Se avessimo avuto noi una Regina…

(Marcello Veneziani) – Avessimo avuto noi in Italia una regina per settant’anni al posto dei presidenti della Repubblica… Lasciate che per una volta mi imbarchi in un paragone “irriverente” e virtuale, del tutto immaginario che nessuno osa pronunciare ed esplicitare. So che le storie, oltre che gli assetti del Regno Unito e dell’Italia sono assai diversi, e sarebbe facile elencare le enormi differenze; ma una figura istituzionale davvero al di sopra delle parti, in grado di incarnare con grande spirito di servizio, impersonalità e carisma lo spirito di una tradizione, di una storia nazionale. Quante volte la nostra repubblica ha tremato, quante volte i presidenti della nostra repubblica sono stati uomini di parte, figli di una maggioranza, di un patto sotterraneo e di un partito; hanno agito e manovrato come giocatori più che arbitri. E quanto debole è stato nel nostro Paese l’amor patrio, mancando simboli e figure che lo rappresentano; quanto sarebbe stato necessario il richiamo ad una unità di fondo per un paese diviso, lacerato, dominato dalla partitocrazia, da guerre civili e troppo debole sul piano internazionale. Anche i migliori tra i nostri Capi dello Stato non avevano il carisma, l’autorevolezza, lo stile di un sovrano come la Regina, che sa subordinare il politicantismo e il piccolo opportunismo d’occasione a una dignità sovraordinata che risponde alla storia anziché ai giochi di poteri. Avremmo avuto bisogno di una figura che fosse un punto fermo in tante fasi di caos, instabilità, disorientamento, manovre che coinvolgevano anche la massima istituzione. Certo, c’è la differenza di fondo tra monarchia e repubblica, c’è la solidità di una dinastia che in Italia invece non c’era, se consideriamo il giudizio controverso sui Savoia, le nostalgie borboniche a sud e asburgiche a nord; e se consideriamo che la nostra monarchia non è durata neanche un secolo, rispetto alle secolari tradizioni britanniche; troppo poco per radicarsi. Ma la Regina ha rappresentato un punto di riferimento, saldo e rassicurante, in un Regno che perdeva i suoi tratti e i domini di un Impero, che è stata trascinata in conflitti internazionali anche laceranti, che si è trovata a dover condurre nel passaggio all’Unione europea e poi con la Brexit, all’uscita dall’orizzonte europeo.

Lasciatemi dire che pur nelle differenze enormi di popoli, di storie, di assetti, a noi è mancata una figura come la Regina Elisabetta, che restò al di sopra delle parti sia con governi laburisti che conservatori. Una stella polare, non solo per la longevità eccezionale del suo regno ma per il valore simbolico che ha rappresentato; asse che non vacilla davanti a non poche turbolenze, eventi tragici, processi alla Monarchia, indecenti gossip e intemperanze anche nella famiglia reale. Considerando peraltro che la Monarchia britannica costa ai suoi sudditi meno, molto meno, di quanto costi il Quirinale repubblicano a noi italiani. Onore alla Regina che lascia il mondo e una discreta, rispettosa, ammirata invidia per la sua figura che a noi è mancata.

20 replies

  1. Il Quirinale costa tanto perché è tra i palazzi reali più maestosi e belli d’Europa, infinitamente più grande e prestigio di Buckingham Palace. Però attorno al Quirinale non esiste tutto il merchandising che gira attorno ai reali inglesi o, cambiando sponda del Tevere, al Vaticano. Ciò contribuisce a ripianare molte perdite. Uno dei tanti torti dei politici repubblicani è stato quello di non volere adibire il Quirinale a museo dopo il referendum del ‘46, quasi sì fosse voluta rivendicare una velleitaria continuità con la monarchia sabauda e anche con quella papalina. Un atteggiamento, il loro, da parvenu, speculare alla provinciale sudditanza di Veneziani nei confronti degli inglesi. Francamente non nutro complessi di inferiorità nei confronti di un popolo tanto cinico e rozzo da costringere la propria sovrana sul trono fino ai 96 anni e che, ciononostante, non riesce a impedire che l’imbarazzante Carlo le succeda.

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        M’illumino d’incenso
        e come tanti di voi faccio pure io
        coming out.
        Sono una Prèfica
        devota della British Airways,
        e mo’ l’ho detto.
        This morning
        (insomma stama ttina),
        io e le mie colleghe abbiamo voluto fare omaggio alla queen Morther per la sua dipartita, con un atto di 45′ e 30 “in collegamento Skype.
        Nella pur breve ma intensa veglia mattutina abbiamo, in qualche modo,
        celebrato meriti, virtù e Qalità, della sua pur breve esistenza, richiamando alla nostra e altrui mente gli episodi salienti della cara Morther.
        Con strazianti urla di dolore,
        cop.sissime e disperate lacrime,
        struggenti cantilene, filastrocche dedicate
        ricchi premi e cotill.,
        jam session da scaletta,
        qualche vicendevole sputo in faccia,
        un paio di ululati di gruppo
        e il nostro cavallo di battaglia: ripetuti tentativi di estirpazione delle nostre
        e altrui ricciolute e folte kiome alla radice.
        Al termine abbiamo voluto rendere ulteriore omaggio deponendo ai piedi del Rinale
        un esajerato Mazzo di Cucumis Sativus.

        Mi chiedo come sarebbe il mondo senza la speranza e la poesia!

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  2. Se avessimo avuto anche noi “questa Regina”. Meglio precisare perché di regnanti rivelatisi ben al disotto del ruolo ce ne sono stati non pochi nella storia (e noi ne sappiamo qualcosa per esperienza diretta …). Col guaio che sono amovibili perlopiù solo mortis causa e certo non per avvicendamento democratico. Come chiunque, non è stata perfetta, ma è stata una grande donna, degna della migliore stima per come ha svolto il suo compito.

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  3. A marce’ abbiamo avuto re silvio per 20 anni e ce bastato! Che poi la regina costi meno del quirinale tutto da dimostrare, lo dici tu…

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  4. Diciamo che noi Italiani anche a Re non stiamo messi bene. Né in passato né col cascame “ballerino” che ci ritroviamo tra i piedi.
    Siamo fatti così…

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  5. L’amor patrio lo danno la consapevolezza di avere coscienza morale dentro di sé e il cielo stellato sopra tutti. I simboli vanno lasciati alla matematica e alle carte geografiche
    u

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  6. Veneziani riesce sempre ad irritarmi leggendo solo il titolo dei suoi esposti.Non leggo di conseguenza quello che scrive.Non c’è che dire, è coerente a modo suo.

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    • Gentile, stavo per scrivere la stessa cosa. Poi dubito che vedremo un discendente della casa reale in programmi tipo ballando con le stelle, festival di Sanremo, per non parlare di sparatorie con morto a bordo di yacht. Cordialità.

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  7. “Legge morale” e non coscienza, ed il cielo stellato non è “sopra tutti” ma “sopra di me”. Entrambi hanno in Kant significati peculiari e non emozionali.
    Non facciamo diventare beghino, piddino e globalista anche Kant.

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