Serracchiani, signora delle gaffe

S’è fatta cooptare da tutti i leader (maschi), critica Meloni sulle donne. Montecitorio, martedì. Durante le repliche, prima del voto di fiducia, Giorgia Meloni cerca Debora Serracchiani e la infilza: “Onorevole, mi guardi, le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?”. La capogruppo del Pd è colta […]

(DI TO.RO – ilfattoquotidiano.it) – Montecitorio, martedì. Durante le repliche, prima del voto di fiducia, Giorgia Meloni cerca Debora Serracchiani e la infilza: “Onorevole, mi guardi, le sembra che io stia un passo dietro agli uomini?”. La capogruppo del Pd è colta in un sorriso tirato che somiglia a una paresi facciale. Di tutte le possibili critiche a Meloni, Serracchiani aveva scelto la questione femminile. Le aveva rinfacciato, appunto, di volere “le donne un passo indietro rispetto agli uomini”. Al di là dei giudizi di merito – e delle questioni surreali sul gender del signor presidente – nell’imbarazzo di Serracchiani c’è un’intera biografia. Di chi, per calcolo o indole, ha lasciato davvero che le sue fortune politiche fossero una concessione del potere maschile.

Il simpatico Franceschini. Serracchiani luccicò come una supernova il 21 marzo 2009, con un discorso eretico in un’assemblea del Pd. Un attacco spietato a una classe dirigente già allora vecchia e autoriferita, da un’ignota 38enne: 13 minuti di applausi. Dario Franceschini la cooptò subito, spegnendone ogni potenziale: dopo 5 giorni si fece candidare alle Europee. Perché ha scelto di stare dalla parte di Franceschini, le chiesero? “Perché è il più simpatico”. Da allora ha sostenuto tutti – tutti – i leader del Pd, rifuggendo ogni sfida, accontentandosi di fargli da vice o da quota rosa. Attaccare Meloni su questo – una che ha sfidato e sconfitto la classe politica più maschilista di sempre – è l’ultima figuraccia.

Questione ambientale. Martedì Serracchiani si è regalata un’altra gaffe: “È chiaro il motivo per cui non compare più nell’elenco dei ministri quello della Transizione ecologica: perché la lotta ai cambiamenti climatici al governo non interessa”. Sarà vero, ma il ministro c’è: è Gilberto Pichetto Fratin. Il ministero ha cambiato nome: ora è dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Disastri e dighe. Assai più grossa l’ha combinata il 10 ottobre, con un tweet sul Vajont: “Non dimentichiamo le vittime e la catastrofe di 59 anni fa con il crollo della diga del Vajont. Una ferita per il FVG e per l’Italia intera”. La diga, come noto, non è mai crollata: il disastro fu causato da una frana e dall’esondazione del bacino idrico. A piangere la tragedia non fu solo il Friuli – di cui Serracchiani è stata governatrice dal 2013 al 2018 – ma il fondovalle veneto, dove si trovavano i primi abitati divelti dalla catastrofe.

Giustizia e giustizia. Dopo anni di antiberlusconismo d’accatto, nel 2014 Serracchiani commentò, stizzita, la fuga di notizie che indusse alle dimissioni un suo assessore: “Finché si trattava di Berlusconi, credevo fosse un problema di Berlusconi; ora, onestamente, credo che serva una riflessione sulla giustizia”.

Stupri e stupri. Basta buonismi sui migranti: il 10 maggio 2017 Serracchiani espresse l’illuminante opinione sullo status speciale dei richiedenti asilo: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”.

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6 replies

    • Io ci metterei anche tutte le altre. Il carrierismo della politica partitocratica attira come il miele le mosche di entrambi i sessi. Le femine arriviste hanno qualche freccia in più : il vittimismo di genere. Illustri donne capaci, meritevoli di riconoscimenti e di gestire il paese ve ne sono ed è giusto che s’impongano. Ma una Santanchè o una Mercegaglia che passino per vittime rispetto ai propri dipendenti maschi, no, non deve essere ammissibile. Se sei pari, pari devi essere. Se meriti lodi,lodi siano, Se meriti sputi,sputi siano .

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  1. “Serracca” è come a scuola quando il prof., per sottacere, al genitore diceva; «Sua figlia potrebbe fare di più, ma non si impegna abbastanza»

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  2. Il PD già di per se è il niente a livello di idee. Ma la classe dirigente che si ritrova lo rende urticante per un elettore. Purtroppo si aggrappano al 20% che poi diventa 18% che diventerà 16% fino a una inesorabile scomparsa. Mi chiedo se costoro si guardino mai allo specchio per capire che con le loro facce il problema di un polo o partito social democratico e liberale senza essere schiavo di confindustria non si potrà mai fare. Per me l’unico volto degno negli ultimi 20 anni è stato Bersani. E invece Bersani è stato impallinato. E il grande errore fu nel 2013 quando bisognava partire da Bersani per creare un qualcosa insieme ai 5 stelle, ma i tempi non erano maturi.

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  3. E’ stata solo un grande bluff altro che gaffe. Mi pare di averlo letto proprio qua sopra ed è stato illuninante, a quanto pare quel famoso discorso (che ricordo bene) con cui epslose alla convention del PD, con Franceschini in estasi in prima fila, ebbene quel discorso pare fosse stato scritto da un gruppo di giovani attivisti attorno a un tavolo e demandata la lettura a colei. Il discorso era talmente di rottura ed efficace nei contenuti che le aprì le porte alla grande politica, a colei, ma dopo tanti anni di assoluta mediocrità pensammo che fosse stata “normalizzata”, assorbita nelle spire del conformismo partitico e se invece quel discorso non fosse farina del suo sacco per davvero… non ne è uscito mai più niente da qual sacco, nè di simile nè di meglio.

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  4. Serrachiani è gradevole come una zecca attaccata agli zebedei. Tra lei e Pina picierno non saprei chi scegliere. Cosi scrive rosso 56. A Napoli si dice : scarti a fruscio e pigli a primera. Cioè una nun è buona e l’altra pure.

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