Orvieto, pale eoliche in faccia al Duomo

Una multinazionale progetta di piazzare sette pale eoliche per la produzione elettrica — di duecento metri di altezza — sul crinale delle colline prospicienti il lago di Bolsena, tra Orvieto (con il suo miserabile duomo alto appena 50 metri) e Castel San Giorgio

(Ernesto Galli della Loggia – corriere.it) – In Italia è sempre così. C’è un’ emergenza, il tempo stringe, bisogna fare in fretta e allora avanti ad autorizzare e a permettere anche ciò che non potrebbe esserlo. Naturalmente per la gioia di chi ha qualche interesse in ballo e che così può farsi meglio gli affari propri. Con l’emergenza Covid ad esempio, bar e ristoranti sono stati a autorizzati a mettere qualche tavolo all’aperto senza pagare nulla per l’occupazione del suolo pubblico. Risultato: in cento città praticamente la metà dei posti macchina disponibili in centro sono stati mangiati dai dehors e dovunque i marciapiedi e perfino il centro delle piazze sono invasi quasi per intero dai tavolini. Se mai verrà il momento ci vorrà la Folgore per far tornare le cose come prima.

Nel caso di Orvieto oggi basterebbe invece molto meno. Basterebbe che il Ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani desse uno sguardo al progetto delle «Rwe Renewables Italia» e dicesse un semplice no. Grazie questa volta all’emergenza Ucraina, infatti, e all’ulteriore allentamento delle regole del settore, la suddetta multinazionale progetta di piazzare a breve sette pale eoliche per la produzione elettrica — sette cosucce di duecento metri di altezza — sul crinale delle colline prospicienti il lago di Bolsena, tra Orvieto (con il suo miserabile duomo alto appena 50 metri) e il comune di Castel Giorgio. Rovinando così uno dei paesaggi più belli dell’Italia centrale e colpendone la vocazione turistica: con un progetto che tra l’altro potrebbe essere tranquillamente spostato in mezzo al mare. È mai possibile, mi chiedo, dovere stare ancora a ripetere queste cose? Da decenni essere costretti a battere e ribattere sempre le stesse cose perché in Italia lo Stato centrale e i suoi politici non sembrano accorgersi mai di nulla, muovendosi spontaneamente per primi in difesa del Paese che governano?

Coraggio ministro Cingolani, ci dia l’illusione che con lei le cose vanno diversamente!

5 replies

  1. L’Etruria è stata da sempre immolata a Roma, con cave e discariche, con il carbone di Enel, il geotermico industriale dell’Amiata, milioni di ettari di fottivoltaico a terra (al posto del grano, dei cereali e degli ortaggi) e all’eolico selvaggio, poi milioni di aziendine convertite al “bio”caz. È dalla fine degli anni ‘90 che è partita l’ennesima speculazione, il primo progetto di sfregio al Duomo di Orvieto è datato 2011 e siamo tornati di nuovo a questa follia. A Tuscania, qualche chilometro più a sud, hanno depositato, più volte, l’ennesimo progetto di pale eoliche alte 220 metri da piazzare in faccia a sue basiliche romaniche di altissimo pregio, con I basamenti di cemento che verranno realizzati in una zona che è tutta una necropoli etrusca, solo parzialmente portata alla luce, in un paesaggio di rara bellezza. Il Lago di Bolsena, tra Orvieto e Tuscania è stato già irrimediabilmente adeguato, prima con l’eolico di Piansano, Capodimonte, Arlena, poi a Cellere, dove tra l’altro stanno spianando un colle, e poi giù fino a lambire il Comune di Viterbo. A Canino, dove ci sono ancora aziende eroiche che producono olio di prima qualità, con tante etichette DOP e Docg, hanno depositato progetti per migliaia di ettari di fotovoltaico. E poi agricoltura intensiva di noccioleti a perdita d’occhio con trattamenti chimici e di pesticidi per combattere il cimice della nocciola….che se lavori sull’agricoltura intensiva non c’è modo di arginare pestilenze e infestazioni delle monocolture: l’agricoltura deve essere pianificata sulla massima differenziazione e integrazione, le piante sopravvivono solo grazie a questo. Persino l’agricoltura intensiva a castagno che hanno impiantato sui Monti Cimini ha dovuto fronteggiare il problema Cinipide del Castagno, perchè per risparmiare i castanicoltori avevano importato a meno piante infette dall’Asia, attraverso l’hub di Pisa-Pistoia. Ma questo solo perché non si vuole mai imparare la lezione, infatti solo cinque anni prima, sempre in Etruria, per lo stesso gioco suicida erano state espiantate e bruciate migliaia di piante di kiwi, chiamato lo smeraldo verde, sempre monocolture, sempre piante infestate importate, sempre disastro.
    Ora che l’agricoltura non si vuole più seguire con il sacro rispetto che si deve all’ambiente, si specula su questa nei Paesi del terzo mondo, pompati a concimi, diserbanti e anticrittogamici, e in Italia si piantano pale e pannelli senza alcuna logica e programmazione….e sempre con progetti di Fondi, mafie e corporazioni con sedi nei paradisi.
    Il problema però sta nei Comuni, dove si sono già ipotecati madre, padre e figli, è lí che i cittadini devono agire.
    L’iter autorizzativo se lo sono accasato i Ministeri, le Soprintendenze, alcune volte, cercano di opporsi tutelando il nostro “oro” archeologico e artistico, ma sono i Comuni che aprono le porte a sviluppatori e stakeholder.
    A Galli: ma hai visto che cosa hanno combinato nell’area alluvionale sotto Orvieto? Già allagata 3 volte negli ultimi 25 anni, continuano a buttarci m3 di cemento e capannoni, la discarica, la ferrovia non l’hanno ancora spostata e ci arriva persino lo svincolo autostradale.
    Attendiamo la prossima tragedia….con sfondo pale, discarica e il geotermico di Castel Giorgio.
    Quando si dice la politica, la pianificazione e il progetto per il futuro 😂😂😂😂
    Questa è tutta una commedia, c’è da crepare dal ridere 😂….e alle prossime elezioni andranno ancora a votare i peggiori.

    "Mi piace"

    • Fra lui e sua moglie scrivono cose lunari che non interesserebbero nessuno anche se non ci fossero guerre e pandemie. I suoi articoli li immagino avvolti dalla fuliggine.

      "Mi piace"

    • X Elena:

      domanda: ma sei del posto?

      O hai fatto una ricerca completa per rispondere al post di Della Loggia?

      "Mi piace"

      • Abito a Padova, ma ho vissuto 20 anni in Etruria. Galli dovrebbe fare un po’ di ricerche invece, quel progetto è già stato presentato due volte, i comitati e le associazioni ambientaliste, tra cui Italia Nostra, hanno organizzato marce, manifestazioni, osservazioni contrarie documentate e pertinenti, hanno fatto denunce e raccolte fondi per sostenere spese legali. Ora Galli si sveglia, dopo anni di iter autorizzativi…..bene che si sia svegliato, ora speriamo non si riaddormenti. Consiglio una visita in quelle terre, io ci ho lasciato il cuore.

        "Mi piace"