Il generale Bertolini: “Smettiamola di stare zitti. La Nato non può decidere per l’Ucraina”

Già a capo del Comando operativo di vertice interforze: “Nessuno parla più di pace, l’Ue non esiste. Basta guardare la cartina geografica per capire che il nostro coinvolgimento in questa guerra non può essere lo stesso di chi sta dall’altra parte dell’Atlantico” […]

(DI LORENZO GIARELLI – Il Fatto Quotidiano) – Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg “non può parlare a nome dell’Ucraina sulla Crimea”. E la visita di Mario Draghi a Washington in programma domani rischia di non servire a nulla, perché “gli Usa hanno interessi diversi dai nostri” e, nonostante ciò, i leader europei “continuano a non dire una parola di pace”. Il generale Marco Bertolini, già comandante del Comando operativo di vertice interforze e in passato candidato con FdI, è tutt’altro che ottimista sull’azione diplomatica dell’Occidente: l’Ue è “scomparsa”, esiste “solo la Nato” e quindi “esistono solo gli Usa”. Pessime premesse per disinnescare l’escalation, come dimostra l’uscita di Stoltenberg di due giorni fa, quella che – seppur la frase sia stata poi interpretata anche in maniera più generica – ha escluso che la Crimea possa essere riconosciuta come territorio russo.

Generale Bertolini, la dichiarazione di Stoltenberg le è parsa avventata?

Bisogna premettere che la Crimea è una risorsa indispensabile per Putin, perché abitata soprattutto da russi e soprattutto perché garantisce l’approdo sul Mar Nero. L’affermazione di Stoltenberg dimostra che la Crimea è il punto più sensibile della faccenda.

L’interpretazione di quella frase è controversa. Ma stando a quanto lei dice, allora sarebbe legittimo togliere dal tavolo il riconoscimento della Crimea?

C’è un problema: Stoltenberg non può parlare a nome di Zelensky. Lui è segretario generale della Nato, che è un’organizzazione sovranazionale e dunque già non potrebbe parlare per conto di singoli Paese. Qui poi c’è il piccolo particolare che l’Ucraina non fa parte della Nato. Non è certo Stoltenberg che può imporre le condizioni.

La sua sortita dimostra uno schiacciamento dell’Ucraina e dei suoi alleati sugli interessi Usa?

Dall’inizio della guerra i due veri competitor non sono Putin e Zelensky, ma Putin e Biden. Questo ormai è acclarato e sotto gli occhi di tutti, non vedo come lo si possa ancora negare. Non è la prima volta che Zelensky dimostra di voler aprire a possibili mediazioni, ma viene sempre frenato.

Dalla Nato e dagli Usa, più che dall’Europa.

L’Europa è scomparsa, la sua voce non emerge mai se non per confermare quello che dice la Nato. E la Nato dice quello che dicono gli Stati Uniti. Non esiste alcuna politica estera europea e non mi meraviglia, visti i precedenti. Ricordiamoci cosa accadde con la guerra in Libia, quando alcuni Paesi, come l’Italia, subirono il conflitto e altri, come la Francia, ne trassero vantaggio.

In questo contesto, la visita di Draghi a Washington rischia di essere inutile? Non dovrebbe consigliare a Biden di abbassare i toni?

Certo che dovrebbe, è giusto pretenderlo. Ma il fatto che ci si aspetti che sia un singolo Paese europeo a portare queste istanze a Biden è la prova che l’Europa non esiste, non parla. Ci aggrappiamo disperatamente alle telefonate di Macron o ai distinguo di Scholz.

Quindi non ci dobbiamo aspettare un sollecito alla ricerca della pace?

A me sembra che di pace non parli nessuno. Non ne parla Biden, non ne parla Johnson, non ne parlano i governanti d’Europa. L’unico che si espone è Papa Francesco.

Come mai questo silenzio dall’Italia e dall’Europa?

Forse hanno tutti la sindrome dello studentello di fronte al professore. Siccome in America non parlano di pace, allora non prendono iniziativa neanche i nostri leader.

Appiattirci sulla linea americana ci penalizzerà sul lungo termine?

Basta guardare la cartina geografica per capire che il nostro coinvolgimento in questa guerra non può essere lo stesso di chi sta dall’altra parte dell’Atlantico. Possiamo avere gli stessi valori, lo stesso sistema democratico, ma i nostri interessi sono diversi. Gli Stati Uniti hanno molto meno da perdere con una guerra che si prolunga per mesi. E dal punto di vista commerciale, un’Europa in crisi cronica significa che dovrà fare affidamento su di loro. Anche per questo l’Ue dovrebbe essere autonoma e avere una visione non solo per risolvere la guerra, ma pure per pensare a cosa accadrà negli anni successivi.

