Draghi nostro salvatore? Ma se è lui che ci ha messo nei guai sul gas…

(Franco Bechis – veritaeaffari.it) – Ieri mattina dopo averlo incontrato negli studi di Omnibus La7 Paolo Agnelli, presidente di Confimi industria e alla guida dell’omonimo gruppo di alluminio mi spiegava che per il caro bollette sta rimettendoci circa 2 milioni di euro al mese. La possibilità di reggere ancora è limitata a qualche mese, non di più, «e solo», spiegava lui, «perché ho la responsabilità di un gruppo con storia centenaria, che è passato attraverso due guerre mondiali e ogni tipo di crisi economica. E anche perché so che se noi ci fermiamo, non saranno pochi i contraccolpi per tutti i nostri clienti che comprano il nostro alluminio.

Vede, nelle nostre zone non hanno riaperto dopo la pausa estiva tre aziende che facevano piombo. E già mi chiamava ieri un industriale che produce pile disperato: senza piombo come le fabbrico?». Questo breve flash sul bergamasco dove lavora Agnelli è la fotografia semplice dell’Italia in questo momento. E non solo dell’Italia. Con questi costi dell’energia non ce la fa a tenere aperti i battenti chi ha bisogno di ciclo continuo per produrre: imprese del ferro, dell’acciaio, dell’alluminio, del piombo e così via. Ma anche del vetro, della ceramica, del legno, delle conserve alimentari e via per un lungo elenco. Si fermano loro e mancando i loro prodotti mandano in crisi la clientela, che somma una difficoltà all’altra.

Extraprofitti, oh cari!

È una drammatica catena di Sant’Antonio, dove tutto si tiene insieme. Per altro costosa per le finanze pubbliche, e non solo perché così cade rovinosamente il Pil come si togliesse un mattone alla base di una costruzione: per ogni azienda che si ferma bisogna mettere in campo gli ammortizzatori sociali, che hanno un costo pubblico e chissà per quanto. Chi si ferma per altro non pagherà le ultime bollette, e andando avanti così sarà difficile trovare le illusorie montagne di extraprofitti delle aziende energetiche, che di mese in mese vedranno crescere una montagna di NPL energetici: crediti non più esigibili dai clienti piccoli e grandi.

Chi riesce ancora ad andare avanti sapendo benissimo di non poterlo fare all’infinito, paga quelle superbollette con i propri ricavi, con il rischio di entrare assai presto in una drammatica crisi di liquidità che sta già emergendo in buona parte del sistema industriale. Con aziende improvvisamente in crisi per l’energia non c’è un solo istituto bancario disposto ad erogare finanziamenti ponte per il pagamento delle loro bollette. Nemmeno fossero attivabili allo scopo i circa 130 miliardi che ancora avanzano dal decreto liquidità di Giuseppe Conte dell’aprile 2020: “Non basta una garanzia statale al 90%”, commenta amaramente Agnelli, “le banche non sono disposte a rischiare, e più che rischiare a perdere molto probabilmente nemmeno quel 10 per cento”.

Era prevedibile, ma…

Quel che abbiamo sotto gli occhi non era difficilissimo da prevedere. Non c’è nulla di più strutturale nella esplosione dell’inflazione che un rincaro- per altro senza fine- dell’energia. Nessuno produce senza energia. Così un banale ristorante si trova una bolletta che lo mette in crisi. Ma non basta quella: perché il fornitore di pasta, quello di carne, quello di pesce, quello di vino che vivono la stessa condizione la trasferiscono almeno in parte sui prezzi dei loro prodotti per restare in piedi. Quindi quel ristoratore deve fare lievitare i prezzi del suo menù o chiudere anche lui i battenti.

