Chiara Appendino: “Non torneremo mai più a un tavolo assieme a Letta”

L’ex sindaca di Torino: «Temo l’idea di Paese che ha la destra di Meloni. La flat tax avvantaggia i ricchi. E rivedere il Pnrr sarebbe un incubo»

(ANDREA ROSSI – lastampa.it) – L’umore di Chiara Appendino, come di tutti i candidati del Movimento 5 Stelle, in questi giorni tende al sereno: «La sensazione che vivo girando, e anche tra gli attivisti, è quella di un rinnovato, e fortissimo, senso di appartenenza. Credo sia merito di Giuseppe Conte, delle proposte che stiamo portando avanti e di una scelta precisa: stare dalla parte dei più deboli».

O forse di un’offensiva che punta a erodere consensi al Pd accreditando il M5s come vera forza progressista?
«Noi siamo coerenti con le nostre idee. Lo siamo sempre stati talvolta pagandone il prezzo, ad esempio partecipando a tre governi diversi pur di realizzare il nostro programma. Parliamo di reddito cittadinanza e salario minimo legale; il tema del caro bollette l’abbiamo sollevato, inascoltati, mesi fa. E poi l’ambiente: la tragedia delle Marche, per la quale esprimo tutta la mia vicinanza alle persone colpite, dimostra che il cambiamento climatico è un’emergenza vera che va messa al centro dell’agenda politica di tutti. Invece l’Italia continua ad accumulare ritardo. Le forze progressiste dovrebbero mettere questi temi in cima alle loro politiche; il Pd non mi sembra farlo».

Ma la vostra forza politica sembra privilegiare posizioni ideologiche e dire di no a tutto.
«La verità è che mentre negli ultimi quindici anni altri Paesi hanno investito per rendersi indipendenti dal fossile e dal gas russo, l’Italia è rimasta ferma. E ora parla di centrali a carbone e rigassificatori».

E voi dite di no.
«Viviamo un’emergenza: se parliamo di rigassificatori temporanei per gestire un momento di crisi siamo favorevoli. Ma qui si parla di rigassificatori nuovi e permanenti anziché di investimenti strutturali sulle tecnologie verdi. Così il ritardo dell’Italia aumenta».

Nel Pd si levano sempre più voci che invocano una riappacificazione dopo il voto. La auspica?
«È stato Letta a chiudere a noi per provare l’abbraccio con Calenda, Gelmini, Carfagna la cui agenda è lontana anni luce dalla difesa dei più deboli e dell’ambiente. Non credo di potermi sedere il giorno dopo le elezioni allo stesso tavolo con i vertici di un partito che ha rinnegato quest’agenda sociale per inseguire una linea incomprensibile».

E se i vertici cambiassero?
«Sono dinamiche interne al Pd, non ci riguardano. Il concetto è che le alleanze si fanno quando c’è un progetto comune. E in questo momento la leadership del Pd non esprime il nostro stesso sentire».

Lei ha paura di Giorgia Meloni e della destra?
«Se mi chiede se temo per la tenuta democratica del Paese le rispondo di no. Ma mi preoccupa, e tanto, l’idea di Paese e le soluzioni che la destra incarna: la proposta di un regime fiscale come la flat tax che avvantaggia i ricchi, il pericolo che la nostra collocazione in Europa cambi. Per uscire da questa crisi ci sarà bisogno di un governo forte sul piano internazionale e che sappia lavorare per una risposta comune dell’Europa. Invece sento parlare di rivedere il Pnrr: io da sindaca ho imbastito i progetti, lo sa Meloni che ridiscuterli significa con tutta probabilità perdere decine di miliardi?».

Non crede che una donna presidente del Consiglio sarebbe in traguardo per il Paese?
«Da sindaca spesso ospitavo scolaresche in Comune e capitava che qualcuno chiedesse dov’era il sindaco maschio. Una donna in un ruolo apicale contribuisce nell’immaginario collettivo a rompere dei tabù ma di Meloni mi preoccupa la visione del mondo: dice che se sarà premier non vorrà rinunciare a nulla di sua figlia ed è un bellissimo auspicio, ma forse sarebbe più giusto – visto che si prepara a governare – calarsi nel Paese reale, dove le donne che lavorano sono costrette a rinunciare a molte cose dei loro figli e tante non diventano madri proprio perché devono scegliere tra lavoro e famiglia. Meloni ha un’idea della realtà totalmente distorta. Anche quando parla di diritto a non abortire».

