Povertà assoluta per 5,6 milioni di italiani nel 2021: i dati Istat

Secondo i dati dell’Istat 5,6 milioni di italiani nel 2021 si sono trovati in condizione di povertà assoluta: ecco cosa significa.

(Virginia Cataldi – tag43.it) – Nel 2021, 5,6 milioni di persone sono in condizione di “povertà assoluta” secondo l’Istat. Ma cosa vuol dire essere in povertà assoluta? Ecco le differenze tra Nord e Sud e quanto sono coinvolti i minori nel drammatico scenario economico.

Povertà assoluta per 5,6 milioni di italiani

Poco più di 1,9 milioni di famiglie e circa 5,6 milioni di individui sono in condizione di povertà assoluta secondo l’Istat, che “conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19”. L’Istat considera in povertà assoluta le famiglie e le persone che non possono permettersi le spese minime per condurre una vita accettabile. Per spese minime si intende l’insieme di beni e servizi che, nel contesto italiano, vengono considerati essenziali, come le spese per la casa, quelle per la salute e il vestiario. Ovviamente l’entità di queste spese varia in base a dove abita la famiglia, alla sua numerosità e ad altri fattori come l’età dei componenti. Per conoscere la soglia di povertà assoluta nei diversi contesti si può utilizzare l’apposito calcolatore Istat.

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I dati sulla condizione dei cittadini italiani

Secondo i dati dell’ente statistico, sono invece 1,4 milioni i minori in povertà assoluta. Rispetto al 2020 c’è stato un incremento più contenuto della spesa per consumi delle famiglie meno abbienti che non è stato sufficiente a compensare la ripresa dell’inflazione. Nel 2021, la povertà assoluta risulta ancora più alta al Sud, mentre migliora al Nord per famiglie e individui. Lo scorso anno, indica infatti l’Istat, l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si conferma più alta nel Mezzogiorno (10,0%, da 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord (6,7% da 7,6%), in particolare nel Nord-ovest (6,7% da 7,9%). Tra le famiglie povere, il 42,2% risiede nel Mezzogiorno (38,6% nel 2020) e il 42,6% al Nord (47,0% nel 2020).

Peggiora invece la condizione delle famiglie con maggior numero di componenti. Nel 2021, l’incidenza di povertà assoluta è infatti più elevata tra i nuclei più numerosi. Raggiunge il 22,6% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,6% tra quelle con quattro. Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori. L’incidenza in questo caso passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su.

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Invece, l’incidenza di povertà è più bassa, al 5,5%, nelle famiglie con almeno un anziano. Si conferma al 3,6% tra le coppie in cui l’età della persona di riferimento della famiglia è superiore a 64 anni. In generale, sottolinea l’Istat, la povertà familiare presenta un andamento decrescente all’aumentare dell’età della persona di riferimento; generalmente, infatti, le famiglie di giovani hanno minori capacità di spesa poiché dispongono di redditi mediamente più bassi e hanno minori risparmi accumulati nel corso della vita o beni ereditati.

6 replies

  1. Mi viene sempre in mente quel film…”Aiutiamo l’Africa” … ( E l’India, l’ Ucraina, la Bielorussia…
    No, la Bielorussia non più, sono cattivi…)

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  2. Quasi il 10% in povertà assoluta.
    Sarei curiosa di avere la gradazione della povertà e le percentuali rispetto alla totalità della popolazione in età da lavoro e in età pensionistica; con ogni probabilità circa 1/4 della popolazione adulta vive in grossa difficoltà economica, incluso il 10% che è completamente fuori dal mercato economico nazionale. Sono numeri allarmanti, e la nostra classe dirigente non si dimostra sufficientemente e realisticamente interessata alla questione…anche solo con finalità autoconservativa.
    In ogni caso: evviva Draghi ora e sempre, il salvatore della Patria, il taumaturgo, il genio della finanza, colui che separerà le acque e ci condurrà alla terra promessa, quello con le conoscenze in alto che avrebbe tenuto basso lo spread, il Demiurgo, il Profeta, il Messia, il Tutto, Dio.
    Alla fine di luglio, quando la Lagard smetterà di comprarci il debito pubblico….ci sarà da ridere….e altro che tetto alle risorse energetiche!
    Adesso vedremo se ci attaccheranno la casa.

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  3. Siamo mi pare l’unico Paese europeo ( assieme alla Romania?) in cui i salari in questi anni sono calati anziché crescere. Per non parlare delle pensioni.
    Cosa dire di più…

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  4. Continuando con Draghi avremo anche noi i bambini che svengono a scuola per le fame e i bancomat bloccati. Come in Grecia. Alleluia! Saremo il secondo “capolavoro dell’Ue”, dopo la Grecia, come dissero la Merkel assieme a Draghi. Ma l’accozzaglia pensa solo a far passare in parlamento col voto segreto le stesse leggi salva-ladri che gli elettori hanno bocciato con i referendum ! Vergogna infinita! Mi raccomando, Conte, avanti così, giurando fedeltà alla cricca degli oligarchi, fino alla rovina totale!

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