“La Russia è allo stremo”: le tre tecniche per capire se i media italiani ci stanno manipolando

‘La Russia è allo stremo’: le tre tecniche per capire se i media italiani ci stanno manipolando

(Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – L’Italia è sotto una propaganda pesantissima e afflittiva che impedisce al nostro Paese di godere pienamente della libertà di informazione che dovrebbe caratterizzare le società libere. Televisioni, radio, quotidiani, l’intensità della propaganda in Italia è pari a quella in Russia. Quando si verifica una simile afflizione, l’Università, che è il vero pilastro della libertà, interviene in favore dei cittadini per favorire la crescita della loro consapevolezza nel rispetto della missione umanistica che la società libera le affida.

Esiste un metodo per accorgerci quando i media italiani ci stanno manipolando?

Esiste, ma è complesso, perché è radicato in anni di studio della teoria sociologica classica e contemporanea. In questa sede, indico tre tecniche per scovare i messaggi distorti sulla guerra.

La prima tecnica consiste nel prestare attenzione al “doppiopesismo”.

Ecco un esempio.

I media italiani dominanti sostengono che la Russia sarebbe allo stremo militare perché acquista i droni dall’Iran. Ma le ragioni per cui uno Stato compra armi da un altro Stato possono essere le più varie. Può accadere che Guido Crosetto chieda alla Francia di costruire le bombe a mano per l’esercito italiano perché produrle a Milano costerebbe troppo; perché vuole impegnare l’industria militare in un altro tipo di prodotto; perché teme che i lavoratori italiani si rifiuterebbero di costruire quel tipo di ordigno o magari perché una certa lobby francese riesce a persuaderlo.

Siccome la propaganda è volta a parlar male del nemico, la conclusione è che la Russia compra i droni dall’Iran e le munizioni dalla Corea del Nord perché il suo esercito sta per crollare. Di contro, l’Ucraina riceve tutte le armi dall’Occidente però i media italiani, ricorrendo al doppiopesismo, non applicano all’Ucraina lo stesso criterio di valutazione che vige per la Russia. La Russia compra i droni dall’Iran e, di conseguenza, la sua Difesa è al collasso però l’Ucraina, che prende tutte le armi dall’Occidente, ha un esercito fortissimo e uno Stato solido (che, in realtà, è in bancarotta).

La seconda tecnica per identificare i messaggi distorti consiste nell’osservare lo scarto tra ciò che i media dicono e ciò che i protagonisti della guerra fanno. Ecco un esempio. I media italiani DICONO che la Russia è crollata sotto il profilo militare. Tuttavia Biden FA una cosa che suggerisce altro: si rifiuta di inviare all’Ucraina armi troppo temibili perché sa che la Russia risponderebbe con armi ancora più temibili. Il FARE di Biden è in contrasto con il DIRE dei media italiani. Se la Russia avesse finito le risorse militari, Biden non avrebbe problemi a dare all’Ucraina le armi per colpire il territorio russo. Ciò che Biden FA smentisce ciò che i media italiani DICONO.

La terza tecnica per scovare i manipolatori richiede di prestare attenzione all’uso strategico dei titoli scientifici.

Se una trasmissione presenta un ricercatore sciorinando i suoi titoli scientifici, e poi quel ricercatore afferma che le colpe della guerra sono soltanto della Russia, quella trasmissione sta sicuramente cercando di manipolare il pubblico. La premessa pomposa ai titoli scientifici serve per indurre gli ascoltatori a credere che quel ricercatore sia l’incarnazione dell’oggettività. Tuttavia, un ricercatore può avere i titoli scientifici ed essere corrotto, timoroso di perdere il posto di lavoro o preoccupato di ingraziarsi il governo di turno. L’Università, soprattutto in tempo di guerra, non dovrebbe mai venire meno alla propria funzione umanistica, che è una funzione di liberazione, nel rispetto del progetto illuministico.

Viva la società libera.

39 replies

  1. La7 sta facendo un ottimo lavoro, i programmi dalla mattina alla sera rispondono a tutti i criteri elencati dal prof che poi rispondono tutti agli studi di psicologia sociale fatti in america dal dopoguerra ad oggi

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      • Il metodo di cui parla Orsini è in atto su tutte le Tv e i giornali da oltre due anni, funziona su ogni argomento perchè agisce sulla psicologia e bypassa la logica e la ragione, per questo non c’entra affatto il livello culturale. Per capire il discorso di Orsini si puo’ fare tirocinio su quei programmi, nella forma piu elementare, quindi la più insidiosa, c’è la merlino

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      • Concordo totalmente!! Le tv , tutte ,sono inguardabili , salvo solo Geo , per il resto potrebbere cancellare i loro palinsesti a cominciare dall informazione!

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  2. Penso che la tecnica principe sia la ripetizione infinita della bugia, in coro.
    A forza di sentirla ripetere su tutte le tv e tutti i giornali diventa prima plausibile, poi probabile, poi vera, quando cominci a sentirla dare per scontata anche dalle persone che conosci.
    Non mi spiego altrimenti il fatto che persone anche non deficienti siano convinte che l’Ucraina stia vincendo la guerra.

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    • Orsini abbia pazienza,
      Ma purtroppo Gobbels le spiegava molto meglio di lei…usando le parole di Hitler sul mein kamps

      “ «La propaganda non deve indagare la verità oggettiva e, nella misura in cui essa sia favorevole verso l’altro lato presentarla secondo le regole teoriche di giustizia,

      * ma deve presentare solo un aspetto della verità, che è favorevole al proprio scopo. (…)

      il potere ricettivo delle masse è molto limitato e la loro comprensione è debole.
      D’altra parte, se ne dimenticano in fretta. Stando così le cose,

      ogni propaganda efficace deve limitarsi a POCHE COSE ESSENZIALI e quelle devono essere espresse per quanto possibile in formule STEREOTIPATE..

      Questi slogan devono essere ripetuti con insistenza

      fino a che anche l’ultimo individuo venga a cogliere l’idea che gli è stata messa davanti. (…) Ogni modifica apportata nel soggetto di un messaggio propagandistico deve sottolineare sempre la stessa conclusione. lo slogan principale deve naturalmente essere illustrato in molti modi e da diverse angolazioni, ma alla fine bisogna sempre ritornare all’affermazione della stessa formula.»

      25 febbraio
      Slogan:
      Tutti in coro
      C’è un aggredito e un aggressore,c’è un aggredito e un aggressore….

