Energia razionata per il prossimo inverno

L’allarme del direttore dell’AIE per il prossimo inverno. Il governo ha stilato una lista di misure e ha preallertato i prefetti. Non siamo ancora lì, ma in giro se ne comincia a parlare e al più alto livello: non è affatto escluso che l’Europa debba razionare l’energia il prossimo inverno […]

(DI MARCO PALOMBI – Il Fatto Quotidiano) – Non siamo ancora lì, ma in giro se ne comincia a parlare e al più alto livello: non è affatto escluso che l’Europa debba razionare l’energia il prossimo inverno. Alla fine lo ha detto esplicitamente al Financial Times il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) Fatih Birol: “Se abbiamo un inverno rigido o lungo e non vengono prese misure di contenimento della domanda, non posso escludere il razionamento del gas in Europa, a partire dai grandi impianti industriali”.

La tesi dell’AIE, in sostanza, è che se la domanda cinese sarà sostenuta, il conflitto in Ucraina continuasse a lungo e il meteo non ci venisse in soccorso ci troveremmo “corti” nelle forniture di gas (ma, bisogna aggiungere, a questi prezzi e con le sanzioni anche di prodotti petroliferi). Tanto più che Mosca ha già “staccato” il metano a Polonia, Bulgaria, Finlandia, Olanda e Danimarca: il piano RePowerEu prevede solidarietà intra-Ue sulle forniture e, in caso servano, pure razionamenti concordati a livello europeo.

A chi ha buona memoria, questo ricorderà una frase di Mario Draghi di metà marzo: finora tutto bene, ma “se le cose dovessero peggiorare dovremmo sicuramente entrare in una logica di razionamento”. E le cose stanno peggiorando se non altro perché la guerra russa in Ucraina non accenna a finire e le sanzioni Ue hanno coinvolto il settore energetico: per questo, coordinati da Palazzo Chigi, alcuni ministeri – a partire da quelli della Transizione ecologica (che ha le deleghe all’energia), dello Sviluppo economico e dell’Economia – stanno mettendo insieme le modalità operative e i vari passi degli eventuali razionamenti. Niente di male, anzi un’iniziativa doverosa, che nel merito ricorda la famigerata “austerità” delle domeniche a piedi e delle chiusure anticipate seguita al conflitto dello Yom Kippur tra Israele e Paesi arabi nel 1973.

Intanto di che parliamo? I problemi sono due: i volumi di materie prime energetiche (gas, petrolio e carbone su tutti) e i costi. “Senza un tetto al prezzo del gas l’inverno sarà difficile con conseguenze molto pesanti su famiglie e imprese”, dice l’ad di Eni, Claudio Descalzi. La proposta italiana che la Ue faccia cartello per imporre il prezzo d’acquisto ai fornitori è allo studio della Commissione Ue, ma non ha alcuna speranza di realizzarsi. Resta dunque il modello autorizzato per Spagna e Portogallo (la cui rete è di fatto scollegata dal resto d’Europa): fissare un tetto per i clienti, che copriranno solo la differenza per i fornitori il cui costo industriale sia superiore (lo è per il gas, ma non per le rinnovabili e invece l’elettricità costa tutta come se fosse fatta col gas). Di fatto è un aiuto di Stato e difficilmente sarà concesso all’Italia, che da ottobre ha già speso 30 miliardi per attenuare (poco) l’effetto dei prezzi energetici su famiglie e imprese e ora è attesa a un nuovo intervento d’emergenza coi rendimenti dei Btp in forte aumento. Per questo ieri Draghi ha chiesto che l’Ue attivi uno strumento “simile al fondo Sure per la disoccupazione”, “stavolta mirato all’energia, che potrebbe assicurare ai Paesi vulnerabili di avere più spazio per aiutare i loro cittadini in tempo di crisi”.

Come detto, conflitto e sanzioni hanno fatto salire ulteriormente prezzi già esplosi nel 2021: in più sostituire il greggio e i prodotti petroliferi russi (sotto embargo dal 2023), il loro carbone (embargo da fine agosto) ed eventualmente il gas non è così semplice come si dice. Per il gas, peraltro, le scorte in vista dell’inverno non sono al livello a cui dovrebbero essere: “In Italia quelle commerciali, sono intorno a 4 miliardi di metri cubi, quando un anno fa erano a 6, mentre sarebbe bene che fossero già oltre 8 in vista dell’obiettivo di 13 per fine settembre”, ha scritto ieri il responsabile energia di Nomisma, Davide Tabarelli, sul Sole 24 Ore. Ambienti di governo sostengono che la possibilità di arrivare al limite all’autunno esistono eccome: siamo nello scenario descritto dall’AIE.

