Ecco i motivi (seri e non di pancia) per i quali voterò il M5S guidato da Giuseppe Conte

(Roberta Labonia) – Che io sia un iscritta al Movimento 5 Stelle non è un segreto. Ne ho vissuto gli alti e i bassi per anni non senza sofferenza e spirito critico. Oggi però, provo a spiegarvi il perché, ragionatamente, gli darò nuovamente la mia fiducia.

Questi sono momenti cruciali per il nostro Paese. Se governare l’Italia, lacerata da tante contraddizioni, riforme mancate, promesse tradite, è sempre stato difficile, stavolta lo sarà come mai prima: noi italiani, fatte salve le nostre classi dirigenti, i signori del capitale e i prestigiatori della finanza che, come è noto, dalle crisi sociali ed economiche escono più ricchi di prima, stavolta ci accingiamo al voto segnati da 3 anni terribili in cui una pandemia (tutt’ora strisciante) e la conseguente crisi economica ci hanno messo a dura prova. E se fino a pochi mesi fa incominciavamo a vedere la famosa luce in fondo al tunnel, una inaspettata guerra in Europa che non smette di farci sentire sotto minaccia e una conseguente nuova crisi economica ci stanno nuovamente mettendo all’angolo. Ci aspettano tempi bui, non illudiamoci, le speculazioni innescate su gas e petrolio si stanno riverberando su ogni genere di consumo, in primis quello alimentare e insieme al caro bollette che si manifesterà in tutta la sua insostenibilità da ottobre prossimo, aggiungeranno povertà a povertà. In tante famiglie dove fino a ieri si riusciva, con dignità a sbarcare il lunario presto non si riuscirà più ad arrivare a fine mese.

Ecco perché il nostro voto non potrà essere dato, oggi più di ieri, a cuor leggero (salvo chi legge non appartenga ai privilegiati di cui sopra).

In questo contesto il mio voto responsabile nei confronti dei miei figli e dei miei nipoti andrà a quella formazione politica che ha già dato prova, nei precedenti governi, di imprimere al suo operato una forte impronta sociale, sicura che continuerà ad avere in cima alla sua agenda di governo il benessere della collettività, a cominciare dagli ultimi, non dai primi. Che, ieri come oggi, abbia a cuore i destini delle famiglie, delle piccole e medie imprese, delle piccole partite Iva, degli artigiani, dei coltivatori. Che mi garantisca un fisco equo dove chi ha di più deve dare di più alla collettività e non viceversa. Io voterò quella formazione politica che ha veramente a cuore la lotta alle mafie tanto da attrarre nelle sue fila uomini che della lotta alle mafie e al malaffare hanno fatto la loro ragione di vita.

Io voto una politica che guardi ai disabili come ad una risorsa da tutelare e agli immigrati come risorse preziose da integrare nell’ambito europeo ma secondo prassi regolamentate e paritarie. Il mio voto lo darò a chi so che con certezza, non a parole, punterà sulle rinnovabili come unica via d’uscita dalla schiavitù delle fonti fossili, costose ed inquinanti. Voterò gente per la quale la rigenerazione urbana e non lo sfruttamento di altro suolo, sono la via maestra. E per la quale l’ambiente è un bene da tutelare e non da “sfruttare”, perché è l’unica casa che abbiamo.

Per il futuro dei miei figli e dei miei nipoti non posso che scegliere a rappresentarmi donne e uomini che difendano in tutti i consessi nazionali ed internazionali i principi della nostra Carta Costituzionale, in primis quello della Pace, da perseguire sempre e comunque e che si riconoscano parte integrante della comunità europea e del patto atlantico ma con spirito propositivo e, se serve, critico, mai allineato a prescindere.

E da ultimo, ma non ultimo, darò il mio votò a cittadini integerrimi, della cui fedina penale intonsa io possa essere certa così come devo essere certa che non faranno del loro percorso politico un mestiere a loro uso e consumo bensì un servizio a tempo alla collettività. Donne e uomini che mantengano al centro del loro operato la “questione morale” quella che, dopo Berlinguer, per decenni la vecchia partitocrazia aveva relegato all’angolo del dibattito pubblico come un fastidioso orpello di cui liberarsi.

Per tutti questi motivi voterò, stavolta ancora più convinta che nel 2018, il MoVimento 5 Stelle e il suo Presidente Giuseppe Conte, un nuovo volto delle Istituzioni che durante i suoi 2 governi ha dimostrato con i fatti, non a chiacchiere, di essere veramente “avvocato del Popolo”. E non solo perché ha saputo governare per primo, imitato da tutti gli altri, una eccezionale ondata pandemica, non solo perché ha avuto il coraggio di contrastare la crisi che ne è seguita immettendo risorse nel Paese per ben 130 miliardi senza i quali sarebbe stata rivolta sociale, non solo perché ha dimostrato di avere l’autorevolezza per portare dall’Europa 209 miliardi, ma perché nel corso di due mandati ha dato al Paese delle misure sociali che governi del cosiddetto centrosinistra non erano stati capaci di varare in 30 anni. Ha avuto la forza, Giuseppe Conte, pur governando con forze politiche estranee alla visione dei 5 Stelle, di calarne a terra l’80% del loro programma e a ricompattarne la parte migliore verso una nuova consapevolezza politica. La stagione della maturità politica dei 5 Stelle è merito suo.

