Si può cuocere la pasta a fuoco spento, parola del Nobel per la Fisica Giorgio Parisi: ecco la sua ricetta per risparmiare sul gas

“È la terza volta che provo e devo dire funziona!”, ha scritto su Facebook il docente Università La Sapienza di Roma, dov’è anche Direttore del centro Statistical Mechanics and Complexity, con tanto di foto della pentola sul fuoco

(di Francesco Canino – ilfattoquotidiano.it) – In mezzo alla bufera di crisi energetica, bollette in aumento e previsioni da “autunno caldo”, arriva l’endorsement del premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ad uno degli stratagemmi culinari che tiene banco da mesi: la cottura passiva della pasta. “È la terza volta che provo e devo dire funziona!”, ha scritto su Facebook il docente Università La Sapienza di Roma, dov’è anche Direttore del centro Statistical Mechanics and Complexity, con tanto di foto della pentola sul fuoco. Ma come si può cuocere la pasta a fuoco spento? È facilissimo, come spiega Parisi. “Dopo aver portato l’acqua ad ebollizione buttate la pasta e aspettate 2 minuti… poi si può tranquillamente spegnere il gas, basta usare un coperchio e calcolare un minuto circa in più“. In questo modo si risparmiano secondo il Fisico almeno otto minuti di utilizzo di gas. “Senza voler fare moltiplicazioni per famiglie italiane, credo che sia una notizia da divulgare, dovremmo cambiare abitudini e non è detto che sia un male”, aggiunge il professore.

In termini economici, i tecnici rivela ogni italiano arriverebbe a risparmiare fino a 44,6 chilowattora in un anno (considerando un consumo medio annuale di 23,5 kg di pasta a persona). Il segreto di questa “ricetta”? Riuscire a mantenere una temperatura dell’acqua non inferiore a 80 C°, che permette al glutine della pasta di coagulare. Più la temperatura si abbassa, più questo tipo di cottura richiede tempo: per questo, a fuoco spento, la pasta cuoce in circa uno o due minuti in più rispetto a quanto riportato sulle confezioni. Poi ovviamente conta anche il formato di pasta scelta. “Penso che la cosa importante sia usare il coperchio sempre”, osserva ancora Parisi. “Dopo che bolle se si lascia a fuoco bassissimo con il coperchio si consuma poco. Idem se si spegne del tutto”.

Categorie:Cronaca, Curiosità, Interno

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24 replies

  1. Grazie alla preveggenza di sessant’anni di non-politica energetica in questo nostro disgraziato Paese, ora potremmo addirittura imparare a sgranocchiare gli spaghetti crudi.

    A confronto dei ben piú preoccupanti c**zi amari che ci attendono, cosa vuoi che sia.

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  2. La tradizione culinaria italiana che va a p……. come fisico è simpatico ma come cuoco non ci siamo, la pasta non si cuoce bene così, rimane dura all’interno e molliccia fuori, con una bella distinzione tra marche e formati

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  3. Ho incrementato l’uso della pentola a pressione sulla cotture che prendevano tempo come le verdure, faccio stare a pressione solo una decina di minuti, poi spengo e il resto lo cuoce da sè. Questa idea della pasta la devo provare, ok

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  4. Ommioddio!
    La pentola a pressione per le verdure.
    Certo che di soggetti siamo veramente circondati! E poi hanno pure teorie parabelliche, para mediche e para…

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  5. Si vabbè…Era cosa risaputa da tempo…Su facebook e Tik Tok la cosa gira da tempo, non c’è lo doveva dire Parisi premio Nobel, che ultimamente è molto attivo specialmente con gli spot sui vaccini (non sua materia) e criticati anche oggi sul fatto quotidiano dalla Dottoressa Gismondo. Si occupasse dei QuarK e della quantistica che è più credibile il professore, che alla pasta ci pensiamo noi, e tra l’altro, provando il sistema suggerito la pasta risulta leggermente “sponzata “ come dicono in Campania ma capiscono anche qui a Roma, differente al gusto di quella cotta bollendo allegramente fino alla fine.

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  6. Ma che genio questo professorone!
    1. Lo faceva un mio amico nel 91, la pasta viene un pò più al dente. Molto più semplice la cucina tradizionale seguendo i minuti scritti sulla confezione.
    2. Risparmio gas?!?!!
    Il gas che usiamo per cucinare è praticamente inesistente in bolletta, le botte arrivano con quello che usiamo per riscaldarsi.

    Il genio professorone ha per caso scoperto un metodo per riscaldarsi con la caldaia spenta?
    Quello si che servirebbe……

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  7. Hmmm… Però si può provare a fare un piccolo cambiamento. Ovvero, bollire l’acqua nella pentola abituale, ma col COPERCHIO e sul fornello PICCOLO anziché quello MEDIO o quello GRANDE. Servon un minuto o due in più per far bollire l’acqua, ma poi la pasta cuoce perfettamente (a fiamma accesa, ovvio). Il fondo della pentola diffonde il calore della fiamma allo stesso modo che con la fiamma grande, i benefici della cui combustione – assai più corposa – van però essenzialmente perduti.
    Da dire che comunque non è che vedremo decimarci gli importi sulla bolletta. Sì, qualche cosina all’anno, ma immagino che cambi poco. Però, semmai, è il principio che conta. Io ho fatto la prova: funziona tutto benone e cambia zero, a parte davvero un minimo di tempo in più per portare l’acqua a bollore.

    I ca§§i invece saranno per il riscaldamento… Ma i nostri nonni nelle case coloniche vivevano a 14/15 gradi con due maglioni e i mutandoni di lana, eh!
    In camera da letto io ho chiuso il termosifone e sto a finestra aperta (a serrande abbassate) per tutto l’anno… da anni. D’inverno si scende a 13/14 gradi, ma sotto al piumone ereditato da mammà, si sta come papi. È solo quell’attimo per spogliarsi e infilarsi sotto, che vedi i sorci verdi, ma son pochi secondi. Vorrà dire che estenderò il principio al resto della casa… 😅
    Certo, se poi uno vuole stare con la t-shirt e 24 gradi in casa a gennajo, eh… lì non puoi farci granché. 🤷🏼‍♂️

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  8. Già ci abituano all’ economia di guerra.
    E noi, tutti cointenti: “Si, si, si può fare!!!”

    (Domanda: quanto consuma una mega discoteca aperta fino al mattino? Ma si farà economia sulle scuole: finestre aperte…)

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