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      • Goebbels diceva che una bugia ripetuta all’infinito diventa verità, ok ma come fai a sapere cosa è bugia e cosa no? quel che si ripete potrebbe essere anche verità, Orsini dice una cosa diversa, suggerisce un metodo per individuare la bugia dalla verità, forse non è proprio semplicissimo ma è alla portata di tutti

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      • Goebbels non diceva che una bugia ripetuta all’infinito diventa verità,questo lo afferma lei.

        Goebbels dice:

        “La propaganda deve presentare solo un aspetto della verità, che è favorevole al proprio scopo”

        L’aspetto Vero presentato dalla propaganda occidentale in forma” STEREOTIPATA”e “ripetuto con insistenza” e “favorevole al proprio scopo” ( mandare armi?)
        è :
        esiste un aggressore,esiste un aggredito.

        Una volta che ho riconosciuto questo aspetto tipico della propaganda,non ho bisogno ogni volta di dimostrare che è propaganda.Lo so e basta.
        E a quel punto sapendo con cosa ho a che fare, ragionerò con la mia testa e non con quella del pur ottimo Orsini,
        Su ogni notizia data.
        Io la vedo così.

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      • Goebbels sapeva vendere.
        La ripetizione ti si attacca al subconscio come un fungo, aggirando la coscienza e le sue difese. La cosa può essere usata a fin di bene, come nei mantra e le preghiere, ma il sistema non fa qualcosa di buono neanche per errore, e se lo fa se ne pente. Il potere secondo me è un algoritmo che non si concilia con il benessere umano, ma cresce e prospera nella malattia della società, quindi la desidera e la alimenta.

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      • @fabrizio
        👍
        @frencou
        “Vedi” che se leggi le prime parole del post 18.24 trovi la soluzione.

        Nei “diari di goebbels” vengono spiegate le parole di Hitler.

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  3. Minchiata clamorosa, Russia compra armi dall’Iran perché nessun altro – manco la Cina – gliele vende.
    E armi iraniane non sono certo top…

    Cosa dici Orsini della bandiera Ucraina a Kherson che la Russia dice è comunque territorio suo? Te doppiopesismo non ne fai, no…vaiaiaiaiaiaia

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    • Ahahahah ahahah ahahahah ahahah
      Non si finisce mai di scompisciarsi a leggere commenti delle vittime della psyop
      E sono pure convinti delle stronzate che si bevono giornalmente,

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      • Più che commenti sono fatti: Russia non ha tecnologia propria per armi high tech e trovarsi solo con Iran come fornitore non è proprio il top: come poter comprare solo una panda quando gli altri possono guidare una Mercedes.

        Altro fatto: la bandiera che sventola a Kherson è li in bella mostra, non è un photoshop…da che mondo è mondo dichiarare un territorio proprio mentre altribci piantano la loro bandiera è “delusional at best”

        Altro fatto che non passa dai giornali ma da scrivanie tipo la mia: aziende russe che implorano di mandargli pezzi di ricambio, disposte a pagare anche 3-4 volte i prezzi precedentemente pattuiti, per la manutenzione di tecnologie che avevano comprato prima della guerra (perché anche li, loro tecnologia non esiste) e si sentono rispondere: spiaze ma non possiamo vendervi manco un dado M6.
        Tempo poco quelle tecnologie bisognose di manutenzione smetteranno di funzionare con tutte le conseguenze del caso

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      • Pensa te, anche il GNL americano costa 3-4 volte il metano russo.

        Ma ovviamente, questo non ti passa per la testa. I russi sono in difficoltà, gli europei alla bancarotta.

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      • Infatti i russi hanno seguestrato tutte le lavatrici lavastoviglie e frigoriferi per recuperare i semiconduttori per gestire i satelliti iskander e carriarmati
        Mentre in itagglia per avere in pick up Toyota servono 18 mesi per averlo, senza contare che le centrali nucleari francesi non hanno chi gli arricchisce l’uranio e sono in difficoltà, poi ci sono il neon l’elio i fertilizzanti e tante tante cose che noi non abbiamo e i russi si.

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      • Si infatti anche in IT l’esercito passa di casa in casa a sequestrare elettrodomestici e/o coscrivere abili e arruolabili per andare al fronte. Li vedo suonare ai campanelli tutti i giorni si.

        E l’LNG costerà pure di più (al momento, riparliamone nel 2025) ma almeno si può comprare. Russia vorrebbe comprare ma molto semplicemente non gli vendiamo ciò che da soli non fanno e mai riusciranno a fare.

        Fate tenerezza con i vostri concetti bislacchi e conoscenze di macroeconomia all’amatriciana.
        Come i ragazzetti che entrano freschi freschi in azienda pensando di poter spaccare il mondo e sedere presto sulle sedie dirigenziali, che però non capiscono una beata mazza di come funzionano le cose.

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  4. È vero, c’è propaganda ambo lati, ma le difficoltà russe paiono piuttosto evidenti. Cioè, la narrazione può essere anche un po’ di parte, ma la sostanza, a tutt’oggi, domani si vedrà, c’è eccome. Quanto ai suoi tre filtri da usare per proteggersi avrei qualcosa da dire.

    1) La Russia acquista armi da altri perché è in difficoltà. Non è in grado di riassortire come le sarebbe necessario, causa sanzioni, soprattutto riguardo gli armamenti ipertecnologici per i quali è anche probabile che non abbia un’industria d’avanguardia (se l’industria gli funziona come l’esercito …). Si rifornisce perciò dove trova quello che gli occorre e nello stesso tempo aggira le sanzioni. Che questo significhi che i russi stanno messi bene, solo lei, Orsini, può pensarlo. Infatti, per quelle essenziali forniture, la Russia è nelle mani dell’Iran. Lei ricorda, vero, cosa sta significando per noi essere stati nelle mani della Russia per il gas? Ecco, ora per loro è lo stesso per la armi. Se cambia il vento (e ci può scommettere che c’è chi lavora a questo) armi iraniane o altro, addio. Un po’ come niente armi dalla Cina che non ne vuole sapere di aiutare l’ “amico” al prezzo che pagherebbe. Quando si entra in guerra è strategico essere autonomi oppure è strategico avere alleati a cui essere legati da patti più che solidi. Quanto all’Ucraina, mi piacerebbe sapere dove ha letto che la stampa italiana la consideri uno stato solido, economicamente forte e autonomamente armato (forse l’ha letto all’ “Università”). Lei ricorda, vero, che in Italia c’è chi vuole ottenere la “pace” (leggi resa) interrompendo il fusso di armi verso quello stato e questa parte politica è stigmatizzata proprio imputandole, in quel caso, il crollo della difesa Ucraina? Implicitamente, questo significa che la stampa italiana è perfettamente consapevole che l’Ucraina dipende dall’occidente anche perché ci siamo schierati in sua difesa perché ne aveva necessità come dell’aria.

