Elezioni, in Campania sconfitti tutti gli uomini di De Luca. Si “salva” solo il figlio Piero

Perde il vice Bonavitacola alla Camera a Salerno dove trionfa il centrodestra. Il ko in tutta la provincia e al Senato dove stravince Iannone (Fdi)

(Felice Naddeo – corrieredelmezzogiorno.corriere.it) – Voleva fare l’en plein. Tant’è che aveva piazzato tutti i suoi fedelissimi, figlio Piero compreso, nei collegi che riteneva “blindati” in provincia di Salerno. Aveva accolto in Campania i big del Pd, promettendo loro valanghe di voti tra Napoli e Caserta, accreditandosi come il salvatore della patria dem in una sconfitta nazionale annunciata. Ma a urne aperte, il governatore Vincenzo De Luca torna a casa, anzi a Palazzo Santa Lucia, con le pive nel sacco. E’ lui il vero e più grande sconfitto di questa tornata elettorale, naturalmente su scala campana. E crolla addirittura nella sua roccaforte, in provincia di Salerno. Vacilla finanche nel suo comune, dove lo schieramento di centrosinistra non è più maggioranza assoluta e sia centrodestra che M5s gli contendono il primato elettorale. Salvo, perché eletto nel plurinominale non senza qualche difficoltà, soltanto il primogenito del governatore, Piero De Luca.

Il ko del vice

Una debacle pressoché totale per De Luca. Bocciato il suo vicepresidente, Fulvio Bonavitacola, candidato nell’uninominale di Salerno. Qui vince Pino Bicchielli, uomo di fiducia di Toti, che si era visto assegnato un collegio che nella ripartizione nazionale nessuno voleva. Alla fine è andato a Noi Moderati. E Bicchielli, che a Salerno c’è solo nato prima di fare esperienze altrove, non è stata la vittima sacrificale. Anzi, un leone. In città ha tenuto (lui al 30,5% e Bonavitacola solo al 32,1%), nel collegio ha ribaltato il risultato: 36,2% contro il 26,4% del vicegovernatore. E Bonavitacola resta secondo solo per tremila voti di vantaggio, incalzato addirittura da Giuseppe Benevento dei Cinquestelle.

La debacle del fedelissimo

Nel collegio Eboli-Vallo-Cilento, De Luca aveva piazzato un altro dei suoi uomini fidati: Luca Cascone, ex assessore a Salerno, presidente di commissione in Regione, al centro di ogni vicenda politica a Palazzo Santa Lucia. Risultato: un massacro elettorale. Vince Attilio Piero (Lega) del centrodestra con il 46,7%, Cascone racimola appena il 22,8% contrastato da vicino da Dario Vassallo (M5s) – il fratello di Angelo, il sindaco di Pollica-Acciaroli ucciso nel 2010 – che tocca il 21%.

Nell’agronocerino

Non va meglio nell’agro. Anzi, il centrosinistra è addirittura terzo. Vince Imma Vietri, del centrodestra ma soprattutto di Fratelli d’Italia vicina a Edmondo Cirielli Antonio Iannone, che ottiene il 39% delle preferenze. Poi Virginia Villani dei Cinquestelle al 27,9% e solo dopo Paola Lanzara del centrosinistra al 23,5%.

Al Senato

Uno dei ko più pesanti, per De Luca, è probabilmente il seggio senatoriale uninominale di Salerno. Perché qui vince uno degli uomini di centrodestra che da sempre lo ha contrastato: l’ex presidente della Provincia, Antonio Iannone, senatore uscente e braccio destro di Cirielli. A Salerno città, Iannone (31,3%) è a una spanna dalla candidata del Pd, Anna Petrone (33,4%). Poi l’allungo in provincia: Iannone al 41,6%, Petrone crolla al 24,7%. Con il pentastellato Franco Castiello al 22%.

Il plurinominale

La ripartizione dei seggi al plurinominale alla Camera consente al governatore De Luca di portare a Roma almeno il figlio Piero, capolista nel “listino” di Salerno. Non passano altri suoi fedelissimi come il sindaco di Baronissi, Gianfranco Valiante, che almeno nella sua Valle dell’Irno ha ottenuto un buon risultato.

3 replies

  1. “Salvo, perché eletto nel plurinominale non senza qualche difficoltà, soltanto il primogenito del governatore, Piero De Luca.”

    Ancora?????????????????????
    Salernitani, ma andatevene…

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  2. Il farabutto tra sé e sé: ma chi se ne strafotte, l’importante è che sono riuscito a fare eleggere il Piero. Scendi Letto, per tutte le pputtanate che hai fatto meriteresti un buen retiro in Siberia.
    Certo speravo che anche questo figuro facesse compagnia agli odiosi sgarbmerd, pappagone, trunzza monino, merdamaio, de magistris, rizzo.

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  3. Peccato che il Trota del Sud sia sfuggito alla trombata dei rampolli del nepotista. E questo vecchio notabile colluso aveva l’ardire di criticare il voto di scambio /presunto, anzi inesistente) dei 5S.

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