In che Stato

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Leggendo le motivazioni della sentenza d’appello sulla trattativa Stato-mafia, si capisce bene perché ci sia voluto quasi un anno: non potendo negare i fatti documentati, bisognava frammentarli, isolarli, selezionare quelli funzionali ad assolvere gli uomini dello Stato (per i boss pluriergastolani qualche anno non cambia nulla) e scartare i più imbarazzanti. Tipo il furto istituzionale […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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44 replies

  1. In che Stato

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Leggendo le motivazioni della sentenza d’appello sulla trattativa Stato-mafia, si capisce bene perché ci sia voluto quasi un anno: non potendo negare i fatti documentati, bisognava frammentarli, isolarli, selezionare quelli funzionali ad assolvere gli uomini dello Stato (per i boss pluriergastolani qualche anno non cambia nulla) e scartare i più imbarazzanti. Tipo il furto istituzionale dell’agenda rossa di Borsellino e il depistaggio istituzionale del falso pentito Scarantino: mai citati in 3mila pagine, come se il movente e la tempistica di via d’Amelio potessero prescindere da elementi così cruciali. Il livello politico-istituzionale della strategia stragista 1992-’94 scompare con i fatti che lo provano: resta il super-ego di Riina, che fa tutto da solo per mania di grandezza. E la trattativa del Ros di Mori e De Donno con Riina? Un’iniziativa privata, “improvvida”, ma a fin di bene: l’“interesse dello Stato” di “cessare le stragi”. Quale Stato l’avesse ordinata, con quali norme o direttive, non si sa. Non certo lo Stato che servivano Falcone, Borsellino e le loro scorte, uccisi perché con Cosa Nostra non trattavano, ma combattevano, purtroppo ignari dell’“interesse” di calare le brache a Riina dopo Capaci e financo “allearsi” con Provenzano dopo le stragi di Firenze, Roma e Milano. Lo Stato parallelo e fellone che tradisce i suoi servitori e cittadini, perché – disse Lunardi, ministro di B. – “con la mafia si deve convivere”.

    Pazienza se già allora tutti sapevano (report Criminalpol e Dia) che le stragi miravano a piegare lo Stato a trattare, dunque cedere non le avrebbe fermate, ma incoraggiate e moltiplicate. Pazienza se gli artefici dell’“improvvida iniziativa” e di quelle conseguenti (mancata perquisizione del covo di Riina, mancate catture di Provenzano e Santapaola) non furono cacciati con disonore, ma promossi ai vertici dei Servizi, coperti con depistaggi e menzogne di Stato, difesi come eroi da governi e stampa di regime. Senza che nessuno, nemmeno gli ingenuissimi giudici della sentenza “spezzatino” che rinnega il metodo Falcone (un solo maxiprocesso per centinaia di delitti, per non frammentare le prove e perdere il quadro d’insieme), si domandi perché. Noi continueremo a domandarlo e a pretendere risposte dai magistrati. Per ora sappiamo che la trattativa ci fu: fra il Ros e Riina, fra Brusca, Bagarella, Mangano e Dell’Utri. La sentenza, pur minimalista, conferma quei fatti ripugnanti e non cancella una sola parola che abbiamo speso in questi anni per raccontarli. Chi parlava di trattativa “presunta” o “inesistente”, calunniando i pochi pm e giornalisti che ne parlavano, dovrebbe vergognarsi e scusarsi, come quei carabinieri e politici. Che non sono “improvvidi”, ma traditori.

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  2. E poi uno si domanda come può un figlio di un “uomo d’onore condannato per appartenenza a cosa nostra” rivestire cariche statali di importanza vitale per una nazione fino a divenirne presidente.
    E poi ci meravigliamo di appartenere alle repubbliche delle banane

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  3. Una vergogna degna di questo paese! Che ha portato in parlamento gli esecutori e mandanti , accomunati dal servilismo al grande DD!!!

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  4. E hanno anche la faccia (coperta da mascherina) di affermare di esprimere sentenze ‘in nome del popolo italiano’.

