Venghino, signori venghino! E’ arrivato il gran circo della campagna elettorale

(Fabrizio Caccia – il Corriere della Sera) – Prego accomodatevi, è forse questa la campagna più pazza di sempre, mancano ormai 14 giorni al voto, ma bastano e avanzano per chissà quanti nuovi exploit. Candidati scatenati, per la prima volta nella storia della Repubblica si gira in piena estate e magari a qualcuno sta facendo effetto il caldo. Parole d’ordine: stupire, esagerare, colpire in ogni modo quegli 8 italiani su 10 che ogni giorno utilizzano un social e il 25 settembre andranno a votare. E allora via al diluvio: tweet ironici, trovate imbarazzanti, grafiche improbabili e contenuti multimediali fai da te.

Così, ecco Vittorio Sgarbi – deputato e critico d’arte arcinoto – che all’improvviso si fa fumetto: Sgarbiman.È lui il supereroe del centrodestra che raddrizza le due Torri di Bologna tra i gridolini di ammirazione della folla (suoi elettori?) e abbatte in volo il busto del rivale Pd Pier Ferdinando Casini. Sgarbiman col suo mantello che richiama tanto Batman, ma sul petto ha una capra – Ça va sans dire – al posto del pipistrello.

E poi c’è il senatore azzurro Massimo Mallegni, candidato in Toscana, che gira uno spot tra una donna che stira e l’altra che passa il folletto. Promette, se rieletto, stipendio e pensione per tutte le casalinghe («Occuparsi della famiglia sette giorni su sette non è forse un lavoro?»). Ma il risultato è catastrofico: polemiche a non finire, accuse di sessismo, chissà quanti voti persi in un minuto.

Chiamateli pure colpi di sole elettorali. Prendete Maria Teresa Baldini, deputata uscente e candidata con la lista Noi moderati nel collegio Lombardia 1 plurinominale 02 (Sesto San Giovanni). Nei giorni scorsi ha messo in rete un video in cui si vede lei sulla pedana che fa il bersaglio umano per un lanciatore di coltelli calvo e tatuato: l’uomo, che lavora in un circo di Milano, ne lancia 8 in rapida successione, mirando sempre a pochi centimetri dal corpo dell’onorevole, dai piedi su fino alla testa. Illesa. Ed ecco allora che in sovrimpressione compare la scritta: «Vota l’on. Maria Teresa Baldini, una donna coraggiosa».

Ma come le sarà venuta quest’ idea? «Ho pensato ai tanti coltelli che girano in politica e non solo, alla violenza che c’è in giro, non solo sulle donne – spiega la deputata Baldini -. E allora mi sembrava un messaggio giusto da mandare: nella vita ci vuole coraggio». Ha avuto paura? «Beh, un po’ sì, comunque sono stata ferma, immobile, per tutto il tempo dei lanci. So che il lanciatore una settimana dopo ha sbagliato mira ferendo la partner». Commenti? «Qualcuno si è lamentato per le immagini troppo forti. Il mio leader, Luigi Brugnaro, invece mi ha scritto: “Troppo figo!”». 

Anche Domenico Scilipoti Isgrò (chi non lo ricorda?) si candida alla Camera nel listino proporzionale con Noi moderati, però in Sicilia, nel collegio che comprende Trapani, Agrigento e Caltanissetta. E nel suo comune, Terme Vigliatore (Messina), anzi proprio dentro casa sua, dieci giorni fa ha inaugurato «il Rifugio del pellegrino, un’oasi di preghiera e meditazione». Chiederà il voto a chi entra? 

Un altro fissato con i fumetti è l’avvocato Antonio Ingroia, l’ex magistrato, leader di Azione civile, che quest’ anno si è inventato la candidatura al Senato (a Latina) della sua assistita illustre Gina Lollobrigida, 95 anni. Ma che nel 2013 col Movimento arancione tempestò già il web con «Thor che vuole prendere a martellate mafia e corruzione» o il «nano Brontolo che non vuole lavorare fino a 70 anni». Spiccano tante follie della politica nostrana, girando su internet: #candidatichedavvero o Crazy Ass Moments in Italian Politics sono indirizzi sempre aggiornati. E in un mondo in cui tutti rincorrono TikTok, Pippo Civati, leader di Possibile, ha scelto invece WhatsApp e aperto una chatline, «Better call Pippo», in cui garantisce: «Rispondo io». 

