Ora il Potere sogna Meloni ogm

(Marcello Veneziani) – Habemus Pupam, heri dibamus, dicevamo ieri. Cum governo sovranista et identitario. Dicono che l’unica vera, grande novità di questo governo sia Giorgia Meloni, per la prima volta una donna e un premier di destra. Se è per questo, la vera grande novità del governo precedente fu Mario Draghi. Non dirò nulla del governo nascente perché i giudizi preventivi si chiamano pregiudizi; ci sono nomi validi, altri invalidi, alcune incognite, qualche sconosciuto, inutile azzardare giudizi a priori. E poi abbiamo l’esperienza dell’altro governo che fu subito battezzato dei migliori ma molti ministri si sono rivelati o confermati modesti e inadeguati. Ricordate gli Esteri, gli Interni, la Salute? Insomma, piano con gli elogi e con gli attacchi prevenuti.

La vera novità del governo Meloni è per ora lessicale e si riassume in un quadrifarmaco verbale: Merito, Natalità, Made in Italy, Sovranità alimentare. Ecco le quattro parole identitarie del governo nascente. E ai fianchi due parole-chiave complementari per guarnire altri ministeri: il mare per il sud, le autonomie per il nord. Certo, le parole non bastano, sono intenzioni, non risultati. Ci piacerebbe che la sovranità non riguardasse solo l’alimentazione ma la politica e l’economia; e che il merito non riguardasse solo la scuola ma la società e la politica.

A proposito di sovranità alimentare, a sinistra hanno deriso l’espressione usata per designare il ministero per l’agricoltura. Ma come spiega un esperto come Carlin Petrini, patron dello slow food, la sovranità alimentare non è un’invenzione a vanvera della “sottoscritta” Giorgia Meloni; ha una storia e perfino un’origine sinistrorsa. Ma non solo: ho sentito usare l’espressione sovranità alimentare al congresso della Coldiretti a Milano, la principale realtà agricola del nostro paese per numero d’iscritti e radicamento nel territorio. Sovranità alimentare vuol dire protezione dei prodotti nostrani, tutela della filiera alimentare, attenzione verso il chilometro zero, ripensamento dell’import-export, incentivo alla nostra agricoltura. Tutto giusto, sacrosanto. E così la difesa del made in Italy che a me piace ribattezzare Madre in Italy che evoca molte cose, a partire dalla madrepatria e dalla madrelingua. La natalità è poi una parola necessaria in un paese povero di nascite e proteso solo a difendere l’aborto; una parola coraggiosa, ancora più forte perché coniugata alla difesa della famiglia. Non è un salto indietro, come scrivono i progressisti dogmatici coi paraocchi: perché se c’è un tema che investe il nostro presente senza figli e più ancora il nostro futuro, è la natalità.

Il nuovo frasario ministeriale deve ora passare dalle parole ai fatti ed evitare che le parole sostituiscano i fatti; o che le parole diano una patina di sovranismo identitario per poi fare politiche subalterne ai poteri sovrastanti. Buono il titolo, ora attendiamo lo svolgimento.

Intanto cosa avviene nei Palazzi del Potere, come rispondono al nascente governo? Con un auspicio corale: vogliamo Meloni ogm. Al di là del lessico identitario per rassicurare il popolo, il Potere si aspetta una Meloni geneticamente modificata; o se preferite decrittare in modo più pertinente l’acronimo ogm, un’Opposizione Governativamente Modificata.

Il messaggio dell’Establishment è preciso: finora avete apprezzato la coerenza di Giorgia, ora è il momento di apprezzare la sua mutazione, anzi di pilotarla. Com’era prevedibile, e come abilmente e risolutamente ha fatto la Meloni, il suo deciso allinearsi alla Nato, al Patto Atlantico, all’Unione europea, a Draghi e alla linea filo-Ucraina le ha permesso il rilascio della patente internazionale per governare. Ha superato pure l’esame storico, anzi etico, ripudiando senza mezzi termini il fascismo. E si è affrettata a formare un governo anche per non debuttare proprio il 28 ottobre, centenario della Marcia su Roma.

Le critiche al governo neonato sono già fioccate copiose, ma quasi tutti hanno trattato con benevola indulgenza la Meloni. Ora siamo alla luna di miele, non coltiviamo illusioni. Noi avevamo avvertito che la Meloni sarebbe stata accerchiata, prima per farle pressione intimidatoria, poi per studiarla meglio, quindi per stringersi ammirati intorno a lei e farle gli auguri; poi per criticare i suoi primi passi e gli anelli deboli della sua compagine. Non mancherà il tempo in cui l’accerchiamento, alla prima occasione, muterà in linciaggio.

