Produci, consuma, crepa con l’atomica

Incentiviamo un modello “paranoico”. Siamo come una lucente macchina che con la Rivoluzione industriale è andata aumentando la sua velocità e ora vuole superare un muro accelerando. Bisognerebbe che prima o poi noi facessimo una riflessione, per usare il linguaggio da beccamorti […]

(DI MASSIMO FINI – Il Fatto Quotidiano) – Bisognerebbe che prima o poi noi facessimo una riflessione, per usare il linguaggio da beccamorti dei politici, sul modello di sviluppo che chiamiamo “occidentale” ma che, dimostrando di essere molto attraente, ha sfondato anche in culture diversissime come quelle indiana e cinese (nel suo Il libro della norma Lao-Tse, cinese, sostiene la in-azione e nel Buddhismo l’obbiettivo è raggiungere il nirvana, cioè uno stato di atarassia). Cioè sono culture in totale contrapposizione col dinamismo delle nostre società.

L’attuale modello di sviluppo si basa sulle crescite esponenziali, che esistono in matematica (tu puoi sempre aggiungere un numero), non in natura. Verrà un giorno, non poi così lontano, in cui non potremo più crescere. Siamo come una lucente macchina che con la Rivoluzione industriale è andata aumentando continuamente la sua velocità ma poi si trova davanti un muro e pretende di dare ancora di gas e fonde il motore. Ne La Ragione aveva Torto? affronto il problema così: “Io vedo l’uomo moderno scendere una ripidissima strada in sella ad una splendente bicicletta senza freni: all’inizio era stato piacevole, per chi aveva pedalato sempre in salita e con immane, penosa fatica, lasciarsi andare all’ebbrezza e alla facilità della discesa, ma ora la velocità continua ad aumentare e si è fatta insostenibile, finché ad una curva finiremo fuori” (oltre La Ragione vedi Cassandrapièce teatrale con Elisabetta Pozzi).

Noi pensiamo di salvarci con la Tecnologia (non la Scienza che, in quanto pura conoscenza, è consustanziale all’uomo), ma la tecnologia “come risolve un problema ne apre dieci altri ancora più complessi” (Paolo Rossi, che non è l’ex centravanti della Nazionale e nemmeno il comico, ma un grande filosofo della scienza).

Una volta avviato, il processo diventa irreversibile, anzi per sua coerenza interna deve sempre accelerare. Ma oltre a questa ineluttabilità c’è la stupidità dell’uomo, in particolare dell’uomo moderno. Può darsi però che sia proprio questa stupidità ad abbreviare la nostra agonia: con la Bomba Atomica. Mi ha detto una volta Edoardo Amaldi, uno che se ne intendeva perché partecipò al progetto dell’Atomica: “Se l’uomo può fare una cosa, prima o poi la fa”. I nostri Capi sono così idioti che posso arrivare anche a questo. Joe Biden per ammonire i russi ha citato l’Armageddon e si è dato la zappa sui piedi perché l’Armageddon è un luogo fetido, almeno secondo l’Apocalisse di Giovanni, dove alla fine dei tempi tre spiriti immondi raduneranno tutti i Re. Loro ci saranno, noi sudditi no.

La Bomba, come capiscono tutti, tranne i Capi, significa la fine del mondo. È come darsela sui piedi, perché le radiazioni non rispettano i confini e in questa ipotesi non si salveranno nemmeno gli innocenti indigeni delle isole Andamane.

Non siamo stati sempre così stupidi. Alle nostre spalle, di noi europei intendo (gli americani hanno una cultura da cowboy, o piuttosto nessuna cultura, ed è per questo che il termine “Occidente” è equivoco, perché accomuna storie molto diverse) ci sono i Greci, che hanno avuto la cultura più profonda che sia comparsa in Europa (sul piano esistenziale nelle loro tragedie, Eschilo, Euripide, Sofocle, c’è già tutto). Avevano matematici/filosofi, Pitagora e Filolao per dirne solo due, per cui sarebbero stati in grado di costruire macchine molto simili alle nostre (non fino al digitale, a questo non potevano arrivarci) ma pensavano che fosse pericoloso andare a modificare e replicare la Natura. Per dirla nel loro linguaggio la hybris, il delirio di onnipotenza dell’uomo, provoca la fthóhnos ton theon, l’invidia degli dei e quindi l’inevitabile punizione. Molti miti greci, da Prometeo in su e in giù, sono orientati in questo senso.