Un’elettrice di centrosinistra ieri gli ha scritto: «Credo di aver convinto mia suocera a votare». E lui, parafrasando: «Se non nuora quando?». E ieri era pure il compleanno del leghista Claudio Durigon, l’ex sottosegretario all’Economia costretto alle dimissioni per la scivolata nell’agosto 2021 sul parco ex Mussolini a Latina. Ha compiuto 51 anni e i militanti gli hanno fatto trovare lo slogan di Salvini «Io ci credo» pure sulla torta. Una foto subito postata su Facebook.

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3 replies

  1. Non ho letto l’articolo e non compro il Corriere. Giornale di gossip. Meglio del corriere anche Chi o Oggi o Cronaca Vera. Un “giornale” che sulla pagina online, la domenica mattina, apre a tutto titolo sulle notizie di corna di Totti, Hilari e Noemi , è la sxhifezza della sxifezza dei giornali di informazione e, secondo me, non merita l’attenzione del piu scalcinato dei suoi lettori. Cronaca vera è un giornalone al confronto del corriere. (Volutamente con la c minuscola)

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  2. BRUNO FUSCO- I MOSTRI

    Di solito, la coerenza si chiede al politico di turno, e ci suona male quando qualcuno cambia casacca e passa ad altro partito, soprattutto quando questo partito è nelle nostre simpatie, allora il tradimento ci sembra un fatto personale.
    Quella che ci sembra tradita, non è solo l’abbandono di tizio o caio come fatto personale, ma l’idea stessa di politica in cui crediamo, ed essendo questa tradotta nel concreto parlamentare da uomini e donne, quando tradiscono, su questi sfoghiamo il nostro rancore e la nostra delusione.
    Questa delusione può condizionare le nostre scelte politiche future, anche noi possiamo perdere di coerenza, certamente la politica non è fede religiosa, e anche su questa si può cambiare idea, ma l’incoerenza non appartiene solo ai politici, ma anche al popolo che li sostiene e, quando questo popolo è confuso, deluso, ferito, può cambiare le sorti di un Paese cambiando scelta, e questo solo in base a fattori emozionali, spesso, estemporanei o anche solo di ripicca.
    Diceva Bernardo di Chartres che “noi siamo come nani sulle spalle di giganti, così che possiamo vedere più cose di loro e più lontane, non certo per l’acume della vista o l’altezza del nostro corpo, ma perché siamo sollevati e portati in alto dalla statura dei giganti.»
    Si definisce l’idea della cultura come una continua costruzione degli uomini, in cui i pensatori moderni, pur nani rispetto ai grandi fondatori del sapere del passato, possono tuttavia sopravanzarli e progredire proprio in virtù delle acquisizioni precedenti.
    Prendere il meglio dal passato, rimediando agli errori fatti, per progredire e migliorare la collettività.
    La sfida sta proprio in questo, nel riconoscere chi possa tradurre al meglio le nostre aspettative, con uno sguardo al passato per vedere meglio il futuro.
    Mi direte che il meglio è soggettivo, ma il male è il male, e vedere gente ridotta alla fame, morti sul lavoro, città nell’insicurezza totale, discriminazioni razziali, abusi non puniti, delitti mai risolti, stragi senza colpevoli, femminicidi in aumento, ricchi sempre più ricchi, poveri in crescita, sanità al collasso, scuole nel degrado, nascite in calo, e migliaia di persone che campano di politica con stipendi altissimi e altre prebende, la merda è solo nostra, e la soggettività di chi non vede, e una comodità che bisogna combattere.
    I mostri, che impediscono al futuro di liberarsi dal peggiore passato, sono sempre attivi, non mollano la loro presa potente, cambiano maschera e parole ma non l’anima predatoria che conosciamo.
    Vedere e sentire oggi, chi nel passato ha reso il presente deprimente, proporsi come soluzione per il futuro, e dare fiducia a gente che sono da venti/trent’anni in Parlamento, sarebbe da idioti, tornare indietro per cadere negli stessi errori, una ruota per i criceti perpetua e deleteria soprattutto per le nuove generazioni.
    Noi siamo il futuro, nel bene e nel male, il nostro futuro e quello di chi stiamo crescendo.

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