Il vizietto degli Usa di rovesciare governi in casa d’altri

I partiti sembrano essersi messi d’accordo: nessuno di loro parla della guerra in Ucraina, se non per condannarla. Eppure sarebbe loro dovere spiegare come intendano uscire da quella guerra se conquistassero il governo. […]

(di Alessandro Orsini – Il Fatto Quotidiano) – I partiti sembrano essersi messi d’accordo: nessuno di loro parla della guerra in Ucraina, se non per condannarla. Eppure sarebbe loro dovere spiegare come intendano uscire da quella guerra se conquistassero il governo. Siccome la questione è intricata, il modo migliore di sbrogliarla è procedere con ordine.

In primo luogo, i leader italiani dichiarano la propria fedeltà alla Nato perché hanno paura degli Stati Uniti. Lindsey O’Rourke, nel suo Covert Regime Change (Cornell University Press 2018), ha documentato che, durante la guerra fredda, la Casa Bianca ha condotto 64 tentativi segreti per rovesciare i governi altrui fallendo in 39 casi su 64. Gli Usa hanno continuato a destabilizzare la politica degli altri anche dopo la guerra fredda. Citiamo soltanto il programma della Cia “Timber Sycamore” per la fornitura di armi, denaro e addestramento dei ribelli siriani, approvato da Obama nel 2012, per il rovesciamento di Bashar al-Assad e la sua sostituzione con un presidente filo-americano. “Timber Sycamore” è divenuto di dominio pubblico verso la metà del 2016. Il ché conferma che gli Stati Uniti sono lo Stato che investe maggiormente nella destabilizzazione delle aree geografiche altrui. Siccome l’Italia è uno Stato satellite degli Usa, gli analisti di politica internazionale dei canali Rai, Mediaset o La7, ripetono che l’Iran o Hezbollah sono le potenze destabilizzatrici più grandi del mondo, ma non è così: gli Stati Uniti sono infinitamente più destabilizzanti di Hezbollah e dell’Iran. Gli editorialisti del Corriere della Sera, della Stampa e di Repubblica sostengono che chiunque pronunci simili affermazioni sia “anti-americano”, ma anche questo è sbagliato. Affermare che gli Stati Uniti investono miliardi di dollari per destabilizzare gli Stati poco amici è una constatazione storica su cui tutti gli studiosi statunitensi sono d’accordo. È pertanto possibile essere filo-americani e affermare, nello stesso tempo, che gli Stati Uniti destabilizzano la politica mondiale in lungo e in largo. A nessun statunitense verrebbe in mente di accusare Lindsey O’Rourke, professoressa al Boston College, di essere “anti-americana” per il suo libro.

Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, essendo consapevoli della facilità con cui la Casa Bianca destabilizza i governi altrui, si sono precipitati a dichiarare che si atterranno alle decisioni della Nato in Ucraina. Entrambi temono che Biden possa lavorare alla loro rovina in campagna elettorale. Fanno bene ad aver paura: gli Stati Uniti sono la più grande civiltà guerriera della Terra e non hanno riguardi verso gli alleati disallineati. Trump ha punito l’autonomia di Erdogan destabilizzando l’economia turca con le sanzioni. Eppure la Turchia è alleata degli Usa e fa parte della Nato. Se Giorgia Meloni provasse a dire che un futuro di guerra con la Russia è contrario agli interessi dell’Europa, verrebbe quasi certamente colpita da Biden in modi per lo più coperti. Le paure di La Russa e Meloni sono alimentate dagli articoli spregiativi contro Fratelli d’Italia pubblicati dal New York Times. Con questo non intendiamo dire che le dichiarazioni di fedeltà alla Nato di Meloni siano sbagliate. Non è questo il nostro intento. In questa sede, a noi interessa soltanto il rispetto della verità sostanziale dei fatti. Non abbiamo finalità politiche, ma soltanto culturali: vogliamo tenere viva la grande tradizione del realismo politico italiano rappresentata da Machiavelli, Pareto, Mosca e Michels.

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6 replies

  1. Credo che la fornitura di armi da parte della CIA al FSA (Free Syrian Army), cioè i ribelli anti Assad, sia stato uno dei principali motivi dell’intervento russo a fianco della Siria.
    Si trattava soprattutto di sistemi Atgm-TOW, missili guidati anti-tank con effetti micidiali sugli obsoleti blindati in dotazione, anche perché consentono attacchi da lunga distanza.
    Forniti con ogni probabilità dalla Arabia Saudita che ne aveva i magazzini pieni, la storia veniva preparata con dovizia di particolari: i miliziani ribelli avevano la indicazione precisa di filmare il lancio di ogni singolo colpo con una liturgia propagandistica accurata fin nei minimi dettagli. Vestiti di nuovo da combattenti (mimetica, boots ecc), montavano il treppiede, batteria, collegamenti vari, montavano il tubo e inserivano il razzo. Poi lo sparo e lo scoppio. Decine e decine di clip del genere, tutte simili, con una ecatombe di tank conseguenti. Senza intervento russo la Siria probabilmente sarebbe caduta per mano americana.

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    • Non sbagli a pensare proprio all’Arabia Saudita.

      Solo uno dei ‘regalini’ che ha fatto ai siriani ‘moderati’ è stato riportato essere di ben 800 missili TOW 2B.

      E questo è solo uno dei tanti ‘aiutini’.

      Questi missili TOW appaiono essere utilizzati anche quando, dopo che quei vermi dei turchi abbatterono nel novembre 2015 un Su-24 russo, un elicottero Mi-17 andò a recuperare i piloti e venne prontamente distrutto da un missile TOW ‘moderato’, così da far capire anche meglio per chi Erdogan parteggia.

      E la cosa è ancora più grave perché i TOW sono tra i missili di cui gli USA seguono i movimenti in quanto classificati armi di elevata pericolosità, assieme a Stinger, Javelin, Sidewinder e qualche altro modello. Quindi NON possono NON sapere chi sposta missili oltreconfine e perché.

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  2. Questi sono i fatti storici descritti dal prof.Orsini La domanda adesso è: che fare?tirare a campare o rischiare di tirare le cuoia? (forse solo facendo un fronte comune può esserci una chance)

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