Oggi rivolto alla giornalista che lo intervistava a proposito del reddito di cittadinanza, dopo un momento di sincera commozione ha detto : “La politica con la P maiuscola non può occuparsi dei privilegiati. Sa, gli esponenti dei potentati economici e finanziari i loro interessi sanno curarseli da soli. La nostra deve essere un’altra missione”.

Ecco i motivi per i quali, ragionatamente e non con la pancia, per il bene del mio Paese e della mia famiglia, il mio voto lo darò al MoVimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte.

Qui sotto il link dove trovate in forma estesa e sintetica il loro programma di governo. Per una scelta consapevole #dallapartegiusta

15 replies

  1. Pur cercando….cercando,,,nell’arco costituzionale …non c’è nessuno …solo
    il Movimento 5s con Conte.
    Sembra quasi una forzatura,ma non la è…basta pensare a quello che è stato fatto dal Movimento,pur non essendo solo!
    Labonia,non sei sola!

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  2. Biden e Von der Leyden ci hanno già comunicato che la strategia politica italiana è già decisa. Mi spiace per Conte, l’unico presentabile come premier, ma se fosse eletto dovrà eseguire gli ordini altrimenti verrà sostituito da un Draghi o un Monti. Film già visto.

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    • L’onestà, il disinteresse,la premura per i più deboli e la sincera attenzione alle difficoltà quotidiane delle persone comuni, rendono Giuseppe Conte il vero avvocato del popolo. Il suo coraggio nel dichiarare prioritaria la lotta alle mafie , come dimostra la scelta di inserire tra i suoi candidati uomini come Vassallo e Scarpinato , fanno di lui la nostra speranza .

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  3. L’ho sempre votato, e sono contento di quello che era ( nonostante tutti i compromessi ) riuscito a fare, lo rivotero’ ancora piu’ convinto della sua INDISPENSABBILE presenza in Parlamento. Il Presidente G. Conte, sempre piu’ grande.

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  4. Buongiorno,
    ottima sintesi e soprattutto “de core”.
    Anche se può apparire “portasfiga” leggendo un po’ sparsi i possibili risultati vorrei sottoporre questi dati.
    Innanzitutto il falso 33%, da cui i M5S in caso di raggiungimento del 15% avrebbero ad un dimezzamento.
    Non è così.
    Alla bella favola del 33% hanno contribuito un po’ tutti anche chi ha acclamato al risultato.
    Quello che conta sono i voti e il M5S nel 2018 alla camera ne prese 10.945.411.
    Su un totale di 50.782.650 voti possibili fa il 22%.
    Punto
    Questo perchè ci sono stati 13.734.712 astenuti e/o voti non validi.
    Seguendo lo stesso ragionamento il famoso 40% di Renzi in realtà fu il 23 % perchè gli aventi diritto al voto furono “di meno” e gli astenuti “di più”.
    Im pratica la tanto conclamata superiorità di Renzi era dovuta allo scarto di soli 257.820 voti tra PD alle europee 2014 e M5S alle politiche 2018.
    Cosa significa questo ?
    diciamo che il M5S abbia il 16% degli aventi diritto al voto e NON dei votanti e che i votanti siano lo stesso numero del 2018 da cui anche lo stesso numero di astenuti.
    Significa 8.000.000 di voti, che considerando tutto quello che è accaduto, scissioni, abbandoni, fuoco continuato contro etc. porterebbe ad una perdita secca di 2.945.411,00 voti cioè circa 3 milioni in meno del 2018.
    16% versus 22% sui voti possibili
    Siccome quando ci sono previsioni invece si parla di percentuali sui voti effettivi allora la situazione cambia notevolmente.
    In peggio.
    Allora si arriva al 12% sugli aventi diritto che fa 6.093.918 con una perdita secca rispetto al 2018 di 4.851.493.
    Se come viene detto l’astensione arriva al 40% ciò significa che M5S avrebbe 5.078.265 perdita secca 5.867.146.
    Ma se gli astenuti diminuiscono poco più di 2.400.000 cioè rispetto al 2018 vota l’80% invece del 73%
    Il M5s avrebbe 6.601.744,50 perdita secca 4.343.666,50

    Nell’ipotesi non tanto segreta del 19% al M5S che nel 2018 sarebbe stato 14% sui voti possibili
    astensione come 2018 voti 7.109.571 perdita secca 3.835.840
    astensione al 40% voti 5.586.091,50 perdita secca 5.359.319,50
    astensione al 20% voti 7.617.397,50 perdita secca 3.328.013,50

    Io penso che 7,200.000 voti sia un risultato accettabile considerando che il CDX insieme sarebbe al 44% sui votanti, 35% sui voti possibili arriverebbe a 17.773.927,50 cioè circa 10.500.000 in più del M5S nelle medesime condizioni.
    Purtroppo per la legge elettorale attuale sarebbe “premiato” il CDX e “punito” il M5S.
    I partiti “antisistema” nell’ipotesi 40% astensione o 20% astensione e 1,5% sui votanti, arriverebbero a 0,01% sui voti possibili con 507.826,50 voti.
    Un’ultima cosa: con 7.200.000 voti il M5S sarebbe il secondo partito e probabilmente anche la seconda “coalizione”.