Si spieghi.
«Il diritto a non abortire non deve concederlo lei, esiste già. Il problema è che oggi per molte donne non esiste ancora il diritto ad abortire perché in tante Regioni, specie quelle governate dal centrodestra, la percentuale di medici obiettori è talmente alta da pregiudicare l’attuazione della 194. Chi può permetterselo va in un’altra Regione, le altre si vedono negare un diritto. Per Meloni la prevenzione sono i centri pro vita; per me è l’educazione sessuale nelle scuole. FdI propone l’obbligo di sepoltura dei feti abortiti anche contro la volontà della donna stessa; ma che idea di Paese ha chi propone una cosa del genere?».

13 replies

    • La signora Appendino ha usato la classica formula politichese (rimproverata sempre agli altri). E non avrebbe potuto fare altro dato che non rivedranno mai il 33% e tanto meno la maggioranza assoluta. Se vorranno mai ritornare al governo dovranno allearsi. E con chi si potrebbe mai alleare un partito di sinistra assistenzialista se non con uno sostanzialmente di centro sinistra (PD) che, brutto finché vuoi, ma resta il più vicino (o meno lontano)?

      In politichese si dice: mai più con Letta non mai più col PD. Ma credo non corrano il rischio perché un inadeguato più grande di Letta lo si trova solo nella Lega. Quindi, è possibile che tra i suoi personali fallimenti e l’anima smodatamente correntista che caratterizza il PD, se le cose andranno male davvero saranno i compagni a rimandarlo a Parigi ad insegnare.

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  1. Manca un pezzettino nella narrazione semplicistica, l’italia prese il gas dalla russia non per amicizia ma perchè era il modo più economico, ecologico e conveniente, non inquinava e ci costava addirittura meno di quanto costerebbe produrcelo noi, se abbiamo detto di no al nucleare, al fossile, alle trivelle, quella era la soluzione migliore, e così anche per la germania in cui la componente dei verdi è più presente che da noi. Queste frasette viaggiano sulla tirata elettorale, per non parlare della questione Marche; ricordo che la campagna elettorale del 2018 del M5S era impostata sulla messa in sicurezza del territorio e l’assetto idrogeologico e la relativa riqualificazione del territorio perchè la penisola già franava da nord a sud, argomento completamente sparito, il Pnnr sta buttando milardi su piste ciclabili, bocciofile e giardini. Di che parla la sindaca superprogressista in un paese che sta franando in tutta la sua tenuta economica-sociale a cominciare dalle fondamenta materiali

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  2. Insieme ad altri pidioti si pero’, come se ne esistessero di “migliori”di Letta in quel COMITATO D’AFFARI chiamato pd, n’altra MIRACOLATA.

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  3. Ma evitare l’ultima fortemente sciocca risposta era impossibile?
    Se non c’è la fa una persona intelligente come Appendono, cosa possiamo aspettarci dai deficienti?
    L’aborto è una possibilità prevista dalla legge, MAI un diritto senza se e senza ma.

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  4. Tutto è una ” possibilità prevista dalla legge”.
    Ad esempio venire curati dopo che un’auto ci ha appiccicato al muro.
    Altrimenti jungla, bastone , e sperare in Manitou.

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  5. Ma guarda tu, nemmeno una parola contro le gilde medievali che tengono per per le palle questo paese: notai, farmacisti, tassisti, lidisti! Ah già, a proposito di lidi e dintorni … ma nel governo g-v non avevano prorogato le concessioni fino al 2039? Certo l’Italia delle corporazioni, che il trio mafio alliscia e difende strenuamente, che aborro, alla appendino e Conte manco gli passa per l’anticamera che bisogna abbattere con ogni mezzo, affinché la feudale società italiana faccia un salto nella modernità. E per giunta dovrei votare questo

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/08/16/parlamentarie-m5s-il-caso-di-riccardo-tucci-imputato-in-calabria-per-frode-fiscale-lui-io-candidato-le-regole-lo-permettono/6763812/

    ????

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