Eppure abbiamo sentito dire dalle massime istituzioni economiche e finanziarie per mesi che l’inflazione che iniziava a crescere sensibilmente un anno fa non doveva preoccupare, perché dovuta solo ai costi della energia. Non si era davanti a un aumento “strutturale”. Frasi ripetute in diverse occasioni dalla signora che guida la Bce, Christine Lagarde, dal sottosegretario al tesoro Usa, Janet Yellen, dal governatore della Banca di Italia, Ignazio Visco e dalla gran parte dei ministri della commissione europea. Una sola di loro- la Yellen- il primo giugno scorso ha sentito il dovere di scusarsi in una intervista alla Cnn: “Ho sbagliato sulla traiettoria dell’inflazione. Evviva. Ma quel che è accaduto offre uno spaccato desolante sulla qualità delle classi dirigenti che guidano l’Europa e il mondo.

Le responsabilità di Draghi e della Ue

Ieri in quella trasmissione tv ho sentito per l’ennesima volta un esponente del Pd, l‘eurodeputata Simona Bonafè, recitare quella che ormai è una litania: “Ci troviamo nei guai perché avete fatto cadere il governo di Mario Draghi, rendendogli impossibile quella soluzione sul price cap europeo al gas che era a portata di mano”. Non si può più sentire una sciocchezza così, perché con tutto il rispetto per la persona e la storia del premie italiano uscente, in questi guai ci ha portato esattamente il governo Draghi. E con lui tutti i leader che guidano i paesi europei. Hanno voluto di istinto lanciare tutti noi in una guerra economica alla Russia per sventolare la bandiera di libertà e l’indignazione per l’invasione dell’Ucraina.

Giusto? Nobile? Certo. Ma non si trascinano in guerra popoli dotandoli di fionde rudimentali di fronte ai cannoni del nemico. Perché è esattamente quel che è accaduto e sta purtroppo emergendo: né Draghi, né Ursula von der Leyen, né Emanuel Macron, né alcun altro leader europeo aveva un piano per combattere quella guerra. E manco si sono resi conto delle conseguenze che avevano quelle scelte. Tanto da averle coralmente banalizzate quasi all’unisono. Draghi, il 6 aprile in conferenza stampa: “Preferiamo la pace o il condizionatore acceso? Questa è la domanda che ci dobbiamo porre”. Un mese prima l’Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Josep Borrell si era lanciato in un romantico “Abbassate i riscaldamenti delle vostre case per ridurre la dipendenza europea”.

Il 9 marzo Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, aveva annunciato a Strasburgo: “Abbiamo abbassato di un grado il riscaldamento nell’edificio del Parlamento europeo. La libertà e la democrazia hanno un costo. L’Ue deve dimostrare solidarietà ma non solo nei confronti dell’Ucraina ma anche nel far capire ai suoi cittadini quali costi ci saranno da pagare”. Queste sono le classi dirigenti che ci troviamo.

Trattati da bamboccioni

Non avevano alcun piano per affrontare la guerra in cui hanno trascinato milioni di europei e invece di spaccarsi la testa e trovare immediate riparazioni alla loro irresponsabilità si mettevano pure a deridere i popoli mandati allo sbaraglio come fossero bamboccioni: “Ma come, non sapete per la libertà rinunciare a un po’ di freddo o di caldo in più?”. Sfottò e manco un passo per limitare le conseguenze di quello che avevano fatto.

È del 9 marzo la lettera del premier greco alla commissione europea che chiede un price cap continentale al gas. Non era manco una idea di Draghi, che sul tema si è svegliato una ventina di giorni dopo. Magari non funziona nemmeno quello, ma è possibile avere perso mesi così rinviando di riunione in riunione? 

20 replies

  1. Si Bechis, tutto giusto, pero’ completi il suo ragionamento. Scriva chiaro e tondo sul suo giornale che necessariamente bisogna trattare con la Russia, altrimenti restiamo solo all’enunciato del teorema. In secondo luogo, visto che di mestiere fa il giornalista, incalzi direttamente con interviste o con editoriali, gli esponenti politici di destra, laddove batte il suo cuore, che purtroppo si apprestano a governare il paese, cosa intendo fare sul punto. Sono disposti a promuovere in sede UE e NATO trattative con la Russia considerando la situazione attuale sul campo?
    Altrimenti è piu’ serio non scrivere articoli come questo.

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    • Ora vuoi troppo . E che non lo sai che i giornalisti italiani si fermano sempre a mezza’aria compreso Travaglio checche’ voglia far credere il contrario ? Dopo Bocca e Montanelli il vuoto . Poi vabbe’ ci sarebbe Barnard che e’ sparito dai radar .