E qui veniamo al piano italiano. Oggi siamo in “pre-allarme”, i due livelli successivi sono “allarme” ed “emergenza”: a seconda della situazione, gli interventi potranno anche essere graduali, da quelli di semplice risparmio energetico fino ai distacchi. A quanto risulta al Fatto, i Prefetti in giro per l’Italia sono stati (pre)allertati sulla situazione, visto che anche a loro spetterebbe gestire i controlli.

Gli interventi di semplice contenimento della domanda sono simili a quelli che dal 1° maggio riguardano condizionamento e riscaldamento degli uffici pubblici (nel caso da estendere alle abitazioni private): relativamente indolori possono essere la minor illuminazione di strade ed edifici (o il ritardo dell’accensione nei condomini privati), il ritorno dello smart working, la rimodulazione di alcune attività industriali e altre misure minori.

In caso di emergenza, però, la musica cambia e si arriva agli interventi drastici, soprattutto sugli usi civili per salvaguardare fin dove possibile l’industria. Esclusi ospedali e altri servizi primari, la prima linea di difesa riguarderà il terziario (commercio, ricezione, spettacoli, etc anche con chiusure anticipate) e ovviamente le case: lo spegnimento in alcune ore degli impianti condominiali (riscaldamento, illuminazione) o l’interruzione della fornitura di gas o elettricità, specie di notte. Occhio a prendere l’ascensore e bentornati nel 1973.

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10 replies

  1. Polonia, Bulgaria, Finlandia, Olanda e Danimarca

    E per questi CANI dovremmo pagare tutti noi? Per i nazisti europei e per i frugali?

    Quanto a Draghi, sarebbe quello che è indicato dai mercati anche per il 2023?

    Ci provasse a farsi rivedere il prossimo anno.

    Maledetti pagliacci.

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  2. @ Sparviero
    Ci proverà, ci proverà..
    O arriverà un altro Migliore…
    Bisogna che tutto cambi …ecc…ecc…

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  3. È tutta da ridere 😂😂😂😂!!!!
    Peccato che il giornalista dimentichi di scrivere che la nostra società non è più quella del ‘73, che siamo immersi in un mondo dominato dalla tecnologica e che ci troveremo con il culo schiantato a terra e senza possibilità di ripresa, perché il resto del pianeta continuerà a correre h24 e noi torneremo al ‘73.

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  4. Teste de caxo.
    🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺🇷🇺

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  5. E io che cred vo che per sorpassare la Grecia sarebbe servito più tempo, invece con il migliore e il suo saper fare li sorpasseremo in pochi mesi,
    Avanti savoia

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  6. Tanto fra un po’ ci sarà un (finto) cambio di Governo ed i “nuovi” diranno che gli altri avevano sbagliato tutto…
    E ci illuderemo di nuovo… E avanti così, tanto da noi i Governi invecchiano velocemente, poi le stesse carte si mescolano e si dà una nuova mano.

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  7. Ahahahah ahahah ahahahah
    Altra tegola sull’Europa,
    l’Algeria, molto probabilmente, chiuderà il rubinetto del gas verso la Spagna,
    Si prospettano tempi magri per i servi sciocchi.

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  8. Cosa potrebbe dire il leader cubano ad un rimbambidet? Questo? Signore e signori, leader dell’America Latina, dovreste iniziare questo convegno ammettendo che siete tutti leccapiedi, che non rappresentate le vostre popolazioni che, come tutti sapete, odiano gli americani, ma piuttosto vi addicete agli anglosassoni che danno voi valigie piene di banconote da cento dollari, che vi adulano con finto rispetto mentre fate come si suol dire.

    “Gli americani parlano di diritti umani, prosperità, democrazia e dignità. Da cubano, lasciate che vi parli dell’amore dell’America per i diritti umani. Washington mantiene, sul nostro suolo, contro la nostra volontà, una vasta camera di tortura a Guantanamo. Qui i prigionieri vengono appesi per i polsi al soffitto, lasciati in un freddo gelido, picchiati, posti in posizioni strazianti per lunghe ore e sottoposti a quella specialità americana, il waterboarding. In quest’acqua viene versata in gola fino a farli quasi annegare mentre soffocano, mendicano, vomitano, tossiscono, urlano. Non so se i loro sadici si masturbano mentre fanno questo. Sapete tutti queste cose, eppure siete qui. Sai che la tortura è la politica americana. Hai visto la foto dell’uomo nudo disteso sul pavimento in una pozza di sangue ad Abu Ghraib? Dovreste chiederne una copia al signor Biden –

