un porto turistico. Molto ridotte. Ma era bastato quello sputacchio per distruggere trenta chilometri di costa. Cosa può fare un Ponte progettato per essere lungo almeno due chilometri?

Il Ponte non serve né ai siciliani né ai calabresi perché per arrivare alla sua altezza ci vuole più tempo che per imbarcarsi sul traghetto. Ci sono anche delle resistenze psicologiche: noi siamo abituati ad avere di fronte un’isola dicono i calabresi, noi un continente replicano i siciliani.

È quasi inutile aggiungere che il Ponte sullo Stretto di Messina sarebbe un colossale regalo a Mafia e ’ndrangheta. Lo ammette, indirettamente, anche Nello Musumeci, Fratelli d’Italia, ministro per il Sud: “Nel Sud come ovunque, ormai, quando c’è un flusso di denaro le mafie alzano la testa”. E se questo avviene per flussi di denaro molto minori, non è difficile immaginare che la mafia si getterà sul Ponte dello Stretto di Messina con la voracità sanguinaria e parassita degli animali da preda.

La pelle della gente? E chi se ne frega. L’ambiente? E chi se ne strafrega. E la mafia? Oh che sfinimento di cazzo con questa storia, e poi noi con la mafia abbiamo ottimi rapporti e non ci saranno problemi.

Business is business. E poi non si dice sempre che bisogna modernizzare? Ma verrà un giorno, non poi così tanto lontano vista la velocità cui stiamo andando, in cui il termine “modernizzazione” sarà considerato una parolaccia.

48 replies

  1. Purtroppo i pazzi sono ancora fra noi e il peggio sarebbe quello di assecondarli. Uma vera follia sarebbe quest’opera e gli unici a goderne sarebbe solo i soliti politicanti collusi e i soci mafiosi. Maledetto Paese il nostro.

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  2. A parte i doverosi dubbi sismici… quello che lascia sgomenti è scoprire che il famigerato ponte era un cavallo di battaglia della valorosa loggia di propaganda due !!!!
    A volte si intravede un ombra: ma è solo il fantasma di Licio Gelli

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    • si ma vuoi mettere dover ringraziare la Mafia per i voti presi !
      Soldi pubblici sono i migliori e i più sicuri.
      Poi non consideri che si può transitare più velocemente senza perdere tempo ad attendere i traghetti ,essere obbligati a rispettare orari di partenza e di arrivo nei due scali.
      Consideriamo pure che si dovrà a pagare gli espropri di terreni e fabbricati esistenti,si dovranno pagare nuovi progetti perchè quelli vecchi, che già abbiamo pagato alla società “IL PONTE” sono certamente superati.
      ER io pago per fgar grandi i ladri pubblici e privati.

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  3. Fini ha dimenticato la cosa più importante, cioè che magari arrivi da Reggio a Messina in 20 minuti col ponte, poi da Messina a Palermo ci vogliono 4-5 ore…….

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    • E se invece il PONTE fosse la base di partenza affinchè da Messina a Palermo,F I N A L M E N T E ,invece di 4-5 ore si potrebbe arrivare in 2-3 ore,mettendoci le ‘limitazioni'( per incassare multe sulla velocità)esistenti ormai dappertutto ed in tutte le autostrade colabrodo dopo ‘passato’ il ‘liberismo’ dei maletton e ‘compiacenti’ politici(ed a libro paga ,’ascoltati’ i numeri dei finanziamenti loro a determinati partiti)=introiti,anche a fronte di manutenzione non effettuata o finta,a me,ed i cocci a te ‘comunità’?E malgrado le intercettazioni ancora ‘ascoltabili’ di coloro che avrebbero dovuto già provvedere,si stanno ancora a fare i processi,ma…dopo avergli già(gov gialloverde,Conte 1)regalato i 9 miliardi x riprenderci quel che gli era stata regalato,e con i termini della concessione secretati?E Massimo Fini dovrebbe ‘frenarsi’ un pò:non si può essere ‘tuttologhi’,e soprattutto bisogna occuparsi’ delle ‘cose’ di casa propria,non delle ‘cose’ che stanno lontano da casa ‘propria’…che sono poi 4,5 miliardi eu se in termini di soldi il SUD ha già dato,e tanto,vd Mose(più ladrocinio che Parmalat),Expo idem,Tav,aeroporti ed autostrade anche inutili,tutti a Nord,a prezzo nord e tutti finanziati con i soldi che l’europa aveva destinato alle zone disastrate d’italia,che non potevano/possono che essere a SUD.Magari a cdx e csx e m5s(nel suo ‘poco’)ci si è confusi e Venezia,Milano,To-Mi-Bo-Ro,tutto ad un tratto erano diventate ‘zone sottosviluppate’…inevitabilmente “a nostra insaputa’,certo.

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      • Temo che di tutto il tuo contorto sproloquietto, solo Maristella ci ha (forse) capito qualcosa, che poi è ciò che vuole darci a intendere da tempo: non si vogliono dare soldi al sud.

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      • Maristella, se hai letto l’articolo ti dovrebbe essere chiaro che Fini vorrebbe, come tanti altri, che si spendessro soldi per sistemare e ammodernare l’esistente e non sperperarne per un’opera faraonica che resterebbe fine a se stessa.

