Sardegna, invasi dalle pale non dai controlli

Sono 514 le torri eoliche in mare, in buona parte alte 265 metri, in attesa di essere costruite. Lo denunciano gli ambientalisti del Grig, il Gruppo di intervento giuridico, in prima fila «non» contro le energie alternative ma le «speculazioni energetiche»

(Gian Antonio Stella – corriere.it) – Sapete quante furono le bellissime Torri costruite a difesa dei 1836 chilometri delle coste della Sardegna a partire da 476 d.C. per difendere l’isola dalle incursioni piratesche, soprattutto nel ‘500 e in particolare ai tempi di Khayr al-Din Barbarossa, il celeberrimo condottiero ottomano che dominò il Mediterraneo tra la fine del XV secolo e i primi decenni del XVI? In totale, in circa un millennio e mezzo, 105. Per oltre la metà oggi distrutte o ridotte in condizioni precarie. Quelle medie erano alte 10 metri, quelle più alte arrivavano a quattordici. E il loro fascino, quando non è stato guastato da improvvidi interventi edilizi, è rimasto intatto fino ad oggi.

Bene. Sapete ora quante torri eoliche in mare, in buona parte alte 265 metri cioè diciannove volte più delle torri antiche più alte dell’antica Ichnusa, sono in attesa d’essere costruite in Sardegna? Un’enormità: 514. Dieci volte (dieci volte!) di più della cinquantina di antiche in condizioni decenti o restaurate. Lo denunciano gli ambientalisti del Grig, il Gruppo di intervento giuridico da sempre in prima fila «non» contro le energie alternative ma le «speculazioni energetiche» di chi è interessato solo all’affare, che hanno presentato sabato l’ennesimo «atto di opposizione al rilascio di una nuova concessione demaniale marittima». «Come si trattasse della richiesta di tirar su un chiosco», spiega il portavoce del Grig,Stefano Deliperi: «Il buon senso dovrebbe imporre procedure ovvie: lo Stato, le Regioni, le soprintendenze, dovrebbero essere obbligati a individuare, non alle calende greche ma in tempi rapidi le aree migliori sia per produrre energia eolica col massimo risultato ottenibile sia a tutelare quanto più si può i paesaggi, le flore, le faune, i tesori archeologici per poi mettere questa mappa a disposizione di tutte le imprese. Qui, finora, succede il contrario».

Vale a dire che tutti ma proprio tutti i 514 piloni agganciati in mare davanti a coste bellissime circondate dalla palizzata eolica (308 aerogeneratori solo nelle acque della Gallura, della Maddalena, della Costa Smeralda, di Tavolara e San Teodoro) sono stati progettati da aziende private. Non uno dagli uffici pubblici. Fatto è che «nessuna procedura di V.A.S. (Valutazione ambientale strategica) e nessun procedimento di V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) è stato neppure avviato»…

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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26 replies

  1. il GRIG e gruppi simili devono IMPARARE A GOVERNARE , NON FARE APPELLI SETTORIALI !!!!!! FACCIANO POLITICA NEL SENSO PIU’ ALTO E COMPLETO DEL TERMINE!!!!! fto .Del Zotto . urbanista del territorio, ecologista

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  2. Trovo paradossale che i primi ad osteggiare le rinnovabili siano proprio i sedicenti ambientalisti.
    A parte l’evidente sindrome nimby non avrebbero nemmeno tutti i torti, ma nella vita se si aspetta di fare la cosa giusta nel posto giusto, con le modalità giuste e tenendo conto che anche l’occhio vuole la sua parte, ebbene questa è la migliore garanzia per non fare mai nulla (a parte aumentare le emissioni di critiche da divano: la vera eccellenza italiana).

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    • Jonny, devono impiantare pale eoliche PROPRIO al largo delle migliori zone turistiche, tipo tra Siniscola e Olbia, e ci è stato detto che, dell’energia prodotta, la Sardegna non usufruirà, ma che sarà interamente dirottata in Sicilia.
      Non so sino a che punto ciò corrisponda al vero, ma puoi immaginare le reazioni…

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      • Carissima, penso che un impianto eolico si costruisca innanzitutto dove esiste una ventilazione ottimale, e penso che centrali basate sulle rinnovabili dovrebbero essere costruite ovunque esistano le condizioni per poter sfruttare una delle poche risorse al mondo davvero inesauribili.
        Ovvio che la prima reazione di chiunque conosca la zona sia quella di chiedersi: “come mai proprio qui?”, ma questo vale per tutti, alla fine non stiamo parlando di un inceneritore o di una discarica, che possono mettere a rischio la salute: finché il problema è solo il paesaggio ci si abitua, tanto non piazzeranno mica le pale davanti a Porto Cervo.