Ma veniamo alla Tecnologia in corso d’opera. È vero che della tecnologia si può fare, singolarmente, un uso “euristico e intelligente” come diceva Giulio Giorello, ma a livello di massa la tecnologia è, ed è sempre stata, impoverente e alienante. È ben vero che noi oggi possiamo interloquire con un tipo che sta in Giappone, e anche vederlo e farci vedere, ma cosa ben diversa è parlare faccia a faccia con un uomo in carne ed ossa.

I dinosauri furono buttati fuori dalla Natura perché erano troppo grossi, troppo ingombranti. Noi oggi, con l’enorme protesi tecnologica che ci portiamo appresso, siamo diventanti troppo grossi e troppo ingombranti. Prima o poi, più prima che poi, la Natura sbatterà fuori anche noi.

Utilizzando la metafora della bicicletta: non cerchiamo nemmeno di frenare, anzi incentiviamo sempre più un modello che ho chiamato “paranoico” (il “produci, consuma, crepa” dei CCCP). Del resto anche Bacone, che pur è uno dei padri della rivoluzione scientifica, ha così presente la delicatezza e la pericolosità dei rapporti con la Natura che afferma: “L’uomo è il ministro della Natura, alla natura si può comandare solo obbedendo ad essa”. E ancora negli anni Trenta Martin Heidegger poneva la questione fondamentale dell’ambiguità e dell’ambivalenza della Tecnica.

In questa società forsennatamente dinamica, dove salito un gradino bisogna farne un altro e poi un altro ancora per non essere buttati fuori, come singoli, dal sistema, non abbiamo mai il tempo per noi stessi (anche il famigerato “tempo libero” è un tempo del consumo e in questo ci aveva azzeccato, sia pur nel suo modo nebuloso, Beppe Grillo con la concezione del “tempo liberato”). Qualche sintomo di un’inversione di tendenza però c’è. In un interessante articolo per il Corriere (7/10) Mauro Magatti, sociologo ed economista, segnala che i giovani più che al lavoro, quel lavoro da “schiavi salariati” che riguarda la maggioranza, sono interessati a una vita più piena, maggiormente equilibrata “tra le diverse componenti dell’esistenza”. In fondo basterebbe tornare al vecchio e caro “lavorare tutti, lavorare meno”.

11 replies

  1. A parte quel segue, PAROLE SANTE!
    crescite esponenziali, che esistono in matematica (tu puoi sempre aggiungere un numero POSITIVO),

    Quella è crescita lineare. Crescita esponenziale è “tu puoi sempre moltiplicare per un numero MAGGIORE DI UNO”

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  2. Infatti abbiamo potuto deviare una meteora…ma sulla terra siamo una nullità…andiamo su marte…ma abbiamo distrutto la TERRA!

