Cosa succede se nessuno va a votare?

Cosa succede se nessuno vota il 25 settembre 2022? Non c’è quorum da raggiungere alle elezioni politiche, ma una forte astensione ha delle conseguenze sulla stabilità del Parlamento.

Cosa succede se nessuno va a votare?

(Giorgia Bonamoneta – money.it) – L’astensionismo è un fenomeno molto presente in Italia, con variazioni a seconda delle elezioni. In generale, è stato notato che l’astensionismo è in crescita e le ultime elezioni amministrative locali hanno confermato il dato. A partire dal 1979, l’astensionismo è andato crescendo e a partire dagli anni ’80/’90 la volontà di non votare è aumentata. In alcuni contesti è evidente che l’astensionismo è di tipo attivo, cioè una forma di protesta politica.

Il dato più alto di astensione dal dopoguerra è quello relativo alle ultime elezioni politiche del 2018, quando si è toccata quota astensione del 27,07%. È evidente che, seppur molto alta, un Parlamento si sia comunque delineato, ma con estrema difficoltà, come ci racconta proprio la recente storia del nostro Paese.

Ma cosa succede se nessuno andrà a votare il 25 settembre 2022? Partiamo dal presupposto che è impossibile che l’affluenza sia pari a zero, si possono però immaginare alcuni scenari possibili del non voto esteso.

Non andare a votare perché «tanto non cambia nulla»

Quante volte abbiamo sentito «non voto perché non cambia mai niente», «non mi sento rappresentato», «è tutto un magna magna» e considerazioni simili? Spesso, molto spesso. Infatti ogni anno sempre più italiani scelgono di non andare a votare. Nel 1976 la percentuale di astensione fu del 7%, i votanti raggiunsero quindi quota 93%. Mentre alle elezioni politiche del 2018 i votanti furono il 73% e gli astenuti il 27%. Bisogna però tenere in considerazione che la presenza al seggio, anche se si produce una scheda bianca o una scheda nulla, è comunque calcolata nell’affluenza, ma il conteggio delle schede bianche è tenuto in considerazione per capire il contesto sociale.

L’astensionismo è una scelta che le persone aventi diritto al voto possono praticare a seconda che non si sentano rappresentate, che pensino che il loro voto non sia utile al Paese o per una forma di “non voto” attiva, quindi una disapprovazione delle forze politiche candidate. L’astensionismo è fisiologico in ogni Paese e la percentuale può variare a seconda delle condizioni sociali e della storia recente.

Attenzione però: non votare perché non ci si sente rappresentati può portare la politica a non interessarsi di quella categoria, poiché «tanto non vota». Un discorso simile può essere fatto per l’astensionismo dei giovani, che oggi è molto alto rispetto a quello degli over 35. I giovani non si sentono rappresentati, la politica non rappresenta i giovani e si finisce in un circolo vizioso di astensionismo e disinteresse.

Se nessuno vota cosa succede

In caso di elevato astensionismo, che potremmo identificare come la maggioranza della popolazione che non si presenta al voto – perché l’astensionismo completo è impossibile – può accadere che il Parlamento si formi comunque, ma che il governo non abbia la stabilità per portare a compimento nessuna proposta. Bisognerebbe poi tenere in considerazione la stabilità del Paese. Un astensionismo attivo, cioè di opposizione, comporterebbe un alto numero di proteste, scioperi e un generale malcontento che renderebbe necessario ridiscutere, se non addirittura andare nuovamente al voto, per riportare l’ordine.

Secondo la relazione del 2022 per la partecipazione dei cittadini alla politica, i principali motivi per cui le persone non vanno a votare sono la generale sfiducia e insoddisfazione nelle istituzioni (27%) (secondo i dati Istat del 2021 gli italiani hanno una fiducia del 3,3 nei partiti politici e del 4,6 nel Parlamento italiano in una classifica che va da 1 a 10), il 16% non vota per motivi di salute, il 14% perché lontano da casa e il 13% perché preferisce svolgere attività di svago piuttosto che andare a votare.

16 replies

  1. No vabbè…..
    Ma che domanda è?
    Se va a votare solo il bomba e vota per sè stesso, il bomba sarà il nuovo PdC.
    Insisto……
    ANDATE A VOTARE e non votate scheda bianca/nulla.
    Altrimenti vinceranno sempre e solo i più furbi!

    "Mi piace"

    • Mentre votare per i “non furbi” immagino sarebbe fonte di grandi cambiamenti…vè?

      Mica si sono tutti più o meno uniformati sul fare unicamente il proprio interesse, strumentalizzando situazioni che generano malcontento popolare per attirare l’attenzione dei potenziali votanti…noooo, macché.

      "Mi piace"

  2. se c è una cosa che mi irrita, è la spudoratezza di sentire peste e corna da parte di colui che non vota, che sia la sanità, il lavoro, la scuola, rdc e così via, nei confronti di chiunque sia al governo, tirate le ovvie deduzioni

    Piace a 2 people

    • L’ovvia deduzione sarebbe quella di riformare l’intero parlamento, magari con esponenti politici esteri (provenienti da nazioni con bassissimo tasso di corruzione).

      Dopodiché bisognerebbe riformare il cervello degli italiani, di modo che riescano a capire cosa significa essere cittadini di una nazione (e non membri della propria banda di bevute).

      "Mi piace"

    • Non scomodarti ad attendere. Tanto la “campagna elettorale” ed il “rispetto delle promesse” viaggiano su due binari differenti…anche se questo pare non importare al votante medio, il quale vive perlopiù di speranze e sogni.