        E’ ridicolo che un Paese come la Germania (che comunque non mi risulta essere famosa per la bruttezza dei suoi paesaggi) sia in grado di produrre molta più energia di noi dalle rinnovabili, ed anche un po’ stupido da parte nostra che, per cercare di accontenare sempre tutti, finiamo col non realizzare mai niente.

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      • Jonny caro, tra Siniscola e Olbia ci sono bellissime località come Budoni, S. Teodoro, Porto S. Paolo, con spiagge meravigliose come Cala Brandinchi, Porto Istana, l’isola di Tavolara etc…e non è un luogo particolarmente ventoso, anzi…
        Mio marito ed io andiamo lì proprio per la bellezza delle spiagge e per la mitezza del vento, che invece, nella zona di Cagliari, induce equipaggi come Luna rossa e campioni di winfsurf e kitesurf a scegliere quel tratto di costa per gli allenamenti e le gare…
        In Sardegna non c’è solo Porto Cervo, anzi… la cosa mi fa particolarmente incaxxare, perché quello è posto esclusivo di vip e, sinceramente, gliele piazzerei proprio davanti!
        E comunque, a parte che il nostro mare, specialmente in località selvagge e poco famose, è impagabile e imparagonabile, il maggiore problema è che veniamo solitamente USATI, senza essere CONSULTATI, spesso da società STRANIERE, che vengono qui a fare i loro porci comodi, senza che noi ci guadagniamo mezzo centesimo. E non parlo solo delle pale eoliche, che hanno piazzato non solo in mare, ma anche su montagne bellissime e, prima, panoramiche, ma di discariche di materiali estremamente pericolosi e, come ben sai, di basi militari che ci hanno precluso l’accesso a zone meravigliose e NON più incontaminate, anzi…ora avvelenate e pericolose. Volevano usarci anche per le scorie nucleari, pensa…sai, siamo lontani dal continente: lo sgabuzzino ideale!
        Credo proprio che come disponibilità non ci si possa chiedere oltre.
        O non ti risulta che ogni volta ELEGGONO noi, per qualsiasi caxxo di problema?
        Qui non si tratta di NIMBY, non difendiamo il nostro cortile, ma non vogliamo, da paradiso che siamo, o eravamo, diventare la discarica d’Italia.
        Per gli interessi esclusivi degli ALTRI, non dimenticarlo.
        Pale eoliche a noi…e L’ENERGIA ad ALTRI?
        Sto cz!!!

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      • Ps quando parlo di mitezza del vento, tenete conto del fatto che sono di Cagliari😆: è tutto relativo!
        Ciò che per me è mite, per un padano è uragano…😉

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      • Mia stimatissima Anail, non desidero certo lanciarmi in una sfida per decidere quanto la posizione individuata possa essere davvero ottimale, rispetto alla resa potenziale di un’opera del genere (ma anche sì, qualora ritenessi la questione derimente, dammi solo il tempo di documentarmi su cosa si intenda per ottimale, su quali siano i parametri, ad es. riguardo al vento credo che la costanza conti più della potenza, anche se qua l’onere della prova spetterebbe a chi accusa), quello che dico è che la motivazione “paesaggistica”, a mio parere, in questo caso fa ridere i polli, perché non è che il mare diventa meno bello per un paio (ok, un paio di centinaia) di pali all’orizzonte. Magari calano pure gli affitti, anche se non ci conterei troppo.

        Dopodiché, nonostante potrei dire che stai generalizzando un po’ troppo, io capisco perfettamente il tuo sfogo, lo raccolgo e posso anche provare a farlo mio, perché so che sei una persona sincera, almeno per quanto possa dire io.
        Però al contempo vorrei cercare di farti capire che questo tuo risentimento, sacrosanto da un certo punto di vista, non sia solo inutile da un punto di vista pratico (di solito, incazzarsi serve solo ad incazzarsi, anche se ogni tanto ci vuole: tranquilla, gli amici esistono per questo, e io son qua apposta), quello sarebbe il meno, la cosa che non consideri è che, pur essendo vero che la Sardegna è autosufficiente da un punto di vista energetico (però fino ad un certo punto: metà della produzione avviene bruciando fossili d’importazione), in ogni caso non lo è per un sacco di altre cose, per cui la morale è che TUTTI siamo sempre gli ALTRI di qualcun altro.