    2) è vero che non si deve guardare a ciò che uno dice ma a quello che fa; ma questo lo sappiamo tutti perché fa parte dell’esperienza quotidiana di ciascuno di noi. L’Università non c’entra (l’ho fatta eh…). Premesso questo e premesso, Biden non ha acconsentito all’invio di armi offensive (diciamo più offensive di queste) per prudenza e per realismo politico: evitare di fornire il casus belli alla Russia per passare ad armi nucleari e mantenere una postura che consenta la trattativa, ora sottotraccia, ma domani in chiaro. Sa che è con Putin che si dovrà negoziare e forse ritiene che sia più sicuro con lui che con altri ideologicamente peggio. Quindi, quello che FA è tenere ben presente che quelle armi, che nessuno (non solo i russi) ha mai usato, sono sempre a disposizione, ma il problema che i russi hanno riguardo la loro situazione militare è comunque evidente. E poi FA in modo che possa rimanere aperto un canale di dialogo.

    3) Titoli scientifici: ops! Capita che lei ne abbia almeno uno e che non già gli altri che la ospitano, bensì il suo narcisismo che arriva prima della sua persona in carne ed ossa, si premura di conferirle quell’aura di cui lei parla addosso agli altri. Sarebbe interessante fare qualche parallelo curriculare tra lei ed altri come lei che esprimono punti di vista diversi per trarre qualche conclusione. Qui lei ricorda Travaglio che, nonostante le severe cantonate che a cadenza prende nelle sue crociate, ritiene di essere comunque il miglior giornalista (o quanto meno che gli altri non valgano nulla, al punto di arrivare a bassezze da terza media tipo apostrofare un collega “Sambuca Molinari” perché si chiama Molinari di cognome e lui lo ritiene un fesso o un disonesto o quello che preferisce lei …). Ad ogni modo, il problema non è se la Russia ha o non ha alcune ragioni di attrito con l’Ucraina, il che può essere. Il problema è che per risolverle (se le ha davvero e non solo nella sua testa) ha invaso un paese sovrano muovendogli guerra. Guerra: se la ricorda quella cosa che fa inorridire i pacifisti campioni di astrattismo politico ed esegeti della Costituzione più bella del mondo (l’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione di contrasti tra le nazioni o i popoli e non la ripudia solo per sé … ) tipo Conte ed affini?

    Orsini, come lei si premura di dire sempre, non sarà un filo russo, no, ma guardi che è un problema: con quel che dice vuol dire allora che è ingenuo (veramente l’aggettivo sarebbe un altro, inizia per s e finisce per o, ma non lo uso). Non c’è bisogno d’essere filo russi per essere “ingenui”. E nemmeno per essere degli utili idioti (secondo il significato canonico di tale espressione, s’intende).

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    • Disamina che non fa una grinza Mario.

      Aggiungo: Orsini parla di titoli universitari…dove insegna al momento? Da nessuna parte, fa propaganda tramite il fatto per gentile concessione di MT (che così evita di esporsi in prima persona come vorrebbe il furbone)

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      • Chi ti ha detto che Orsini non insegna da nessuna parte? È sempre Professore associato della Luiss dove insegna Sociologia Generale e del Terrorismo. Che gli abbiano chiuso l’Osservatorio sulla sicurezza internazionale, sempre alla Luiss, di cui era Direttore è il segno dei tempi. Se lo avessero addirittura licenziato come Professore universitario credo ti saresti scandalizzato pure tu…O no?

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      • Mario:
        Quoto, standing ovation e thumb up.
        La morte è la morte, sempre.
        Ma la pochezza degli ominicchi che non vedono la differenza fra le poche migliaia di morti fatte dal “comico” in otto anni per difendersi dagli “omini senza insegne” che in quegli anni hanno aggredito l’Ucraina, e le centinaia di migliaia di morti seminati in pochi mesi da Kherson a Mariupol a Kharkiv passando per Bucha, e le altre centinaia di migliaia di morti spianate a suo tempo in Cecenia, o in Siria dal medesimo macellaio neo-imperialista, è, quella sì, disarmante.
        È disarmante anche la pochezza di chi non distingue (o fa finta di non distinguere) il ruolo della Nato nella Storia dalle aggressioni unilaterali degli US, altrettanto da aborrire e da condannare.
        Ed è disarmante chi si schiera contro il presunto nazismo di uno Stato sovrano, schierandosi al fianco dell’ autentico nazismo di Stato della controparte, fatto di deportazioni, milizie di criminali comuni, esecuzioni sommarie di civili, bombardamenti di infrastrutture essenziali, forni crematori per fare sparire i cadaveri.
        La Russia, come fai bene a ricordare, è membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, avrebbe potuto portare ad esempio all’ OdG una missione di Caschi Blu come c’è ne sono con successo in tante altre parti del mondo, e dunque delle due, una: o non ha avanzato con forza il problema delle minoranze in quella sede, in quanto non ha mai creduto in quell’istituzione, e dunque avrebbe fatto bene ad uscirsene, oppure come largamente teorizzato con largo anticipo dai teorici del neoeurasianesimo, gli obbiettivi erano altri, quelli che avrebbero dovuto compiersi in poche ore con il lancio di parà su Kiev, per fare fuori quel comico democraticamente eletto attorno a cui la popolazione ucraina ha dato prova di stringersi per tutti questi mesi, nonostante tutto. E nonostante Orsini.

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    • Mario,
      Guardi che la Costituziobe italiana è stata scritta per gli italiani.
      Poi padronissimo di volerla insegnare ai russi.
      Ma per insegnarla agli altri bisognerebbe quantomeno essere coerenti con quegli insegnamenti che vorrebbe trasferire al prossimo.

      Ebbene, crede davvero che sdraiarsi supinamente tesi del comico e della Nato e diventare acriticamente cobelligeranti con questi cultori della guerra fino all’ultimo morto, le dia i titoli per insegnare la nostra Costituziine pacifista ai russi?

      Ma lei ha già dimenticato che questi potrebberero anche risponderle che il pulpito da dove arriva la predica è lo stesso che qualche anno fa urlava di invadere la Russia insieme ai tedeschi di Hitler?
      Sia serio, Mario.
      Nessuno ha niente da insegnare a nessuno.
      O si sta dalla parte della di una pace che riconosca le ragioni degli uni o degli altri attraverso dialogo e diplomazia o si diventa utili idioti di qualcuno.
      Ed è chiaro che l’utile idiota non è Orsini ma quello che lo insultano.