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      • Pietro46 se sei andato a scuola dovrebbero averti insegnato a scrivere frasi composte di soggetto, predicato, complemento oltre ad usare gli spazi tra una parola e l’altra e la punteggiatura.
        Scrivere su un blog di internet non vuol dire farlo cone ti pare, perchè a chi legge viene mal di testa, a scuola i prof. a non te lo hanno spiegato?
        Io per non farmelo venire (il mal di testa) mi sono fermato dopo la prina riga.

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      • Peter…e magari ti sei ‘messo in funzione’ a quell’ora x gl’incubi che t’avevo procurato col mio commento,e che non ti facevano proprio dormire?
        Ascolta…è la LOGICA conseguente…Maristella non si è ‘calimerata’ x niente come te,e puoi dunque trarre da solo le conclusioni se ha gentilmente risposto al mio commento con ‘motivazioni’ a ‘motivazioni’…se sapessi la tua età magari potrei prendermela con una simil Gelmini che durante la sua ‘scola’ t’ha ‘imparato’ la sintassi che più piaceva a lei…a me ai suoi tempi la compianta Rosa Russo Jervolino,durante il periodo della SUA SCOLA,lasciava la libertà di ‘proiettarsi’ da S.Trada a Messina,nel Ponte a venire,e ‘sognare il futuro’,scolasticamente parlando,anche.Dunque non hai ‘capito’ il mio scritto?Curati la tua ‘ignoranzità’ casomai se sei proprio tu a non riuscire a ‘capire’,non io.NB:Io non mi permetterei mai di scrivere quel che hai scritto tu nei riguardi di chiunque:magari gli/ti posterei a risposta la ricetta degli ‘occhi di merluzzo’ arrostiti o impanati e fritti.E grazie x non aver superato la lettura dopo la 1° riga:non ci tenevo proprio che mi leggessi,basta ed avanza MARISTELLA.E con simpatia,comunque,oohh!.NB2……..e se Maristella informa che ‘non si vogliono dare soldi al SUD’,ne ha tanta ragione…sei proprio,è il caso di dirtelo,ignorante in materia(nel senso che ignori proprio)quel che settentrionalisti e non solo meridionalisti,economisti e ‘istituzioni statali’ affermano,che dal 1950 ai giorni attuali solo,SOLO,S O L O,l’1%(UNO%)del pil italiano ha varcato il Rubicone x arrivare a SUD.E se lo dice anche Galli della Loggia oltre al Formez,dove cxxxx è finito il restante 99%?

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      • Pietro46, vedo che hai risposto al mio commento.
        Purtroppo non leggerò la risposta nè altri eventuali tuoi scritti fino a quando non ti esprimerai in italiano usando spazi e punteggiatura in modo corretto.
        Ti ho già detto che ci tengo alla mia salute.

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  4. Questa è la politica dei cavernicoli mafiosi.
    Una ventina d’anni fa si parlava di autostrade del mare, di costruzione di un porto commerciale di interscambio logistico dove imbarcare i tir diretti nel continente per il trasporto di derrate alimentari fresche prodotte in Sicilia, evitando il lungo tragitto su gomma
    Invece del ponte si potrebbe costruire qualche molo in più tra Villa San Giovanni e Messina, smaltendo facilmente i picchi di traffico estivi e festivi.

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  5. Gli aspetti negativi della realizzazione di quest’ opera sono i seguenti:
    – Quello Sismico è il principale, data la zona a forte Sismicità, (vedi i precedenti fatti avvenuti!!!);
    – La manutenzione nel corso degli anni occorrente a causa del clima marino, di conseguenza i COSTI occorrenti;
    – Il costo dell’ Infrastruttura iniziale e futuro per la presenza cancerogena di Mafia e Andragheta, dato il periodo economico poco felice che attraversa il Paese;
    – Non sono Ambientalista, occorre fare una considerazione anche sull’ Impatto Ambientale;
    – Ritengo che i Soldi sarebbero meglio spesi per Infrastrutture interne, quali ad esempio Autostrade;
    – Non vado oltre, anche se ci sarebbero altri aspetti da valutate:

    LORENZO

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  6. Tutti pretesti quelli antiponte. In qualsiasi altro paese , anche più sismici del nostro come la costa occidentale USA o il Giappone, un ponte di 3 chilometri che unisce il 7% della popolazione globale di una nazione, sarebbe già stato fatto 30-40 anni fa senza tante storie. In Italia c’è di ben peggio come disastri ambientali con qualche migliaio di coste o splendide colline devastate da ecomostri. Si butti giù man mano qualche milione di case semiabusive e si costruisca il ponte. Questo è il futuro sostenibile

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  7. Egregio Massimo Fini, la seguo e leggo i suoi articoli molto attentamente e ne condivido sempre il contenuto. Magari perché siamo coetanei e abbiamo vissuto in una medesima idea di questo paese e di questo mondo.
    Di questo articolo vorrei, anche se capisco di aver solo la terza media, fare un appunto. Il ponte dell’ing. Morandi non è caduto per qualche difetto di progettazione o costruzione, bensì per l’avarizia, la rapacitá e la dolosa mancanza di controllo se non corrotta mancanza dei controllori, sulle dovute nonché conosciute esigenze di manutenzione. Manutenzione nom eseguite e sempre rinviate per accrescere gli utili dei soci e padroni, che alla fine hanno portato alla tragedia, non certo per colpa dell’ottimo ing. Morandi. Ma alla fine ho solo la terza media di tanti anni fa dove si studiava anche la lingua latina. La saluto, sempre, con piacere e rispetto.

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    • Ottimo un accidente.

      Quel tipo di costruzione ha cominciato a deteriorarsi già pochi anni dopo la costruzione.

