Dmitrij Utkin, il leader fantasma del Gruppo Wagner

(Pietro Emanueli – it.insideover.com) – È stato presente nei più importanti teatri di combattimento che hanno impegnato la Russia dal 2010 ad oggi, dalla Siria al Donbas, ma nessuno è mai riuscito né a ferirlo né a catturarlo. È un ex agente del servizio segreto delle forze armate che ha preferito l’azione allo spionaggio, abbandonando una carriera promettente, e relativamente al riparo dal rischio di una morte in trincea, per combattere come paramilitare sul campo di battaglia. È un uomo d’azione, ricercato tanto dai rivali di Mosca quanto dai giornalisti che sognano di fotografarlo. Ed è un personaggio schivo, sul cui conto circolano più indiscrezioni che notizie fondate. Il suo nome è Dmitrij Utkin e sarebbe il co-fondatore e il battezzatore del famigerato Gruppo Wagner.

Una biografia piena di buchi e ombre

Dmitrij Valer’evič Uktin nasce nel cuore della Siberia, la piccola città di Absest, l’11 giugno 1970. Di lui si hanno poche e scarne informazioni. È noto, ad esempio, che nonostante il contesto familiare estraneo agli affari politico-militari – il padre era un geologo – abbia manifestato una passione per la politica e per le armi sin dalla gioventù. E sembrerebbe, inoltre, che abbia convinzioni ideologiche di destra – estrema destra.

Una volta adulto, coerentemente con le proprie passioni, Utkin si incammina nella strada delle forze armate. Più nello specifico, stando a quel poco che è di dominio pubblico sul suo conto, il giovane siberiano avrebbe fatto carriera e si sarebbe costruito una nomea all’interno del Direttorato principale per l’informazione, altresì noto come GRU (Glavnoe razvedyvatel’noe upravlenie), cioè il servizio segreto delle forze armate russe.

Utkin avrebbe servito nel distaccamento del GRU localizzato nell’oblast’ di Pskov sino al 2013. Quell’anno, fiutando il potenziale del mercenariato, avrebbe abbandonato il servizio segreto militare per arruolarsi nel Corpo slavo (Славянский Корпус), un battaglione paramilitare di natura privata – registrato a Hong Kong – attivo nella guerra civile siriana e schierato a supporto di Bashar al-Assad.

Rincasato in patria dopo un anno di combattimenti, probabilmente nel 2014, sarebbe dunque entrato a far parte del Gruppo Wagner, la compagnia di sicurezza privata che ha facilitato il ritorno della Federazione Russa nell’arena mondiale, espletando missioni ad alto rischio ed erogando servizi di consulenza e formazione in lungo e in largo il Sud globale affamato di emancipazione (geo)politica dall’Occidente.

Nel Gruppo Wagner

Utkin, nel 2014, avrebbe accettato l’offerta di Evgenij Prigožin, il presunto fondatore del Gruppo Wagner – una realtà, all’epoca, embrionale e senza nome –, perché affascinato dall’idea di dotare il Cremlino di una forza paramilitare simile a quelle nelle disponibilità di altre grandi potenze, come Stati Uniti e Regno Unito.

Prigožin avrebbe messo il capitale, avrebbe procurato alla neonata compagnia di sicurezza i contatti utili ad entrare nelle grazie del Cremlino. Utkin, invece, si sarebbe occupato del primo reclutamento – chiamando a raccolta gli ex commilitoni del Corpo slavo – e sarebbe stato il “battezzatore” dell’armata privata.

Wagner, invero, non sarebbe nient’altro che un omaggio a Richard Wagner, il compositore e saggista tedesco i cui scritti giudeofobici avrebbero influenzato il giovane Adolf Hitler e l’intera galassia protonazista di inizio Novecento. Wagner, e non un altro nome, perché Utkin sarebbe un simpatizzante di estrema destra e un nostalgico del Terzo Reich. Sarebbe, in luogo di è, perché il condizionale è d’obbligo: quasi tutto ciò che riguarda quest’uomo ha la forma dell’indiscrezione.

Utkin oggi

Scrivere di Utkin è fondamentale, nonostante l’alone impenetrabile di mistero che lo circonda, perché equivale a parlare del Gruppo Wagner e, dunque, dell’instrumentum regni che ha facilitato il grande ritorno della Russia negli affari internazionali.

Utkin, in qualità di presunto comandante in capo del Gruppo Wagner, sarebbe stato operativo, cioè in prima linea, in una serie di teatri-chiave, tra i quali Crimea, al momento della fulminea occupazione manu militari avvenuta sullo sfondo di Euromaidan, Donbas, allo scoppio della guerra a intensità variabile che ha dilaniato Donetsk e Lugansk, e Siria, nel corso del 2015.

Personaggio schivo, del quale esistono poche immagini, Utkin è stato fotografato insieme a Vladimir Putin nel 2016 e dall’anno successivo, 2017, è uno dei (tanti) soggetti sul cui capo pendono le sanzioni degli Stati Uniti. Nel 2021, su impulso e ispirazione degli Stati Uniti, Utkin è stato infine sanzionato anche dal Consiglio dell’Unione Europea. In entrambi i casi, Utkin è stato fatto oggetto di sanzioni perché ritenuto responsabile di gravi violazioni dei diritti umani presumibilmente commesse dal Gruppo Wagner in giro per il mondo.

Sanzionato, ma privo di conti da congelare. Visto ovunque, ma fotografato da nessuno. Sempre in trincea, ma mai ferito. Importante, ma mai presente ai grandi eventi. Utkin è uno dei (tanti) uomini senza volto, simili a degli spettri per via della loro assenza presente, che hanno contribuito alla ricostruzione della potenza un tempo perduta della Russia. Lo si vedrà poco, perché è una specie di fantasma in divisa, ma una cosa è certa: si sentirà parlare ancora a lungo di lui.

5 replies

  1. @Carolina!!!!
    Un ennesimo “sarebbe” “avrebbe” “farebbe”!!! Questo più che giornalismo è tirare a indovinare!
    Chissà se Emanueli si piazza davanti alla sfera dei maghi con tanto di turbante o se per scrivere si affida a uno spirito guida.

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  2. a naso questo Utkin
    è come la fola dei Protocolli dei Savi di Sion
    tutti ne parlano ma nessuno li ha mai visti

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    • Eddai, sembra che il Gruppo Wagner sia una fola, che l’Armata Sud sia una fola, che i mercenari fascioislamicofondamentalisti caucasici siano una fola, che il fascismo/antisemitismo/xenofobia russi siano una fola, che il menefreghismo della classe politica russa per la cittadinanza durante il Sacco di Mosca nel ’95 sia una fola, che i metodi usati da Putin per aggiornare lo scorno subito nel lontano ’89 siano una fola. E che [aggiungi favorito] sia una fola.

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      • Accipicchia, hai forse notato il mio riferimento indiretto alla possibilita’ che il tuo commento fosse influenzato dal desiderio piu’ che immanente di dare piu’ credito a notizie similari ma riferite a quel cancro che – effettivamente – e’ la NATO dello Zio Sam?

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