Manifestazione per la Pace a Roma, Conte: “No invio armi senza confronto in Parlamento”

(Massimiliano Cassano – tpi.it) – Un immediato “cessate il fuoco”, con il disarmo nucleare da una parte e l’inizio di negoziati multilaterali dall’altra: sono le richieste di quanti sono scesi in strada oggi a Roma per il corteo della Pace, iniziato a mezzogiorno in Piazza della Repubblica con destinazione Piazza San Giovanni in Laterano, dove ci saranno diversi interventi sul palco. In testa lo striscione ‘Europe for peace’ portato da scout e comunità di Sant’Egidio. La manifestazione ha coinvolto circa 30mila migliaia di persone che condividono il messaggio dei promotori, tra i quali ARCI, ANPI, Comunità di Sant’Egidio e dalle sigle sindacali CGIL e UIL: “L’Italia, l’Unione Europea, le Nazioni Unite devono assumersi la responsabilità del negoziato per fermare l’escalation e raggiungere l’immediato cessate il fuoco” perché serve “convocare urgentemente una Conferenza Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso”.

Credit: Lara Tomasetta

In testa al corteo un gruppo di donne ucraine, momenti di commozione durante la riproduzione dell’inno nazionale del Paese invaso. Sentiti anche cori contro Putin: “In galera!”. Tra i presenti in strada il sindaco di Roma Roberto Gualtieri e Pierluigi Bersani, mentre le prime dichiarazioni arrivano dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: “I cittadini oggi sfilando dicono che siamo stanchi di questa strategia, che prevede solo un’escalation militare. Vogliamo un negoziato di pace. L’Ucraina è armata di tutto punto, abbiamo bisogno di una svolta in direzione del cessate il fuoco. Il ministro Crosetto ha annunciato che sta preparando il sesto invio di armi. Bene, noi gli diciamo che visto che è stata votata una risoluzione che impone al governo di avere un confronto in Parlamento, non si azzardi questo governo a fare un ulteriore invio di armi senza venire a confrontarsi in Parlamento”. Enrico Letta glissa sulla polemica con l’ex alleato (“siamo qui per parlare di pace…”) e commenta: “Sono qui perché la pace è la cosa più importante di tutte. Siamo qui per dire la nostra. In silenzio, marciando, come credo sia giusto fare in questo momento. Per la pace, per l’Ucraina, perché finisca questa guerra, perché finisca l’invasione della Russia. Noi siamo a nostro agio in una piazza che chiede pace, per noi la pace vuol dire la fine dell’invasione Russa, questo è il punto centrale”. Nella folla c’è anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini: “Sono qui per la Pace e per l’Ucraina. C’è un Paese che ne sta bombardando un altro democratico e sovrano, quindi le responsabilità della Russia sono fuori dubbio”. La manifestazione si svolge parallelamente anche in altre città d’Italia, tra le quali Milano, dove però l’impronta è più in difesa dell’Ucraina che a sostegno della pace.

Credit: Lara Tomasetta

“Non dobbiamo mettere in contrapposizione le due piazze – dice Bonaccini – perché anche se con diverse sensibilità in campo, sono dalla stessa parte”. Un messaggio divisivo arriva invece dall’ex premier: “L’altra piazza di Milano non ho capito se è per la pace e per la guerra”. Dal capoluogo Milanese le parole di Mariastella Gelmini, vicesegretario e portavoce di Azione: “Combattere per la pace -aggiunge- significa chiedere alla Russia il ritiro delle proprie truppe e la cessazione delle ostilità e se ciò non avviene, continuare a sostenere la resistenza, con le sanzioni e con le armi, fin quando saranno necessarie. Questa è la nostra posizione, senza ambiguità, a fianco delle democrazie, dell’Unione europea, della Nato. La pace non è la resa”.