      E non è praticamente possibile eseguire la manutenzione delle strutture metalliche quando sono affogate nel cemento!

      Sennò facciamo come quell’altro ingegnere siciliano, che su YT cercava di spiegare che il ponte è caduto perché colpito da un fulmine.

      Mica perché era costruito con tecniche ‘avanzatissime’ che lo avevano reso immediatamente una bomba a tempo.

      Se proprio volevano qualcosa che somigliasse al Ponte di Brooklyn,

      potevano almeno farlo in quel modo, invece di dare tanto lavoro all’industria del CEMENTO, la vera beneficiaria di quell’opera di propaganda industriale.

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      • “Quel tipo di costruzione ha incominciato a deteriorarsi già pochi anni dopo la costruzione”…e malgrado ‘esportato’ il ‘progetto’ in altri continenti causò danni anche da quelle parti,però…venne giù 51 anni dopo l’inaugurazione.E malgrado lo si sapesse della sua ‘precarietà’,non si sono trovati nemmeno 300 giorni x non renderlo ‘precario’,nè x costruirne uno nuovo e con tutti i crismi necessari:che è quello che sarebbe stato necessario fare e sperato,anche,e che c’interessa.

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  8. carolina NON c’è (e NON ci sarà MAI, come non ci sarà MAI sui mose, la poveretta senza SENSO)! E anche la maria stellata NON c’è!

    NON ci sono. Ma perchè ma perchè. Ma perchè, ma perchè!

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      • Cose GROSSE

        l’unica cosa dotta che ha, è il suo libro paga da morta di fame. I 30 euro al mese glieli danno, come al gatto randagio. Deve mantenere un Figlio. Il gatto, invece, la escort (in senso di macchina allungata), però dalla punta moscia. COSE GROSSE. Così si fa.

        La DIGNITA’. La DIGNITA’, SEMPRE.

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    • Andrea,
      Senta genio contemporaneo, io commento quando mi va.
      Per il ponte, nei post di mesi fa, mi ero già espressa favorevolmente.Sono stata sul lungomare a Reggio Calabria , e vedere la costa siciliana così vicina eppure impossibile da raggiungere tanto da desiderare di andarci a nuoto, mi dava una grande amarezza. Idem dalle coste siciliane.
      Massimo Fini non è tra gli autori che stimo, per più di un motivo, quindi ciò che scrive non mi interessa.
      Sono d’accordo con Pietro 46 e con Salmi .
      Circa il motivo principe di chi è contrario, cioè gli appetiti delle criminalità organizzate, sono pari a quelli delle stesse criminalità ormai trapiantate anche al Nord.
      Però al nord le opere anche se inutili si fanno , al sud no.
      È gravissima la criminalità a ogni latitudine, e allora lo stato la combatta seriamente, mandi l’esercito, i Marines, i caschi blu, l’Onu, ma faccia le opere che servono.
      Le infrastrutture sono come le arterie di un organismo vivente, sono indispensabili per farlo vivere , per trasportare merci, persone, studenti, lavoratori , idee.

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      • Ma tu hai capito che questo ponte non è fattibile tecnicamente e che non c’é modo di sapere quanto e come ci verrà a costare senza iniziare opere di preparazione colossali?

        Parrebbe di no.

        Poi lo stretto a nuoto fattelo pure, c’é riuscito Grillo, ci puoi riuscire anche tu.

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  9. Un ponte che unisce il Nulla al Niente cioè la Sicilia alla Calabria entrambe prive in assoluto di infrastrutture, con viabilità stradale, autostradale e ferroviaria =ZERO

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    • Dissento. La Salerno-Reggio Calabria è ormai praticabile quasi tutta ad una media di 110 all’ora. Vado regolarmente in Sicilia in auto e ovviamente è il passaggio dello stretto.che fa perdere mediamente un’ora e mezzo (per 3km)

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      • Salmi, qui la gente vuole soldi in tasca propria a ufo (tipo rdc o 110% per rinnovo loro proprietà) non cose per la collettività

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    • Dovrebbe ‘Unire il Nulla al Niente’ dici?Per te,forse.Sei mai stato sulla collina di Santa Trada dove è stata posata la 1°pietra del costruendo ponte nel 2004?Di giorno o di notte seduto fuori dal ristorante o dalla discoteca che prende nome proprio ‘Il Pilone’?Di giorno o di notte con quella vista che t’illumina gli occhi?O seduto lassù da qualche parte e vedere ‘la prossima Meraviglia delle Meraviglie del Mondo’.Ma chi se ne frega se serve o meno x traffici di qualsiasi tipo:la VISTA,basta la vista,che tutto il resto è superabile se solo tu ‘salissi lassù’ e stessi ‘a guardia del 1°Pilone’ e dell’operato degli addetti.Non prima di ‘informarti’ se come per la precedente ‘partenza’ c’è nel contratto che qualora,per qualsiasi e disparato motivo non si dovesse addivenire alla costruzione completa della ‘Meraviglia’,non ci RI-sia una penale di 950 milioni eu(i prezzi ora lievitati causa covid e guerra,rispetto alla penale prec di 850 m.oni,che Gentiloni pagò sull’unghia all’allora Impregilo,gestita da ‘amici ed amici di amici di cdx e csx.vd coop cementieri CMC,Salini,Gavio,Mercegaglia e….).Che se c’è sta penale chi è quel fesso che non briga x non far fare la ‘Meraviglia’ se non costruendola QUADAGNA più che se si mettesse a costruirla?Come del resto AVVENUTO:che su 4 miliardi di lavori si poteva mai guadagnare più degli 850milioni eu di penale che arrivavano prima o poi,stando come se si fosse a rdc milionario,però,,seduti sul divano a farsi ‘sventolare’?