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  2. intanto fondi IUESEI si preparano a fare shopping a sconto, per la crisi e per la rivalutazione del dollaro. Per poi delocalizzare o eliminare un concorrente.
    Questa è peggio di una guerra, è un disastro paragonabile all’estinzione dei dinosauri

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  3. Per paradosso, l’unica cosa positiva, se si può chiamarla così, è che la transizione e conversione energetica dovrà per forza essere più veloce, non certo omportando LNG che prima di arrivare a noi fa il giro del mondo

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  4. Giusto? Nobile? Ma no di Certo, ma proprio per niente. L’ucraina si è costruita questa situazione accettando le ingerenze Usa, con atti di provocazione alla Russia, il popolo ucraino, a cui è stata tolta ogni possibilità di espressione, deve chiedere conto al suo presidente che stiamo aiutando a distruggere il suo paese fino all’ultimo ucraino, nn è la nostra guerra e ce la stanno scaricando addosso

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  5. Bravo Jop,bisogna andare in fondo in questi casi,nessuno degli schieramenti politici affronta queste problematiche,e la stampa che dovrebbe incalzarla come dice lei non lo fa,siamo messi molto male.

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  6. Conversione energetica, quale? Dove? Quando? Tra 3/5 anni? E tra 3/5 anni avremo ancora un economia? Oppure dovremo cuocerci gli gnocchi sulla carbonella.

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  7. Articolo perfetto.
    E’ inutile poi chiedere cosa, chiunque governerà, farà nei confronti della Russia, che abbiamo ( e parliamo di tutto l’ Occidente) spensieratamente “sanzionato” e a quanto pare si sta “studiando” di sanzionare ulteriormente : si farà quello che decideranno gli US.
    Anche se, da parte di una “sinistra” prona fino all’ inverosimile ( anzi, tutt’ uno con i Dem US che la sostengono: i suoi “gggiovani” sono addirittura andati fisicamente a fare campagna elettorale per Obama -Schlein su tutti – alla faccia di noi Paese “sovrano”: così si fa carriera…) sarà “colpa della Meloni” o di chiunque governasse eccetto loro stessi, Renzi e Calenda ( cioè sempre loro stessi…)

    Andrà così: noi cornuti e mazziati, loro occupati per mesi in degittimazione e “Bella Ciao” a non finire, proprio da parte di chi ci ha portato fin qui a forza di “libertà o condizionatori” , “chi si vaccina è sicuro di non contagiare e non ammalarsi”, “finestre aperte nella scuole” e “obbligo vaccinale, altrimenti perdi il lavoro e muori di fame”. Solo da noi si è sentito e visto tutto questo: e ora pretendono di tornare e parlare di “libertà”? Tanto per fare ulteriormente sprofondare nella merda un Paese di merda?

    Chiunque vincerà saranno tempi durissimi: non siamo un Paese sovrano.
    E anche se è chiaro come il sole che Putin non ha nessuna intenzione di “invaderci”, rischiamo la Terza Guerra Mondiale per la faccia di Biden, Obama, Clinton, Pelosi, … ovvero degli immensi interessi chi li ha messi e li sostiene lì e che fa il bello ed il cattivo tempo anche nel Bel Paese.

    Questo ci è successo perchè abbiamo perso una guerra, finita tra l’ altro in modo vergognoso e ridicolo, nonostante la distruzione e i milioni di morti.
    Ora dobbiamo “spezzare” le reni alla Russia: non oso immaginare come ( e se) ci ritroveremo alla fine di questa. Altro che “espressione geografica”… Metternich almeno diceva la verità, noi fingiamo di credere nelle libere elezioni…

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    • Oh Carolina, un commento elaborato criticamente nel merito. E’ lecito che ognuno chieda conto al proprio partito di riferimento invece di battere le mani imbambolati dall’illusione e nella negazione. Persino i famosi sovranisti d’Italia se la fanno sotto, Orban de qua Orban de là, solo lui in UE fa come gli pare e sta da Dio, qua si sentono solo banalità che non contengono nessuna prospettiva, c’è addirittura che si aspetta che ne verrà fuori la famosa transizione ecologica, l’autonomia energetica, come se dipendesse da noi e fossimo noi a scegliere cosa fare e come farla.

