La bacchetta di Vespa e il liquido dei Tank

Le notizie dal fronte sono quello che sono e davanti ai “russi che avanzano lentamente nel Donbass”, ma purtroppo avanzano, a notte inoltrata ci si mette alla ricerca di qualcosa di più confortante per le sorti dell’aggredita Ucraina. […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Le notizie dal fronte sono quello che sono e davanti ai “russi che avanzano lentamente nel Donbass”, ma purtroppo avanzano, a notte inoltrata ci si mette alla ricerca di qualcosa di più confortante per le sorti dell’aggredita Ucraina. Da sbattere sul muso di quello stronzo di Dimitrij Medvedev: il servo di Putin, non certo Danil, racchetta sopraffina che di sicuro la pensa come noi ma non può dirlo. Dunque, eccoci a Porta a Porta, approdo sicuro dei valori occidentali dove, mannaggia, ci siamo persi l’incipit di Adolfo Urso e a motivo di ciò non riusciamo a orientarci nel ginepraio di incidentali e subordinate dove lo scaltro presidente del Copasir ha secretato il suo pensiero a proposito delle liste corrieriste dei filoputiniani. Controllare una così poco intelligence che scopiazza i social picchiatelli per garantirsi la busta paga deve costituire davvero un bel fastidio per questo intellettuale bis della Magna Grecia, a occhio un pezzo di pane che non farebbe male a una mosca, figuriamoci al professore Orsini. Mentre l’ambasciatore Massolo più che dalle deprimenti mappe militari sembra abbacinato dall’agrifoglio spiritato che addobba la testa dell’editore Sandro Teti (lì in quota filorussa, ma reso piuttosto cauto dai servizietti in azione) non ci resta che affidarci all’alta strategia del professor Andrea Margelletti (che su Google merita la definizione di “bestellerista”). E che non se ne dorrà se ci ricorda un confetto, rosa fuori ma tosto dentro.

Ecco che verso mezzanotte l’analista alimenta le nostre speranze di vittoria sul campo dipingendo le sgangherate armate putiniane per come meritano: dei tagliagole alimentati a vodka, bestie ubriache disposte, in mancanza di meglio, a ingurgitare “il liquido refrigerante” dei blindati.

Fermi tutti! Consulto Internet dove si apprende che, effettivamente, nel luglio 2013, una donna di 87 anni, in vacanza in una valle della bergamasca, venne ricoverata in prognosi riservata dopo avere scambiato per bibita dissetante il liquido arancione a uso dei motori diesel contenuto in una bottiglietta. Dunque, per Kiev e i valori occidentali non tutto è perduto. Più sollevato mi dispongo al sonno del giusto mentre Bruno Vespa si appropinqua alla triste mappa impugnando una lunga bacchetta di frassino. Forse, chissà, immaginando di calarla sul cranio di qualcuno (avrei pagato per saperlo).

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8 replies

  1. Io non capisco. Esattamente come per la pandemia gli “esperti” cadono dal pero.
    C’erano le immagini da Wuhan e tutti a dire che dovevamo mangiare gli involtini primavera, era come un’influenza, le mascherine non servivano…
    E poi i vaccini: ovviamente in emergenza si usano le armi che si hanno, e ci poteva stare, ma perché riempirci la testa H24 sul fatto che fossero ” immunizzanti” e chi si fosse vaccinato sarebbe stato “in sicurezza” e non contagioso quando si sapeva benissimo che non era passato abbastanza tempo per monitorarne le performances ed altrettanto bene che il virus sarebbe mutato velocemente. Ma ci sono o ci fanno? ( Spero nella seconda…)

    Chiunque conoscesse anche un po’ la storia della guerra sui fronti russi, sa che la strategia di quel Paese è la costanza e la lentezza e che alla fine, avranno ” mezzi antiquati” (?), generali scemi (?), pochi uomini (?), ma vincono sempre. E non ci voleva uno stratega per immaginare gli attacchi a Kiev come una sorta di diversivo, di “disinformazione ” per avanzare lentamente dove serviva, in Dombass e lungo la costa.
    Se ci ero arrivata io, in entrambi i casi, che mi limito a leggere, gli ” esperti” chi cappero sono? Come facciamo a fidarci?

    Ora dicono : “Abbiamo sbagliato”.
    Spero tanto che “ci facciano” e non che “ci siano”, ma a questo punto… Ragazzi, ognuno per sé…

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  2. Ma c’è ancora qualcuno che guarda e ascolta vespa?
    Muove le labbra e la lingua come se stesse degustando un boccone lardoso di qualche maiale strano allevato chissà dove. Parla gracchiando.

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  3. Se l’aggredita Ucraina non avesse, per 8 lunghi anni aggredito minacciato ed ucciso migliaia di russi su istigazione ed ordini occidentali, molto probabilmente oggi non subirebbe la giusta punizione impartitagli dai russi.
    Se semini vento raccoglie tempesta

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  4. Certo che, se non ci fosse, questo professor Barzelletti bisognerebbe inventarlo: il suo aspetto ci ricorda il cordiale e simpatico Elio Pandolfi, attore di grande esperienza e brioso interprete di operette a base di valzer e champagne. Brioso non è, il professore, ma – in questi tempi bui – riesce sempre a tirarci su il morale con i suoi raccontini, non spumeggianti come lo champagne ma sempre inebrianti, fra vodka e liquidi di raffreddamento per tank. Per non farci addormentare per il troppo alcool, in altri casi ci propina raccontini macabri come le partite di calcio con le teste dei bambini. Però sempre al fine di ispirarci buonumore e farci sorridere.

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