Burattini senza fili

(Andrea Zhok) – Guardando all’ennesima vandalizzazione di un museo nel nome di un presunto “ambientalismo radicale”, riflettevo su quale terrificante tragedia sia stata, e sia, la pedagogia egemone del mondo liberale.

Questi ragazzi non possono essere liquidati né come vandali né come disagiati, per quanto entrambe le definizioni siano propriamente applicabili; queste definizioni non bastano perché non colgono il fatto che essi sono l’espressione di una disposizione profonda, ampiamente condivisa e generalmente silente.

Se vogliamo andare al di là del parco motivazioni che il sistema fornisce di default (“lavora-guadagna-consuma-crepa”), i temi “alti” che scaldano ancora i cuori e agitano i sonni delle nuove generazioni sono soltanto due, massimo tre: sesso e genere (con tutti gli addentellati), ambiente/ecologia, e talora (ma meno prominente) animalismo/veganesimo. Su questi temi si scatenano ancora accese prese di posizione, pretese vocali di diritti, sdegni e indignazioni variegate.

Ciò che accomuna questi temi, nella loro abissale diversità, è il fatto di riferirsi idealmente ad una sfera “naturale”: corpi, animali, piante, entità fisiche e biologiche.

Per comprendere le ragioni della salienza di questa sfera bisogna comprendere cos’è successo di catastrofico nella cultura contemporanea. Le nuove generazioni non riconoscono alcuna realtà al mondo sociale, culturale, storico, religioso. Tutte queste sfere che hanno rappresentato il centro di gravità delle lotte dei secoli e millenni passati sono scomparse in una dimensione di irrealtà, che non ha più nessun aggancio effettivo con le loro vite.

Questa trasformazione ha naturalmente motivazioni profonde e di lungo periodo, su cui non possiamo soffermarci, dipendenti dall’imporsi progressivo di un’ontologia “naturalista” e di un’etica “relativista” nel percorso di egemonizzazione della ragione liberale.

Sommersi mediaticamente da una tempesta di frammenti “culturali” privi di alcuna connessione e di alcuna rilevanza operativa che gli piovono addosso da ogni parte, essi hanno recepito come lezione fondamentale che storia, cultura, società, politica, ecc. sono dimensioni sfuggenti, inintelligibili e arbitrarie, dimensioni irreali in cui magari si muovono ancora alcuni adulti – sempre meno – ma che non rappresenta qualcosa che è possibile prendere sul serio.

Le loro esistenze sono state integralmente destoricizzate e desocializzate. Il mondo del passato è la noia irrilevante dei libri di storia, e siccome ogni presente è destinato a diventare il passato di domani, anche ogni loro azione presente non si muove più nel senso di “orientare la storia”, perché la storia non esiste.

“Realtà” in modo preminente, legittimata dalla nostra intera ontologia, è solo la “natura”, che si profila come concreta e presente, “vera”.

Sarebbe erroneo però immaginare che ci sia una qualche definita immagine o un’articolata conoscenza di ciò che sarebbe, o dovrebbe essere, “natura”. E qui fa capolino l’aspetto davvero tragico di questa metamorfosi delle coscienza. Da un lato, solo ciò che appartiene alla sfera “naturale” è propriamente “reale” e dunque solo questa sfera può ancora accendere qualche animo o qualche passione. Tuttavia, com’è ovvio che sia, “natura” è in effetti sempre solo l’accesso a determinate idee, storicamente sviluppatesi, di “natura”. Ma essendo scomparsa dall’orizzonte ogni coscienza storico-culturale, lo schermo attraverso cui vedono la “natura” non è percepito come tale: la “realtà” residua, la “natura” per cui vale ancora la pena combattere è di volta in volta un’immaginicola correntemente di moda, senza che di ciò si abbia alcuna contezza. Il sistema culturale della “produzione di contenuti di moda”, agente fuori scena, fornisce uno spicchio di mondo che viene percepito come realtà naturale, massimamente concreta, qualcosa che “rifugge le complessità e fumisterie della storia e della cultura”.

