L’Europa ha trovato l’accordo sul sesto pacchetto di sanzioni: una “patacca” tafazziana

(Roberta Labonia) – Questo nella foto è la sintesi del nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia uscito fuori oggi dalla spremuta di cervelli del Consiglio europeo: un capolavoro degno del miglior tafazzi.

I provvedimenti entreranno in vigore fra 8 mesi quando chissà come saremo messi tutti: chissà, forse la guerra sarà già finita, forse saremo già sotto le macerie di una bomba nucleare, vallo a sapere….

L’embargo al petrolio russo sarà parziale perché riguarderà solo il greggio russo esportato via mare. Ciò significa che Putin potrà continuare a vendere il suo petrolio via oleodotti agli europei: questo è stato il prezzo che l’Unione Europea ha dovuto pagare all’autocrate ungherese Orban affinché sciogliesse il suo veto.

E la cosa esilarante (se non fosse terribilmente seria) è leggere il tweet di Borrell, il responsabile della politica estera Europea, dove proclama che l’embargo del petrolio russo è “una decisione storica per paralizzare la macchina da guerra di Putin”. Evidentemente il tizio non ha buttato l’occhio alle quotazioni delle borse europee di oggi, dove il solo effetto annuncio dell’embargo sul petrolio russo ha fatto schizzare il brent a più di 100 dollari (Putin se lo carica in bilancio a quota 35). Risultato: la Russia potrà permettersi già da domani di vendere il suo greggio ad un prezzo maggiorato che gli consentirà di realizzare plusvalenze miliardarie ed assorbire agevolmente i minori incassi che gli deriveranno dall’embargo parziale, se mai verrà applicato, da qui ad 8 mesi.

Quanto all’esclusione dal sistema swift della Sberbank russa (ma non della GazpromBank, badate bene, quella attraverso la quale l’occidente regola le sue importazioni di gas russo), è un’altra patacca che l’establishment europeo vuole spacciarci per sanzione: costoro sanno bene che la Russia, come reazione alle sanzioni, si sta già avvalendo in misura crescente del sistema di pagamento alternativo messo a punto dalla Cina, il cosidetto CIPS, rivolto alle banche di tutto il mondo. I tempi in cui il dollaro aveva il monopolio dei sistemi di scambio di tutto il mondo stanno tramontando. Solo a Bruxelles ancora non lo sanno.

Ma è il terzo punto che ci provoca un moto di isterica ilarità : “l’ipotesi” badate bene, non la certezza, di sanzionare il “patriarca di Mosca e di tutte le russie” Kirill (a casa nostra dicasi più prosaicamente Cirillo I), i soldoni del quale, come quelli degli altri oligarchi russi, hanno già da tempo spiccato il volo verso mete esotiche.

E l’ennesima beffa è che a Kirill non gli possiamo sequestrare neanche uno straccio di yacth.

23 replies

  1. A proposito di sequestro…
    Sequestro: ahahahah. No: devo restare calmo.
    Da questi maledetti fori, non vede un accidente.
    Sput, sput.

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  2. Dove prenderemo il petrolio e il gas che oggi ci da a buon prezzo la Russia ? Paesi in buone relazioni con la Russia e che comunque per darlo a noi dovranno sottrarlo ad altri paesi consumatori che a loro volta cercandolo sul mercato troveranno disponibile quello russo comprandolo a un prezzo alto. Meraviglioso ! Ma cosa ci si poteva aspettare da gente che copia la tesi di laurea ?

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  3. E questo è il meglio che la politica europea riesce a fare?
    Favorire Cina ed India con prezzi vantaggiosi è l’Europa dover acquistare gas e petrolio a prezzi esorbitanti che porteranno sicuramente le nostre industrie al fallimento,
    Buona Grecia a tutti.

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  4. Salutiamo il nostro amato compagno Volodymyr ed innalziamo i nostri cuori per sostenere la lotta eroica del nobile popolo ucraino!