        Dove pecchi di presunzione (ma in una donna questa può essere anche una qualità, e di sardi ne conosco a iosa) è quando ritieni che ad essere perseguitati siate solo voi: c’è chi sta molto peggio, fidati (e non mi riferisco certo al nostro comune amico che zompetta qua intorno: troppo scontato).

        P.S.: non sottovalutare gli uragani padani, potresti avere delle sorprese 😉

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      • Jonny, temo che tu ignori molti fatti riguardanti la mia terra, esattamente come li ignoravo io prima di vedere una serie di trasmissioni a cura di una rete locale, una specie di “Report”, che ci ha sconvolto e inorridito su tanti abusi…
        Ma anche senza quelle, daaaai, non vorrai dirmi che non hai sentito che, siccome siamo “terra stabile”, siamo perfetti per le scorie nucleari, siamo ventosi (spero che scherzassi sugli uragani padani…e di qualsiasi altra località italiana, se non europea), quindi pale eoliche, abbiamo molto territorio non abitato, quindi vai di sversamenti occulti di amianto e altre schifezze tossiche o di occupazioni ed esercitazioni militari, con tanto di uranio impoverito etc…
        Con lo stesso metodo, poiché ai pastori “non servivano” le zone costiere, hanno “acquisito” la Costa Smeralda per poche lire (non per modo di dire).
        Siamo pochi, abbiamo pochi rappresentanti, non contiamo.
        Se c’è da usare un territorio, chissà perché, pensano a noi.
        Poi magari reagiamo localmente, magari respingiamo, al porto, le navi cariche di rifiuti ALTRUI… se LO VENIAMO A SAPERE.
        Ma che noi non dobbiamo mai neanche essere RISARCITI o USUFRUIRE in qualche modo di ciò che produciamo, ti giuro che ci fa girare ad elica BEN ALTRO che le pale! 🤬😆

        Ps un esempio scemo, ma significativo: perché il NOSTRO pecorino si deve chiamare “ROMANO”?
        Neanche il nome, caxxo?
        Esattamente come il Regno di Sardegna ha dato il nome e la qualifica di “regno” all’Italia intera, per essere poi considerati per anni solo terra di esilio, di punizione e di banditi… Noi che abbiamo avuto una delle prime costituzioni mondiali(la Carta DeLogu di Eleonora d’Arborea, avanzatissima) e la cui civiltà risale a oltre 6200 anni fa, quando ancora neanche gli egizi costruivano le piramidi!
        Secondo recenti studi, saremmo stati noi, Atlantide… e ora? I servi sciocchi?
        Magari avesse ragione Etuligalia… forse gli asini sardi una volta sola, ma noi sardi ci fottono a ripetizione (anche per colpa nostra, occhio…o perlomeno dei nostri governanti).
        Siamo abituati a sopportare, a misurare il tempo in millenni (un po’ come Conte😆🤣)e a pensare che tutto scorre.
        E così ci lasciamo fregare.

        Ps del Ps non ho mai detto che a essere perseguitati siamo solo noi…diciamo che si è instaurata un’abitudine a considerarci non degni degli stessi diritti.
        Esempi?
        Per il Covid abbiamo tentato di controllare i turisti in arrivo. Ma quando maaaai! Non ne avevamo il diritto!
        Per la stessa azione, il sindaco di Messina è stato incensato su tutti i tg!
        Avevamo messo una tassa di soggiorno, … Che, scherzi? Illegale!!! Ma legale per altre regioni e addirittura singole città.
        E che cz, Jonnyyyyy…

        E occhio che, sarò strana, ma a me le pale eoliche piacciono pure…

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      • Che bell’Italia sarebbe, se la metà dei suoi abitanti fosse orgogliosa e testarda almeno la metà di quanto lo sono i sardi (riguardo alla testardaggine, va bene anche metà della metà).
        Comunque, hai di che consolarti: nonostante tutto, la Sardegna è anche uno dei posti dove si campa più a lungo (e non solo rispetto all’Italia, ma al mondo intero), e questo vorrà pur dire qualcosa.