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  10. finto quello di messina serve quello in sardegna…e basta con questo traghetti che impiegano ore e ore per arrivare a destinazione.
    Toglieremo le pensioni agli invalidi me le pensioni al minimo,dovranno andare avanti soli i ricchi quelli che non hanno pensioni …hanno solo capitali nei paradisi da investire per fare sempre più denaro;perchè denaro vuol dire potere!
    Insomma se non lo avete ancora capito il mondo è diviso tra furbi e fessi(ovvero piglinculi e mettinculi) il mondo è semèpre andato avanti in questo modo ed ora vorreste fermarlo? Illusi !!
    Pensate che chi deve costruire il Ponte abbia pensato con quel denaro a quanti invali e bisognosi si potrebbero sfamare o a quante scuole,abitazionii ed ospedali si potrebbero costruire?
    Noooo…. stanno pensando a quanto denaro andrà nello loro tasche e a quelle dei loro amici.
    Disoccupazione,mancanza di lavoro,assenza di servizi sociali più elementari…mica sono loro problemi… e chisse…!
    E’ 70 anni che piano piano ci hanno portato in questa situazione togliendoci ogni strumento per cambiare le cose.
    Delinquenti,mafiosi e ladri,condannati ed inquisiti sono in parlamento e si sono pure fatti le leggi per farla franca nel silenzio più assoluto di coloro che predicavano bene ma razzolavano male.

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    • n&t
      Specie dopo aver letto commenti come quelli dei due che ti precedono, il cui problema nella vita è non perdere un’ora e mezzo per attraversare lo stretto (pensa tu che vivo in Sardegna… VOGLIO IL POOOONTEEEE!!! gne gne gne) o fare qualcosa per la collettività (cioè per chi ha solo i loro problemi), togliendoli ai poveretti che vivono col RDC o a chi ristruttura la casa, facendo girare l’economia e agendo in favore dell’ambiente.
      Che dici… elettori dei Renzenda?

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  11. IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA È, NELLA SUA EVIDENTE NON FATTIBILITÀ, SOLO UN IMPONENTE SISTEMA DI DRENAGGIO CRIMINALE DI RISORSE PUBBLICHE

    Come succede oramai di regola sulle questioni più o meno importanti poste all’ordine del giorno si scatenano le opposte argomentazioni ideologiche e inconcludenti. Anche sorrette da una parte e da un’altra da fittizi o reali ‘specialisti’, non di rado ignari delle problematiche in gioco, quando non mercenari al servizio di specifici interessi privati.
    Attorno a costoro il becero tifo da stadio dei più diventa soffocante e giustifica solamente la relatività e dunque l’inutilità della discussione utile a capire. Dunque giustificando il decisionismo del fare senza capire.
    Quanti cittadini si assumono la responsabilità di affrontare in proprio la questione nella maniera più analitica, informata e auto-critica possibile, prima di dire la propria con piena responsabilità?
    I mezzi informativi certamente sovrabbondano, ma con essi si moltiplicano i produttori di fake news addirittura anche professionali ed istituzionali. Così nell’indistinguibilità tutto risulta giustificabile e credibile ma con un suo prezzo, ‘verità’ inclusa.
    Proprio questo modello di società mediatica della cosiddetta ‘libera’ informazione è in realtà fondata sul caos informativo o sul suo conseguente governo nell’interesse dei più forti nel manipolarla: i padroni del mainstream, ossia l’oligarchia economico-finanziaria anche proprietaria dei media informativi; che rendono tutto e il contrario di tutto simultaneamente possibili se non veritieri secondo convenienza.
    Da qui lo specialismo organizzativo della menzogna e la conseguente dittatura dell’interesse privato dei più forti.
    E quindi il valore assolutizzato del business al di sopra di ogni valore umano, etico e deontologico. Perfino quando criminale o criminogeno nella sostanza, ma legalizzabile nella forma.
    Democrazia? Certamente la democrazia dei polli allevati in batteria e in attesa della loro futura e gioiosa … macellazione. Una macellazione per polli umani, quanto meno, dell’intelligenza. E scusate se vi sembra poco.

    Pertanto magari repetita iuvant per i volenterosi che trovano però il tempo e la pazienza necessari per cercare di capire al meglio.
    Non certo per chi di capire e di verificare in proprio non ha nessuna voglia perché ha già accettato il suo destino di pollo.

    *******
    Perché il ponte sullo Stretto di Messina non verrà mai costruito
    by M&M

    Proprio al momento mi trovo nella mia casa estiva di Torre Faro posta proprio sull’ingresso tirrenico dello stretto di Messina: un villino ben curato in un ampio e ventilato residence con ingresso diretto sulla battigia. Un luogo di notevole interesse naturalistico situato nella riserva marino-lacustre del Capo Peloro: due mari e due laghi collegati da più canali che amo attraversare in kayak in lungo e in largo. Un luogo prima a noi pressoché ignoto e di cui con mia moglie ci innamorammo perdutamente diciotto anni fa, impegnandoci così in un considerevole sforzo economico e lavorativo per farlo nostro.

