Lettera aperta della madre di Julian Assange al mondo

“Non sopporto che non si muova nulla di fronte a tanta ingiustizia.
“Cinquant’anni fa, quando ho partorito per la prima volta come giovane madre, pensavo che non ci potesse essere dolore più grande, ma l’ho dimenticato presto quando ho tenuto tra le mie braccia il mio bellissimo bambino. L’ho chiamato Julian.
Ora mi rendo conto che mi sbagliavo. C’è un dolore più grande.
Il dolore incessante di essere la madre di un giornalista premiato, che ha avuto il coraggio di pubblicare la verità sui crimini governativi di alto livello e sulla corruzione.
Il dolore di vedere mio figlio, che ha cercato di pubblicare verità importanti, macchiato a livello mondiale.
Il dolore di vedere mio figlio, che ha rischiato la vita per denunciare l’ingiustizia, incastrato e privato del diritto a un processo equo, ancora e ancora.
Il dolore di vedere un figlio sano deteriorarsi lentamente, perché gli è stata negata l’assistenza medica e sanitaria adeguata in anni e anni di carcere.
L’angoscia di vedere mio figlio sottoposto a crudeli torture psicologiche, nel tentativo di spezzare il suo immenso spirito.
L’incubo costante che venga estradato negli Stati Uniti e poi trascorrere il resto dei suoi giorni sepolto vivo in totale isolamento.
La paura costante che la CIA possa realizzare i suoi piani per ucciderlo.
L’ondata di tristezza quando ho visto il suo fragile corpo cadere esausto per un mini ictus nell’ultima udienza a causa dello stress cronico.
Molte persone sono rimaste traumatizzate nel vedere una superpotenza vendicativa che usa le sue risorse illimitate per intimidire e distruggere un individuo indifeso.
Voglio ringraziare tutti i cittadini onesti e solidali che protestano globalmente contro la brutale persecuzione politica subita da Julian.
Per favore continuate ad alzare la voce ai vostri politici fino a quando non sentirete solo questo.

La sua vita è nelle sue mani”.

Christine Ann Assange

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3 replies

  1. Navalnyj è importante per i nostri informatori seriali democratici (anche se antisemita,razista ,ultranazionalista, Azovovilo). Assange non va neanche nominato,non esiste o ,secondo i pdini è un terrorista perchè ha divulgato i fattacci della Clinton.

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  2. Julian Assange probabilmente è già morto, torturato ed assassinato nella mente prima che nel corpo. È morto assassinato simbolicamente dalla cosiddetta civiltà “democratico-liberale”; più realisticamente dalle ristrette oligarchie economico-finanziarie e politico-militari che la governano con i mezzi e i sistemi oramai assolutizzati di un pervasivo Grande Fratello. Un sistema politico, economico e militare di cui Julian ha ampiamente dimostrato, con le sue vaste pubblicizzazioni documentarie e testimoniali, gli stabili fondamenti criminali e corruttivi. In tal senso la sua grande umanità, il suo lascito documentario e il suo esempio morale sono già passati alla Storia. Julian Assange quindi è più che vivo nella continuità più o meno prossima della memoria delle generazioni a venire, cancel culture o no … Se e quando il suo corpo morirà non ci è dato saperlo, ma il suo spirito e la sua anima sono già eterni. Davanti al dolore della madre si ripete l’infinito dramma dell’Uomo giusto perseguitato e “crocifisso” nell’indifferenza più o meno colpevole di una umanità testimone coinvolta, in parte complice del Male e in parte o ignorante o indifferente davanti al dramma che si compie.
    Piangere il destino del corpo martoriato di quell’uomo, sebbene ancora vivo, è da umani. Ed ancora è più umano chiederne misericordia davanti all’ingiustizia criminale ed assassina del potere che lo perseguita e lo distrugge poco a poco in una lunga agonia. Ma chi, se non gli avamposti più consapevoli ed illuminati del popolo USA e della cosiddetta ad esso più prossima anglosfera, potrebbe farne qualcosa adesso, almeno nei termini di un doveroso riscatto della nazione di appartenenza? Noi europei, per illegittima e anti-democratica sovrapposizione dei nostri asserviti governanti, siamo solo i periferici sudditi di quel sistema di governo mondiale. E anche esponendoci poco riusciremmo a produrre per alleviare questo straziante dolore materno. Però una cosa è certa: proprio grazie allo strenuo operato di Assange noi tutti oggi, esseri rimasti umani, possiamo sapere o già sappiamo cosa si nasconde dietro il primato disumano del “sogno” americano; al cui confronto quello nazifascista europeo si va sempre più rivelando solo come un’assimilabile ma fugace meteora, nella sempre più aggiornata consapevolezza storica. Probabilmente ancora gli risulterà utile la ricerca di un Male ancor più “assoluto” per salvare il proprio: la nuova Russia, l’espansiva Cina o entrambe assommate etc.. La verità sempre più esplosiva, forse a medio, forse a lungo termine, è che tre o quattro continenti – Asia, America meridionale, Africa, Medio Oriente … – esprimono pur nelle loro fomentate divisioni una crescente malevolenza, a dir poco, verso l’imperialismo USA. Tant’è che la guerra alla Federazione russa questo la sta conducendo ipocritamente per interposte nazioni europee – dell’est ex-sovietico in primis – e con il prevalente scopo di destabilizzare a proprio profitto economico e militare perfino la stessa Europa. Che di conseguenza diventerà prima o poi un altro suo acerrimo nemico! E questo accade – guarda caso – proprio interrompendo bruscamente la fase storica di una più aperta distensione con le potenze dell’est. Che all’inverso avrebbe potuto condurre gradualmente all’affermazione di un più pacifico equilibrio mondiale. Insomma con l’evidente scopo dei governanti statunitensi di esportare all’estero le proprie irrisolvibili crisi di sistema. Il tempo, come già accaduto, dirà inesorabilmente la sua in tal senso. Noi speriamo certamente che innanzitutto prevalgano le ragioni meno guerrafondaie dei soggetti dei conflitti in corso e quindi di quello “russo-ucraino” che più ci coinvolge. Ma crederci diventa sempre più utopistico.

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