I casi di Torre Annunziata, Castellammare ed Ercolano. Oggi due manifestazioni: la prima dei dem, l’altra di FdI

Destra, sinistra e liste civiche: in Campania clan trasversali

(estr. di Fabrizio d’Esposito – ilfattoquotidiano.it) – […] Una striscia di venti chilometri. Lo Sterminator Vesevo alle spalle, il golfo di Napoli davanti. Herculaneum, Oplontis e Stabiae, sepolte dalla terribile eruzione del 79 dopo Cristo. Oggi sono Ercolano, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, in tutto 150mila abitanti, e a eruttare stavolta sono le urne delle elezioni comunali. Voti di camorra. Qui i clan hanno un “controllo militare del territorio”, come è scritto nel decreto di scioglimento del comune di Torre Annunziata del 28 maggio scorso. Nella Prima Repubblica infiltrazioni e collusioni erano però solo dentro ai partiti, in particolare Dc e Psi. Ora che le ideologie sono reperti archeologici a prevalere è il “civismo criminogeno”, come lo chiama Sandro Ruotolo, volto notissimo del giornalismo tv d’inchiesta e oggi eurodeputato del Pd.

[…] Nel dossier 2025 di Avviso Pubblico, associazione di amministratori pubblici per la legalità, si scopre infatti che gli scioglimenti hanno una distribuzione inedita: il 50 per cento in comuni governati da liste civiche; la restante metà divisa tra centrodestra, il 28 per cento, e centrosinistra, il 22. Non solo. Il sociologo Luciano Brancaccio, professore dell’Università Federico II, ha spiegato che alle Amministrative di Castellammare di Stabia del giugno 2024 c’è stato un altissimo indice tra voti di lista e preferenze nelle civiche, in particolare modo nei rioni dominati dai due clan storici della città: Cesarano a Ponte Persica e D’Alessandro a Scanzano. Allo stesso tempo, i partiti sono “franchising”: il loro marchio è disponibile ai portatori di voti e di interessi della camorra. Il partito sotto accusa è soprattutto il Pd, che in Campania è in mano a Piero De Luca, figlio di Vincenzo e deputato dem.

L’ultima grana porta a Ercolano. A maggio, alle Comunali, ha vinto il campo largo, dai renziani fino ai 5S, che ha sostenuto una battagliera avvocata, Antonietta Garzia. A metà luglio è però uscito un video: il segretario cittadino del Pd, Antonello Cozzolino, e due neoconsiglieri dem, Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio, in un ristorante a festeggiare con Natale Suarino, pregiudicato già vicino a un clan cittadino, gli Ascione-Papale. Garzia ha reagito subito e ha nominato un pool anticamorra: Paolo Siani, fratello di Giancarlo; Sandro Ruotolo; l’ex questore Antonio Borrelli; l’ex sindaco Nino Daniele. E oggi pomeriggio è prevista una conferenza stampa del pool. Dice Ruotolo: “A Ercolano c’è il Pd della speranza, che vuole selezionare la classe dirigente, secondo la lezione di Gramsci, e rivendica il primato della qualità del consenso, come indicava Libero Grassi. A Castellammare, invece, Vicinanza si è dimostrato un perdente, scaricando le proprie responsabilità su altri”. Già Castellammare.

[…] Sempre oggi, alle diciannove, FdI scenderà in piazza Municipio contro “Mafia Sinistra”. La manifestazione è organizzata da Gennaro Sangiuliano. Da Roma arriveranno Giovanni Donzelli e Galeazzo Bignami, all’indomani dello scudo a Delmastro per le chat con il bistecchiere dei Senese. Il comune di Castellammare è stato commissariato il 14 luglio. Il secondo scioglimento consecutivo per camorra: nel 2022 toccò al centrodestra del sindaco Gaetano Cimmino. Sindaco fino a poco fa era invece Luigi Vicinanza, per lustri giornalista del gruppo Espresso-Repubblica, a capo del centrosinistra.

Alle elezioni del giugno ’24, il Pd volle Ruotolo capolista. Ma una volta a Castellammare, l’eurodeputato dem avvertì subito il pericolo delle liste civiche. Non venne ascoltato. Un boom inaudito: ben dieci liste civiche per Vicinanza più quattro di partito. Per il primo bubbone bisognava solo aspettare. Lo scandalo esplose dopo un blitz contro i D’Alessandro: la parentela tra uno degli arrestati e Gennaro Oscurato, consigliere comunale civico di maggioranza. Oscurato si dimise. Oggi è indagato per concorso esterno: rapporti personali con Michele Abbruzzese, cassiere dei D’Alessandro. Per reazione, Vicinanza attaccò Ruotolo, isolandolo e accusandolo di essere un giustizialista. Nel frattempo Ruotolo venne anche minacciato. Un imprenditore vicino ai clan gli ‘spiegò’ che “qui a Castellammare siamo tutti parenti”. La relazione finale della commissione di indagine consegna il quadro di una diffusione trasversale degli interessi della camorra nel consiglio comunale. Otto nomi: civici, di destra e di centrosinistra. Tra questi: il presidente del consiglio comunale, il dem Roberto Elefante, commercialista e socio di Catello Cacace, ai domiciliari per tangenti nella sanità siciliana. A destra spicca il nome di Pasquale D’Apice, fratello del fu Luigi detto ’o ministroche era uomo dei Cesarano e vicino ai Gava, la famiglia dc che ha controllato la città per decenni. Stasera il centrodestra manifesterà anche contro se stesso.

A Castellammare come a Torre Annunziata, dove lavorava Giancarlo Siani, le indagini hanno tratteggiato un quadro terrificante. La camorra si è infiltrata in gran parte del settore pubblico: dall’urbanistica agli appalti, dalle spiagge al calcio. Tra i motivi dello scioglimento, il Comune “inerte e omissivo” nel cacciare un dipendente nipote (oggi vannacciano) di un sicario dei Gionta. Il sindaco Corrado Cuccurullo, centrosinistra, si era già dimesso in polemica con il procuratore capo di Torre, Nunzio Fragliasso. Alla fine se l’è presa anche lui col giustizialismo. Un classico.