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  3. Fabio Marcelli
    “In piazza per la pace, contro cretini e guerrafondai. Basta appoggiare l’escalation
    Al di là di ogni altra considerazione, l’impressione netta è che il governo di Kiev e la Nato ci prendano per scemi. Si veda ciò che è successo coll’attentato al ponte che collega la Crimea colla Russia. Dopo aver rivendicato il camion bomba con tanto di auguri ironici a Putin per il suo compleanno ed aver affermato che era solo l’inizio, il governo di Kiev si è inventato che responsabili sarebbero stati gli stessi russi, a causa di faide non meglio precisate tra vari settori dei servizi. Lo stesso era del resto accaduto coll’esplosione che ha messo fuori uso il gasdotto Nord Stream, auspicata dagli statunitensi e rivendicata apertamente da un ex ministro polacco e poi addebitata ai russi, che non si capisce quale giovamento avrebbero potuto trarne, ho l’impressione che molti in Germania si stiano facendo domande sugli attentati
    La verità è che i media sono pronti a trangugiare ogni bugia e ogni fake news purché provenga dalle fonti privilegiate, che sono poi quelle occidentali. Si veda anche il caso dei denti d’oro che secondo la stampa sarebbero stati strappati ai prigionieri ucraini, salvo poi scoprire, grazie al giornale tedesco Bild che erano stati rubati a uno studio dentistico. Non è solo solo un problema di qualità dell’informazione, ma anche di orientamento politico della stessa. E qui l’Italia paga ovviamente uno dei prezzi maggiori date le pessime tradizioni dei suoi giornaloni e delle sue televisioni. Le conseguenze di questa mancanza di obiettività sono estremamente negative pregiudicando tra l’altro la possibilità di un’inchiesta obiettiva sui crimini di guerra.
    Ma la responsabilità dei media va oltre, traducendosi in un appoggio esplicito all’escalation che continua inarrestabile. C’era davvero da restare sconcertati di fronte allo giubilo col quale la Rai, prima del contrordine di Kiev, ha dato la notizia dell’attentato al ponte. Sembra che Zelensky e l’Ucraina siano legittimati a ogni dichiarazione e a ogni comportamento, ad esempio ad auspicare il first strike nucleare. In Italia media e partiti, se non chiaramente schierati coll’escalation, la subiscono passivamente senza riuscire ad articolare alcuna proposta di negoziato. La decisione di Zelensky di vietare per legge quest’ultimo è stata accettata come del tutto normale, mentre il Parlamento europeo, con un voto ignominioso ha bocciato ogni proposta volta a rilanciare la soluzione pacifica di un conflitto che si aggrava ogni giorno di più.
    La premessa implicita di questo atteggiamento demenziale è che, dato che Putin e la Russia hanno violato il diritto internazionale invadendo l’Ucraina, occorre ora punirli costi quel che costi e mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’umanità. Si tratta con ogni evidenza di un ragionamento primitivo che ignora il contesto nel quale si è prodotta l’aggressione, privandosi in tal modo della possibilità di capire le cause della situazione e quindi di intervenire efficacemente in merito avanzando proposte di soluzione pacifica.
    L’arroganza dei guerrafondai giunge al punto di insultare coloro che non si rassegnano all’escalation, definendoli spregiativamente “putiniani” e “pacifinti” solo perché non disposti a rinunciare al loro senso critico e a trangugiare senza discutere le versioni di comodo confezionate dalla Nato. Una furia distruttiva e autodistruttiva che pregiudica il funzionamento degli apparati cerebrali. Del resto le guerre sono in genere precedute da epidemie di imbecillità, ma stavolta può essere davvero l’ultima, data la portata devastante degli armamenti in campo.
    Parlare di pace sembra inutile e noi ci sentiamo impotenti. Ma allora: come finisce la guerra?
    Deve quindi essere chiaro che la battaglia contro i cretini è oggi una battaglia per la sopravvivenza del genere umano. Certamente la situazione è grave anche e soprattutto perché costoro oggi infestano, specie nel nostro Paese, il sistema politico e quello della comunicazione sociale. Il tempo non è molto perché, con alla guida coloro che non hanno remore a trasformarci tutti in immondizia radioattiva, stiamo inesorabilmente slittando verso l’abisso.
    Occorre quindi che si levi forte e determinata la voce di coloro che non accettano questo esito e non vogliono sacrificare le loro vite e quelle delle generazioni future ai diktat strategici della Nato e alla retorica del nazionalismo, sia esso russo o ucraino. Occorre pertanto raccogliere l’appello di Papa Francesco e scendere in piazza con determinazione per la pace, bene inestimabile che le corrotte e incompetenti élite politiche italiane ed europee non sono oggi in grado di garantire. E pertanto occorre rendere evidente che non ci rappresentano e mandarle via il più presto possibile, si chiamino Letta, Calenda, Meloni o in altro modo ancora. L’Italia riprenda in mano il suo destino prima che sia troppo tardi”
    Dal FQ.

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  4. “Nato, questa gente fa ribrezzo
    Date: 13 Ottobre 2022Author: ilsimplicissimus 0 Comments

    https://i0.wp.com/ilsimplicissimus2.com/wp-content/uploads/2022/10/Time.jpg?w=441&ssl=1

    Dopo l’attentato al ponte di Crimea che adesso sappiamo essere stato messo a punto dall’intelligence inglese, la Russsia si è tolta i guanti e ha cominciato a distruggere le infrastrutture ucraine, specie quelle che supportano l’invio di armi. e0 qualcosa che la Nato di attendeva sin da subito, visto che proprio questa è la sua dottrina di guerra. anzi per la verità è la distruzione indiscriminata di tutto ciò che serve alla popolazione civile. Ciononostante non appena è cominciata la reazione russa ecco che l’informazione occidentale ha cominciato una ipocrita litania sul diabolico Putin che colpisce la popolazione civile, come se colpire la popolazione civile non fosse non fosse ciò che hanno fatto principalmente gli ucraini da 8 anni a questa parte.