Così, ci troviamo di fronte a soggetti che pensano di “star dicendo la loro” perché lottano per l’autointerpretazione e autodeterminazione dei propri genitali, o perché imbrattano tele contro il riscaldamento climatico, o perché rivendicano i diritti di Bambi.

Naturalmente ciascuna di questa tematiche potrebbe avere modi critici e intelligenti di essere trattata, ma il punto cruciale sta proprio qui: qualunque trattazione critica dovrebbe valutare questi temi in rapporto al sistema di relazioni storiche, sociali, economiche, culturali, ecc. in cui si colloca. Ma proprio questo è ciò che è impossibile, precluso, perché significherebbe entrare in quella dimensione di complessità di cui non solo ignorano l’esistenza, ma misconoscono proprio la rilevanza.

Così, quelle residue energie di giovanile contestazione, in attesa di essere definitivamente spente negli ingranaggi lavorativi, si sfogano su bersagli mobili forniti e alimentati da un apparato mediatico-informativo di cui neppure sospettano l’esistenza. Burattini di altri burattini. Burattini senza fili sì, ma solo perché oggi funziona meglio un telecomando.

23 replies

  1. Colpire l’arte è colpire la cultura che ha espresso l’arte in questione, gesto di abiura. Rinnegano sè stessi, bisogna morire?… (rinascere peggiori? ahahahah)
    Il fatto che mi ponga tali inquietanti interrogativi è già di per sé salvifico? No.
    Per conto mio il piano in questione, è visibile, quindi già marcio in partenza, servirebbe un piano invisibile.

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  2. Tranquilli, un posticino da qualche parte lo troveranno, nell’ era dei social…
    Spero non facciano le fine degli (ex) sessantottini: più lealisti del re e non te ne liberi più.

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  3. Con gli infiniti modi che ci sono al mondo per attirare l’attenzione, bisogna dire, per restare in tema, che hanno scelto il più ignorante.

    Ignorante perché colpisce la fonte della cultura e, quindi, la via di uscita dall’ignoranza, anche quella che contestano. Di conseguenza, ignorante riguardo loro.

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  4. Un onesto professorino associato iper sopravvalutato che non se lo sarebbe cag*to nessuno,se non avesse avuto qualche contatto e qualche spinta in epoca covid…così si dice dalle mie parti.
    C’è molto di meglio in giro…per non parlare di quelli con il bottiglione dalla Gruber

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    • Un disonesto ricercatorino dissociato che nonostante l’epoca covid (come se l’epoca covid avesse dato lustro e non, al contrario, messo alla barlina come SORCI da evitare, chi ne contestava la conduzione…), non se lo cag4 ancora nessuno, può permettersi certe valutazioni senza scadere nel ridicolo?

      La Serpe e l’uva, peggio della volpe: quella almeno a saltare per prenderla ci potrebbe riuscire volendo, ma chi striscia nella polvere…

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  5. @ serpe
    Se ti riferisci a Cacciari…grazie al c..zo.
    Cacciari se si mette a parlare heidegger e Nietzsche,Zhock (ma non solo Zhock)non solo non può permettersi di profferir parola ma non può neanche entrare nell’aula dove è seduto Cacciari.

    Cacciari con Vattimo (parlo dei viventi)è solo un paio di gradini sotto Severino.
    Tutti gli altri,tranne qualche piccola eccezione meno conosciuta,sono solo onesti professori come dici tu.

    Purtroppo Cacciari ha smesso di fare il filosofo puro 35 anni fa.
    È diventato un comico,una macchietta di se stesso e non poteva che darsi al vino:d’altronde se dedichi anni di studio “a” Federico Nietzsche…o diventi pazzo o ti dai all’alcol.

    Zhock quando scrive da filosofo e non da propagandista politico è sicuramente apprezzabile: la “trasversabilita” filosofica lo rende particolarmente capace a fare analisi di questo tipo.