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

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28 replies

  1. Una domanda al generale Perché gli ucraini non fanno saltare i Gasdotti?Putin non riceverebbe più soldi e la guerra finirebbe presto.Oppure se gli ucraini facessero saltare i Gasdotti e i paesi europei rimanessero con le chiappe ghiacciate e le fabbriche ferme la guerra finirebbe lo stesso molto presto perché i popoli europei si mangerebbero vivi tutti gli ucraini.in un modo o nell’altro la guerra finirebbe molto presto.Allora significa che la guerra deve durare ,per far arricchire chi????generale c’è lo spieghi lei…noi siamo duri di orecchie e anche mezzo ingenui

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  2. È ormai evidente anche ai bambini che Zelensky è un puppet della CIA, sottoprodotto culturale della nobilitazione tv commerciale, non fa gli interessi del suo popolo e accumula ricchezze su Pandora e altri lidi reali e virtuali, nobilita e assorbe nell’esercito e negli organi politici i nazisti, usa la popolazione come scudo umano e precetta i renitenti alla leva obbligandoli a combattere a fronte; Draghi esprime gli interessi diretti del capitalismo internazionale d’occidente, garantisce controllo e “schiforme” (cit) utili a smantellare il sistema giudiziario e gli equilibri economici nazionali, prende ordini da Biden e ha di fatto trasformato il parlamento in un organo di comparse; l Papa da una parte invoca la pace e dall’altra insulta più di 200 milioni di ortodossi russi, dando del pupazzo al servizio di Putin a Kirill, che per quanto delirante e ignominioso, ha pari dignità internazionale quanto quella di Bergoglio, stessi scheletri nell’armadio della chiesa cattolica e un patrimonio che parimenti è sottratto al bene comune.
    Gli altri leader europei non sembrano discostarsi dalla linea dettata e imposta dagli USA e quindi non fatto gli interessi degli europei.
    Putin promuove i suoi interessi personali di conservazione del potere e glorificazione post mortem, ma è sorretto dalla larga maggioranza dei russi che, per quanto immersi nella propaganda, hanno una visione dell’Ucraina e del mondo che noi ci rifiutiamo di analizzare.
    Resta lampante che lo scontro tra potenze USA-UK-Eu e Russia-Cina (con altri nell’ombra, a esclusione a questo punto del Pakistan per il recente regime change a opera degli USA) è per la sopravvivenza……quindi sarà all’ultimo sangue, che è il nostro.

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      • @ziti Legga sopra. Ho espresso chiaramente il mio punto di vista.
        Conosce la proprietà transitiva?
        Se fai del pupazzo al tuo interlocutore, che incidentalmente è anche il capo spirituale di milioni di persone, tra l’altro un popolo succube di una tirannide per tua stessa ammissione, offendi proprio coloro che vorresti “salvare”.
        Se per assurdo Kirill avesse accusato il Papa di essere un pupazzo di Biden, con ogni probabilità molti cattolici se ne sarebbero risentiti, giacché con tale considerazione si rischia di svilire la dignità di colui che vorresti eleggere a interlocutore capace di risoluzione del conflitto.
        Al Papa, che ho condiviso per il suo appello a far tacere le armi, per la pace e il rispetto della vita umana, vorrei chiedere parimenti, affinché il suo intervento sia letto come reale intenzione pacificatrice, di condannare le “operazioni” ucraine in Donbass, Lugansk e Donetsk. Chiederei di mobilitarsi anche per quanto sta succedendo ai Curdi, ai Somali, agli Yemeniti, ai Palestinesi, solo per citarne alcuni.
        Se vuoi che un’operazione diplomatica abbia il suo peso, non credo sia utile offendere colui a cui ti rivolgi.

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  3. Se non ci fosseri stati gli americani dal dopoguerra in poi probabilmente tu staresti in una casa di campagna senza asfalto e con il “condut” all’esterno, o in un palazzone grigio di 90 micro appartenenti

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  4. Paolabl
    Le pilloleeeee

    Il primo ministro britannico Boris Johnson, durante i colloqui con i leader del G7 e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato che l’Ucraina ha bisogno di un’arma che permetta non solo di tenere, ma anche di “riconquistare il territorio”.