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  9. Curiosando qua e là
    Dall’account Twitter di Russians With Attitude di un paio di giorni fa:

    “Il giornalista russo Alexander Kots, un reporter di guerra con oltre 20 anni di esperienza in Kosovo, Afghanistan, Cecenia, Libia, Siria, Egitto, Iraq, Donbass e Karabakh, ha trasmesso ieri in streaming una sessione di domande e risposte sulla guerra; ecco un thread con un riassunto di cosa ha detto:

    – Gli ucraini hanno un eccellente addestramento e equipaggiamento di artiglieria

    – L’AFU enfatizza le tattiche delle piccole unità; questo rallentò l’avanzata russa all’inizio della guerra

    – Le rotte offensive russe corrispondevano ampiamente a quelle per le quali gli ucraini si erano addestrati nelle esercitazioni NATO

    – Le regioni di confine erano piene di fototrappole e altre apparecchiature di sorveglianza che davano agli ucraini una buona idea di ciò che stava accadendo militarmente

    – Anche una completa liberazione del DPR e dell’LPR non proteggerà Donetsk dai bombardamenti ucraini di sistemi d’arma a lungo raggio

    – Il bombardamento apparentemente insensato di Donetsk è spiegato dai tentativi ucraini di causare malcontento tra i civili, nel senso che le forze armate russe non possono proteggerli

    – La cattura di Lisichansk segnerà la piena liberazione della LPR

    – Le tattiche del “piccolo calderone” e gli avanzamenti lenti sono deliberate, ma non le tattiche di scelta; I russi stanno avanzando nella migliore delle ipotesi con un rapporto 1:1 e spesso contro un nemico numericamente superiore

    Continuano gli scambi di prigionieri, ma non gli scambi di massa, 15 per 15, 30 per 30

    – L’esercito ucraino generalmente rifiuta di raccogliere i propri morti nonostante gli sia stato offerto un cessate il fuoco per farlo

    – Il livello medio di esperienza nell’AFU è notevolmente diminuito dall’inizio della guerra, ora sono il 20% professionisti e l’80% coscritti

    – La fanteria ucraina è di qualità molto bassa in termini di addestramento e morale; la loro artiglieria e le forze speciali sono decenti

    – Gli ucraini generalmente non accettano il combattimento ravvicinato e si ritirano invece, ma di solito lo fanno in modo organizzato

    – I volontari di tutta la Russia che vengono formati a Gudermes (Cecenia) stanno facendo abbastanza bene in guerra

    – Questa scala di combattimento è stata vista per la prima volta dalla seconda guerra mondiale; Kots non ha mai lavorato in un conflitto di tale intensità

    – La Russia non è in guerra con l’Ucraina, ma con l’intera infrastruttura della NATO: intelligence, satelliti, comunicazioni, equipaggiamento militare, sistemi di controbatteria, sistemi di guerra elettronica

    Bayraktars” sono una merda assoluta, sono pesci in un barile per qualsiasi anti-aria decente

    – Gli ucraini hanno problemi con alcune munizioni, ad esempio i loro sistemi Smerch e Uragan MLRS raramente sparano al volo al giorno d’oggi, per lo più colpi singoli

    – L’artiglieria ucraina è spesso l’unica cosa che rallenta l’avanzata russa

    – La protezione del Donbass non vincerà automaticamente la guerra”

    Intanto ieri il Ministero della Difesa della RU ha dichiarato che in un giorno sono stati eliminati 500 militanti.

    Se solo gli ordini e gli agenti di PR occidentali guidassero dal fronte…

    Inserito da: moaobserver | 10 giugno 2022 13:

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  10. Siamo stati talmente circondati di menzogne e previsioni mai azzeccate che non si sa se preoccuparsi o cominciare a ridere.
    Intanto ricominciano con la paura, hanno visto che funziona.
    Anche e soprattutto per i Renziani, che come al solito si fanno avanti per tempo: non sia mai che la guerra finisca e il gas (che non si è mai fermato) ritorni: intanto si spartiscono un bel po’ di soldi. Indovinate chi e dove?

    https://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/economia/rigassificatore-bonaccini-commissario-1.7766785

    (Ovviamente proteste silenziate… Ormai Ravenna è la Taranto del Nord).

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