Emiliano: “De Luca vero leader del Sud, sì al terzo mandato”

Il governatore della Puglia: «Ma lui deve fare qualche sforzo per rendersi più maneggiabile. In Campania senza di lui il centrosinistra perde»

(Angelo Agrippa – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – Suda, il presidente della Puglia: «Letta ha reso omaggio alla lapide commemorativa di Matteotti: bene — commenta Michele Emiliano, intrattenendosi con due fedelissimi del collega Vincenzo De LucaFranco Picarone e Antonio Marciano —. Ma io preferisco la folla, il popolo, questi ragazzi. L’Italia non sarebbe la stessa cosa senza questa città meravigliosa. Questa non è una manifestazione d’élite, è una manifestazione di popolo. Enzo è il vero leader del Mezzogiorno e se lo dico io dovete crederci. Va detto che anche lui deve fare qualche sforzo per rendersi più maneggiabile. Anche perché non tutti sono capaci di maneggiare una Ferrari come Enzo De Luca. E fa bene a puntare al terzo mandato. Se non si candida lui, rischiamo di perdere anche la Campania. Io, invece, no. Ho iniziato a far politica attiva a 45 anni, ne ho 63, ho allevato una nuova classe dirigente: è il momento di fare spazio alle nuove generazioni». Emiliano si accende una sigaretta sotto il sole che martella l’enorme catino di piazza Plebiscito a Napoli, invasa da almeno 25 mila persone: per lo più studenti e docenti provenienti da tutta la Campania scaricati da 350 pullman noleggiati dalla Regione. «Quando mi candidai a sindaco di Bari — racconta — nessuno dei boss del Pd mi voleva. Dovetti organizzare una lista civica. Poi quel civismo l’ho portato dentro il Pd. L’asse tra i governatori del Sud? Difficile. Anche nel nostro partito, l’interlocuzione prevalente è quella che avviene tra soggetti del Centro Nord. Lo stesso Governo Meloni ora deve prestare attenzione ai territori del Nord, dove ha raccolto i consensi della Lega».

Autonomia differenziata

Ma l’autonomia differenziata resta il confronto più importante per il Mezzogiorno. Ed ora che il ministro leghista Roberto Calderoli ha annunciato di voler imprimere una accelerazione al percorso delle riforme, Emiliano non vuole essere preso di contropiede: «Se lo scopo del Governo è di aumentare l’autonomia delle Regioni e dei Comuni io ci sto — rilancia — . Naturalmente deve essere un’autonomia che non sposti soldi da Nord a Sud, che non consenta al Nord di trattenere il gettito fiscale che serve purtroppo per recuperare l’antico divario con il Meridione. Nel momento in cui dovessimo distribuire il denaro secondo il bisogno, garantisco che il Nord non lo vorrà fare più perché sarebbero risorse da trasferire al Sud e non al contrario. Temo che le loro illusioni siano legate a un patto di Governo nel quale la Lega per esistere non può far altro che ribattere sul tema dell’autonomia differenziata. Ma adesso che il Governo è nelle loro mani non credo che Meloni mollerà i poteri alle Regioni». Poi, De Luca si libera per un istante dell’assedio dei selfie, lo prende sottobraccio e si avviano a piedi. «Meno male che la strada è in discesa», sussurra madido Emiliano. Entrambi raggiungono a piedi, da piazza Plebiscito, il ristorante Borgo Antico di Marco Varriale a Santa Lucia. Con loro, a tavola, anche il riconfermato vice capogruppo del Pd alla Camera e primogenito del presidente campano, Piero De Luca; il vice presidente della giunta, Fulvio Bonavitacola; ed il responsabile delle relazioni esterne, Bruno Cesario. Mangiano insalata di mare, spaghetti ai ricci di mare e risotto alla pescatora, con un buon Gragnano ad innaffiare le rispettive ambizioni congressuali e le sfide che entrambi dovranno ingaggiare su sanità e autonomia. Adesso che il Governo non è più amico ed il Pd resta un sogno sgonfio, da riparare.

2 replies

  1. Fra due nepotisti e familisti all’ennesima potenza ci si intende. Il Lukashenko levantino si compiace dell’Erdogan in salsa campana, chi si assomiglia si piglia. Ho conosciuto da vicinissimo Emiliano come amministratore, e specie nei suoi ultimi anni non aggiungo altro.

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