    Fin dall’inizio ci si pose la questione di quale potesse essere l’incidenza, positiva o negativa, della costruzione del ponte.
    E dunque il conseguente livello informativo è assieme:

    1. diretto, perché svolto a ridosso di ben 36 anni della mia lunga carriera lavorativa a Messina;

    2.. distaccato, perché residente a Catania, la mia città di appartenenza e di origine familiare, ho potuto considerare la questione da esterno, dapprima come pendolare poi con secondo domicilio messinese, dunque sempre più integrato negli ambienti umani e professionali della città dello stretto,

    3. equidistante, grazie ad una casa di campagna/montagna della nonna materna sui Nebrodi, vissuta già da ragazzo per tanti decenni ed equidistante dalle dette due città, nonché pure proiettata più in direzione della Sicilia occidentale (il palermitano).

    Posso affermare seriamente che mi hanno consentito di approfondire la questione del Ponte sullo Stretto proprio tali ben differenti angolazioni di prossimità sul posto. Inoltre se la posizione territoriale in cui il ponte è previsto non è proprio da noi in realtà è a due passi da noi, su Granatari la zona da pianeggiante a collinare a ridosso di Torre Faro che collega con Ganzirri, anche sul litorale, nel cosiddetto elegante “circuito”; dov’è proprio previsto lo sbocco della campata marina siciliana sulla zona jonica di Capo Peloro. Litoranea e lungolaghi che amo percorrere in jogging.

    Così, insomma per diretta e coinvolta frequenza, già da tempo abbiamo capito che quest’opera faraonica, non in sé – attenzione! – ma in stretta proporzione alla realtà quantitativa e qualitativa dei luoghi, nella realtà non può essere prodotta, né pertanto verrà mai prodotta. Semmai la sua ulteriore previsione servirà ad accrescere ancora l’enorme spreco di risorse pubbliche avviato da oltre mezzo secolo a questa parte!

    Le motivazioni sono plurime e ciascuna dotata della sua evidenza, ma bisogna semplicemente constatarle con assoluta intelligenza ed onestà nella loro specificità. E viverle sul posto per ben comprenderle.
    In breve e senza alcuna pretesa di esaustività.

    1. Questioni geologiche. Le colline del versante messinese su cui bisognerebbe disporre i piloni di sostegno sono marne, ossia di pericolosamente instabile consistenza sabbiosa. Le aree interessate sono tutte ad alto rischio sismico. La potenza dei venti sullo stretto, assieme alla violenza anche estrema delle correnti marine è un dato tanto antico quanto proverbiale: chi non conosce il mito di Scilla e Cariddi, i mostri marini che inghiottivano le navi e gli equipaggi che attraversavano le acque perigliose dello stretto messinese?!

    2. Questioni logistiche. L’asse viario della città, che dovrebbe fare da servizio ai vari eventuali operatori di tale costruzione, è inesistente e quello sussistente è già insufficiente per la normale circolazione cittadina. Peraltro è anche stato da sempre reso problematico dalla proverbiale inettitudine dei politici locali a portare a compimento definitivo e pienamente funzionale le più varie strutture utili all’ordinario assetto. Figuriamoci se funzionali allo straordinario trasporto di materiali strutturali di enorme consistenza che richiedono grossi mezzi e strade adatte. Strade non solo inesistenti ma neppure riferibili quanto a fattibilità alle peculiarità di territori ed abitati: ex-villaggi di pescatori trasformati per lo più in case-vacanza ed ampliati enormemente a scopi turistici negli spazi prima adibiti ad attività agricole. Insomma spazi viari per lo più strettissimi e a troppo vicino ridosso di due laghi e delle dette colline marnose. L”assurdità di proposte “creative” di certi pseudo-tecnici quanto meno ignoranti dei luoghi o di strumentalmente interessati buontemponi circa l’uso di navi o aerei per tali trasporti strutturali si commenta da sé.

    3. Questioni territoriali. L’economia dei luoghi, durante questo impegno temporale previsto in maniera fin troppo generosamente breve, sarebbe semplicemente sconvolta se non distrutta da forme abnormi di circolazione viaria e dalla pesante invasività del costruendo sull’abitato preesistente sottostante e circostante. A pesante rischio ambientale e geologico, sicuramente distruttivo degli equilibri della meravigliosa Riserva Naturale del Peloro!
    In particolare anche il continuo servizio di traghetti ed aliscafi, in mano peraltro a personaggi eccellenti locali che difficilmente si faranno disarcionare mettendo in crisi un locale attivissimo comparto economico.

    4. Questioni criminogene. Che mafia e ndrangheta siano già interessate e direttamente coinvolte in appalti e sub-appalti è cosa ampiamente denunziata dalle autorità competenti. Che la politica siciliana se ne possa servire in collusione più o meno diretta è cosa ben nota nelle aule giudiziarie e presso i più affidabili organi inquirenti. Che mafia e ndrangheta abbiano oramai assunto dimensioni da holding nazionali ed internazionali è cosa di più recente altrettanto nota.

    5. Questioni politiche locali. Proprio nell’abitato che dovrebbe essere espropriato e demolito è voce diffusa ma mai giudiziariamente verificata che politici locali più o meno noti abbiano comprato immobili a prezzi stracciati. Nei fatti in tali zone l’ampliamento costruttivo di abitazioni e di strutture di servizio abitativo e turistico, anche con fondi europei, si è negli ultimi tempi notevolmente incrementato. A che gioco si vuol giocare allora? Col ponte diverse di queste aree andrebbero di necessità dismesse e con conseguenti grandi opere di demolizione e nel frattempo le incrementiamo con residence, hotel, ville più o meno lussuosamente ristrutturate, ristoranti e luoghi di ritrovo vari?!