Ma il perno dei messaggi inviati si riassume in quella parola chiave: adesso aspettiamo che si compia la mutazione della Meloni in senso draghiano. L’elogio della trasformazione da un verso è un avvertimento per la Meloni: guai se torni quella di prima o come ti vogliono i tuoi elettori. Ma dall’altro è un’auto-giustificazione: dicendo che la Meloni sta mutando si giustifica il loro mutato atteggiamento nei suoi confronti. E’ lei che si trasforma, non siamo noi i trasformisti. Naturalmente è da mettere in conto pure l’atavico servilismo nostrano verso i potenti di turno, fino a che sono saldamente al potere.

Questo è il primo governo di destra nella storia della repubblica italiana. Qualcuno dirà che a quelle condizioni e con quelle mutazioni, meglio non averlo. Ha le sue ragioni, degne di rispetto. Altri diranno che è meglio avere una destra al governo, pur compatibile col sistema e allineata ai suoi comandi, piuttosto che restare per sempre in una marginale opposizione. Rispetto pure il realismo di questi ultimi. Ma la destra può andare al governo solo a quelle condizioni: prendere o lasciare. La Meloni tenta un’esperimento. Vedremo in corso d’opera. La osserveremo da fuori, in libertà, con passione di verità.

P.S. Piccolo retroscena. Gianfranco Fini era l’altra sera a Roma in un negozio di articoli per il mare che comprava una barchetta in miniatura e la inviava alla Meloni con un messaggio di auguri per la navigazione, offrendo il suo sostegno. Si rivedono con la risacca i relitti spiaggiati d’imbarcazioni naufragate.

La Verità – 23 ottobre 2022

22 replies

  1. Vorrei fare una riflessione, magari sciocca… Tutta questa retorica sulla prima donna presidente del consiglio da 76 anni, non l’ho ascoltata e letta sulla Raggi prima donna sindaca di Roma da quando Roma esiste, quindi da oltre 2000 anni …come mai?

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      • Seve,
        Grazie.
        Ha dichiarato inoltre che non si aspettava l’accoglienza così gentile da draghi, come se avesse dovuto darle il cambio in canottiera e scaccolandosi il naso! E’ il cerimoniale, il picchetto d’onore è una prassi , non certo un riguardo solo a lei!
        Essendo abituata a esprimere una dialettica arrogante e violenta in parlamento, se le togli questi aspetti rimane completamente disarmata.
        Ora ha il compito di fare e non di sbraitare .
        p.s.: Finalmente si è tolta tutti gli orrendi orecchini a lampadario che ha sfoggiato e i bracciali alla schiava che le prendevano tutto l’avambraccio . Ora si veste di nero e da uomo .

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    • WATERMELON!

      “La convinzione è l’ultima fase che porta alla pazzia”
      Se vai al mare a Bisceglie puoi solo immaginare di essere a Manaccora!

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  2. Marcellino è come un disco polveroso .che si interrompe sempre nello stesso punto………..Dio patria e famiglia

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  3. questa è una ESPERTA in POMPE. Infatti è SENZA laurea, senza competenze specifiche. Senza competenze generiche. Ed è la meno peggio della banda di ladri/farabutti/massoni/mafiosi…rendetevi conto in che mani siamo.

    E’ un paese CULTURALMENTE FALLITO. BENE così.

    Peggio andrà, più contento sarò.

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  4. “Questo è il primo governo di destra nella storia della repubblica italiana”
    è una fandonia
    ve ne furono altri durante la prima repubblica
    nella seconda: tutti i governi di B., infatti nell’attuale ci sono ben 11 che provengono diretti dall’ultimo.
    Per non parlare dei governi 2013-2018 Letta-Renzi-Gentiloni, cos’erano di sinistra? solo perchè c’era il PD? infatti…

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  5. Il fatto che sia “senza laurea” non vuol dire alcunchè. Abbiamo fior di ministri con la Terza Media e sono stati incensati per mesi perchè “braccianti” per qualche anno e poi comodamente imbucati in un sindacato ( tempo e modo almeno per diplomarsi alla scuola serale ne avrebbero avuto a iosa…)
    Per un breve ripasso…

    https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2019/09/25/politica-italiani-non-studiano/?refresh_ce=1

    Stendiamo poi un velo pietoso sulle modalità di Laurea – magari “breve” – nel nostro Paese ma non solo. Con un pugno di dollari si “comprano” Lauree e Master in Università private all’ estero, negli US in primis. . Esterofili come siamo becchiamo subito…
    Ricordo inoltre che ad es. George Bush jr. , non proprio considerato un esempio di cultura e competenza, è laureato e “masterizzato” ad Harvard mentre non si sono laureati nè Jobs, nè Zuckerberg, nè Bill Gates… che “competenti” nel loro campo lo erano, e qualcosina hanno messo in piedi… Per molti, che sono “oltre”, la laurea è tempo perso. Per altri solo il classico “pezzo di carta” che si consegue a fatica in anni di fuoricorso…

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    • Il fatto che sia “senza laurea” non vuol dire alcunchè.

      Per quelle come te che stimano i salvini (con diploma comprato in rutti liberi) è NORMALE. Difendi pure una pompinara. Ma facci il piacere.