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  8. Volevano fare la guerra senza fare la guerra.
    Ma il problema più grosso non sono questi governanti o questi altissimi dirigenti, il problema è il cane da guardia che manca.
    E questo è dovuto alla stupidità della classe imprenditoriale.
    I fondi acquistano macerie… e chi sono i fondi?
    Forse la casalinga di Voghera?

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  9. È bello ( si fa per dire) che anche il mainstream cominci a rendersi conto della profonda stupidità del nostro affezionatissimo bankiere guerrafondaio disticazzi e dei suoi amici/e europei minorati mentali.
    Però……a parte i minuscoli partiti sovranisti come quello che voto io, sembra che NESSUNO dei nostri candidati abbia impostato la campagna sul ritiro delle sanzioni o, comunque , su uno smarcamento netto dai camorristi di bruxelles.
    Salvini ha timidamente provato ad aprire bocca sull’argomento ma, ritrovatosi da solo, ha subito fatto dietrofront.
    E poi lui è il cazzaro e potrebbe tranquillamente affermare oggi ciò che ha negato fino a ieri senza che nessuno si meravigli (anche perchè nessuno lo ascolta più).

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    • Attenzione! Il pericolo non è il “cazzaro” che i media stanno sputtanando esattamente come i 5stelle ( e questo dovrebbe essere un segnale) . E neppure il Berlusca con i suoi ultimi fuochi di artificio.
      Il pericolo è la Meloni: non lei, ma tutto l’ambaradan che le sta dietro e che da decenni aspetta l’occasione, colonizzando Internet ( Fusaro e soci di ,Vox: gli hanno dato spazio persino sul Fatto, eppure ci voleva così poco a capire il soggetto…) e invadendo, zitti zitti, anche la sanità pubblica, la RAI, l’Università…
      Cardinaloni, imprenditori, nobilume, palazzinari, editori, alti ufficiali,…
      Ai quali, ora, anche i ” giornaloni” lisciano il pelo: soldi e potere stanno lì.
      Meglio il ruspante Salvini, credetemi…

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      • @Carolina
        La meloni è più atlantista di letta draghi calenda renzi e bonino messi insieme.
        Non sono così sicuro che sarà il prossimo premier ma se dovesse diventarlo sono sicurissimo che la sua politica sarà un bel copia/incolla di quella del bankiere del grillo.
        Sarà amata in europa/usa e trombata alle prossime elezioni, quando i suoi elettori storici si renderanno conto che nel 2022, pensando di votare giorgia hanno votato ursula.

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  10. “È del 9 marzo la lettera del premier greco alla commissione europea che chiede un price cap continentale al gas. Non era manco una idea di Draghi, che sul tema si è svegliato una ventina di giorni dopo. Magari non funziona nemmeno quello, ma è possibile avere perso mesi così rinviando di riunione in riunione?”

    Eh allora avverti tutti i tuoi colleghi, secondo cui l’idea è mariana.

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  11. Obbedire ciecamente alla ottusa politica americana, questi politici europei, ormai pupazzi,sapevano benissimo che queste sanzioni non avrebbero funzionato e draghi in PRIMIS come sapevano che si sarebbero ritorte contro l’Europa. 2 piccioni e 1 fava per gli americani: Europa indebolita e guerra alla Russia…..
    meglio di così??? E a quanto pare ancora non e’ finita, ci stanno ottusamente portando allo scontro con la Cina. E’ questo che vogliono i popoli???

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    • @Stefano
      I casi sono solo due:
      O non immaginavano l’effetto suicida delle sanzioni ( e in questo caso non sono degni nemmeno di dirigere una bocciofila di tranquilli pensionati).
      O lo sapevano benissimo e lo hanno fatto apposta per indebolirci ulteriormente ( post pandemia) per poter fare meglio i loro loschi affari ( e in questo caso meriterebbero Norimberga o piazzale Loreto).

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