    6. Questioni politiche nazionali ed internazionali. Perché le società internazionali più quotate nella costruzione di ponti così importanti se la son fatta tutte alla larga dalla partecipazione alle gare pubbliche di appalto? In definitiva favorendo pool di aziende nazionali di esperienza certamente non superiore né paragonabile?! L’esperienza disastrosa del crollato ponte Morandi di Genova messo in mano ai magliari Benetton non è servita proprio a niente?

    Questo ed altro andrebbe certamente bene approfondito anche a cura di tecnici super partes di comprovata ed elevata esperienza, ossia non direttamente ed economicamente coinvolti nel battage sull’opera. Ma questo sarebbe da farsi in un’Italia divenuta regno del conflitto di interessi e della mala politica collusa con la criminalità organizzata? Suvvia! Peraltro conservo ancora il patinato dépliant che, assieme al bellissimo modellino in scala ridotta posto a suo tempo in una sala cittadina, pubblicizzava l’opera. Anch’io ne rimasi tanto affascinato, fantasticandoci sopra positivamente per lungo tempo; salvo poi comprenderne falsità e menzogne retrostanti, mascherate da tecnicismi e ideologismi di principio tanto vacui quanto in vario modo cointeressati.

    Uno scandalo a cielo aperto che si avvia a durare tre quarti di secolo e più. E con tantissime coperture locali e nazionali! Nel frattempo nulla si dice su altri scandali seppure afferenti, e di analoghe durate temporali, quale lo svincolo autostradale del Viale Annunziata e del Viale Giostra mai veramente completato e con un intreccio di ponti agibili e inagibili simile ad un gigantesco otto volante da luna park! A non dire del perdurante scandalo cittadino dei quartieri di baracche del post-terremoto (1908) … “Il ponte sullo stretto?” ‘Ma mi facciano il piacere!’ (Totò) Insomma, quando oggi qualcuno parla convintamente di ponte sullo stretto la prima domanda che andrebbe posta è quanto quella specifica persona possa essere vicina o distante dal malaffare che vi gravita attorno. Ci si chiede pure da tempo come sia possibile che la magistratura non sia mai energicamente e in maniera definitiva intervenuta a tutela dell’interesse pubblico … E, proprio per questo, magari ci si potrà rendere conto dell’enormità del coinvolgimento del sistema che vi gravita attorno. È difatti impressionante la quantità di interventi pubblici e privati sulla questione, ma al contempo altrettanto impressionante la precisa e puntuale e violenta contrapposizione politica, in commistione con conflitti di interesse che ne dimostrano una strumentalità quanto meno tangenziale alle tanto richiamate aderenze criminogene. Un ampio studio documentario:

    ilmitico-ponteDownload

    Altri riferimenti in ordine sparso:

    https://www.wired.it/article/ponte-sullo-stretto-di-messina-berlusconi-costi-societa-liquidazione/

    https://www.peacelink.it/ecologia/a/32496.html

    https://www.uonna.it/noponte1.htm

    Il Ponte sullo Stretto, privo di qualsivoglia seria fattibilità, con la sua voragine di denaro pubblico speso inutilmente è il più grande ‘regalo’ fatto alle mafie di sempre e a specifiche e contigue oligarchie economico-finanziarie e alle forze politiche loro alleate. La mafia dei pascoli, la mafia del pizzo ai commercianti, la mafia della droga … ? Certamente fenomeni criminali tutti da combattere. Ma questa, così consustanziale alle istituzioni statali e al loro cancro partitocratico, come andrebbe chiamata?

    (30 agosto 2022)

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  12. Peter Pan 7,18,
    Tutte le valutazioni sul ponte sono pretestuose e finalizzate a non voler fare ne’ il ponte ne’ le altre opere di viabilità’,
    Ok , non si faccia il ponte.
    Ma perché non di iniziano le opere minori? Lei le ha viste?

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    • Su questo sono d’accordo, Mari.
      Risolvano i problemi di viabilità interna della Sicilia!
      Non concentrarti solo sulla mafia, Mari… l’impedimento più importante, per quanto riguarda il ponte, è quello geologico: zona sismica a parte, i piloni dovrebbero poggiare su terreni sabbiosi molto instabili (marne).

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  13. Di questi tempi un ponte del genere si può costruire tranquillamente: anche in Italia ne abbiamo le capacità. Se ne sono costruiti altri ed in zone sismiche pen più pericolose.
    Quanto alla Mafia occorrerebbe tenere gli occhi bene aperti, ma ovviamente la lotta alla Mafia l’abbiamo già data per persa, se parliamo così.
    Piuttosto sarebbe da dare un’occhio alla lobby dei traghetti, che fa il bello ed il cattivo tempo… Ma tanto sono solo terroni, dei fancazzisti che possono benissimo ” traghettarsi”: si fosse trattato di Milano, di ponti se ne sarebbero già costruiti almeno tre…

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  14. “Di questi tempi un ponte del genere si può costruire tranquillamente: anche in Italia ne abbiamo le capacità.”
    Se è per questo noi italiani abbiamo le capacità per costruire infrastrutture ovunque.
    Bisogna vedere se, oltre a TE, a farlo sullo Stretto di Messina si sentono tranquilli anche quelli che ne capiscono appena appena di più.