Credit: Lara Tomasetta

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15 replies

  1. Ma che manifestazione hanno fatto… interventi infuocati contro la russia, bandiere ucraine… ma non facevano prima ad andare da Calenda a Milano? teatrini di ipocrisia

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  2. Veramente ci sono stati interventi di vario tipo, uno dei migliori quello del presidente dell’ associazione i numeri pari, dove si è parlato di guerre convenzionali e guerre non convenzionali, cioè economiche e finanziarie, che mietono vittime per povertà, sfruttamento, vita senza alcuna dignità. ….solo Ricciardi ha parlato di Ucraina, gli altri no, e Letta è stato contestato ed ha lasciato quasi subito la piazza! Erano presenti alla manifestazione gruppi vari di cittadini, dalla sinistra radicale ai gruppi pacifisti, emergency, ambientalisti, Arci, Anpi, ecc , certamente sensibilità diverse, ma tutti concordi nel chiedere il disarmo, nel bandire le armi nucleari, nel cercare la via della pace. …..io non ho visto, salvo in un gruppetto isolato, la bandiera ucraina, mentre ho visto tante bandiere della pace! Stare a casa a pontificare, senza aver partecipato, è facile, comodo, almeno quelle persone, fra cui la sottoscritta, ci hanno provato, hanno preso un treno da tutta Italia, alzato il c..o e fatto sentire la propria voce……..se in una manifestazione piena di bandiere di ogni colore , pure quelle rosse e quelle viola di Unione popolare, e se da un palco con interventi diversi come quello di Don Ciotti, la rappresentate di emergency, Landini, ed altri, qualcuno riesce solo a vedere le bandiere ucraine ed il sostegno all'”Ucraina, evidentemente parla per sentito dire, visto che non ha avuto l’ interesse ad essere presente, perché la guerra come la pace riesce meglio dal divano di casa!

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    • Ma già fare aprire il corteo a donne ucraine con tanto di bandiera e che cantano il loro inno non è essere equidistanti. E come hanno detto @Carmen e @Giulio: Ma che manifestazione hanno fatto… interventi infuocati contro la russia, bandiere ucraine… ma non facevano prima ad andare da Calenda a Milano? teatrini di ipocrisia
      Insomma vogliono la pace se vince l’Ucraina. Che vadano a fare in c…

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  3. “quelle persone, fra cui la sottoscritta, ci hanno provato, hanno preso un treno da tutta Italia, alzato il c..o e fatto sentire la propria voce……..”

    Col cuore è lodevole; colla ragione avete solo fatto un favore all’aggressore che, essendo militarmente in difficoltà non piccole, a questo punto spera tanto della divisione nel fronte formato dai solidali con l’aggredito (divisione peraltro perseguita anche prima di trovarsi in difficoltà perché dividere il fronte avversario è pur sempre tattica di guerra).

    Ci spera anche perché, essendo con tutta evidenza inferiore nel combattimento (immaginiamo cosa sarebbe se agli ucraini fossero state date armi per davvero e non solo roba difensiva), si rende conto che l’opzione che gli rimane è quella di usare armi nucleari (per davvero e non più solo per cercare d’indurre divisione negli avversari, motivata da legittima paura). Solo che, a parte il disastro planetario, se lo facesse gli volterebbero le spalle tutti, anche gli amici, chiamiamoli così. In altre parole, al momento l’aggressore s’è incastrato. Fargli un favore non è una cosa furba.

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    • Ecco ci mancava proprio il Mario appena tornato dal fronte dove ha visto Putin arretrare e Zalesco vittoriosamente avvanzare!!!
      Ma forse Mario è il nick della inviata del tg 1 la finta bionda con gli occhi stralunati e tutta smorfie che filma solo il qulo dei soldati ucraini.

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  4. Io ho fatto un favore a tutti coloro che sperano di poter continuare a vivere, perché con una guerra nucleare ci saranno solo morti, senza alcuna distinzione tra aggressore, aggredito, filosofi, opinionisti, esperti, tifosi e soprattutto indifferenti ……..io ero lì per mia figlia, ma anche per i loro figli, anche se visti i genitori ,disinteressati a qualsiasi iniziativa, impegno, partecipazione ,per evitare una catastrofe umanitaria da guerra nucleare, meriterebbero di essere mandati in c…o …….ma mi pare ingiusto far ricadere sui figli, la colpa dell’ idiozia supponente dei padri…..