    Inoltre, ha invitato il mondo intero a “fare di più” per sostenere Kiev e ad “agire più velocemente”.

    “Il Regno Unito ritiene necessario aumentare la pressione economica sulla Russia”, ha annunciato Johnson.

    Europei spengete le luci e non utilizzate l’auto così facciamo dispetto ai russi.
    Anzi, evitare anche di mangiare 2 volte al giorno.

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  5. Temo che dato che gli Statunitensi hanno perso , nell’ultime guerra, 400.000 soldati mentre l’URSS 8.000.000.( più 17.000.000 di civili) quelli da “ringraziare” per averci “liberati” ( da noi stessi, ricordiamolo) non siano soprattutto gli US.

    Detto questo, succede con la guerra come col Covid: l’FDA detta la linea, l’EMA dopo qualche giorno ( semplice ammuina) si adegua, l’AIFA immediatamente segue.
    Fauci come Biden, ma più intelligente.

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    • E anche di fronte alle evidenze, nonostante siano scelte controproducenti per noi, e assai fruttuose per loro, i nostri enti certificatori e l’apparato medico-scientifico prima, oggi i nostri apparati di intelligence, militari e politici continuano imperterriti a seguire, senza alcuna logica, i diktat del Padrone USA (ribadisco che non mi riferisco al popolo ma alle élite).
      La Germania si adegua ai piani militari USA perché il diretto vantaggio è la concessione al riarmo e i sogni di potenza militare, ma noi che vantaggio otteniamo?

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  6. Fra la casa in campagna senza asfalto ed i palazzoni grigi dormitorio, preferisco la prima sistemazione…….mentre per trovare i palazzoni basta andare nelle periferie delle grandi città, italiane. ….quelle devastate da edilizia di palazzinari , politici corrotti ed organizzazioni criminali, rappresentano simbolicamente il destino di milioni di persone, lavoro in fabbrica, ritorno a domicilio, nelle periferie abbandonate da Dio e dagli uomini, giorno di riposo in visita ad un centro commerciale, perché bisogna consumare ciò che si produce e far girare l’ economia che ti ripaga con salari da fame. …..stavano meglio i contadini, anche con le strade non asfaltate e magari senza riscaldamento o condizionatore, che tanto andranno spenti. …..una condizione di vita alienante rimane tale indipendentemente da chi ne sia politicamente l’ artefice, e non c’è bisogno di ringraziare proprio nessuno, perché al contrario andrebbero maledetti tutti……Certo bisogna avere occhi e cuore per vedere la condizione di tanti nostri connazionali. ….gli egiziani credevano che il cervello, cioè organo sede di emozioni e pensieri, fosse il cuore. …appunto!

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    • @Alessandra mi rispecchio moltissimo in questa tua riflessione, che provó a proporre il grande Pasolini a un’italietta ancora, come oggi, immatura e incosciente.
      Se non lo ha già visto, mi permetto di suggerirle un gran film “Lazzaro felice” di una giovane artista, umbro-laziale di adozione, Alice Rohrwacher.

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  7. I cosiddetti “contadini” in un tempo non troppo lontano, mandavano i figli a messa uno alla volta, per via delle scarpe: un unico paio o due, per più marmocchi, ad alcuni calzavano strette, altri le perdevano.
    Ricordo racconti di vecchie che rammentavano i 7 km fatti ogni giorno a piedi, da sole, a sei anni per andare a scuola in ciabatte. Il lavoro precocissimo e faticoso. Il materasso di paglia in quattro nel letto, e sentire ogni sera i gemiti dei genitori che facevano l’amore nel letto accanto. I lumi a petrolio, le candele, nessun libro in casa, a fatica il quaderno per scrivere, dopo aver aiutato il padre nei campi. Il bagno nella tinozza, la domenica, uno dietro l’altro; il puzzo continuo delle vacche, nella stanza sopra la stalla…
    I fratelli e le sorelle morti troppo presto, la madre spesso incinta, i pidocchi… La scuola conclusa in terza elementare, i tanti analfabeti…
    Erano ricordi di vecchi nel Nord Italia, risalenti al periodo appena prima della guerra. Chi è andato a Matera e ha visto i “sassi” , ora attrazione turistica, può immaginare come si vivesse in quelle caverne…
    Antico, meraviglioso contado?
    No, grazie. Ma neanche un po’.