    “Messina oggi.it

    Ponte sullo Stretto, Mario Tozzi: “un’opera diseducativa”
    14 MAGGIO 2021
    di Mario Tozzi* –

    Puntuale come un incubo quando si è mangiato troppo e male, anche sotto questo governo si ripropone il ponte sullo stretto di Messina, antica bandiera sventolata dai demagoghi di ogni segno e colore. Stavolta lo si fa brandendo “nuovi studi” che renderebbero oggi fattibile un’opera di cui si parla dal tempo dei romani e riportando tutto a una questione tecnologica. Dimenticando che la vera domanda non è se il ponte sia realizzabile, ma se le infrastrutture debbano guidare lo sviluppo, come dopo una guerra, o assecondarlo, come vorrebbe la logica della transizione energetica.
    Al mondo non è mai stato costruito un ponte a campata unica più lungo di quello di Akashi (in Giappone): quello di Messina sarà lungo il doppio e ancora non si comprende bene utilizzando quali materiali. Ma piuttosto il problema è il luogo, la nostra regione di maggior rischio sismico, segnata da una lunga e profonda spaccatura che passa proprio sotto il futuro ponte.
    Una faglia che divide due regioni che si ALLONTANANO e si SOLLEVANO in maniera DIFFERENZIALE, nel corridoio crostale più ballerino che ci sia in Italia. Non che non si possa procedere in queste condizioni, ma il succitato ponte di Akashi fu spostato dopo il terribile terremoto del 1995 e parzialmente riprogettato, perché non si erano previsti sismi di quella magnitudo a Kobe. Ecco perché il ponte sullo stretto deve essere commisurato almeno a magnitudo 7,5 Richter, non potendo escludere terremoti più potenti.
    Dunque riusciremo senz’altro a realizzare un ponte così robusto, in grado di reggere perfino a un’esplosione nucleare, ma, nel caso di un terremoto tremendo come quello del 1908 (che arriverà, è solo questione di quando), finirebbe per unire due cimiteri, in quanto le province di Reggio e di Messina hanno solo il 25% di costruzioni antisismiche. Non bastassero i terremoti ci si mettono anche le frane, in particolare gli SCIVOLAMENTI GRAVITATIVI: grandi superfici di distacco che possono arrivare fino a chilometri di profondità e minacciare qualsiasi opera e che sono ben noti sul versante calabrese. Come sono ben note in superficie le frane del messinese (Giampilieri). Ha senso sclerotizzare quel ben noto “sfasciume pendulo sul mare” con un oggetto rigido di 166.000 tonnellate che, oltretutto, comporterebbe movimenti di terra colossali, apertura di cave, prelievi di inerti, livellamento di colline, opere di cemento armato al contorno, cioè esattamente tutto quello che non dovresti fare nell’Italia record europeo di frane (620.000 su 750.000 nel continente intero)?
    Ma a chi gioverebbe il ponte? Certamente poco a quei messinesi e reggini che si spostano ogni giorno.
    Non è che il ponte nasce nel centro di Reggio e finisce nel centro di Messina: gli imbocchi saranno a Cannitello e a Ganzirri, così che, chi prima ci metteva 30’, domani ci metterà il doppio, dovendo prendere un’auto che prima non usava, uscire dalla sua città, attraversare e rientrare poi nell’altra, cercando pure parcheggio. Il ponte finirebbe per aumentare il traffico su gomma. E se ci fosse pure la ferrovia (fatto sul quale si attendono rassicurazioni) andrebbe anche peggio, visto che i treni non possono superare pendenze appena pronunciate, cosa che comporterebbe avere imbocchi ancora più lontani.
    Se si vogliono rispettare le leggi europee di finanziamento, il pedaggio sarebbe caro, ricordando che tutti i grandi attraversamenti del mondo, dal Golden Gate al tunnel sotto la Manica o costano parecchio oppure sono in deficit (e indovinate chi paga, nel caso). Sempre ammesso che le faraoniche previsioni di attraversamento siano rispettate: oggi l’attraversamento medio si attesta attorni ai 10.000 veicoli/giorno, come potrebbe domani arrivare a 100.000 resta un mistero, visto che solo un pazzo scenderebbe da Berlino a Palermo in auto e non con gli aerei low cost o con le auto caricate in nave. E che, in media, un siciliano esce dalla propria isola solo una volta all’anno. E non perché manchi il ponte.
    Infine l’incancellabile sfregio al paesaggio meraviglioso dello stretto, al mito di Scilla e Cariddi, al parco letterario, alla natura. Come facciamo a essere così arroganti da imporre a figli e nipoti un’opera che potrebbero rifiutare? Quando con una minima parte di quei denari si può risistemare in maniera ecologicamente sostenibile il traffico marittimo dello stretto, con navi a rinnovabili e con il disegno di nuovi scali. Una follia priva di senso geologico, naturalistico e culturale, una delirio onanistico di una setta di tecnocrati incapaci di convivere armonicamente col mondo che ci circonda. E, soprattutto, un’opera diseducativa, inutile e potenzialmente dannosa.”