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  5. Nella folla c’è anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini: “Sono qui per la Pace e per l’Ucraina. C’è un Paese che ne sta bombardando un altro democratico e sovrano, quindi le responsabilità della Russia sono fuori dubbio”

    CAPITO?!?

    QUESTI pagliacci di politicanti dicono che l’Ucraina è un paese democratico e sovrano. Come se fosse stato Putin a bombardare il Donbass per 8 anni! A chiudere tutti i partiti d’opposizione, a distruggere ogni libertà di stampa nel paese e a costringere tutti gli uomini 18-60 ad arruolarsi.

    Ecco la libertà e democrazia marca PD.

    La Gelminex:

    “Combattere per la pace -aggiunge- significa chiedere alla Russia il ritiro delle proprie truppe e la cessazione delle ostilità e se ciò non avviene, continuare a sostenere la resistenza, con le sanzioni e con le armi, fin quando saranno necessarie. Questa è la nostra posizione, senza ambiguità, a fianco delle democrazie, dell’Unione europea, della Nato. La pace non è la resa”.

    Questa mentegatta non ha capito che quanto dice NON è pace ma sostegno incondizionato ad una SOLA parte, nell’assunto che il torto sia tutto dell’altra?

    Ma dov’era la Gelmini quando il suo DVCE bombardava la LIBIA 11 anni fa?!?

    Delle due una: o eravamo in torto allora o Putin ha ragione adesso.

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  6. Miss Itaglio Giuseppi Vladimirovich Gonde, congratulazioni per la partegipazione alla margia, vuole dire gualgosa al bubblico itaglione ber agghiappare 2 votazzi squallidi come lei?

    Si’ gerto, ringrazio Putler ghe ha molto greduto in me e vi brometto ghe lottero’ per la page nel mondo, mai piu’ guerre, solo vittorie a tavolino per Putler, viva l’Itaglia pagifinta, viva la mamma dei figli di Putler.

    Grazie Giuseppi Vladimirovich, in omaggio per lei una bella foto della manifestazione putleriana, da gonservare sul gomodino e rimirare tutte le notti prima di addormentarsi:

    https://pbs.twimg.com/media/FR1mAwPXIAkP8cC?format=jpg&name=900×900

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  7. Se avesse avuto il dono dell’ubiquità, Letta sarrebbe stato in entrambe le piazze, cosa che verbalmente fa Bonaccini, il che rende chiaro quanto il tutto sia confuso. Nell’altro fronte, la logica secondo la quale chi desidera la pace, desidera la resa dell’Ucraina, rivela la solita propaganda nauseante della politica senza idee. La pace è una condizione che si raggiunge tra le parti, ma c’è un groviglio di raggiri lessicali per cercare di dire che si vuole la pace ma non come la intendono gli avversari politici. La pace è una e basta, se sostieni la resistenza va benissimo, se sostieni la guerra ad oltranza è un’altra strada, se chiedi il cessate il fuoco di una sola parte, è intimare al nemico la resa, ma non chiamarla pace. Se vuoi che entrambe le parti cessino il conflitto a patto che entrambe cedano qualcosa in cambio di qualcos’altro, non è tifare per la resa di uno verso l’altra, ma sperare in un accordo di pace. Si dirà che non è giusto perché è la Russia che ha invaso, bene, anche tralasciando i pregressi, che si fa? Si continua ad oltranza fino alla guerra nucleare? Aspettiamo che Putin faccia mea culpa? Cioè io non conto nulla, ma mi chiedo se chi va in Parlamento certe domande se le faccia o pensi che tanto, male che vada, ha già il bunker e l’aereo privato.

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