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    • @Carolina sicurante non possiamo metterci a fare il paio tra le Vele di Scampia, o il ghetto dello Sperone a Palermo, o Borgata Fidene a Roma, solo per citarne alcuni, con mafie e degrado, e la più povera realtà agricola dei primi decenni del ‘900.
      Gli estremi non sono mai un buon punto di valutazione complessiva.
      Detto questo, preferirei non dover vivere in un agglomerato di palazzi dormitorio, molto simili a alveari infernali, uguali in ogni periferia cittadina del mondo.

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      • Guardi che non sono mica estremi. Ho condotto una ricerca, qualche decennio fa, sulla vita dei contadini (per lo più operai sotto padrone, anzi, sotto il fattore del padrone; quando andava bene mezzadri) .
        Erano soprattutto donne e si parlava del periodo subito prima della guerra.
        Nella “ricca” ( come territorio) Emilia Romagna era la quotidianità. Ancora peggio la situazione in Veneto: le ragazze venivano mandate nelle altre regioni a fare “le serve”. E serve erano davvero.

        Poi i contadini hanno fatto i soldi, con i milioni a fondo perduto, la cooperazione per l’ acquisto di costosi macchinari, le nuove tecniche agricole, le nuove colture… E certamente ora – almeno qui – se la cavano molto meglio degli operai e degli impiegati.
        Ma tempo fa…

        Non so dove abita lei, ma se conosce qualcuno che viene dalla campagna ed è molto anziano, si faccia raccontare la vita dei suoi genitori. Vedrà che non cambia di molto dalla mia descrizione.
        Fino al dopoguerra l’ Italia era un paese poverissimo: trovare un lavoro da operaio e un appartamente in un “casermone” , col bagno in casa, era considerata una fortuna.
        Quando siamo nate noi le cose erano già cambiate, almeno al Nord.
        E ovviamente nulla ci spaventa di più di una vita a Scampia. Anche se ci sarebbe da riflettere sul fatto che, ancora oggi ( anzi, soprattutto ogg) i i “casi estremi” di gente sfrattata e disperata che un “casermone” se lo sogna si stanno moltiplicando. Si vive anche in strada o in auto, di questi tempi…

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      • Il suo è un assunto corretto, ma parte da una precondizione che ha inficiato qualsiasi qualità della vita: il latifondo.
        Dove non c’era la nobiltà latifondista, c’era lo Stato Pontificio. Dalla riforma agraria degli anni ‘50 ci si attendeva una redistribuzione delle risorse agrarie, dei terreni, ma conosciamo l’opera di accentramento delle grandi proprietà estensive strettamente collegate alla grande distribuzione dei giorni nostri.
        Ho vissuto per 20 anni in Etruria, terra meravigliosa, e ho avuto l’onore di frequentare, e condividere il tempo con pastori e agricoltori, ho lottato con loro contro progetti di cave, eolico e fotovoltaico industriale, speculazioni edilizie o progetti di poli commerciali, che ha, in alcuni casi, o avrebbe, perché battaglie ne abbiamo anche vinte, sottratto migliaia di ettari all’agricoltura e alla pastorizia a beneficio di speculatori e “sviluppatori”; si figuri che alcuni figuri di questi hanno avuto l’ardire di descrive il territorio come “paesaggio monotono e banalizzato dall’attività antropica agricola e silvo pastorale” (cit). Ebbene TUTTI hanno sempre raccontato la fatica, la fame, le privazioni, la povertà ma non avrebbero mai lasciato quel mondo per abbracciare la vita operaia dei sobborghi o delle periferie romane, di quelli che definivano “prigionieri tra quattro mura”.
        Eppure il tallone di ferro della Chiesa e quella del latifondo hanno plasmato una popolazione in perenne sudditanza che aveva al contempo grandi scatti di orgoglio: per citare solo un particolare, è secolare la lotta di resistenza che i locali hanno sostenuto rinunciando al sale (salario) su cui Santa Madre Chiesa chiedeva una tassa esagerata e iniqua; il pane tipico delle zone del centro Italia è sciapo.
        Vero che oggi il lusso è avere una casa, e ne vedremo ancora delle belle….non è più tanto allegra neanche nei centri urbani, basta monitorare l’aumento esponenziale di pignoramenti e aste immobiliari…..e quella è tutta gente che piange il mancato miracolo della tanto promessa ripartenza dei migliori.
        In ogni caso, e mio malgrado, ora abito a Padova….che è una bellissima città per chi vive in centro e ha entrate garantire….un po’ meno gradevole per chi, ed è la maggioranza, vive nelle periferie.

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