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      • L’espressione utile idiota, nel gergo politico, veniva usata per stigmatizzare l’atteggiamento di chi, all’interno dei paesi occidentali, simpatizzava per il sistema politico sovietico. Veniva anche usata per definire l’atteggiamento del governo sovietico nei loro confronti. L’espressione sottintende che i comunisti li tenevano in scarsa considerazione e sfruttavano la loro ingenuità: erano idioti e utili allo stesso tempo. Più che un’offesa è quindi scarsa considerazione per persone che non si rendono conto di fare un favore a chi di loro si serve senza neppure fare lo sforzo di obbligarli.

        La Costituzione italiana è stata sì scritta per gli italiani, ma è proprio degli italiani che Orsini parla. E gli italiani (quella quota non piccola di loro che lo fa) vanno parlano a destra e manca del fatto che la guerra non s’ha da fare fino al punto da rifiutare l’aiuto agli aggrediti. Ci vorrebbe un partigiano della guerra del 40-45 qui, non una di quelle caricature che reggono ora ANPI che per questioni anagrafiche la guerra l’hanno solo sentita raccontare. Infatti uno degli ultimi partigiani, morto qualche mese fa, interpellato dichiarò che gli aiuti era sacrosanto che andassero dati.

        Io sono d’accordo sul fatto che la guerra non s’ha da fare, ma il fatto è che la guerra l’ha fatta la Russia e per la seconda volta nella stessa zona. Si dice che il problema sono le minoranza russofone. Bene, la Russia è la Russia, mica bau bau micio micio. E’ membro permanete dell’ONU con i massimi poteri. Se avesse voluto, avrebbe potuto portare le sue buone ragioni riguardo l’Ucraine lì, ufficialmente. Avrebbe potuto passare sotto silenzio una cosa del genere? O forse il problema è la NATO troppo vicina? Bene, l’ONU è sempre il luogo creato per risolvere le controversie e la Russia è Sempre la Russia nell’ ONU. O, forse, è un problema di prestigio che vogliono gli sia riconosciuto? Se è questo avrebbero potuto cominciare col non infilarsi in questo che oggettivamente ora sembra proprio cul de sac. Già, perché se sei la Russia cominci a paventare l’uso di armamenti di distruzione di massa, chi ti ascolta pensa solo due cose: primo fifa della madonna; secondo che sei alla frutta perché non ti è rimasto altro. Altro che prestigio.

        PS: a proposito di comici in politica: possiamo stendere finalmente un velo pietoso, noi italiani, sull’argomento e voltare pagina? Magari al prossimo giro riproviamo con un attore drammatico o magari un stuntman (il puttaniere lo abbiamo già provato), ma lasciamo perdere i criticare l’ucraino perché è stato un comico. Lo é stato, ma ora sta sotto le bombe e non è scappato al sicuro negli USA. Il comico nostrano, quello che fustigava gli altri, ora è alle prese con un figlio tepistello (definizione della madre) e molto probabilmente stupratore e cosa ha fatto di bello? Si è autoprodotto un filmato diffuso grazie alla sua notorietà, per spandere merda sulla ragazza violentata in casa sua. Perché questo è quello che ha fatto il campione. Mi piacerebbe vederlo sotto le bombe, solo un giorno, giusto per fare la differenza. Magari insieme a Conte che potrebbe difendersi, chessò, sventolando la pochette.

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      • L’ONU? 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 LEI DEVE AVERE uno spiccato senso dell’humor. Come se fosse servito qualcosa alla Russia essere membro permanente dell’ONU quando Bush figlio invase l’Iraq, o Clinton bombardava Belgrado… L’ONU, CHE BARZELLETTA! E quella delle armi di distruzione di massa di Saddam?🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣 E il Kossovo secesso dalle bombe NATO è diverso dal Donbass secesso dalle bombe russe?

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      • L’espressione “utile idiota” è valida per i più svariati utilizzi.
        Riuscire a farla ricondurre all’uso politico che ne hanno fatto i comunisti sovietici credo dimostri solo preconcetto e astio di cui solo Mario conoscerà i motivi reconditi.

        Il parallelo tra la lotta partigiana italiana e quella dell’esercito della Nato e del comico ucraino con battaglioni nazisti al seguito e che non sa che chiedere armi armi armi ed esultare per le cifre dei morti avversari, non sta in piedi.
        Due guerre completamente diverse per come si sono originate, per i combattenti in campo e per i motivi che alimentano oggi e hanno alimentato ieri le contese.
        E non sto qui a specificare, perché darei per scontato che Mario sia edotto in merito e che stia semplicemente trovando un appiglio ad effetto per giustificare il suo tifo pro Nato.

        Dei comici in politica farei volentieri a meno anch’io. Ma non facciamo paralleli tra le cadute di Grillo e la pericolosità dell’ucraino disposto perfino a scatenare una guerra mondiale. Non sta in piedi.

        Ps
        Converrà che la Nato ( che se n’è sempre fregata altamente dell’ONU) sia l’attore principale in questa guerra, altrimenti chiudiamo qui la nostra chiaccherata e avanti con la micropropaganda da social.
        Saluti.

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      • Certo che prendere sul serio Mario è veramente imbarazzante. Meglio prenderlo per ridere.

        Due punti, tra i tanti che ci sarebbero da dire:

        1-Quanto all’acquisto di armi iraniane, i russi non le disdegnano così come non le disdegna nessun altro.

        Gli americani hanno comprato pistole Beretta da metà anni ’80 per tutte le proprie forze armate, per esempio. Hanno comprato persino fregate missilistiche da Fincantieri. Hanno comprato addestratori dalla Svizzera e dal Regno Unito. Hanno comprato missili dalla Francia. Hanno comprato persino i cannoni per i loro famosi carri armati Abrams, prima dagli inglesi e poi dai tedeschi.

        Quando si parla di forniture militari, persino parte del vestiario americano già 20 anni fa era Made in China.

        E quando c’é da fare guerre, gli americani sono sempre molto contenti se c’é chi ci mette un pò del proprio contributo per partecipare, sennò non avrebbero acconsentito che l’Europa comprasse quasi mille Tornado e quasi altrettanti Eurofighter.

        Regolarmente utilizzati nei vari conflitti.

        Persino durante la guerra del 1991, gli americani per movimentare i propri mezzi corazzati, furono costretti a comprare centinaia di veicoli portacarri da nazioni come Italia e persino Patto di Varsavia (inclusa la Cecoslovacchia).