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    • Jonny Dio
      non si tratta di osteggiare ma di coinvolgere
      perchè mai, mai, mai, mai
      non fanno una conferenza pubblica su cosa vorrebbero fare e coinvolgere la popolazione?
      ma si viene sempre a sapere a cose fatte?
      chi saranno i proprietari dell’energia prodotta?
      le pale avranno o meno una durata?
      chi si occuperà del suo smaltimento?
      chi guadagnerà dall’impianto?
      chi saranno i danneggiati?
      verranno eventualmente rimborsati?

      sono sempre molto sospettoso quando arrivano notizie del genere dalla stampa
      che, guarda caso, l’estensore dell’articolo, alla fine si lamenta che in Italia non si riesca mai a fare investimenti
      presente il Tav????
      chi ne trae vantaggio? i valsusani forse? o ne sono vittime?

      ultima trovata
      vogliono trivellare l’alto adriatico per estrarre gas metano perchè è inutile sprecare una risorsa
      fai una ricerca sulla subsidenza del polesine
      e poi mettiti nei panni degli abitanti del luogo
      https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2021/05/ven-Veneto-Rovigo-subsidenza-in-20-anni-colpa-delle-estrazioni-di-gas-il-Polesine-sprofondato-di-3-metri-e-mezzo-535bb76b-7390-4172-b452-e59b0f62c697.html

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      • Non volermene caro Adriano, ma sei l’esempio vivente di quanto dicevo sopra.
        Certamente fare le cose coinvolgendo quanti più soggetti coinvolti sia possibile sarebbe di gran lunga il metodo preferibile, ma dato che dalle nostre parti il coinvolgimento si traduce sempre in un rinvio alle calende greche, la cosa diventa decisamente meno preferibile rispetto all’alternativa (che ti ricordo essere il non fare mai niente, tranne che buttare tempo, soldi ed energie in infinite discussioni, non di rado più longeve dell’opera stessa).
        Nel caso in oggetto vado anche oltre, dato che personalmente considererei preferibile al nulla assoluto perfino la realizzazione di pale eoliche tramite metodi poco puliti, purché alla fine l’opera funzioni.

        La Val di Susa è un caso completamente diverso, lì si parla di un’opera la cui inutilità è ben più che conclamata, di cui i valsusini sono già vittime (come tutti quelli che, ad esempio, vivono nei dintorni di un inceneritore, di un elettrodotto o altro). La differenza è in nome di che cosa vengono resi vittime, se in nome di cose utili in qualche misura a tutta la società o solo a qualcuno. Il famoso rapporto costi-benefici, che non esiste solo per il Tav ma si può fare per qualsiasi cosa.

        Il Polesine è un caso ancora diverso, nel quale rispetto a settant’anni fa oggi esistono dei rimedi (gli argini si possono alzare, e in ogni caso c’è una maggior conoscenza del fenomeno), e le trivellazioni in Adriatico sono un altro caso ancora (lì andrebbe valutata anche l’importanza strategica, stante l’attuale situazione internazionale).

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      • Jonny Dio
        e qui anche tu purtroppo fai del qualunquismo
        perchè non consideri gli abitanti del luogo abbastanza maturi per capire costi e benefici sul loro territtorio?

        hai guardato il video?
        non sono delle persone qualunque
        questi sono i regolatori dei consorzi di bonifica
        a cui gli abitanti del polesine devono la loro sicurezza

        se avessero chiesto agli abitanti della valle del Vajont si sarebbe evitata la tremenda tragedia,
        tutti nella valle sapevano delle frane, non per niente il Monte di chiama TOC, ma l’arroganza di chi sa tutto ha causato quell’ecatombe.

        perchè considerare gli altri dei perfetti ignoranti, ingrati, egoisti?

        a qualche miglia marine dalla foce del PO hanno costruito, montato e collegato una piattaforma per la rigassificazione del GNL, c’è voluto qualche anno, ma hanno coinvolto i territori dei comuni, compresi quelli interessati alle escavazioni per i tubi di collegamento trattando per i compensi ed i rimborsi per il passaggio.
        Nessuna contestazione finale, ed ora è il principale terminale italiano dove arriva il GNL.
        Eppure la foce del PO è il più grande centro europeo di produzione di molluschi certificati, per non parlare del turismo.

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      • @ Adriano: sono tutte cose vere che non discuto. Semmai discuto il fatto che non c’entrano una mazza con quanto dicevo io, che più modestamente mi riferivo al solo caso oggetto dell’articolo. Stai facendo di tutta l’erba un fascio, e mi attribuisci in merito dei pareri che non ho mai espresso. Per me ogni caso è storia a sè e meriterebbe una discussione (e una valutazione) a parte.

        Al momento la sola obiezione che hai sollevato riguardo alle pale eoliche in Sardegna è stata quella che i soggetti coinvolti non solo non sono stati sufficentemente coinvolti, ma spesso nemmeno interpellati.
        La cosa mi vede totalmente d’accordo (e non vedo come potrebbe essere altrimenti), ma personalmente non lo ritengo motivo sufficiente per rinunciare a quest’opera: come ho detto, la strada più sicura per non fare mai niente è quella di interpellare più gente possibile. La cosa più importante resta sempre l’utilità dell’opera, che sarà comunque destinata ad essere fonte di ingiustizia per qualcuno, come lo sono state sempre tutte le opere.