      Al di là delle POMPE, il NIENTE. Questa è la verità. E nella banda di CIALTRONI è la meno peggio, infatti almeno le POMPE le sa fare.

      La meritocrazia, negli usa, per quanto sia paese assurdo, c’è. Smettila di raccontarla come ti pare…

      Tu sei quella che contava i peli nel naso a Conte, rendiamoci conto!!!!!!!!! E te lo dice uno che Conte non l’ha votato!!!!!

      SEI RIDICOLA! Come le lauree e master farsa italiane, comprate a 50 euro. Il livello è quello dei marciapiedi, come tariffario…e come logica dei discorsi… SEI RIDICOLA!

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      • “Il fatto che sia ‘senza laurea’ non vuol dire alcunchè. (sic)”.

        Si potrebbe anche di dire che averne una, o più di una, non vuol dire alcunché, e @Andrea ne è testimonianza.

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  6. Se lo stato abolisse la scuola e l’università sarebbe meglio; risparmieremo tanti soldi .
    I ragazzi potrebbero collegarsi su infosannio e studiare Carolina

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    • Se dopo la laurea non si continua a studiare, la laurea non serve granché. Se presa studiando seriamente è un buon punto di inizio per una formazione che deve essere continua. Il mondo sta cambiando rapidamente e violentemente, occorre starci dietro .
      Purtroppo tante persone una volta laureate pensano di essere “arrivate” e non aprono più un libro per… generazioni.
      Ovviamente non mi riferisco agli amici del blog, certamente plurilaureati e topi di biblioteca, ma sempre purtroppo occupati a insultare ad persona e che difficilmente argomentano nel merito nonostante la grande cultura.

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      • “Il mondo sta cambiando rapidamente e violentemente, occorre starci dietro .”:

        lasciamo volentieri certe convinzioni agli ottimisti. Per quello che ci riguarda, se il mondo va in un senso, noi facciamo una bella invesione a U!

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      • te lo ripeto parakula che non sei altro. NEL MERITO, a Conte contavi i PELI NEL NASO, a cominciare da quelli caduti due anni prima di entrare in parlamento. Hai capito???? Questo è il MERITO. Sei tu che svii le cose CENTRALI…

        SEI RIDICOLA nel MERITO, nel SENSO delle cose.

        SEI TU che INSULTI l’onestà intellettuale che NON hai. Tu sì che sei un INSULTO!!!

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      • Ho una sensazione strana, un nodo al pettine che significa un ciuffo di capelli strappati alla cute.
        L’intelligenza si nutre per renderla e rendersi strumenti intellettivamente capaci, non solo di dattilografare, oggi strafare al telefonino,ora New PC, ma di lavorare, cioè utilizzare le proprie competenze innate + acquisite per sopravvivere nell’era di questa modernità, offrendo servigi remunerati, quanto basta per compare. L’intelligenza innata dunque è cosa diversa da quella appresa anche se le due sfere tendono piano piano a sovrapporsi . Chi si sente arrivato smette di pensarsi utile allo scopo ideale degli altri per divenire un utile più concreto che si materializza nel rendere gli orizzonti indistinti , pieni delle laureati, persone colte, ma che dovranno sempre studiare per dimostrare di essere altezze degne di istituzioni guidati da delinquenti, ignoranti, mafiosi di ogni risma , con la sola terza media e continua tu…

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  7. “…il nostro futuro, è la natalità”. E bravo il nostro pseudo filosofo baciapile col braccio destro teso!
    Io dico invece che il nostro futuro, al contrario, è la denatalità e te lo spiego. Dimezzando il numero degli italiani, ma si può anche estendere al pianeta si otterrebbe:

    – La metà di rifiuti prodotti;
    – La metà di consumo del territorio;
    – La metà di inquinamento;
    – La metà di sfruttamento delle risorse;

    Ti basta come risultato? No?
    E allora dulcis in fundo ci aggiungo:

    – La metà di cretini in circolazione.

    Porca madosca, pensa un po’ che bel mondo!

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    • Più che dimezzare il numero di italiani, occorrerebbe raddoppiare la qualità della formazione, dell’informazione e dell’educazione che gli si dà, fin dalle fasce.. in India e non solo i bambini di 6 anni consumano (al momento) meno della metà di un bambino italiano, e sono già in grado di utilizzare e progettare i rudimenti dei linguaggi di programmazione anche complessi, te l’immagini qui una cosa del genere, dove i figli soppiezzecore e guai a fargli sforzare il cervellino?!?
      Io direi che la chiave di volta di questo Paese sarebbe resettare le mamme.

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  8. BERLUSCONI 2008 MELONI 2022
    fitto fitto
    bernini bernini
    meloni meloni
    calderoli calderoli
    la russa la russa
    santanchè santanchè
    casellati casellati
    crosetto crosetto
    urso urso
    musumeci musumeci
    roccella roccella

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