Briatore: “Prezzi troppo alti? Solo aria fritta”  

(Valentina Lupia – la Repubblica) – «La polemica nasce solo perché c’è qualcuno che fa qualcosa di nuovo e ha successo. Noi siamo già prenotati fino a fine giugno. È la risposta del cliente che ci interessa. Tutto il resto è aria fritta».

Sono le parole di Flavio Briatore in risposta a un articolo pubblicato nei giorni scorsi su Repubblica, nel quale abbiamo raccontato una serata al Crazy Pizza, il locale del manager piemontese inaugurato da qualche settimana in via Veneto ( ma con sede anche a Londra, Montecarlo, Milano): rigido dress code per gli uomini – vietati calzoni corti e scarpe rigorosamente chiuse – e pizze tonde anche da 19, 46, 65 euro (mentre se ne possono spendere 35 per un’insalata di granchio). Il conto, considerando coperto e bevande, può arrivare a sfiorare quello di un ristorante stellato.

«Ognuno al Crazy Pizza può spendere poco o tanto – spiega Briatore Dipende da quello che uno prende. Diamo la possibilità alla gente di bere dei vini importanti, mangiando una pizza, ma c’è un menu, ci sono i prezzi e ognuno prende quello che vuole. Se prendi un Sassicaia il prezzo sale, se prendi un’acqua minerale o una coca light il prezzo è diverso. C’è una possibilità variegata di menu che consentono di scegliere.

E i prezzi sono assolutamente normali. Credo che la pizza Margherita costi 14- 15 euro. Poi abbiamo una riserva di vini molto importante perché io penso che chi mangia la pizza in un ambiente giusto, può anche decidere di prendere una bottiglia di vino importante».

A lanciare l’abbinamento pizza-vino a Roma è stato anni fa Giancarlo Casa, patron de ” La gatta mangiona”, a Monteverde. Prima del Covid in menu c’era la focaccia con pancetta arrotolata: con un calice di champagne Blane de Blanes costava 16 euro.

«Nessun cliente – prosegue Briatore – si è lamentato del costo, perché il costo è in proporzione al servizio, alla qualità, all’energia che c’è nel locale e al modo in cui il cliente viene trattato. Noi abbiamo avuto solo complimenti e tutti reputano che la pizza sia la migliore che abbiano mai mangiato, perché è una pizza senza lievito, perché i prodotti utilizzati sono i migliori che possiamo trovare in Italia.

Lo stesso vale per le insalate. Per i dolci la gente impazzisce. Il gelato idem. Diamo un servizio diverso dagli altri ristoranti » , con tanto di dj e spettacolo con disco di pizza volante. «A noi interessa il cliente. Quando il cliente è contento, noi siamo felici e il resto sono tutte chiacchiere».

Per Stefano Callegari, che tra Trapizzino e Sbanco di pizze ne sa qualcosa, «Briatore non dovrebbe imputare la scelta del prezzo dei piatti alla qualità dei prodotti, che sicuramente c’è, e al food cost, perché una margherita può costare al ristoratore 2 euro se si scelgono materie prime top, ma anche un euro e 50 se si acquistano ingredienti di alto livello. C’è da parlare, piuttosto, della location, dell’intrattenimento e delle spese, come quelle dell’energia elettrica. Se riesce a riportare i romani a via Veneto, ben venga. E in generale – osserva – il prezzo alto fa storytelling, fa parlare».

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5 replies

  1. …se non l’hai già pensata, la pizza Falco.
    Lo chiami: inventa una pizza.
    Uaahh.

    (Che avete da guardare, son cose mie)

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  2. “È la risposta del cliente che ci interessa. Tutto il resto è aria fritta».”

    Sostituire “la risposta” con “il denaro” e la frase è perfetta.

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  3. Ma chissenefrega se uno vuole pagare una pizza un esagerazione. È un’esperienza, non ci si va per nutrirsi, ma per poi raccontarla. Se non te ne fotte di sentirti momentaneamente parte del jet set cafone ci sono migliaia di pizzerie.

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