    Senior systems Engineer
    stefano tufillaro

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    • Sono d’accordo, tutto giusto e sacrosanto.
      Su un aspetto però in tanti mi fanno incazzare e Labonia non è da meno. Quando fanno degli artigiani tutta l’erba un fascio da difendere e proteggere.
      Purtroppo è proprio tra gli artigiani che si annidano i maggiori evasori. Mi riferisco a elettricisti, falegnami, idraulici, pittori e altre categorie che mi sfuggono.
      Quando ne hai bisogno sono sempre impegnati e non possono venire. Quando ti fanno il preventivo è sempre senza IVA, ma non lo dicono. Quando devi pagare, allora se vuoi la fattura tirano fuori l’IVA in modo che tu sia costretto a dire: beh senza fattura su mille euro ne risparmio 220. Solo che loro intascano in nero e su quei mille euro invece di pagarne 430 di irpef non pagano neppure un centesimo oltre a non versare contributi per la loro pensione. Poi li manteniamo noi anche quando saranno vecchi. Però continua la lamentela sui poveri artigiani da tutelare.

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    • Ha ragione in parte!La pensione se non versi nulla non te la paga nessuno, perché un artigiano può fare il nero che vuole ma i contributi Inps fissi trimestrali li deve pagare(4000 euro l’anno) e quindi potrà pretendere appena la minima.
      Poi sulla farabuttaggine di molti sono d’accordo in pieno.
      Anche molti dipendenti fanno secondi lavori in nero(Ah già,magari è una necessità),mutue concordate col medico compiacente,se non (spesso nel pubblico)assenteismo e secondi lavori.
      Perciò non facciamo sempre queste distinzioni e lotte tra lavoratori autonomi o dipendenti o chicchessia perché a perderci sarà appunto chi lavora.
      Abbiamo Eni(addirittura partecipata statale) Fca,Luxottica,etc,che hanno sede in Olanda e dirottano miliardi di euro li e noi ci prendiamo a calci negli stinchi tra di noi,invece di pretendere che restituiscano in tasse parte di ciò che paghiamo loro.
      Dai su….

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      • Io mi riferivo al fatto che tutti a tutelare gli artigiani, tout court evasori e non.
        Per le multinazionali all’esrero penso che nessuno parli di proteggerle.

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      • La sanità, la scuola e l’università ai figli, la costruzione e la manutenzione delle strade e delle opere pubbliche, ecc, chi gliele paga?
        Intanto vivono in ville con il suv costosissimo in garage, case per le vacanze, poi al momento della pensione arriva il Berlusconi di turno che promette di alzare l’importo minimo senza fare alcuna distinzione fra chi ha il solido conto in banca, la villa e il suv e chi non ha nulla.
        Permettimi anche un’altra osservazione. Se Labonia ha parlato di artigiani, io ho fatto riferimento agli artigiani, cosa c’entrano le multinazionali?
        Fa parte della pessima abitudine a divagare? Al benealtrismo? O a che cosa?

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      • Ma tu parli di evasione.
        Allora eccome se c’entrano le multinazionali,questo non è divagare,permettimi.
        In quanto al discorso artigiani,noto che hai un solido fervore contro la categoria,visto la cartolina che hai descritto e penso che tu e chi conosci abbia avuto esperienze molto negative a confronto dei suddetti e posso capire se ce l’hai con loro.
        Ma generalizzi e lo faccio anch’io.
        Allora tutti i dipendenti tendono a fare il minimo compitino per il salario,appena un mal di testa stanno a casa,se possono fare lavori in nero lo fanno,chiedi di fermarsi di più(pagati ovviamente) e non possono mai ,tranne che non ne abbiamo bisogno loro.iniziativa personale giammai,”sono solo un dipendente io”,chiami il capo,ma se alle sei hanno lo spritz al bar vedi come risolvono i problemi.
        Invece No,molti sono integerrimi e coscienziosi e tengono a ciò che fanno,sono onesti con colleghi e datori di lavoro,si aiutano ,insegnano ai giovani ,fanno squadra.
        Lo sai sicuramente che i farabutti stanno in ogni categoria e quelli più grandi sono quelli che non lavorano e hanno le cose che hai descritto prima e godono nel vedere chi lavora prendersi a bastonate,il loro obbiettivo.
        Poi che ha detto Labonia?
        Ha parlato di chi ha a cuore famiglie e di chi lavora sotto ogni categoria,di fisco equo(ergo anche più controlli).
        Cose sacrosante quanto scontate,ma non da noi.

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