      "Mi piace"

  3. Direi che è astensionismo anche chi va a votare e fa annullare la scheda o la presenta in bianco.
    Però attenzione sono anni ormai che non vengono comunicate la loro quantità!
    Perchè?
    Purtroppo ho sentito dire: :” non so chi votare”… ecco questa dichiarazione implica diverse valutazioni:
    a)Non sai distinguere le diversità?
    b)Non sei stato informato sulle loro differenze?
    c) Sono tutti uguali?
    Ecco il nocciolo della questione : sono tutti uguali!
    Ma sono uguali perchè te li presentano uguali.
    Eppure una differenza ci deve essere.:
    1) Sono sempre gli stessi da 30 anni.
    2)Dicono le stesse cose e fanno le stesse promesse.
    E’ possibile con la rete stabilire se i suindicati due punti siano valiti?
    Direi di si
    Andare alle fonti ufficiali e con occhio critico scrutare ,scovare le contraddizioni e le falsità.
    Solo se si parte dal presupposto che la politica è un servizio e non una professione,solo allora non ci saranno dubbi chi votare per un futuro migliore.
    A questo punto con tali presupposti non è difficile CHI VOTARE!
    ANDATE A VOTARE 111

    "Mi piace"

    • Mettiamola così:

      Nel corso del tempo e dell’avvicendarsi di vari governi, abbiamo avuto al comando sia un partito di sinistra (o presunto tale) che di destra (quelli di centro neppure li considero, visto che spesso e volentieri convergono in uno dei due succitati schieramenti).

      Il risultato, ad oggi, non serve neppure ricordarlo: entrambe le “sette” si sono concentrate unicamente sul tassare in maniera pesante quella fetta di popolazione “regolamentata” (incensurata e con un impiego ed uno stipendio relegati alle norme vigenti, a cui contano anche i capelli), mentre chi non aveva nulla da perdere si faceva (e continua ancora oggi a farsi) beatamente i belì propri, nel più totale menefreghismo dato dalla certezza della propria impunità…o comunque di una permanenza in galera breve e/o non così dura (neppure si conta più il numero di volte in cui i detenuti sono stati trovati in possesso di smartphone).

      Tutto ciò ha favorito ancora di più l’evasione fiscale, la criminalità, la distruzione delle piccole e medie imprese (specie al sud, dove il cosiddetto “pizzo” è ancora una realtà) e di conseguenza il precariato, mentre in parlamento si preparavano per la successiva tornata elettorale (uno che dava la colpa all’altro e viceversa…esattamente come oggi guarda caso).

      Se tu credi che votare serva ancora a qualcosa…accomodati. Nessuno ti impedirà di illuderti come meglio credi. Ma forse sarebbe meglio iniziare a candidarsi (se hai stomaco e soldi per farlo ovviamente).

      "Mi piace"

  4. L’astensionismo è un gravissimo problema, ma la questione peggiore non riguarda solo chi non vota perché si disaffeziona alla politica o perché non trova un partito che lo rappresenti, ma chi non vota a prescindere.
    Come in una sorta di riflesso condizionato, c’è chi non vota perché abdica totalmente a quel diritto, indipendentemente se esista o meno un gruppo politico, una lista civica che potrebbe interessarlo, lui non vuole saperlo, meglio stare al bar a dire che sono tutti uguali.
    La seconda figura cuoriosa quanto ridicola, è invece quello che non ha mai votato, vota una volta sola e pretende che tutto sia risolto perché lui in quel momento ha votato, senza mettere in conto i disastri ereditati, grazie all’operato di chi ha vinto quando lui non votava. Come se votare una volta cancellasse le responsabilità che anche un elettore ha, prima su tutte quella di non restare in silenzio.
    Quest’ultimo è anche quello che se un partito prende il 10%, per lui deve ottenere risultati come se fosse maggioranza assoluta.
    Poi sia chiaro che con tutto il rispetto, anche tra chi va a votare non è che ci sia sempre un profluvio di pensiero, nel 2018 ho sentito, voto la Meloni perché bona, alle europee appena votato, sentii uno che diceva ho votato Salvini perché mi da qualcosa, credendo che fosse lui ad aver proposto il rdc, quando giornalmente lo attaccava già l’epoca, il che non è colpa della Meloni o di Salvini (che uno ha il diritto di votare se lo ritiene) o di chiunque sta in politica, ma dell’elettore stesso, che comunque almeno esercita il suo diritto.
    Certamente è anche colpa nostra che dovremmo cercare di convincere chi non vota, non a farlo verso chi diciamo noi, ma a votare. Eppure con tutta la buona volontà e senza arroganza e paternlismo da quattro soldi, quanta gente rotea gli occhi al punto che avevo paura vomitasse verde, quando ci ho provato. Il rifiuto psicologico è qualcosa in cui tutto un sistema ci ha investito, per cui deve perdurare.

    Piace a 1 persona

  5. Facciamo così : stessa regola dei referendum abrogativi :se non si reggiunge il 50%+1 di votanti le elezioni non sono valide ma con un postilla : per ripetere le elezioni bisogna cambiare obligatoriamente tutti i candidati della onsultazione precedente .

    Piace a 1 persona

  6. Sicuri che se il 25 settembre tutti scrivessimo sulla scheda elettorale:” Buffoni andate tutti a casa non vi vogliamo” non succederebbe nulla?
    Io qualche dubbio ce l’ho.

    "Mi piace"

  7. Non succederebbe nulla, perché quel tutti non esiste. …..su 47 milioni di elettori, vuoi che non si trovino 10 milioni pronti a votare per un posto di lavoro, per un avanzamento di carriera, per un condono, perché evado da sempre, perché ho fame e mi vendo il voto per fare la spesa? Se l’ astensione fosse pericolosa, avrebbero introdotto l’ obbligo di voto. ……l’ astensione è la protesta più innocua, per questo permessa ed anzi incentivata. ……..votate, per chi non importa, ma votate!

    Piace a 1 persona