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  5. Questi n.1 della UE, devono avere sicuramente dei tornaconti ( economici ) ? nel momento in cui decretano sanzioni a dx e manca. L’ultima di Borrell sul petrolio russo farà sorridere di gioia i petrolieri occidentali e di rimbalzo anche cattivo zar. Trattative serie, niente !!!!

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    • Rinuncia al Petrolio russo, come castrarsi con le proprie mani.
      “Quando le persone sentono parlare di una “crisi petrolifera” pensano agli usi immediati che hanno un impatto su di loro (trasporto e riscaldamento). Il problema è che l’industria petrolchimica, insieme all’industria “dell’energia”, raggiunge TUTTE le parti della nostra vita. Ovviamente plastica/polimeri, ma anche tanti settori “invisibili” come inchiostri da stampa, prodotti farmaceutici (TUTTI i prodotti farmaceutici!), gas medicali e industriali (anelli/membrane di tenuta a base polimerica), trasmissione di potenza (oli per trasformatori e quadri BT), agricoltura (fertilizzanti , pesticidi, sistemi di consegna/applicazione), sistemi di refrigerazione e conservazione, l’elenco potrebbe continuare all’infinito.”

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  6. la patacca ragazzina, cara Roberta, sono stati i 5s che si sono prodigati per regalarci la con der leyen alla presidenza del Consiglio europeo.
    non avrai mica dimenticato chi sono i veri traditori del popolo italiano?

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  7. Questi fenomeni europei sono pericolosi. Pensavo che tra i pericoli più grandi per l’Italia ci fossero i politici masso-mafio-nazi-lobbisti italioti, poi mi son messo a guardare la mappa dell’Italia e ho fatto zoom-out, e ne ho iniziate a veder delle belle. Questa gente fa schifo, è pericolosa. PERICOLOSA!

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    • Nessuno potrà mai capire perché si è giunti ad un costo profondo stato di degrado umano e civile.
      Le persone sono profondamente dissociate e quelle algide esternamente forse sono le più tossiche dentro.

      Sicuramente il livello di inquinamento generale ha resettato qualche programma genetico deputato alla memoria e vivere come bestie si addice di più anche a coloro che sono abbienti e si permettono quel lusso sfrenato che non può che dirsi frivolo all’eccesso e quindi degenerato di conseguenza.

      Chi non si è mai addentrato nella giungla non ne comprende i pericoli se non quando è già tardi.

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  8. Errore: ne comprendono perfettamente i pericoli, solo che sanno bene che non toccheranno a loro…
    L’ “altruismo” e la “bontà” sono esclusiva propaganda per il parco buoi…

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  9. George Soros, lo speculatore (non) pentito: “Giusto l’attacco all’Italia del 1992. Noi solo messaggeri di cattive notizie”

    12 Luglio 2013
    parlando con Repubblica e La Stampa, ripercorre la massiccia operazione speculativa che mise in ginocchio nel 1992 il Paese. E difende, non senza un certo cinismo, tutte le sue mosse.

    “L’attacco speculativo contro la lira – esordisce Soros – fu una legittima operazione finanziaria”. “Mi ero basato sulle dichiarazioni della Bundesbank, che dicevano che la banca tedesca non avrebbe sostenuto la valuta italiana. Bastava saperle leggere”. Nessun segreto, insomma. Nessuna informazione riservata o soffiata nei salotti dell’alta finanza. Solo una lucida, ma spietata, comprensione della realtà, che Soros sintetizza con una formula particorlamente efficace: “Gli speculatori fanno il loro lavoro, non hanno colpe. Queste semmai competono ai LEGISLATORI che permettono che le speculazioni avvengano. Gli speculatori sono solo i messaggeri di cattive notizie”.

    L’operazione. L’azione di Soros nel 1992 – la vendita di lire allo scoperto comprando dollari – costrinse la Banca d’Italia a vendere 48 miliardi di dollari di riserve per sostenere il cambio, portando a una svalutazione della nostra moneta del 30% e l’estromissione della lira dal sistema monetario europeo.

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