    Almeno risparmiateci questa farsa ignobile.

    Che alle cosiddette autorità tutto può importare, ma certo non il popolo.

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  5. Abbiamo capito. Abbiamo capito che è reato fare patti con lo Stato italiano. Abbiamo capito che non è reato se lo Stato italiano fa patti con la criminalità. Abbiamo capito che i servitori dello Stato fatti saltare in aria sono buoni per fare passerella ai loro funerali, fare finta di piangere sulle loro bare, intitolare strade, Piazze, scuole e poi tornare a fare affari con chi gli ha assassinati, solamente per il bene nostro ovviamente. Abbiamo finalmente capito che la legge si applica per i nemici, mentre si interpreta per gli amici. Abbiamo capito che i morti sono sempre degli ottimi coperchi per le pentole. Abbiamo capito che dopo Piazza Fontana, Italicus, Bologna, Ustica, Capaci, via d’Amelio non dobbiamo guardare al dito, ma sempre alla luna. Abbiamo finalmente capito in che Stato viviamo. Abbiamo capito.

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  6. Vabbè travaglio allora fai tu la politica fai tu la magistratura e fai tu il giornalismo. Fai tutto tu e viviamo nel paese dell’imperatore Marco Travaglio. La magistratura è bella quando condanna chi ti è antipatico, quando li assolve invece nn ti piace più.

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    • Vai a dirlo ai parenti di quei ragazzi ammazzati per un misero stipendio, che la colpa è di Travaglio. Se funzionari di uno Stato che si definisce democratico, fanno accordi con la criminalità e da qui scaturiscono morti, questo non va bene. Quei ragazzi( perché tali erano) morti dilaniati, non hanno potuto vedere i loro figli crescere, vederli diventare adulti, fare e vedere cose che una famiglia normale si augura di fare per molti anni. Qui la politica non c’entra un tubo. È la pietas umana verso il nostro prossimo che dovrebbe centrare. E nemmeno Travaglio con i suoi editoriali. Una buona vita.

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    • Bello e brutto// antipatico e simpatico.

      Questo pensa che sia la mafia l’italiano medio (e mediocre) alla Francesco, un gioco.
      È: inutile incavolarsi perché i giornali stamattina scrivono “la trattativa ci fu per FERMARE le stragi”, senza dolo nemmeno eventuale, a parte il FQ. I giornaloni sono scritti per i tanti Francesco et similia.

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  7. Travaglio e i sinistri del fatto non vogliono prendere atto che il vero stato non è stato mai quello che credevano di servire Falcone e Borsellino, ma quello che servivano i “servizi segreti deviati” e i vari apparati dello stato (prima l’Ufficio affari riservati del ministero dell’interno).
    Se dovessero prendere coscienza capirebbero perché non sono stati mai scoperti mandanti el autori materiali delle stragi, attribuite politicamente ai “fascisti” e i mandanti delle uccisioni dei magistrati che indagavano sul terrorismo rosso.
    Se dovessero prendere coscienza dovrebbero cominciare a indagare sul perché al generale Dalla Chiesa furono accordati, da dc e PCI, poteri speciali per demolire quattro scalzavano, fino ad allora sembrati invincibili perché protetti dal mondo sinistro, mentre per combattere la più potente organizzazione criminale fu mandato a Palermo a mani nude.

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  8. Chiunque con un Alias può scrivere quattro cazzate in un blog solo per vedere l’effetto che fa; spero sia questo che abbia incoraggiato francesco a intervenire…

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  9. La differenza tra il mio modo di ragionare e di rapportarmi con la società in cui vivo e il vostro è che io mi fido delle istituzioni. Non perchè mi fidi degli uomini in generale e men che mai dei politici. Ma perchè la società si poggia su questo patto di fiducia. E le regole del gioco sono dettate dalla Costituzione. Se la Magistratura ha assolto costoro, io mi fido della magistratura. A meno che un domani si scoprirà che i magistrati giudicanti erano corrotti. Ma non vado a naso a seconda di come la vedo o la penso io. Quando hanno assolto gli imputati nel processo Mollicone, quasi tutti hanno pensato ad un’ingiustizia. In realtà non c’erano prove sufficienti. E’ così che i Costituenti hanno pensato dovesse funzionare. Se devo fidarmi solo di me stesso o di quello che dice Marco Travaglio, allora non ci sono più regole perchè le regole le detto io. Non è così che funziona un paese democratico. Così funzionava l’URSS di Stalin. Poi è facile dire che scrivo cazzate. Gli argomenti però stanno a ZERO

