Vietato disturbare Giorgia: stop a Giordano

Mediaset sospende per tre mesi “Fuori dal coro”: ufficialmente per tagliare i costi. In Mediaset giurano che la chiusura è dovuta “soltanto a motivi economici” e che “il programma riprenderà a febbraio”. Ma lo spegnimento anticipato di Fuori dal Coro, il programma […]

(DI LORENZO GIARELLI – Il Fatto Quotidiano) – In Mediaset giurano che la chiusura è dovuta “soltanto a motivi economici” e che “il programma riprenderà a febbraio”. Ma lo spegnimento anticipato di Fuori dal Coro, il programma condotto da Mario Giordano su Rete 4, non può non suggerire interpretazioni anche politiche, visti i precedenti e lo strano tempismo della decisione. Non a caso sospetti e “incazzature” arrivano prima di tutto dalla redazione, abituata a essere considerata “scomoda” anche all’interno di Mediaset.

I fatti. Invece che andare in vacanza il 13 dicembre, come da progetti iniziali, Fuori dal Coro sarà sospeso il 15 novembre, tra tre settimane. Poi più nulla fino al 14 febbraio 2023: un’eternità di pausa natalizia. Tre mesi di stop comunicati dall’azienda al conduttore e alla redazione venerdì scorso e giustificati dalla necessità di tagliare i costi. E in effetti il programma ha un budget un po’ più alto rispetto agli altri talk di Rete 4, dato che spesso produce servizi e inchieste video che presuppongono l’utilizzo della troupe oltreché dei giornalisti che lavorano in redazione. Ma una sospensione di tre mesi appare esagerata e soprattutto fa tornare alla mente episodi analoghi, come quando durante le settimane che precedevano il voto per il Quirinale (gennaio 2022) Fuori dal Coro e Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio furono costretti allo stop. O come quando, dopo le elezioni del 2018, la rete silurò Dalla vostra parte con Maurizio Belpietro.

Pur portando ottimi ascolti (spesso sopra il 6 per cento in un martedì sera ingolfato dai talk, con #cartabianca su Rai Tre e dimartedì su La7), Giordano potrebbe pagare un posizionamento del programma talvolta poco gradito anche dentro l’azienda. Sul Covid, per esempio: Fuori dal coro si è distinto per un’opposizione durissima rispetto alla gestione della pandemia e all’obbligo di Green Pass, temi su cui negli ultimi giorni Giordano ha incalzato anche Giorgia Meloni affinché prenda le distanze dall’esecutivo di Mario Draghi. Non è un mistero che molti, in Mediaset, avrebbero preferito un approccio più morbido (Forza Italia era pur sempre tra gli azionisti più convinti del governo).

Da qui l’ovvia delusione del direttore (che però, in questi giorni, non ha commentato la chiusura) e dei suoi giornalisti. Il tema economico esiste e il bisogno di tagliare qualche spesa non è certo un’invenzione dell’azienda, ma la sensazione di chi lavora al programma è che si sia colta l’occasione per cesoiare il talk meno gradito (non dagli spettatori, ma dalla rete).

E poi resta la domanda sul futuro: cosa succederà a febbraio? Alla redazione è stato assicurato che il taglio delle puntate autunnali non anticipa la chiusura definitiva di Fuori dal coro, come pure i più pessimisti sospettano, e che quindi tra tre mesi il programma riprenderà come previsto. Ma la rassicurazione dell’azienda tranquillizza fino a un certo punto, visto che fermarsi così a lungo e proprio durante le prime settimane di lavoro di un nuovo governo – dunque quando c’è grande interesse per la politica – rischia di essere una mazzata.

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2 replies

  1. Dipenderà dai rapporti tra B. e Meloni. Se il caimano riterrà opportuno avere dei mazzuolatori del governo allora Giordano (ma anche le iene e strscia) sarà arruolato con consegne chiare :non si fanno prigionieri.

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