Crescono le voci di elezioni politiche anticipate a settembre

A Palazzo Chigi forte “irritazione” con Conte e il M5S

(Alberto Maggi – affaritaliani.it) – Ultimissima dalla calda, torrida, Roma della politica. A Palazzo Chigi è forte l'”irritazione” con il Movimento 5 Stelle. Nella giornata di ieri, quando il presidente del Consiglio Mario Draghi era impegnato a Canazei per seguire da vicino la tragedia della Marmolada, i pontieri hanno lavorato per cercare di trovare un’intesa tra il governo e i pentastellati, in vista dell’incontro di domani tra il premier e Giuseppe Conte. Ma al momento è “ancora tutto in alto mare“. In sostanza, i 5 Stelle continuano a porre veti e a sollevare distinguo, sia sul reddito di cittadinanza, sia sul termovalorizzatore di Roma, sia sul Superbonus 110%, sia sulle armi all’Ucraina.

Insomma, l’impressione di Palazzo Chigi è che Conte e la dirigenza del Movimento abbiano ormai deciso di staccare la spina, di lasciare il governo e la maggioranza (l’ipotesi di appoggio esterno di cui si era parlato settimana scorsa, spiegano fonti qualificate, semplicemente “non esiste”). La situazione è tesissima. Partito Democratico e Forza Italia hanno già chiarito in modo ufficiale e ufficioso attraverso ogni tipo di canale che se il M5S esce si va dritti alle elezioni politiche anticipate.

L’indiscrezione, forte, che arriva oggi dalla presidenza del Consiglio è che anche Draghi non ha alcuna intenzione di andare avanti senza i pentastellati. Il ragionamento è semplice: questo è un esecutivo di unità nazionale, nato prima per gestire la pandemia e poi le conseguenze della guerra in Ucraina, e il premier non vuole e non può assolutamente tollerare un secondo partito all’opposizione, oltre a Fratelli d’Italia che fin dall’inizio non ha voluto entrare nella maggioranza nata per “salvare l’Italia“. Sarebbe un continuo cannoneggiamento da destra e da sinistra, il tutto considerando che la Lega di Matteo Salvini – come ha spiegato ieri persino il governativo ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti – continuerà “a far sentire la sua voce”.

Il premier correrebbe il rischio di restare alla guida di un governo che ha l’appoggio incondizionato solo di metà Parlamento. Non solo. Una situazione di questo tipo sarebbe del tutto inaccettabile anche per il Pd e Forza Italia che rischierebbero il logoramento mediatico a pochi mesi dalle elezioni. Ecco perché più fonti confermano questa mattina ad Affaritaliani.it che nei Palazzi romani del potere il voto anticipato a fine settembre viene dato in forte ascesa e “molto probabile“. Se la spina va staccata, va fatto subito in modo tale che le nuove Camere e il nuovo esecutivo abbiano il tempo di scrivere e varare la Legge di Bilancio per il 2023.

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20 replies

  1. Il Movimento se ne vada da questo governo spudoratamente creato per distruggerlo. E succeda quel che deve succedere, in ogni caso conservare almeno la dignità. C’è tempo, e ci sono elettori, per rifarsi lavorando duro e onestamente

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    • La penso esattamente come Lei, ma vedrà che non succederà proprio un bel niente, Conte si accontenterà di ciò che passerà il convento e se la venderà come una grande vittoria per la felicità di quelli che vogliono finire la legislatura sulle morbide poltrone con i relativi emolumenti (quasi tutti) e ci diranno che se non era per loro sarebbe stato molto peggio come hanno fatto con la legge Cartabia . Quanto alla dignità mi sa che di questi tempi non vada molto di moda. È una mia opinione ma sarei contento di sbagliare!

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    • Ho letto in questo momento che il garante ha dichiarato che se non confermano il superbonus si sbaracca e si va all’opposizione. In un altro commento ho scritto che l’elevato forse e dico forse ha capito che Draghi e Mattarella lo stavano pigliando per quella parte del corpo che sta subito sotto il fondo schiena.

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  2. Il problema è questa merda di Legge elettorale che ci ritroviamo, che tra l’altro è anche il principale motivo della situazione di merda attuale.

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  3. Meglio tardi che mai? Con l’alibi dell’emergenza, si sta perdendo tempo solo contro la democrazia italiana e calpestandone continuamente gli stessi valori fondativi. È arrivata l’ora, quanto meno, di andare a far decidere agli italiani, e non ai “soliti noti” politicanti d’accatto, chi vuole innanzitutto impiegare sempre più capitali ed energie nazionali (e prima o poi anche uomini al fronte) al fine di combattere per altrui procura e altrui guadagno guerre tanto disastrose quanto inutili e al contempo destabilizzare l’Europa, impoverire i propri concittadini già allo stremo e continuare a dare colpi mortali alla vivibilità ambientale! Se disastro dev’essere che la responsabilità si sappia a chi attribuirla!

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    • Giusto! Come si fa a fare una campagna elettorale ad appena 2 mesi scarsi dal mese di settembre?

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  4. Perché 18 mesi fa non erano irritati?
    Fuori da questa pagliacciata di governo nel quale, per tenere dentro quasi tutti, decide e solo uno con i consigli dei peggiori.

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  5. …Il ragionamento è semplice: questo è un esecutivo di unità nazionale, nato prima per gestire la pandemia e poi le conseguenze della guerra in Ucraina, e il premier non vuole e non può assolutamente tollerare un secondo partito all’opposizione,…
    e la schiforma Cartabia? Ed il blocco del superbonus? Povero premier lui vorrebbe fare quello che gli pare (e che pare ad una parte del parlamento) senza dover fare approvare nulla a quelli che sono gli eletti per farlo…
    Che visione tipicamente italiana della democrazia…

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