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    • Non solo continui a stron-zeggiare sul ‘rispetto delle istituzioni’ come se fossero DEI e non fatte e rappresentate da uomini…

      … ma tiri fuori anche la sentenza Mollicone in cui hanno assolto gli unici che avessero interesse ad ammazzare una ragazza che incidentalmente era andata proprio quella mattina VIVA in caserma e ne è uscita MORTA.

      E’ evidente che tu sia un totale cialtrone anche per gli standard dei troll.

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    • Nel 1978 lo stato (ah ah ah) non trattò con le BR la liberazione di Aldo Moro per non concedere loro un riconoscimento politico. A questo punto debbo credere che lo stato abbia dato un riconoscimento politico alla mafia.

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      • Nel 1978, non lo stato ma il PCI impose ai democristiani di non trattare con le br la liberazione di Moro. A favore della trattativa era schierato il socio di governo della DC.
        Qualche mese dopo l’uccisione di Moro, il PCI non si oppose alla trattativa con la camorra per la liberazione del segretario regionale della DC. Il mancato riconoscimento politico alle br era funzionale all’interesse dello stato o del PCI?

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      • Ufficialmente la DC era contro la trattativa tanto è vero che Andreotti impose una modifica alla famosa lettera del papa alle BR. Che poi per vie traverse qualcuno abbia trattato è un altro discorso. Il PCI era contro la trattativa per accreditarsi come difensore delle istituzioni la DC invece non voleva Moro vivo perché sarebbe stato come una bomba atomica per la DC stessa
        Ufficialmente trattativa non ci fu. Qui trattativa c’è stata. Se ti riferisci a Ciro Cirillo fu rapito dalle BR campane la camorra fece da mediatore.
        Il PCI non faceva più parte della maggioranza per cui la DC se ne frego’. Pare fu pagato un riscatto di un miliardo e mezzo.

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    • Scrivere “io mi fido delle Istituzioni” è nella migliore delle ipotesi una bugia/ipocrisia nella peggiore un segnale di stupidità. Altra cosa è dire “devo rispettare” le regole dettate da queste Istituzioni, così come rispettare le sentenze della Magistratura, pur non condividendole. Io certamente NON mi fido delle Istituzioni e so ( pasolinianamente) che molti uomini/donne nelle Istituzioni sono un Tumore da estirpare. Ma sono certo che gli interventi di Francesco sono una provocazione, per contraddire Travaglio. Non pensa ciò che scrive, scrive da bastian contrario a prescindere. D’altronde lo avete mai letto concordare con Travaglio? No. E se non condivide nulla di lui perché dovrebbe entrare su Infosannio, leggere gli editoriali del direttore, e polemizzare con ciò che ha scritto? È una strategia “renziana” molto in voga su Twitter. Lui ne è un tentacolo, anche se ne fosse inconsapevole.

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      • Io leggo Travaglio perchè in passato ho avuto molta stima di lui. In quanto il suo mi sembrava il modo giusto di fare il giornalista. Senza timori reverenziali nei confronti di nessuno. Purtroppo da qualche anno Travaglio si è schierato da una parte politica e da allora molto spesso i suoi articoli sono condizionati dalla sua scelta di campo. Ciò nonostante continuo a leggerlo ma ciò non implica che debbo pensarla come lui. Contestate sempre il cosiddetto pensiero unico, poi quando qualcuno non la pensa come voi, senza essere iscritto a nessun partito e senza fare il tifoso per nessun partito, non vi va bene..