        Altrimenti la mobilità strategica dei propri reparti principali andava a donnine allegre.

        2-Se non fosse così in malafede, il nostro Mario si ricorderebbe cosa ha combinato l’ONU per i seguenti problemini:

        -guerra alla Yugoslavia, 1999
        -invasione Afghanistan, 2001
        -invasione Irak, 2003 (ah, no scusate: è ‘esportazione della democrazia’)
        -attacco alla Libia, 2011
        -guerra in Siria, 2013-oggi
        -guerra in Donbass, 2014-oggi
        -Yemen
        -Tibet
        -Cuba (sotto embargo dal ’62)
        -Venezuela (sottoposto a non si sa quante vessazioni perché non è il solito sgabello da piedi per gli USA)

        O vogliamo parlare dei conflitti arabo-israeliani, Gaza, Corea, Vietnam, Falklands, Irlanda del Nord ecc ecc ecc?

        E così via.

        Morale: servirsi dell’ONU come ‘risoluzione dei conflitti’ non è altro che una pia illusione da almeno 20 anni a questa parte, e serviva a poco persino prima.

        Ma no, per chi crede che la guerra in Ucraina sia iniziata il 24 febbraio 2022 questo non si può dire né ammettere.

        A proposito: gli accordi di Minsk e Minsk-2 sono stati firmati e VIOLATI dall’Ucraina. Mentre i Russi si sono dimostrati disponibili alla trattativa, gli ucraini semplicemente andavano avanti per preparare la guerra, spinti dagli americani e dalla NATO tutta.

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      • Concordo totalmente! Un paese di guerrafondai in linea con i piani di un comico burattino nella mani degli usa e della nato meriterebbe di essere subito fatto esplodere dalle bombe degli alleati , quei delicati regali che ci hanno concesso a casa nostra per poterci controllare e minacciare sempre! Mai nulla sotto il loro culo , sempre a casa altrui!!

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    • Orsini crea dibattito, per questo anche acredine e avversione, bersagliato dagli haters, solo perchè genera dubbi e i dubbi se supportati da argomentazioni sono una vera insidia se lo scopo è il livellamento critico dell’opinione pubblica. Per il resto, al rogo non ce lo possono mandare, all’università non lo possono licenziare e di suo mostra una tenacia incredibile, qui nomina Crosetto che ne parla male, non lo hanno fatto fuori finora, non ce la faranno, con tutto quello che gli possono dire, che diamine dopo tutto la nostra democrazia è il giardino del mondo, basta tenersi allineati

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  5. Su Analisi difesa è comparso questo articolo di Gianandrea Gaiani, che, sicuramente meno superficiale di tanti commentatori di questo blog, prova a fare un po’ di luce su quanto avvenuto questi giorni a Kherson.

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    Dopo nove mesi di sanguinose battaglie in cui i russi puntavano a sfondare verso Mikolayv e gli ucraini a raggiungere la riva destra del Dnepr la battaglia per la città di Kherson e i territori dell’omonima regione posti oltre il grande fiume sembra potersi risolvere con il ritiro delle forze di Mosca.

    L’annuncio russo del ritiro dai territori sulla riva destra del Dnepr potrebbe segnare una svolta, forse più politica che militare, nel conflitto in Ucraina.

    Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha ordinato il 9 novembre il ritiro delle truppe da Kherson, inclusa la città omonima, e il loro rischieramento sulla sponda sinistra del fiume dove da settimane erano in corso lavori di costruzione di fortificazioni e linee difensive.

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    I vertici ucraini, incluso il presidente Volodymyr Zelensky, hanno mostrato per ora molta cautela nei confronti dell’annuncio. Le forze di Mosca sul lato destro del Dnepr sono stimate in oltre 20 mila uomini (addirittura 40 mila secondo alcune stime) appartenenti ai migliori reparti di fanteria leggera (fanteria di Marina e truppe aviotrasportate) che finora hanno difeso con successo la testa di ponte oltre il Dnepr che avrebbe dovuto aprire ai russi la strada per prendere Odessa attaccandola da nord invece che dal mare.

    Dall’estate scorsa invece le forze di Mosca sono sulla difensiva, attaccate da oltre 100 mila soldati ucraini che secondo diverse fonti hanno subito perdite spaventose pur conquistando alcune porzioni di quel territorio.

    Dal primo ottobre le forze ucraine hanno liberato 41 insediamenti in questa regione, ha detto ieri su Telegram il comandante delle forze armate di Kiev, Valery Zaluzhnyi. “L’avanzata delle nostre truppe nella profondità della difesa nemica è arrivata a 36,5 chilometri”, specifica Zaluzhnyi, “la superficie totale del territorio riconquistato raggiunge i 1.381 chilometri quadrati ed è stato ripristinato il controllo su 41 insediamenti” (nel video e nella foto sotto truppe ucraine dotate di mezzi blindati occidentali e australiani nella regione di Kherson).

    Solo nell’ultimo giorno “in direzione di Pervomaiske-Kherson siamo avanzati di 7 chilometri, abbiamo preso il controllo di 6 insediamenti e l’area del territorio liberato è di 157 chilometri quadrati”, ha aggiunto il comandante in capo delle forze armate ucraine.

    Completata ieri anche la liberazione della regione di Mykolaiv, di cui in realtà i russi avevano occupato solo una piccolissima parte (annessa alla regione di Kherson) intorno alla cittadina di Snihurivka, snodo delle diverse strade della sponda destra del fiume Dniepr, caduta in mano russa in marzo e a quanto sembra riconquistata in queste ore dagli ucraini.

    Il ritiro dalla città di Kherson costituisce una sconfitta sul piano militare e simbolico per i russi poiché la città è l’unico capoluogo regionale conquistato dall’inizio del conflitto e la regione di Kherson è una delle quattro annesse alla Federazione Russa in seguito ai referendum di fine settembre.

    Una sconfitta, o più probabilmente un ridimensionamento delle ambizioni dell’operazione speciale varata da Mosca il 24 febbraio, ma non una disfatta.

    I russi sembrano ritirarsi in buon ordine lasciando agli ucraini una città e numerosi villaggi quasi disabitati, ampiamente devastati dai bombardamenti ucraini e dalle demolizioni dei russi e con ogni provabilità massicciamente minati dalle truppe di Mosca per complicare le operazioni al nemico.

    Nonostante l’annunciato ritiro, il Cremlino ha escluso qualsiasi modifica dello status della regione di Kherson conseguentemente al ritiro delle truppe russe sulla riva sinistra del Dnepr poiché il territorio fa parte “della Federazione Russa, questo status è legalmente definito e fissato.

