Come s’offrono i due Mattei

La falsa partenza del governo Meloni rivela quanto sia fragile la coalizione, e se Giorgia invece di un Matteo se ne trova tra i piedi due, questo non è certo il più grande auspicio.

CRISI DI GOVERNO. SENATO, SEDUTA PER IL CALENDARIO DELLA SFIDUCIA A CONTE

(Gaetano Pedullà – lanotiziagiornale.it) – Neanche il tempo di partire e il Centrodestra ha gettato la maschera. Si litiga su ogni seggiola, e a meno di accordi in extremis nella notte oggi non sarà possibile eleggere i presidenti delle Camere.

Alla faccia delle promesse di far presto, prima che bollette e caro-vita mandino a gambe all’aria gli italiani. I nodi pare che siano il Tesoro, il Viminale e la Giustizia: il primo dove non si trova un tecnico che metta la faccia sui tagli alla spesa e la tempesta in vista sui mercati, mentre gli altri due ministeri sono i pallini di sempre per Salvini e Berlusconi.

E non gioca a favore la guerra per le restanti poltrone. In questo quadro, pure un cieco vede chiaro che alle destre non basterà aver stravinto le elezioni, e pertanto saranno molto utili le stampelle parlamentari. Basta sapersi offrire, “rendendosi utili” come ha fatto subito Matteo Renzi, che ieri ha giudicato “opportuno” votare oggi scheda bianca per la guida di Camera e Senato.

Anzi, affinché il messaggio arrivasse più forte e chiaro, il leader di Italia Viva ha promesso che il suo partito voterà con la Meloni la riforma della Giustizia, ovviamente se sarà “buona”, cioè ancora più coercitiva per i magistrati messi già alle strette della Cartabia.

In un modo o nell’altro, quindi, alla fine un governo si farà. Il potere è il miglior mastice che esista in natura, e per non perderlo i partiti della maggioranza si metteranno d’accordo. Ma la falsa partenza rivela quanto sia fragile la coalizione, e se Giorgia invece di un Matteo se ne trova tra i piedi due, questo non è certo il più grande auspicio.

4 replies

  1. Boh … tutto potrebbe essere meglio, ma non scodiamoci lo spettacolo indecoroso del 2018: tre mesi e passa in cui si è visto di tutto tra 5Stelle e Lega, addirittura la messa in stato d’accusa del PdR …

    Fu un vero schifo e per non parlare del dopo: avere infilato dentro “fruttivendoli” alla guida dei ministeri (Di Maio lo ricordate, ora che non lo potete più vedere dopo averlo osannato, Travaglio compreso? Due ministeri di cui non ha capito un tubo e una vicepresidenza del consiglio, il tutto direttamente dai vicoli di casa sua: questo è stato)

    Per ora qui siamo solo alle battute iniziali e non oltre i tempi tecnici entro i quali è inevitabile che ci sia “trattativa” (ovviamente sappiamo che è un eufemismo). Certo sarebbe bello vedere altro.

    Ma l’unico modo per non avere queste situazioni sarebbe avere solo due partiti (o anche tre) uno di destra e uno di sinistra, entrambi coesi e con sistema maggioritario secco. Le coalizioni, se le distanze interne (e gli interessi dei singoli) sono appena un po’ lontane, sono sempre complicate (qualcuno ricorda Bertinotti).

    Il fatto è che gli italiani, un bel sistema anglosassone non lo vogliono perché lì vince e governa qualcuno fino alla tornata successiva. Quindi, è poi difficile rientrare in gioco sotto banco dove serve, sia che si parli di avversari (opposizione) sia che si parli di “alleati”.

    La realtà è che è prima di tutto a noi italiani nel complesso che la cosa non piacerebbe; solo di conseguenza arriva la politica che esaspera il difetto.

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  2. “, e se Giorgia invece di un Matteo se ne trova tra i piedi due, questo non è certo il più grande auspicio.” ovvero come mettersi in seno due serpenti a sonagli pronti a morderti alla prima occasione, in primo luogo renzie…..

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