        @ Gatto: Su questo thread l’argomento sarebbe un tantinello off topic, ma nel tuo caso voglio fare un’eccezione (in omaggio alla tua ben nota tolleranza verso il prossimo, quando incorre in questo tipo di “inconvenienti”).
        Hai visto com’è stato facile? Basta dare un colpetto ad uno, e tutti gli altri entrano subito in risonanza. Purtroppo, al giorno d’oggi si tratta di un prodotto davvero dozzinale, per cui preparati: tra poco vi faranno in Cina.

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      • Jonny Dio
        io ho risposto al tuo post del
        7 luglio 2022 alle 1:42
        e precisamente la tua asserzione che:

        “”(che ti ricordo essere il non fare mai niente, tranne che buttare tempo, soldi ed energie in infinite discussioni, non di rado più longeve dell’opera stessa).
        Nel caso in oggetto vado anche oltre, dato che personalmente considererei preferibile al nulla assoluto perfino la realizzazione di pale eoliche tramite metodi poco puliti, purché alla fine l’opera funzioni.””

        sei tu che hai fatto un pò di confusione

        riguardo alla Sardegna
        non ho frequentato il posto per cui non posso esprimermi
        ma il solo fatto che l’articolo alla fine dica:
        “Fatto è che «nessuna procedura di V.A.S. (Valutazione ambientale strategica) e nessun procedimento di V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale) è stato neppure avviato»”
        non pensi che ci sia qualcosa di putrido????

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      • @ Adriano: certo che lo penso, ma preferisco un generatore ottenuto con sistemi “putridi” rispetto ad un bel nulla, pulito ed immacolato. Il giorno che si riusciranno ad ottenere anche attraverso sistemi meno schifosi, lo riterrò senza dubbio preferibile rispetto all’attuale putridume.

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  3. In pratica stai dicendo che TUTTI hanno motivazioni valide, tranne noi sardi, che siamo stati la put…a di tutti per secoli?
    Tu parli di “utilità”, ma mai una volta che l’utilità sia stata LA NOSTRA.
    Noi mettiamo solo il qlo, perdona la chiarezza espressiva…
    Ma così è chiaro il concetto, Jonny?
    … E neanche ci chiedono “per favore”!

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  4. Nimby? Rivendicare con orgoglio la difesa della propria terra dalle speculazioni è un diritto/dovere. La Green economy buttata tra le fauci del liberismo selvaggio è contraria all’ambientalismo. La Sardegna ha già dato, fin troppo, senza ottenere nulla in cambio. L’unica strada è decrescita, rinaturalizzazione, riforestazione, sovranità alimentare e energetica legata alle comunità, scelte strategiche e democratiche condivise con una popolazione informata e rispettata. Buttare pale eoliche in mare o su terreni agricoli o naturalistici, magari anche di rilevanza paesaggistica, al solo scopo di sbandierare potenza installata, assai diversa dall’effettiva produzione e consegna, è un ennesimo stupro dei territori e della natura che a parole si vorrebbe tutelare. Gavino Sale che fine ha fatto? Resisti Sardegna e caccia gli speculatori a calci in culo!

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    • Tante belle parole, ma il progresso non si può fermare e la nostra è una società energivora. Se dici sempre no a tutto, da dove attingi l’energia? Dalle cazzate? Se si potesse, sarebbero la fonte più inesauribile dell’universo (tu sola basteresti per un intero quartiere).

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      • E sarebbe lei la misura del progresso da pompare con la distruzione del pianeta? Lei è proprio la dimostrazione di quanto l’umanità sia caduta in basso, un megalomane presenzialista prezzemolino che ha solo da riempire le sue inutili giornate ammorbando e bullizzando chi manco lo pensa. Meglio togliere energia, l’inquinamento prodotto dalla gentaglia come lei è superiore persino alla ex Ilva.

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      • Per curiosità, “chi manco lo pensa” saresti tu? Mi risulta che in questo thread sia stato io il primo a parlare di nimby, pertanto il riferimento mi pareva evidente. La prossima volta evita di commentare le mie parole che facciamo prima, considerata anche la puerilità delle tue argomentazioni.
        Non ti dirò di che cosa sei la misura tu, perché sono fin troppo signore e ho rispetto per la vetustà.
        Stammi bene, e ricordati di bere molta acqua.

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