E’ arrivato un bastimento

(Giuseppe Di Maio) – Scenderanno tutti e saranno registrati come richiedenti asilo. La Francia di Macron fa propaganda contro il governo italiano. Se Marsiglia ha aperto il suo porto non significa che l’Europa abbia finalmente una politica sulle migrazioni. Il nostro continente è allo sbando. Il progetto EU è un malfermo volo di fagiano, se non addirittura di tacchino. A quasi 70 anni dai suoi primi passi non ha ancora obiettivi comuni. Si muove ancora nel senso di un’unione doganale con severe eccezioni protezioniste su alcuni prodotti di bandiera. Per il resto: non ha armonizzato i mercati del lavoro e i welfare, i sistemi fiscali e giuridici, quelli sanitari e scolastici, la politica estera e di difesa. E’ solo riuscita a creare con l’euro un sistema di oppressione delle banche ai danni delle economie più deboli.

A parte i nostri capobanda che strillano: l’aria è cambiata (Salvini); non accettiamo lezioni sui diritti umani (Piantedosi); è finita la repubblica delle banane (Meloni), che il governo francese non reputi più l’Italia un porto sicuro è una vera fesseria. E’ inutile distinguere tra naufraghi e migranti: quei poveracci sono migranti e naufraghi che, pur rappresentando una parte minima sul totale degli ingressi illegali in Italia, attraversano una delle rotte più pericolose al mondo con 1,3% di mortalità.

Chi viene da noi ha bisogno di tutto e rappresenta spesso tutte le contraddizioni del mondo di provenienza. L’Europa è il posto dove si trova facilmente cibo, dove si possono trovare i lavori che i nativi non vogliono più fare, dove i magri salari potranno sfamare i propri cari restati a casa. E’ anche il posto dove c’è un welfare che consente di sopravvivere senza lavorare. Ma non dappertutto. Dove credete che vogliano andare i migranti che approdano sulle nostre coste: in Italia? Manco per sogno. Salvini e Meloni possono stare tranquilli. Essi aspirano ai paesi del nord dove le garanzie sociali non sono certo il magro e avversato reddito di cittadinanza. Insomma, secondo voi per quale ragione non decolla in Europa una politica comune di accoglienza? Perché i sistemi sociali di quelle nazioni sarebbero messi a dura prova col carico di nuovi residenti.

Allora il problema del nostro continente morente è la sua incapacità di un sogno collettivo, la sopraffazione degli acciacchi della vecchiaia. E’ la cecità dei governanti che credono ancora di essere alle guerre di successione. E’ la sua propedeuticità alla NATO, altrimenti non avremmo imbarcato i paesi di Visegrad con le loro visioni politiche medievali. E’ la mancanza di riflessione sul fatto che ci sono più italiani all’estero che stranieri in Italia. E’ l’ottusità degli egoismi nazionali addolciti con le note dell’inno alla gioia. Sono le voci di miliardi di individui che ormai mal sopportano di vederci nella nostra cittadella ricchi, infiacchiti e irresponsabili.

8 replies

  1. Aspetto molti messaggi razzisti.Quando si parla di migrazioni la paura del” nero” e del “diverso ” annulla qualsiasi segno di ragionevolezza e umanità

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  2. Infatti, anche i soldi che si spartiscono e gli approfittatori che fanno la Ola titano un sospiro di sollievo. Non sia mai che il traffico di fermi, non siamo mica razzisti…

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  3. Se ne faccia una ragione, Vitali, c’è chi ci guadagna ( o non ne viene in alcun modo toccato) che grida al razzismo. Altri che subiscono e /o vedono il vergognoso traffico che non si ferma che gridano allo schiavismo.
    Schiavisti versus razzisti, a seconda delle convenienza. La patente di ” migliore” ce’ ha nessuno. A meno che, ovviamente, gli ” accoglienti a prescindere” , non accolgano in prima persona mettendoci i soldi e garantendo personalmente per gli accolti. Almeno così si troverebbero sullo stesso piano dei poveracci ( autoctoni e immigrati regolari) che sono costretti a subire sulla propria pelle il disordine, economico e sociale, che una immigrazione senza regole procura.
    Altrimenti essere buoni … per procura non vale.

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  4. Credo che il più autentico assenso per questa visione di realtà debba esprimere la più grande amarezza per il punto della situazione fatto. Ma pure di dolore per l’impossibilità di intravvedervi una soluzione realistica ed equilibrata, non più abbandonata alle estemporaneità perfino fatali e tragiche del momento.
    I politicanti in vario modo continuano a costruirci sopra cinicamente le proprie carriere ed il loro elettorato spesso non è che il vergognoso specchio ingrandente e instupidente di quel cinismo. Ciò che li accomuna da destra a sinistra è l’immobilismo ipocrita ed opportunista, espressione dell’incapacità di (volere e potere) esprimere una prospettiva illuminata e positiva per il futuro delle nuove generazioni e di battersi concretamente per essa con tutte le energie possibili a tutti i livelli, nazionali ed internazionali.
    Cosa resta a noi, cittadini che non vogliamo sentirsi complici di questo epocale stallo, se non la massima empatia e magari un possibile personale supporto, quanto meno morale, per le vittime reali e indiscutibili? Gli immigrati stranieri costretti alla fuga dai loro paesi non di rado a suo tempo depredati e destabilizzati proprio dal colonialismo occidentale e gli emigrati italiani costretti a cercare lavoro all’estero e non di rado per lasciare spazio ai più garantiti del sistema partitocratico – sempre più corrotto a tutti i livelli, a partire proprio dal lavorativo.

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  5. C’è una cosa che non capiscono in tanti quando si parla di migrazioni.Per cause che tutti conoscono….guerre carestie siccità il riscaldam.ento climatico dittature etc etc le migrazioni sono inarrestabili Quindi le vie sono due:affondare i barconi bloccare i porti colonialismo predatore(come è stato ed è) oppure lavorare sull’integrazione.Poi ci sono quelli che dicono aiutiamoli a casa loro oppure quelli che dicono chi vuole l’integrazione se li prenda a casa sua oppure quelli che dicono prendiamo quelli del Venezuela perché sono bianchi e cristiani(Meloni?)Sono arrivati 155000Ucraini nessuno ha detto nulla.Giusto.Ma se arrivano dei neri(carico residuale citPiantadosi) scatta la paura del diverso.Certo la redistribuzione della ricchezza potrebbe contemplare che il divano Ikea da 3 metri non potremmo più permettercelo.Dovremmo contentarci della metà…..

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    • Appunto, andarcene dall’Africa e lasciare a loro lo sfruttamento delle loro risorse. Ma il colonialismo e il traffico di schiavi hanno semplicemente cambiato nome. Pensare che ” dobbiamo aiutarli” e dobbiamo accoglierli è sostenere che sono una razza inferiore che non sa cavarsela da sé e che solo noi siamo in grado di salvarsi da se stessi. L’esatto significato del razzismo.

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