Inceneritore Roma, “Messaggero” in estasi

Caltagirone, editore del giornale, è (casualmente) anche azionista di Acea. Pagina 11, Messaggero dell’11 maggio. L’articolo ha un attacco micidiale, dal respiro bucolico: “Centoventimila api. Sono quelle che dalla settimana scorsa vivono attorno al termovalorizzatore di Torino […]

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Pagina 11, Messaggero dell’11 maggio. L’articolo ha un attacco micidiale, dal respiro bucolico: “Centoventimila api. Sono quelle che dalla settimana scorsa vivono attorno al termovalorizzatore di Torino. Due arnie che, analizzandone comportamento e salute, permetteranno il monitoraggio della qualità dell’aria e di diverse matrici ambientali. Delle sentinelle in pratica che però, dati alla mano, sono destinate a una vita felice”.

La natura cresce forte e rigogliosa vicino all’impianto che brucia rifiuti, le api si moltiplicano, l’ossigeno è di qualità: “Nei pressi del termovalorizzatore di Gerbido infatti, ‘l’aria è più pulita rispetto al centro città’”, giura il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Che il Messaggero intervista per fargli dire che l’inceneritore “cambierà il volto di Roma”.

Da quando il Campidoglio di Roberto Gualtieri – appoggiato dal governo – ha deciso di affidare l’emergenza perpetua di Roma a un grande impianto che brucerà il “tal quale” (i rifiuti indifferenziati), il Messaggero ha abbracciato la scelta in maniera massiccia ed entusiastica. Sovviene l’impercettibile sospetto che la linea possa essere condizionata dal fatto che la proprietà del giornale (Gruppo Caltagirone) sia in parte la stessa di Acea (Francesco Gaetano detiene il 5,45% del capitale), la società romana che ritiene di essere “un candidato naturale per la realizzazione e la gestione del termovalorizzatore” (il Messaggero, 12 maggio).

Trattasi probabilmente di un’associazione suggestiva e maliziosa, sta di fatto che la campagna del quotidiano è martellante ormai da settimane. Alcuni momenti salienti. 23 aprile, intervista a Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl: “Sul termovalorizzatore nessuno ponga veti”. 3 maggio: “Tornano i Cinque Stelle dei no e nella maggioranza si apre una nuova crepa”. 4 maggio, intervista al deputato dem Claudio Mancini: “Rifiuti, un nuovo impianto. Roma deve cambiare passo”. 7 maggio: “La politica dell’apparire che trascura i problemi reali” (quella dei grillini, ça va sans dire, contrari al termovalorizzatore). 8 maggio, con un bel titolo in prima, l’intervista al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi: “Rifiuti, il nuovo impianto taglierà le gambe ai clan”. Mafia incenerita! 10 maggio: “Termovalorizzatore, M5S diviso. Lombardi si dissocia da Raggi”. 11 maggio, la già citata intervista a Lo Russo: “Sì al termovalorizzatore, cambierà il volto di Roma”. 12 maggio, il pronostico di Nicola Zingaretti: “Termovalorizzatore e nuovo stadio, per la Capitale è la volta buona”. Chissà per chi.

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5 replies

  1. Inceneritore sì
    Inceneritore no

    Bel dilemma

    Fino a quando Giuseppe Conte riuscirà a scappare dalle risposte nette?

    Il (fu) m5* come si pone rispetto la richiesta di Svezia e Finlandia di entrare nella nato?

    SÌ o NO?

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  2. La Raggi è indifendibile, checché ne dicano i romani si meritano tutti i guai possibili
    Anzi, oltre a Gualtieri si meritano pure calenda.
    E con giuseppi possono giocare a tressette col morto ( il fu mv5s )

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