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    • I magistrati applicano la legge fatta dal parlamento. Lo stesso parlamento che ora, con la legge Cartabia, abolisce i processi superati due anni di tempo grazie a fior di costosi avvocati perditempo. O NON vara l’ergastolo ostativo per i mafiosi (solo se “parli” ti concedo qualche beneficio). Il 41-bis fu fatto marcire in parlamento, e si decisero a vararlo solo nei giorni immediatamente seguenti alla morte di Falcone. Ma ora vogliono ridimensionarlo perché sennò i f.lli Graviano spifferano tutto.
      Lei dirà che è colpa dei partiti che fanno le leggi. Ma sia sincero: lei vota per quei partiti che salvaguardano i potenti a qualsiasi risma appartengano. Quelli che sostengono i tre gradi di giudizio per arrivare alla prescrizione, che è stata accorciata per fare scena xché tanto ci pensa la Cartabia a rendere improcedibili i processi dopo due anni di attesa. E qui mi fermo ché la lista degli orrori legislativi è troppo lunga.
      Inoltre, la legge si applica per i deboli, la si interpreta per i potenti.
      Le auguro di rinsavire, ma intanto si vergogni dei suoi commenti per quanto legittimi!
      PS
      La Costituzione detta i principi generali, ma è il parlamento a doverla applicare (con leggi coerenti) dopo oltre 70anni.

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    • È una sentenza di 3000 pagine, non si può ricondurre tutto ad assolto/condannato. C’è la verità processuale e giudiziaria e la verità fattuale. C’è un comportamento di molti esponenti dello Stato Italiano che non è stato valutato come reato. Ciò non vuol dire che quei fatti e quei comportamenti non siano accaduti. C’è un tal Giorgio Napolitano che ha fatto cancellare le intercettazioni telefoniche con Mancino ad esempio. Non è un reato, poteva farlo(anche se ci sono molti dubbi) e poteva non farlo. Ha optato per la seconda soluzione. La vedo molto semplice, è come un marito che sgamato dalla moglie distrugge le chat wa o non gliele vuol far leggere. Così forse è più semplice da capire per tutti e soprattutto per un certo tipo di soggetti

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    • Non so davvero cosa pensare! O sei un troll e tutto si spiega, altrimenti dovresti andare in analisi, specie se passi 8n maniera disinvolta dalla sentenza stato-mafia alla sentenza Mollicone. È come raffrontare Rubbia con la Gelmini e il suo tunnel dei neutrini. Una prece.

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  10. Per cui se io uomo delle istituzioni (ah ah ah) intavolo una trattativa con Matteo Messina Denaro e la trattativa non va a buon fine e la mafia continua a mettere bombe io posso essere condannato perché non sono stato capace di difendere le istituzioni stesse. Il comma 22 del famoso film in confronto e un campione di logica.

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  11. A dimostrazione che vinceranno le destre, la “magistratura” si è già portata avanti. GiorgiaVox, il Delinquente Naturale, il Cervo Verde & C. ci indirizzeranno sulla retta via dell’onestà intellettuale e materiale. Giustizia è fatta.

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  12. Ma poi non è solo nemmeno questo:

    Di Elena Fattori
    UN PATTO PER LA COSTITUZIONE CON ENRICO LETTA ? RIDICOLO
    ll 28 maggio del 2013 un Report della banca d’affari statunitense Morgan Stanley, considerata dal governo Usa responsabile della crisi dei subprime rilasció un report criticio sugli assetti costituzionali dei paesi dell’Europa meridionale in cui afferma che “I sistemi politici dei paesi europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche inadatte a favorire l’integrazione. C’è forte influenza delle idee socialiste”. E cita, tra gli aspetti problematici, la tutela garantita ai diritti dei lavoratori
    L’11 giugno 2013, il presidente del Consiglio Letta istituì con proprio decreto una commissione parlamentare per le riforme costituzionali.
    Una delle prime modifiche che Letta propose fu quella dell’art 138 per creare una procedura rapida ed agevole di modifica della Costituzione .
    Un fast track per le riforme Costituzionali che per fortuna venne fermato dai tanti comitati per la difesa della Costituzione ma soprattutto dalla uscita di Forza Italia dalla maggioranza per la decadenza di Silvio Berlusconi.
    Se tale colpo di mano fosse riuscito al caro Enrico la Costituzione sarebbe stato in serio pericolo.
    È vero che al peggio non c’è mai fine e le riforme della destra saranno un pericolo per le nostre istituzioni . Ma affidare la tutela della Costituzione a chi pensava di smontarla è ridicolo