    MOSCOW, RUSSIA – DECEMBER 19, 2019: Russia’s Presidential Spokesman Dmitry Peskov looks on during the 15th annual end-of-year news conference by Russia’s President Vladimir Putin at the World Trade Centre. Mikhail Metzel/TASS Ðîññèÿ. Ìîñêâà. Ïðåññ-ñåêðåòàðü ïðåçèäåíòà ÐÔ Äìèòðèé Ïåñêîâ íà áîëüøîé åæåãîäíîé ïðåññ-êîíôåðåíöèè ïðåçèäåíòà ÐÔ Âëàäèìèðà Ïóòèíà â Öåíòðå ìåæäóíàðîäíîé òîðãîâëè íà Êðàñíîé Ïðåñíå. Ìèõàèë Ìåòöåëü/ÒÀÑÑ

    Non ci sono e non possono esserci cambiamenti”, ha affermato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, in un riferimento all’annessione della regione il 30 settembre scorso.

    Quanto al ritiro russo e se questo possa apparire come un colpo al prestigio della dirigenza russa, Peskov ha detto che “esistono valutazioni opposte in proposito.

    E in ogni caso la situazione non è umiliante. Ma non vorremmo commentare né in un modo e né in un altro. Il conflitto in Ucraina potrà finire dopo il raggiungimento degli obiettivi o terminare con il raggiungimento degli obiettivi attraverso negoziati pacifici. Kiev non vuole negoziati, quindi l’operazione militare speciale continua”. L’impressione è quindi che il Cremlino tenda a non commentare il ritiro da Kherson tenere Vladimir Putin al riparo da critiche e valutazioni negative circa l’andamento del conflitto.

    “La giustizia sarà ristabilita, tutte le terre della regione di Kherson saranno riprese sotto il controllo delle forze alleate di Mosca” ha affermato il governatore ad interim della regione, Vladimir Saldo.

    “La nostra terra nella regione di Kherson, tutto il suo territorio, tutti i suoi residenti faranno di certo parte della Federazione Russa”, ha concluso il governatore.

    OCTOBER 16, 2022. Engagement of an Uragan multiple rocket launcher system of the Russian Central Military District under cover of electromagnetic complexes. Artillery units are protected by electromagnetic systems that monitor the sky and destroy detected enemy drones with an electromagnetic pulse. Best quality available. Video screen grab. A STILL IMAGE TAKEN FROM A VIDEO PROVIDED BY A THIRD PARTY ON 16 OCTOBER 2022. EDITORIAL USE ONLY. Russian Defence Ministry/TASS Áîåâàÿ ðàáîòà ðàñ÷åòîâ ðåàêòèâíûõ ñèñòåì çàëïîâîãî îãíÿ (ÐÑÇÎ) “Óðàãàí” Öåíòðàëüíîãî âîåííîãî îêðóãà (ÖÂÎ), äåéñòâóþùèõ ïîä ïðèêðûòèåì ðàñ÷åòîâ ýëåêòðîìàãíèòíûõ êîìïëåêñîâ.  ðàéîíàõ äèñëîêàöèè è áîåâûõ ïîçèöèé ïîäðàçäåëåíèÿ àðòèëëåðèè íàõîäÿòñÿ ïîä çàùèòîé ýëåêòðîìàãíèòíûõ êîìïëåêñîâ, ðàñ÷åòû êîòîðûõ âåäóò íàáëþäåíèå çà âîçäóøíûì ïðîñòðàíñòâîì è óíè÷òîæàþò ýëåêòðîìàãíèòíûì èìïóëüñîì îáíàðóæåííûå äðîíû ïðîòèâíèêà. Ñíèìîê ñ âèäåî. Ìàêñèìàëüíî âîçìîæíîå êà÷åñòâî. Ïðåññ-ñëóæáà Ìèíîáîðîíû ÐÔ/ÒÀÑÑ ÏÐÅÄÎÑÒÀÂËÅÍÎ ÒÐÅÒÜÅÉ ÑÒÎÐÎÍÎÉ 16 ÎÊÒßÁÐß 2022. ÒÎËÜÊÎ ÄËß ÐÅÄÀÊÖÈÎÍÍÎÃÎ ÈÑÏÎËÜÇÎÂÀÍÈß

    Per il governo ucraino le forze armate russe vogliono “ridurre in macerie” Kherson, da cui si sono appena ritirate, e stanno “minando tutto” ha detto ieri il consigliere presidenziale ucraino Mykaylo Podolyak al quotidiano Ukrainska Pravda precisando che a Kherson ci sarebbero ancora militari russi e non si vedrebbero segni di ritirata e aggiungendo le forze armate ucraine non possono “né confutare né confermare le informazioni sul cosiddetto ritiro delle truppe russe da Kherson”.

    Un ripiegamento che fa seguito al repentino ritiro in settembre dalla regione di Kharkiv di fronte all’offensiva ucraina che sfondò facilmente linee difensive quasi del tutto sguarnite di armi e truppe co sente do agli ucraini di mettere le mani su almeno un centinaio di mezzi corazzati e d’artiglieria russi.

    Evacuati i civili

    Il comandante delle truppe russe in Ucraina, il generale Sergey Surovikin (nella foto sotto), ha ricevuto dal ministro Shoigu l’ordine di avviare il ritiro secondo un piano messo a punto dallo stesso Surovikin subito dopo aver assunto il comando, quando diede il via all’evacuazione di tutti i civili che volevano lasciare le loro case a Kherson e negli altri centri sulla riva sinistra del Dnepr.

    Un esodo che ha visto muoversi verso la Crimea e il territorio russo 88 mila abitanti della città (che prima della guerra ne contava 300 mila) e 115 mila dell’intera regione.

    Di fatto i russi hanno evacuato la popolazione, fedele a Mosca, per sottrarla ai bombardamenti ucraini e soprattutto alle feroci rappresaglie che le milizie nazionaliste inserite nei servizi di sicurezza di Kiev hanno perpetrato (nel silenzio dei media occidentali) nei territori riconquistati dall’esercito ucraino.

    Per Kiev si tratterebbe in realtà di deportazione della popolazione ucraina ma questa valutazione, comprensibile in termini di propaganda, non sembra credibile. Oltre 3 milioni di cittadini ucraini hanno infatti trovato rifugio in Russia e almeno altrettanti vivono nei territori controllati da Mosca e dalle forze secessioniste mentre in diverse aree lungo la prima linea vi sono varchi (come nell’oblast di Zaporizhzhia) in cui i cittadini ucraini possono muoversi tra i territori controllati da Kiev e quelli in mano a russi e separatisti.

