Con questa legge elettorale tutto il potere è in mano agli eletti. E zero agli elettori

“L’astensionismo resta l’unica difesa contro una legge elettorale che è sempre peggiore della precedente. Un’alternativa però ci sarebbe: l’esperienza della Columbia Britannica canadese”

(Michele Ainis – tpi.it) – A pensarci, t’assale un moto di disperazione. Non puoi scegliere i candidati alle elezioni, giacché le primarie sono un fantasma del passato. Non puoi nemmeno scegliere fra i candidati decisi dai partiti, dato che i loro nomi figurano su un listino bloccato. Non hai voce in capitolo sulle alleanze, sugli apparentamenti fra una lista e l’altra, forse neppure sugli esiti del voto. Altrimenti perché tutto questo pietire e sgomitare dei politici per infilarsi in un «collegio sicuro»? Se lorsignori sono già certi del tuo voto, tu elettore cosa sei, un soldato, un burattino? Sicché in ultimo diserti, ti ribelli agli ordini che arrivano dall’alto. Fai l’unica scelta che non trovi già scritta sulla scheda elettorale – l’astensione, il rifiuto stesso della scheda. Con un senso di colpa, tuttavia. Perché non c’è democrazia in una chiesa vuota di fedeli. E perché in democrazia si vota il meno peggio, quando non s’incontra il meglio. Però è dura, se a ogni elezione l’offerta politica peggiora, si degrada. E se questo fenomeno perverso dipende da una legge elettorale che è sempre peggiore della precedente. Colpa di ambedue gli schieramenti, nessuno ha una patente d’innocenza.

Il Mattarellum fu peggiorato dalla destra, brevettando il Porcellum. E quest’ultimo congegno venne peggiorato poi dalla sinistra, con il Rosatellum. Ora a destra s’annuncia una riforma dirompente: il presidenzialismo. E dunque una nuova legge elettorale, senza ovviamente consultare gli elettori circa i suoi ingredienti. Eppure un’alternativa ci sarebbe, a prenderla sul serio. Quella indicata dall’esperienza della Columbia Britannica, la terza provincia del Canada per estensione. Nel 2004 montava anche laggiù un’onda di sfiducia verso le forze politiche, e anche laggiù per colpa d’un cattivo sistema elettorale. Le proposte di riforma avanzate dal partito di governo (quello liberale) erano sospettate di favorirne gli interessi; meglio una soluzione neutra, non partigiana. Sicché si decise d’affidare la redazione della nuova legge elettorale a un campione rappresentativo della popolazione. Furono sorteggiati 200 elettori per ogni circoscrizione, tenendo conto del sesso e dell’età.

Attraverso selezioni progressive, venne composta infine un’Assemblea di 160 cittadini, retribuiti con un’indennità giornaliera di 150 dollari canadesi. L’Assemblea tenne riunioni pubbliche, trasmesse anche in tv, e decine di audizioni. In ultimo si orientò verso un sistema proporzionale (single transferable vote) che minimizzava il ruolo dei partiti, grazie all’assenza dello scrutinio di lista. Ma la proposta fu bocciata per un soffio dal referendum successivo: raccolse il 57,69% dei consensi, serviva il 60%.Ecco, sarebbe bello emulare quell’esperienza, ripeterla alle nostre latitudini. Sarebbe bello, ma non accadrà. C’è infatti un solo punto su cui i partiti di destra e di sinistra, di centro e di lato, presentano il medesimo programma: tutto il potere agli eletti, nessun potere agli elettori.

16 replies

  1. Michele Ainis, il costituzionalista che piegò la costituzione agli interessi di Giorgio Napolitano sulla distruzione delle intercettazioni con Nicola Mancino nell’ambito dell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, dimentica o finge di dimenticare che oltre a quello che lui definisce destra e sinistra esiste anche una alternativa credibile: il M5S che ha depositato una proposta di legge elettorale nel senso da lui auspicato sin dal 2013 quando tutti partiti che lui riunisce nelle etichette di “destra-sinistra-centro-di lato”, coalizzati contro il M5S hanno ideato il “Rosatellum”.
    Quindi, per chi è onesto intellettualmente. vuol vedere ed è dotato di raziocinio, un’alternativa credibile ed onesta che guarda al bene comune ed agisce nell’interesse dei cittadini, c’è e si tratta del M5S.

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    • A dirla tutta e mi dispiace, quella proposta i 5S l’hanno lasciata dormire nei cassetti anche dal 2018, invece di tirarla fuori e imporre una discussione.

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      • A dirla tutta non hai capito che contro la maggioranza, tutti i partiti di sistema, il M5S, in minoranza, non poteva alcunché. Se pensi, poi, che la maggioranza unita per contrastare i 5S , sempre in minoranza, contro la loro proposta ha ideato il “Rosatellum”, dovrebbe essere chiaro a chiunque, a prova di dummy. Non è difficile da capire ma tant’è… per te, evidentemente, è cosa troppo ardua.