    ECCO CHI E’ ENRICO LETTA. Non dimentichiamoci a chi dicono SISSIGNORE.

    E’ lo stesso a cui si voleva alleare GIuseppi.

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  13. Letta, insignito con la legion d’honneur e ripagato con una cattedra a Parigi,
    Ci possiamo immaginare il perché,
    E gli itaGGliani lo votano, ogni giorno che passa rivaluto sempre di più i pesci rossi

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  14. hahahha…non c’è prova che sia stato comunicato a B. le minacce!
    Azz…e allora il malloppo …a che serviva?
    Altra avanzata della dx sulla giustizia!
    Quando sarà completato il progetto…allora ci sarà da preoccuparsi anche di altre cose ….quelle del ventennio!
    Mi sono sempre chiesto perchè ancora aperta Predappio …dove si recano in pellegrinaggio con t anto di firme?
    Perchè la pescivendola non ha ancora abiurato a Capaund e a Forza nuova e a tutti quei coglioni con il braccio alzato?

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    • Se tutti quei coglioni con il braccio alzato non ci fossero, il sinistrume creerebbe degli androidi i quali, all’occorrenza e con un clic, alzerebbero il braccio in segno di saluto a chiunque non si sottomettesse al potere dominante.

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  15. La trattativa tra Stato e mafia mirava a pacificare o addomesticare lo scontro. Una contraddizione in termini tra due parti che storicamente si fronteggiano senza esclusione di colpi per prevalere l’una sull’altra. Leonardo Sciascia amava ricordare che se la mafia non si fa sentire, vuol dire che sta facendo affari con lo Stato o almeno con sue parti inquinate che tiene sotto controllo. Quando i servizi segreti percepiscono segnali di attività criminose in preparazione, lo Stato deve intervenire per prevenirle, facendo retate per neutralizzare i capi che ordiscono ai danni dell’ordine pubblico. Ma quando sono gli stessi servizi segreti che trattano con la mafia, il risultato sarà di consentire alla mafia attività criminose che le sono connaturate. Alle minacce di stragi si deve intervenire prevenendole con i metodi propri delle forze dell’ordine, non scendendo a patti nella vana speranza di evitarle. Tanto è vero che in piena trattativa Stato-mafia, cioè quando lo Stato si accordava con Cosa Nostra, Riina decideva le stragi di Milano, Firenze e Roma per consolidare il suo predominio sullo Stato. Non può, anzi non deve esistere alcuna pacificazione con l’anti-Stato. Quando negli anni ’30 il prefetto Mori fu sul punto di eliminare la mafia in Sicilia, fu lo stesso stato fascista, che lì l’aveva inviato, a rimuoverlo sotto la spinta dei notabili locali che non riuscivano più a far prevalere i loro interessi nelle campagne siciliane. Contro le Brigate Rosse lo stato si mobilitò riuscendo a sconfiggerle. Perché contro la mafia continua a fallire?? Bella domanda, no? Accenno a una possibile risposta: le BR ammazzavano l’alta classe dirigente nazionale, mentre la mafia per arricchirsi per lo più osteggia o minaccia chi detiene più o meno piccoli poteri locali. Non a caso quando venne assassinato il potente Salvo Lima avvenne la svolta che poi portò all’adozione del 41-bis, votato solo nei giorni immediatamente seguenti all’uccisione di Falcone sull’onda dello sdegno popolare.