    Ovviamente il governo ucraino tendeva negare che quella in corso sia anche una guerra civile come dimostrano gli oltre 50 mila combattenti ucraini degli eserciti secessionisti di Donetsk e Luhansk e i il fatto che a Kiev sono stati messi fuori legge 12 partiti, incluso quello arrivato secondo alle ultime elezioni, con l’accisa di essere “filorussi”.

    Sotto l’incalzare di forze ucraini numericamente preponderanti (Kiev ha pochi giorni fa avviato il reclutamento di altri 100 mila uomini) Surovikin ha suggerito la “decisione difficile” di arretrare la linea di difesa lungo la sponda sinistra del Dnepr.

    “Capisco che questa sia una decisione molto difficile”, ha detto Surovikin, spiegando che è legata anche all’eventualità di un attacco di Kiev alla diga di Novaya Kakhovka, più volte colpita dai razzi ucraini nei giorni scorsi.

    “In questo caso ci sarebbe un’ulteriore minaccia per la popolazione civile e il completo isolamento del nostro gruppo di truppe sulla riva destra del Dniepr. In queste condizioni, l’opzione più appropriata è organizzare la linea difensiva lungo la riva sinistra”, ha detto Surovikin senza indicare una data precisa per il ritiro precisando che l’operazione avverrà “nel prossimo futuro”.

    In realtà già la mattina dell’11 novembre diversi elementi sembrano indicare che il ritiro è stato quasi completato. Soprattutto il danneggiamento del ponte Antonovsky (nella foto a sinistra) sul fiume Dniepr, a Kherson.

    L’infrastruttura per mesi è stata utilizzata per rifornire le truppe russe al di là del fiume e per questo a lungo bersagliata dai razzi dei sistemi HIMARS impiegati dagli ucraini.

    Il giornalista russo della Komsomolskaya Pravda, Oleksandr Kots, ha pubblicato su Telegram un video della distruzione del ponte, al quale mancano due campate: una demolizione attuata quindi con ogni probabilità dai russi in ritirata che inibisce al nemico l’uso del ponte ma non ne impedisce domani la ristrutturazione.

    Conseguenze militari

    Il ritiro russo consentirà di ridurre l’impegno in prima linea di molti reparti in quel settore, di rafforzare le difese a Luhansk e di condurre offensive in altri settori come quello di Donetsk dove i russi hanno ripreso ad avanzare anche se con progressi lenti sul terreno.

    Certo Mosca confermerebbe così di aver assunto un assetto prettamente difensivo come nell’oblast di Luhansk con la costituzione della cosiddetta “Linea Wagner”, propedeutico in questa fase al tentativo di sviluppare una trattativa per concludere il conflitto.

    Meglio però non dimenticare che circa un terzo dei 300 mila riservisti mobilitarti sono già stati assegnati ai reparti e in futuro amplieranno le opzioni in mano al comando russo per sostenere la difesa dei territori occupati o per alimentare nuove offensive.

    A sostenere le buone ragioni del piano di ritirata sono scesi in campo anche i due maggior esponenti del fronte nazionalista-patriottico e fautori della guerra in Ucraina: il leader della milizia privata Wagner, Yevgeny Prigozhin e il leader ceceno Ramzan Kadyrov, vicino al Cremlino.

    Segno che questa volta non ci saranno faide contro i comandanti militari come è accaduto nei mesi scorsi e che tutti a Mosca concordano nel ridurre il rischio di lunghe battaglie d’attrito che comporterebbero gravi perdite.

    Oltre ad azzerare per il momento le possibilità russe di prendere Mykolayv e Odessa, il ritiro oltre il Dnepr comporta anche una maggiore esposizione della Crimea e soprattutto dell’istmo che collega la penisola ai territori ucraini sotto il controllo russo all’artiglieria lungo raggio ucraina che dalla riva sinistra del fiume avrà a tiro gli obiettivi nell’istmo situati a poco più di 70 chilometri in linea d’aria.

    Aspetti politici

    A Kiev non mancano le reazioni perplesse all’annuncio russo. Podolyak ha fatto sapere di “non vedere segnali che la Russia lascerà Kherson senza combattere”. Anzi ha affermato che parte del contingente “rimane all’interno della città”, mentre si prevede l’arrivo di nuovi rinforzi russi nella regione. “Noi liberiamo territori sulla base di informazioni di intelligence, e non di dichiarazioni alla tv” che appaiono come una “messa in scena”.

    In realtà già il 9 novembre fonti militari ucraine confermavano il ritiro russo da alcuni settori. “Oggi, i russi hanno effettivamente iniziato a far crollare l’intera linea del fronte di Kherson e hanno iniziato una ritirata di massa. Nel settore di Berislav, gli occupanti sono scomparsi in un certo numero di insediamenti. Cioè, non ci sono occupanti lì per ora. I russi se ne vanno in massa, ma quando se ne vanno fanno saltare in aria i ponti” ha detto Serhii Khlan, consigliere dell’amministrazione militare regionale di Kherson.

    Klan ha aggiunto che i russi stanno rafforzando le difese sulla sponda sinistra per lasciare in modo più sicuro la sponda destra della regione di Kherson: “Oggi stanno cercando di rafforzare alcune delle loro posizioni al fine di frenare l’offensiva delle forze armate e ritirarsi in sicurezza dalla riva destra del Dnipro”.

    La stessa fonte ha confermato che “gli occupanti hanno fatto saltare in aria non solo i ponti Daryiv e Tyagin ma anche il ponte all’uscita da Snigurivka verso Kherson, il ponte Mylovi a il Novokairy”.

    I piani di ritiro russi sembrerebbero quindi confermati dal fatto che sono stati fatti esplodere almeno 5 ponti, per rallentare l’avanzata nemica, ma in guerra non si può mai escludere che venga utilizzata l’arma dell’inganno così come pare scontato che i russi in ritirata abbiano lasciato molte aree minate per mettere in difficoltà gli ucraini.

    “Gli invasori russi continuano a depredare gli insediamenti dai quali si stanno ritirando e il nemico sta anche cercando di danneggiare il più possibile le linee elettriche e altri elementi dei trasporti e delle infrastrutture critiche dell’oblast di Kherson” ha reso noto lo Stato maggiore delle forze armate ucraine.

    Atteggiamenti consueti per ogni esercito che si ritiri senza voler lasciare nulla di utile al nemico: in questo caso si tratta della strategia della “terra bruciata” lasciata al nemico attuata su scala ben più ampia dai russi in ritirata contro le truppe napoleoniche e dell’Asse.