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      • Gaia, grazie per avermi ricordato quanto è arduo per me capire, solo che tu mi batti e, francamente, mi dispiace. Il Rosatellum è stato ideato e approvato nel 2017. Il M5S ha avuto la maggioranza relativa nel marzo del 2018 ed è stato al governo da giugno 2018 fino a un mese fa. E io nel dire che ha lasciato tranquillamente a dormire la propria proposta, senza sollecitare l’approvazione di una nuova legge elettorale o la modifica del rosatellum, ho fatto riferimento al periodo dal 2018 in avanti.

        P.S. se sei cosi permalosa prenditela con te stessa senza scaricare offese, peraltro gratuite, sugli altri.

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      • Come volevasi dimostrare, continui a confermare di non capire.
        Il Rosatellum è stato ideato e approvato proprio per fermare l’ascesa del M5S.
        La matematica non è un opinione e la maggioranza relativa non significa alcunché se, con il 33%, hai contro la maggioranza assoluta del restante 67% che nelle commissioni specifiche hanno frenato il M5S sulla riforma elettorale e su cui tu dimostri la tua ignoranza.

        P.S. se scrivi in un blog pubblico, sotto i miei post e/o quelli di altre persone, che fanno analisi intelligenti, serie e corrette, ti devi aspettare che altri commentatori facciano lo stesso con te.
        Non è questione di permalosità, ma di semplice constatazione che hai scritto scemenze, dimostrando la tua supponenza, presunzione, ignoranza e che perseveri ed io te l’ho solo fatto notare.

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  2. Qualsiasi arzigogolo, qualsiasi scarto logico sono buoni pur di far vincere alle elezioni quello stesso establishment che si critica anche aspramente per l’evidenza truffaldina del suo operato. 1. Non votare significa abbassare i quorum d’ingresso favorendo i partiti che più sono strutturati sul piano delle clientele e delle attribuzioni dei vantaggi elettorali dei vincenti e dunque non certo fondati prevalentemente sul voto d’opinione. 2. Votare il meno peggio piuttosto che il tanto meglio significa ignorare deliberatamente chi, per propria identità e dignità, questo gioco sporco non lo fa e presenta evidenti candidature di qualità e di merito e comunque anche tenendo conto ove opportuno dell’appartenenza dei candidati ai territori di appartenenza. 3. Evocare sistemi di riforma argomentati come ideali e allo stesso tempo come impraticabili e neppure riusciti altrove significa solo menare il can per l’aia. Che senso ha questo “sfoggio dottrinario” già inutile in partenza – e presumibile come autorevole solo in virtù delle competenze del redattore? Non è l’ulteriore imbarazzante dimostrazione della gravissima malattia del sistema dovuta anche alla fin troppo diffusa e infestante presenza degli intellettuali engagé: che fanno finta di criticarne la corruzione esplicandone essi stessi al contempo una parte attiva?

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    • Questo è il gioco di “lor signori” sevi e maggiordomi dell’establishement: fomentare l’astensione in modo da favorire i partiti asserviti al “sistema” marcio che impera.

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      • Gentilissima avvocata (delle cause perse), primo non vedo perchè corri a difendere musicaemusicologia, penso che se serve sia in grafo di farlo da solo.
        Secondo dalla tua risposta al suo commento è chiaro che anche tu hai letto (si spera) l’articolo e hai preso, come si dice, lucciole per lanterne.

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    • Tutto questo esercizio di stile, peraltro arzigogolato, per farci sapere che non hai capito che cosa ha voluto dire Michele Ainis?

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      • Te la canti e te la suoni. Nessuna “causa persa” anzi, “musicaemusicologia” ha scritto un commento e fatto un’analsi seria e corretta per te, palesemente, incomprensibile.
        Ripeto quello che ho scritto precedentemente: se scrivi in un blog pubblico, sotto i miei post e/o quelli di altre persone, che fanno analisi intelligenti, serie e corrette, ti devi aspettare che altri commentatori facciano lo stesso.
        Chiaramente hai seri problemi di comprensione di un semplice testo scritto, nonché delle regole di funzionamento di un blog pubblico e persevire nel darne prova.

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  3. Questa “E perché in democrazia si vota il meno peggio, quando non s’incontra il meglio.”, è per Giansenio.

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  4. Io voto per la persona che reputo essere il meglio per il paese, Giuseppe conte.
    E condivido.
    La vera democrazia è votare. Non astenersi.
    E cercare di votare per, non contro.
    Giorgi meloni gode di un grande consenso senza aver mai fatto nulla di concreto per nessuno.
    Voti contro. C è invece chi messo allz prova hz fatto molto.

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  5. In sintesi, “Si deve votare, ma non sapendo a chi dare il voto, sarebbe meglio non votare, ma la LE fa schifo, e allora si può fare come come in Columbia britannica, però non si può perché in Italia non si può. ”
    Ci voleva Ainis, con tutto il rispetto, per non dire nulla? Boh…

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