    Lo conosco,per sentito dire, anche io:
    già ai tempi in cui faceva l’assistente agli esami;era uno str0nzone e bocciava più del prof.
    Sulla fama acquisita sono d’accordo con te…ma non è il solo…vedi la De Cesare oggi.

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    • Finalmente su una cosa siamo d’accordo.
      Ti sei dimenticato,per gelosia😀,Ferrarotti! L’amico di Abbagnano😀!
      citazione per puro interesse corporativistico😜.

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    • “…già ai tempi in cui faceva l’assistente agli esami;era uno str0nzone e bocciava più del prof.”.

      Ah, ammeso ma non concesso, uno che boccia è uno str0nzone, mentre uno che promuove, col risultato di ritrovarsi magari uno come Serpe (o quell’altra che si è laureta in medicina in una settimana, tra uno shooting fotografico di intimo e l’altro), legittimato a far ricerchine, allora è uno bravo: vero Carlgen?

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      • @ Gatto
        A latere della simpatica provocazione domenicale😂😂😂😂
        Siccome a differenza di Serpe,ti considero una persona intelligente,ti invito oltremodo a focalizzarti sulle locuzioni “per sentito dire” e “ bocciare più di un prof” e a una Rapida scorsa sulla treccani circa il contrario di Str0nzone che non mi pare sia bravo;sono sicuro che troverai la soluzione.
        Altrimenti,in maniera socratica😄, ti suggerisco di non prendere per oro colato quello che dico ma a fare un rapido sondaggio in università domani,visto che ci lavori,sulla mia affermazione riportata.
        Per quanto mi riguarda avendo iniziato a frequentare alla veneranda e matura età di 23anni,e quindi con una discreta esperienza di calci in cxlo presi nella vita da operaio,avevo maturato già una buona predisposizione a non aspettarmi trattamenti di favore in università da parte dei docenti.E guardando il mio vecchio libretto universitario,posso dire che non ho mai avuto modo di usare questi epiteti,sia con i prof sia con gli assistenti.
        Per oggi tolgo il disturbo e ti lascio alla consueta dissertazione con serpe.😂😂😂😃😎
        Buona domenica

        P.S. Serpe gobbo di m.,stasera vi asfaltiamo!!!!😀🤟⚽️

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      • “Siccome a differenza di Serpe,ti considero una persona intelligente…”:

        com’è possibile che due persone intelligenti come voi abbiamo pareri opposti sull’intelligenza delle persone?

        C’è qualcosa che non torna: uno di voi due deve essere per forza un falso intelligente 😜 (copio incollo uno degli emoticon offeri gentilmente dal Gran Mogol)!

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  6. X PoveroGatto.

    Tu sei tuttosc3mo;
    Quindi io non posso dire che Desciglio,terzino della mia povera juve,è una superpippa perché sarei invidioso? Devo dire che è come Cabrini?
    Chiedi a qualche juventino

    Sono invidioso si,povero fesso, ma dei milioni che ha in banca!

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    • Ah, non avevo dubbi che uno come te ricorresse a metafore calcistiche per spiegare il fluire delle cose.

      PS: si scrive “sì”, non “si”…

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  7. Ah non avevo dubbi che un fesso come te può criticare tutti,mentre gli altri no,si vede che non hai specchi in casa.

    Il ragionamento del Gatto sc3mo:

    Tu che , politicamente, puoi aver fatto,al massimo,il capo di una squadretta dei boy-scout (ovviamente pagando e corrompendo i vertici dei boy-scout 😂)non dovresti nemmeno di permetterti di dire beh! nei confronti di un minchione come Calenda, figurarsi criticare Conte che è stato pdc.

    Quando gli stupidi si danno la zappa sui piedi da soli…🤦🏻‍♂️.

    Vai a informarti su qualche nuovo
    articolo sui vaccini che è meglio.

    Non è mai abbastanza citarlo:
    “Gli abissi della miseria umana” Jonny Dio

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