    Bene queste persone che a qualsiasi titolo costruiscono la narrazione Nato, fanno ribrezzo perché la loro doppia morale è così scoperta, così spregevole da denunciare l’assenza di qualsiasi etica sia nei confronti degli altri che dei propri stessi cittadini, come la vicenda del covid e dei relativi vaccini dimostra ampiamente in tutte le sue fasi. L’immagine all’inizio di questo breve post è emblematica di tutto ciò dell’ipocrisia massima nella quale viviamo o tentiamo di sopravvivere: è una copertina di Time di 23 anni fa, quandi la Nato di apprestava al bombardamento di Belgrado, nella quale si invita a mandare i Serbi all’inferno perché solo “un bombardamento a tappeto apre le porte della pace”. Bene spero davvero che Putin segua i preziosi consigli della Nato e di Time e non solo nel caso dell’Ucraina: in fondo chi potrebbe rimproveralo di voler aprire le porte della pace?”.

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  5. Siamo drogati di comodità e/o pigrizia.
    La Persona è morta e il suo posto lo ha preso il Consumatore.
    La Persona pensa ,riflette,considera il necessario e l’inutile, è indipendente per le scelte che fa.
    Il Consumatore desidera e abolisce il pensiero dell’utilità perché è in competizione a volte inconsciamente con altri come lui.
    Questo vuole la nostra avanzata società occidentale,essere i Consumatori , volontariamente schiavi e lavoratori per ciò che consumiamo.
    Niente si ripara più,si butta,il nuovo avanza con sempre più articoli ,servizi, diavolerie tecnologiche indispensabili e mai più senza.
    Auto che ci porteranno senza guidare,telefonini che ci ricorderanno quando dobbiamo mangiare e cacare, perché la nostra testa non si distragga troppo dalle ultime serie Netflix,due pastiglie per dormire e via alla mattina, ognuno alle sue mansioni ,per produrre di più, ciò che non serve.

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  6. Massimo Fini non è mai stato in Cina.
    Altro che “nirvana”: lavorano tutti come dei matti…

    Comunque si può fare benissimo a meno di “consumare”: se si hanno soldi a sufficienza ( fatti sulla pelle di chi ha prodotto e consumato, ieri o oggi…) si può sempre lavorare – da autonomi, altrimenti… a casa… – poco, ritirarsi in montagna ( ma senza sfruttare il “consumismo” degli altri: niente agriturismo…) con le caprette e campare come il nonno di Heidi. Se ci si riesce. E se si gode di ottima salute, e senza chiedere “redditi” di alcun tipo.
    Che forse potrà funzionare per pochissime persone, ma se lo facessero in tanti… Verrebbero raggiunti in loco da milioni di operai e imprenditori col forcone. A meno che non ospitasse tutti in baita farebbe una brutta fine…

    Occorre pensare prima di scrivere, ricordare la crescita esponenziale della popolazione mondiale e l’ antico sempiterno principio di realtà: “Hic Rhodus, hic salta”.

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  7. Dimenticavo: tutti i popoli, di qualsivoglia cultura ( anche quelli del “nirvana” ) se le sono sempre date di santa ragione. Con tutte le armi a disposizione. E con una ferocia che gulag e campi di concentramento fanno un baffo.
    Ma noi studiamo solo la storia dell’ Occidente… e quindi andiamo di “nirvana”…

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    • L’autodeterminazione dei popoli, attraverso il pilotaggio politici sotto l’ombrello ideologico, oggi di chiama capitalismo, che non potrà fare altro che esasperare la sua macchina allargandola a macchie di olio sversato sulla pelle, appunto dei popoli, del suddetto tale, come se il “popolo” nome maschile che designa una entità e plurima sia in ceti che in censo, è spudoratamente divisibile in unità discrete dette uomini e donne, per la parità dei generi, 50 e 50 circa, (razionalmente teorizzabile attraverso l’uso acquisito di strumenti intellettivi scientifici e umanistici) .
      Il popolo costituito da unità discrete , classificabili per ceti, classi lavorative e censo come, per esempio, la fascia delle centinaia di migliaia di individui che ad oggi stanno percorrendo gli edifici scolastici e che entro un decennio costituiranno nuove famiglie e profili professionali, allora questo popolo, lei crede che debba essere sempre lateralizzato attraverso i diktat sempre più stringenti e regolamentati attraverso il qualsivoglia nome a soprannome TRAFFICO?

      Allora dove restano le ideologie? Appigliate ad un ombrello?

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  8. Mi pare ci sia una bella differenza tra “fare a meno di consumare” e “consumare meno”.
    Vabbè piccolezze…ho migliaia di operai con il forcone e imprenditori con il ferrari che mi aspettano sotto casa
    Per non aver comprato l’ennesimo paia di scarpe ieri.

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