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  15. Tranquilla, @Anail, non si farà. Traghetti per sempre… Non siamo mica a Milano.
    ( Magari un’occhiata ai ponti giapponesi i californiano si potrebbe dare..
    Come sempre si scelgono gli scienziati di riferimento anche se non mi risulta che Tizzi sia un ingegnere…)

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    • No, è solo GEOLOGO.
      Un ingegnere sa COME si costruisce un ponte… forse, se è bravo.
      E nessuno nega che ci sia chi lo sappia fare.
      Ma il geologo si occupa di DOVE si costruisce e magari conosce bene, sicuramente meglio di noi, i territori e le loro differenze, Giappone e California compresi, visto che fa proprio il paragone con il ponte di Akashi.
      In Giappone, tra l’altro, TUTTI gli edifici sono antisismici, a Messina e Reggio no… ma si pensa al ponte!
      Così che, QUANDO succederà il prossimo terremoto, avendo utilizzato le risorse per fare le sboronate inutili e dannose, si uniranno allegramente, come dice Tozzi, due cimiteri!

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  16. La tecnologia sta facendo passi da gigante. Mai dire mai. Quello che fino a pochi decenni fa sembrava impossibile ora è normale amministrazione. Pensiamo solo ai progressi dei superconduttori, alla ricerca sulla fusione nucleare che prima o poi si farà e risolverà un bel po’ di problemini: energia potenzialmente illimitata e zero scorie.
    Vedremo, purtroppo però ogni cosa diviene propaganda politica e ognuno pubblica opinioni e dati che fanno comodo alla propria parte. Pare che non ci si possa allontanare da questo modo di fare.

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    • Naturalmente ci parli dei semiconduttori e della fusione a freddo, poi per spiegare di quale materiale faranno un ponte da 3 km e rotti c’é sempre tempo:

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    • La TERRA, Carolina… LA TERRA. Anche le astronavi sappiamo costruire, ma prima di mandare l’uomo su Marte, ci mandano le macchine per conoscere L’AMBIENTE, per vedere se è fattibile per NOI.
      Forse che pensino di farci atterrare su Giove o Venere? Dubito, viste le condizioni.
      Vedo che ti ostini ad ignorare TUTTE le problematiche, come se L’UNICA consistesse nella tecnologia…l’ennesimo tassello che ti posiziona nelle tipiche ideologie di destra: ignorare l’ambiente, in senso lato e proprio, credere che tutto ciò che è possibile IDEALMENTE fare, sia necessario e giusto farlo.
      Una hybris già sufficientemente punita, nel tempo, ma che non insegna mai abbastanza e continua a sfidare ogni nemesi.
      Com’eravamo bravi a fare i transatlantici, che meravigliosi costruttori…peccato che abbiamo ignorato gli iceberg…

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      • Dai no!Una come te non può ‘arrivare’ ad una simile conclusione “peccato che abbiamo ignorato gli iceberg”…un satellite,da anni ed anni ormai, vede un cardellino che entra nell’oblò di una nave(per restare in tema) e non sarebbe capace di ‘disintegrare’ un iceberg che vorrebbe baciare un transatlantico?Carissima:il timoniere del Titanic stava a trombare quella sera,ed eccitato com’era,non poteva vedere un bel niente,altrimenti…….

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      • Ma che dici? Non confondere Titanic e Concordia.
        All’epoca non si trattava di timoniere, ma di due “avvistatori”, che purtroppo sono stati confusi da particolari condizioni meteorologiche che hanno trasformato mare e cielo in un immenso gioco di specchi e miraggi.
        Comunque, se non cogli la metafora del Titanic e dell’iceberg, non ci siamo…che cosa c’entra che riusciamo a vedere un cardellino, se non riusciamo a tener conto dell’ambiente che ci circonda e a CAPIRE i danni enormi che facciamo alla Terra giorno dopo giorno?
        Stiamo dialogando su due piani ben diversi.
        Per dirla tutta, non hai colto:
        intendevo proprio contrapporre la TECNOLOGIA al RISPETTO delle condizioni del nostro ambiente… e tu me lo riproponi?
        Chiamasi CECITÀ.
        E arroganza umana.

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      • Fai la brava…allora,1 9 1 2(millenovecentododici)c’erano due ‘avvistatori’ neanche messi sull’albero maestro,che non c’era appunto sui transatlatici,come invece c’è da sempre sui barconi quando devono avvertire,gridando ‘lu pisci,lu pisci'(ricordi Modugno?),nella caccia al pesce spada sullo stretto….1 9 1 2,costruito dagli stessi che ordirono l’indegno attacco,aiutati da ascari,al REGNO DELLE DUE SICILIE ed alla SUA MARINAche stava x soppiantarli nei commerci asiatici.1 9 1 2—-OGGI STIAMO A PARLARE DI tecnologia,NON DI SALDATURA DI FERRAGLIA,tecnologia,questa
        bim.acca.it/il-ponte-più-lungo-del-mondo-e-sul-fiume-delle-perle-in-cina/#
        55km di ponti di cui 30 sopra il livello dell’acqua.(E l’impresa ex impregilo che dovrebbe costruire questo sta già,anzi ha finito di costruire uno in collaborazione con az. giapponese in Romania(senza ferrovia,cosa impossibile anche in Sicilia,si dice,o alternando il ‘passaggio)di 2 km con campata unica di 1,2 km.
        NB:Io nei miei precedenti commenti dicevo che ‘bastava’ la vista di questa probabile ‘Meraviglia fra le Meraviglie’ a compensare la ‘miseria’ dei 4 miliardi che costerebbe.Che se vogliamo,dando la libertà di scelta ai siciliani,sarebbe il totale del contenzioso fra stato e regione autonoma,che si determina ogni anno,oltre al contributo europeo…ed eventuali ‘cocci’ rimarrebbero sulle loro spalle.NB:L’unico ‘casino’ mai visto degli ambientalisti è risultato su quest’opera.

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