I “draghi”, i “di maio” e la vera democrazia

Il presidente del Consiglio Mario Draghi con il ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio durante la XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia nel mondo presso la Farnesina, Roma, 21 dicembre 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

(Tommaso Merlo) – Viviamo in una democrazia fasulla. Nel 2018 ha vinto la voglia di cambiamento ma ha prevalso il sistema che si è fagocitato i sedicenti rivoluzionari ed ha silenziato ogni dissenso. Ed eccoci all’ennesimo “drago” tecnocratico che comanda senza degnarci di uno sguardo. Ed ecco gli applausi degli immancabili “di maio” come quelli delle lobby e dei loro zerbini mediatici. Democrazia fasulla. Il sistema dominante non ha intenzione di cambiare alcunché e quando i cittadini ci provano glielo impedisce. Potere democratico sottratto ai cittadini con la complicità della politica e affidato a chi garantisce stabilità al pensiero dominante che è essenzialmente di matrice egoliberista. Profitto, ingiustizia sociale di sistema, sfruttamento del pianeta e guerra. Coi partiti che fan finta di litigare in campagna elettorale ma poi non cambia mai niente e finisce tutto con qualche inciucio. Ed eccoci qui. Nessun vero dibattito, nessuna vera opposizione e chiunque osi alzare la testa o viene risucchiato o emarginato. Fa carriera solo chi si omologa, chi non dà fastidio e garantisce continuità. Gli slanci ideali e la voglia di cambiamento che emergono dalla società vengono sfruttati dalla politica per raccattar voti, ma poi nei palazzi si dissolvono o vengono svenduti e alla fine il banco del sistema egoliberista vince sempre. Una democrazia fasulla in cui meno i cittadini partecipano meglio è. Questo perché se votano solo i tifosi, i partiti evitano sorprese nelle urne e le onorevoli carriere si allungano a dismisura. I tifosi perdonano tutto ai loro beniamini e s’illudono che la soluzione sia nello sconfiggere gli idoli altrui. Tifo invece di partecipazione. Propaganda invece che verità. Egoismo invece che altruismo. Le fondamenta del sistema egoliberista. Un sistema che però sopravvive grazie a chi sta al gioco e rinuncia al proprio ruolo di cittadino. I “draghi” come i “di maio” che costellano la politica nostrana, in fondo non sono la causa ma la conseguenza dei nostri mali. La politica riflette la cultura di una società e il suo livello di sviluppo civile. L’Italia è piana zeppa di “draghi” e “di maio” come di tutti gli altri archetipi nostrani. Dai banchi di scuola a quelli parlamentari. Ma una società evoluta e matura ha gli anticorpi e non abbocca. E se mai succedesse, reagirebbe. Democraticamente, pacificamente ma con determinazione. Invece di farsi dividere ed usare dal sistema, invece di abbassare la testa per convenienza o menefreghismo, i cittadini consapevoli la alzano. Unendosi, non dividendosi. Perché una democrazia pulita e sana, perché una politica vera e seria, perché un sistema trasparente e disintossicato dall’egoliberismo, è un sacrosanto interesse di tutti. Il tradimento del voto del 2018 non è stata la sconfitta dei fantomatici populisti, ma l’ennesima sconfitta della democrazia italiana. Coi cittadini che han votato per il cambiamento e il sistema che glielo ha impedito con pure la beffa del mega inciucio finale tra sedicenti rivoluzionari e decrepiti restauratori. Sottosviluppo democratico e civile. Conseguenza più che causa. Ma il 2018 ha anche dimostrato che una fetta crescente di società italiana si è in realtà evoluta ed emancipata e vuole una politica all’altezza delle sue nove consapevolezze. Quel tentativo di voltare pagina è fallito miseramente ma ha insegnato molto e non resta che ritentare. Una vera democrazia è un diritto e va conquistato.

3 replies

  1. Con il sistema mediatico che è un blocco unico, tranne rarissime eccezioni. I sedicenti media liberal-progressisti sono soltanto trappole per tordi: martellano coi diritti civili, e va bene: battaglie legittime e sacrosante, chi dice nulla, le minoranze vanno tutelate.
    Ciò che deve allarmare i tordi affezionati utenti di questi manipolatori patentati è la visione che hanno della MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI.
    Si tratta di gruppi editoriali completamente appiattiti a banche, industria, finanza e poteri sovranazionali, e concedono ZERO spazio al dissenso. E con zero va inteso il manganellamento mediatico contro le voci fuori dal coro.
    Il risultato è un paese per molti versi già fallito, artigliato da predatori che ne stanno facendo macerie.

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