    “Gli Stati Uniti hanno rilevato alcuni segnali che fanno pensare ad un possibile ritiro russo dalla città di Kherson”, ha dichiarato il Consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense, Jake Sullivan.

    Altri segnali sembrerebbero indicare la volontà russa di ritirarsi oltre il Dnepr, come il reiterato invito e Kiev a negoziare sulla base della “attuale situazione”, come ha fatto sapere per ultima la portavoce del ministero di esteri Maria Zakharova.

    Il che significherebbe trattare accettando che i russi mantengano il controllo dei territori a oggi sotto il loro controllo. Scontata la risposta negativa degli ucraini che confermano di voler trattare solo dopo il ritiro totale dei russi dal territorio ucraino.

    Il ritiro russo da Kherson potrebbe richiedere una settimana e rappresenta un importante segnale politico inviato da Mosca ma rivolto all’Occidente, soprattutto agli Stati Uniti, non agli ucraini.

    Non deve sfuggire che l’annuncio del ritiro è stato effettuato il giorno dopo le elezioni di mid-term negli Stati Uniti: circostanza definita “curiosa” dal presidente Joe Biden che considera il ritiro annunciato un “ulteriore segnale dei problemi che i russi stanno affrontando”. Difficile però non trovare nella coincidenza temporale la conferma che Washington e Mosca stanno trattando segretamente una via d’uscita dal conflitto.

    Certo Biden ha aggiunto che “rimane da vedere se le autorità ucraine saranno pronte a scendere a compromessi con la Russia” ma è altrettanto chiaro che tali opzioni non sono nelle mani di Kiev.

    L’Ucraina è in ginocchio tra danni di guerra, morti militari re civili, black-out elettrico che minaccia di costringere milioni di cittadini a cercare un rifugio in Europa per l’inverno. Solo il sostegno militare ed economico dei paesi della NATO consente a Kiev di continuare a combattere, a dare da mangiare alla popolazione, a pagare gli stipendi con un PIL quasi dimezzatosi dall’inizio della guerra e che il blackout elettrico divenuto ormai una costante quotidiana potrebbe ridurre di un ulteriore 40 per cento.

    E’ evidente quindi che l’Occidente ha a disposizione la leva degli aiuti militari ed economici per indurre Zelensky a trattare. Forse non a caso ieri, mentre il Pentagono annunciava nuovi aiuti militari caratterizzati da forniture di missili antiaerei, il Wall Street Journal ha reso noto che il Pentagono ha deciso di non fornire a Kiev i grandi droni armati americani Grey Eagle nel timore che questo potesse portare a un’escalation del conflitto.

    Anche tenendo conto che molti ambienti politici statunitensi (in maggioranza repubblicani ma anche democratici) sono stanchi di questa guerra, per le conseguenze economiche e perché ne temono i rischi di potenziale escalation non si può escludere che il Congresso uscito dalle elezioni di mid-term possa imprimere una svolta nella gestione del conflitto impostata finora dagli Stati Uniti sulla volontà di prolungarlo per logorare la Russia.

    Il ritiro russo da Kherson offre quindi a Washington una ulteriore opportunità per indurre gli ucraini a sedersi al tavolo delle trattative potendo vantare successi militari e ridotte ambizioni territoriali da parte di Mosca.

    Con un tempismo non casuale l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha detto in un’intervista apparsa oggi sul quotidiano russo Izvestija che gli Stati Uniti potrebbero porre fine al conflitto in Ucraina con “uno schiocco di dita”.

    @GianandreaGaian

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  6. @Mario

    La Federazione russa è membro permanente del consiglio ONU e quindi dotata del diritto di veto.
    Ma pure gli Usa (che muovono anche i fili dei pupazzi nato, guarda caso)!!!!
    E in ogni caso, secondo te, bisognava portare la faccenda all’ONU altrimenti in otto anni nessuno si sarebbe accorto dei massacri nel Donbass??
    Sei serio?

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  7. “Il potere secondo me è un algoritmo che non si concilia con il benessere umano, ma cresce e prospera nella malattia della società, quindi la desidera e la alimenta.”

    Questa e’ una definizione da enciclopedia Treccani.

    Grande Fabrizio!

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    • Era meglio l’Agente Smith, o la vecchia definizione di demone (che poi perché ‘vecchia’? Probabilmente è la più corretta).

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  8. Ormai non si capisce più alcunchè, e non solo riguardo la guerra. E’ tutto un qui-lo-dico-qui-lo-nego: dal virus “cliniucamente morto” al gas che ci basta-non ci basta, agli Stati prima “cattivi, fascisti ed egoisti” ed improvvisamente non più criticabili e superaccoglienti (Polonia); alla “ripresa” che oggi c’è ma domani saremo in recessione, alla Sanità migliore del mondo al welfare allo sbando.

    Insomma, il tutto è il nulla.
    Viviamo in un’ epoca di esclusiva propaganda che ha sostituito l’ olio di ricino e il manganello: inutile cercare verità. Anzi, l’ unica verità che possiamo in qualche modo trovare è ciò che vediamo con i nostri occhi, che subiamo sulla nostra pelle. Ma siccome il più delle volte cozza drammaticamebnte con qualsivoglia racconto, viene derubricata a percezione. E dato che siamo un popolo che “di matematica non ci ha mai capito niente”, ci fanno fare una sbornia di numeri, gridando a più non posso che la verità sono “i dati”. Non importa quali, di chi e riguardo a cosa: appena vediamo un numero abbassiamo le braccia…

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    • Quello che hai appena scritto io l’ho capito benissimo da un bel po’😊

      Ho capito pure che ” mario” si è laureato all’ università del pd. punto.

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  9. Riguardo la disinformazione non ln si può non essere d’accordo con Orsini e noi ovviamente dobbiamo occuparci e preoccuparci della nostra. Così come russi, americani e ucraini della loro.
    Dopodiché se guardo ed immagino il futuro vedo prevalentemente il seguente scenario :
    la Russia perderà la guerra prima o poi.
    L’occidente europeo perderà il benessere a cui era abituato.
    Intendo che lo perderà la popolazione non certo i soliti ricchi e potenti.
    Il che ci porterà grosse tensioni, rivolte popolari e forse anche guerre interne.
    Bel risultato.

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  10. Professor Orsini, lei è una persona di una cultura incomparabile con quella dei suoi denigratori. Non perda tempo tentando di insegnare cose che non capiranno mai. Seguanla sua strada, personalmente la ringrazio per il contributo che sta dando alla rivelazione della verità, pagandone personalmente. Buona fortuna!

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