Invasione e liberazione, due sinonimi

(Pietrangelo Buttafuoco) – Lapsus dicono sia quello di George W. Bush quando durante un pubblico discorso a un certo punto dice: “La brutale invasione dell’Iraq”. Si corregge subito dopo: “…volevo dire dell’Ucraina” e scherza: “Ho 75 anni”. Ma è propriamente un lapsus, questo di Bush, rivelatore di un aggiustamento semantico su cui da sempre l’americanismo si adopera. Ogni “invasione” è, infatti, una “liberazione”, ogni “bombardamento” è una “esportazione della democrazia” e la strategia geopolitica, infine, è un solo esercizio di decostruttivismo puro. Come l’atlantismo. Praticamente un europeismo che ce l’ha fatta.

4 replies

  1. Ciò che mi ha lasciata sgomenta, guardando questo intervento, è stata la reazione ilare del pubblico pagante. Mi ha profondamente angosciata, e molto rattristata. La completa assenza di pudore, di buon gusto, di rispetto per le vittime delle carneficine USA, e le risate a seppellire le vittime. Bush è un carnefice e arrivare a 70 anni é un privilegio che lui non ha concesso a milioni di persone.

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  2. @Elena
    La reazione del pubblico è stata inevitabile (Bergson,” Il riso. Saggio sul significato del comico”) E’ il cosiddetto inciampo. Se lei vede qualcuno inciampare e cadere, cioè deviare in qualche modo, ride. Anche se potrebbe essersi rotto una gamba o tagliato dal vetro dei bicchieri che stava trasportando.

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