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  16. Il Bel Paese domandi a coloro dal canuto pelo quando si chiamavano Cialdino, Autista, Autorimessa, Tramezzino, Cornetto, Pellicola (film), Buonaria, Chiavemorsa(inglese). Cinquemila persone costrette a cambiare cognome…..poi guardatevi e ascoltate la Piccola Italiana sul palco Andaluso (VOX) e ….
    “chi ha il “vizio” in culla lo porta in bara”.
    Piccola anticipazione preoccupante, “assoluzione trattativa” la dx velocissima a ritoccare i codici.
    (“La Repubblica”, 17 aprile 2002,
    E sulla Magistratura incombe il divide et impera del cavaliere).
    Il Bel Paese 26 settembre 2022 ?

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  17. Vorrei capire per quale motivo quando c’è da parlare di dittatura o di istituzioni non democratiche dove la magistratura, asservita al dittatore di turno, applica la SUA legge, si guarda ad altri paesi, come la Russia di Stalin, la Germania di Hitler o la Spagna di Franco, quando in Italia abbiamo avuto una dittatura fascista dove la magistratura iscritta al partito applicava la legge dello Stato….fascista! Ma veramente non siamo in grado di ammettere che l’ aberrazione della dittatura con repressione del dissenso, processi sommari per eliminare gli oppositori, omicidi e violenza, è la NOSTRA STORIA ? E neppure siamo in grado di leggere la storia successiva, quando gli uomini di potere di quella dittatura sono transitati nelle istituzioni ” democratiche” politiche, giudiziarie, militari e delle forze dell’ ordine……evidentemente la strategia della tensione, Gladio, i tentativi di golpe, le collusioni fra massoneria, destra eversiva, organizzazioni criminali, servizi segreti ed uomini delle istituzioni e dello Stato, devono essere state rimosse , così da permettere lezioni di democrazia ad altri paesi che altrimenti non ci potremmo permettere! Ma rimuovere dalla memoria e dalla coscienza i propri errori, e nefandezze, condanna alla coazione a ripetere od a non sviluppare la necessaria consapevolezza per difendere la Costituzione e la democrazia quando risultino in pericolo. ….anche ad opera di istituzioni solo apparentemente democratiche come per il trascorso storico suddetto!

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    • Ho detto Urss di Stalin, ma potevo dire Italia di Mussolini. Non cambia molto nella sostanza. Sempre di dittatura stiamo parlando. Certo con diversi livelli di repressione del dissenso. Ma pur sempre repressione era. Il punto non è questo. Il punto è che tu vedi parli di democrazia apparente, e forse dovresti passare un pò di tempo a leggere cosa significava la repressione. Io faccio l’esempio di quella staliniana perchè era particolarmente cruenta. Collusioni, servizi deviati, massoneria sono cose aberranti ma non hanno portato te o me a crepare nei gulag perchè dissentivamo. C’è una bella differenza. Io non rimuovo niente del passato. So benissimo che la democrazia è costantemente in pericolo. E che le libertà che ci siamo conquistati vanno difese. Per questo contesto chi martella le istituzioni che quelle libertà rappresentano anche se sono spesso composte da personalità discutibili. Ma ciò non cambia il senso che quello che conta è l’istituzione. E la Costituzione. Vedi quella legge di riduzione dei parlamentari che pure io ho votato si al referendum, va proprio nel senso che tu vuoi combattere. E anch’io ho sbagliato a votarla. Perchè ridurre il peso del parlamento è proprio quello che fanno le dittature. E adesso Letta mi viene a parlare di pericolo democratico, ma anche lui ha votato a favore. Come vedi è facile parlare e scaricare sugli altri sempre. Il problema non era ridurre i parlamentari, il problema era far funzionare meglio il parlamento, magari con una legge elettorale che togliesse potere ai segretari di partito che oggi sono diventati coloro che decidono tutte le candidature, e per questo se sei eletto devi ringraziare loro. Questo ha indebolito il parlamento. Ridurre adesso il numero non sarà un passo verso la democrazia, ma un rischio per la stessa. E noi italiani come allocchi abbiamo abboccato tutti. E tutti abbiamo votato si.

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