Forza Italia spedisce Casellati in Lucania (ma lì non la vogliono)

Dopo la disfatta per la fallita ascesa al Colle la Casellati aveva chiesto a Berlusconi in persona di ottenere soddisfazione. Trasloco Padova è occupata, ma Potenza è di Moles. In quell’angolo di Veneto che è Santa Maria di Sala dove si celebrano le esequie di Niccolò Ghedini è l’ora del dolore. Ma c’è chi soffre ancor di più tra gli amici ed ex colleghi dell’avvocato di Berlusconi […]

(DI ILARIA PROIETTI – Il Fatto Quotidiano) – In quell’angolo di Veneto che è Santa Maria di Sala dove si celebrano le esequie di Niccolò Ghedini è l’ora del dolore. Ma c’è chi soffre ancor di più tra gli amici ed ex colleghi dell’avvocato di Berlusconi che in rappresentanza sua e della famiglia ha mandato l’erede Marina: in prima fila c’è lo stato maggiore di Forza Italia, Antonio Tajani e Letta zio. La capogruppo forzista a Palazzo Madama Anna Maria Bernini e naturalmente anche Maria Elisabetta Alberti Casellati (che a Ghedini deve politicamente tutto), unite nel cordoglio sul sagrato ma divise da antichi dissapori che si rinnovano. Dopo la disfatta per la sua fallita ascesa al Colle, Casellati, delusa e amareggiata dal fuoco amico, aveva chiesto a Berlusconi in persona di ottenere soddisfazione. Insomma che cadesse qualche testa, a partire da quella della capogruppo ritenuta nemica e avversaria sin dai tempi della partita per la presidenza del Senato, finita nel 2018 a suo vantaggio.

Ma a cinque anni di distanza e dopo il disastro Quirinale, dalla ridotta sarda di Berlusconi è arrivato uno smacco micidiale: proprio nelle ore sventurate della morte del suo principale sponsor Ghedini, è stata traslocata di peso in Basilicata dove correrà nel collegio uninominale non accolta certo come una regina, anzi, perché è scoppiata tra i maggiorenti azzurri locali un piccola sommossa. Nella sua Padova, collegio praticamente blindato (ceduto generosamente da Fratelli d’Italia), correrà invece proprio la sua arcinemica, la bolognese Bernini che è considerata indispensabile per Silvio, altro che metterla a rischio facendola correre in Emilia Romagna. “Se non è uno smacco è certo una noncuranza che la dice lunga” dicono quelli più vicini al caro leader Silvio che hanno in mano le liste non ancora firmate, ma insomma praticamente chiuse. Raccontano di una riunione l’altra sera a Villa Certosa piuttosto concitata in cui Queen Elizabeth di fronte alla prospettiva del trasloco forzato avrebbe fatto pervenire tramite i suoi emissari un messaggio strappacore, una sorta di mozione degli affetti per evocare il lascito che Ghedini, non interessato a tornare in Parlamento, aveva idealmente fatto da tempo in suo favore: un’eredità politica, insomma – prosaicamente – la promessa del collegio di Padova. Ma quelli hanno lasciato cadere: per lei niente blindatura nella città del Santo dove Ella abita e nemmeno, come subordinata, un paracadute che vale oro in Molise che invece è destinato al segretario dell’Udc Lorenzo Cesa.

Insomma, Pozen, Potenza, millemila chilometri da Padova, prendere o lasciare e va pure di lusso. Perché la Lucania felix è pur sempre roba del sottosegretario all’editoria Giuseppe Moles e i suoi da quando hanno saputo della Casellati hanno preso a minacciare sfaceli. “Moles è un senatore che lavora incessantemente per il territorio e che ha portato il partito dal 4% al 12,5%. Il popolo lucano merita rispetto e va rappresentato da gente lucana del territorio. Io sto con Giuseppe Moles” ha detto consigliere regionale, Gerardo Bellettieri pur ribadendo massimo rispetto per la seconda carica dello Stato e ci mancherebbe. Ha rincarato la dose, con un di più che sa di minaccia il presidente del gruppo azzurro in regione, Francesco Piro: “La vittoria storica alle Regionali del 2019 e il successo di Forza Italia in Basilicata è un risultato di Moles. Stiamo rischiando di perdere sia sui proporzionali che sui collegi uninominali. Personalmente ho chiesto chiarimenti e sto decidendo cosa fare”. Benvenuta Presidente! Ah no.

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5 replies

  1. Non è che non la vogliano in Campania…….questa non la vogliono più manco in famiglia.
    E comunque il berlusca riesce sempre a sorprendermi.
    Ha fatto un coccodrillo struggente per la morte di ghedini e poi ha disertato il funerale ( almeno così mi è sembrato) mandando la figlia e tajani al suo posto.
    Boh……

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  2. Se culobasso venisse trombata, stapperei di nuovo champagne, a costo di prendermi una sbornia e dare fondo al mio portafoglio. Ma ne varrebbe la pena

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  3. Il M5S si avvia a ridiventare il primo partito nel Sud Italia.
    Al Pd restano le zone di De Luca, forse mentre la destra schiera i soliti impresentabili, speso con procedimenti penali in corso.

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  4. Il grande mao tze thung l’ha mandata al confino dopo che ha provato a soffiargli il posto da presidente d’ ha repubblica

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