“politica a rischio infiltrazioni”. “Un uomo di Stato avrebbe consegnato lui stesso le conversazioni, spiegando di non avere nulla da nascondere”

(estr. diLuca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Il magistrato che ha passato la vita a guardare dietro le ombre sostiene: “La vicenda della mancata autorizzazione per le chat di Andrea Delmastro autorizza un sospetto: ossia che questa vicenda sia solo una tappa di un work in progress per rendere sempre più impermeabili ai controlli i mondi contigui della corruzione e della mafia dei colletti bianchi”. Così riflette il senatore 5Stelle Roberto Scarpinato.
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Tutti in Fratelli d’Italia giurano di ispirarsi a Paolo Borsellino. Il caso Delmastro stride con questo?
Questa storia ci racconta l’ipocrisia di una classe dirigente che a parole afferma di ispirarsi agli ideali di un eroe dell’antimafia, e poi nella prassi li rinnega in mille modi. Sin dal suo insediamento questo governo ha portato avanti un’azione di sistematico smantellamento di tutti i principali strumenti di contrasto alla criminalità dei colletti bianchi, terreno di coltura e di elezione di mille matrimoni di interessi con le mafie. Un unilaterale disarmo dello Stato, che rischia di produrre l’effetto di una sorta di favoreggiamento.
Accusa gravissima.
Basta mettere in fila i fatti. Hanno abolito il reato di abuso di ufficio, strumento fondamentale per il voto di scambio con le mafie. Fino a quando esisteva, i sindaci di tanti paesi del Sud potevano opporre alla criminalità il rischio di essere perseguiti per rifiutare appalti o altri favori. Hanno depotenziato il reato di traffico di influenze illecite, la cassetta degli attrezzi dei colletti bianchi delle mafie. Hanno limitato in tanti modi i poteri di utilizzo delle intercettazioni e, contemporaneamente, hanno liberalizzato gli appalti senza gara, i subappalti a cascata e hanno ridotto i poteri di controllo della Corte dei Conti. Senza dimenticare le campagne di fango e di delegittimazione contro la magistratura.
Lei che idea si è fatto della vicenda Delmastro?
Se fosse un uomo di Stato, avrebbe consegnato lui stesso le chat, dimostrando di non avere nulla da nascondere. Invece lui e la maggioranza hanno fatto catenaccio alzando il muro della difesa di casta che autorizza il sospetto che le relazioni pericolose di Delmastro non siano solo una vicenda personale, ma un filo di Arianna seguendo il quale si potrebbero scoprire tanti altri scheletri negli armadi. Ero certo che una maggioranza come questa avrebbe negato l’autorizzazione.
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Perché?
Il processo Hydra a Milano ha scoperchiato la realtà di colletti bianchi delle mafie che erano dotati della tessera di partito di Fdi, avevano accesso alla Camera, incontravano parlamentari e sottosegretari della maggioranza per discutere di affari. Invece di fare luce e fare un’operazione di trasparenza, si sono rifugiati nell’ombra facendosi scudo dei loro privilegi e impedendo alla magistratura di acquisire elementi preziosi per le indagini.
FdI ricorda che lei ha sollevato un conflitto di attribuzione alla Consulta sulle intercettazioni dei colloqui tra lei e l’ex magistrato Gioacchino Natoli.
Il mio caso non è per nulla assimilabile a quello dell’ex sottosegretario. Le mie conversazioni sono pubbliche da due anni e non ho nulla da celare. Mi sono rivolto alla Consulta per sapere se sia conforme alla Costituzione che la maggioranza, poiché io sono un avversario politico, abbia affermato il principio senza precedenti che i parlamentari non indagati siano liberamente intercettabili e le loro conversazioni penalmente irrilevanti siano liberamente divulgabili per finalità extraprocessuali di natura politica. Sono stato privato delle garanzie riservate ai parlamentari perché “ purtroppo” non sono indagato come la Santanchè e ho parlato – a differenza di Delmastro – di fatti penalmente irrilevanti. È una questione di principio.
Falcone o Borsellino cosa avrebbero detto di un caso come questo?
Credo che si sarebbero esposti pubblicamente, anche con interviste, attirandosi pure procedimenti disciplinari come accadde a Borsellino quando si oppose allo smantellamento del pool antimafia. Vede, ci sono voluti anni di inchieste e il sacrificio di tanti servitori dello Stato per ripristinare la credibilità delle istituzioni. Vicende come quella di Delmastro danneggiano questo patrimonio.
Scarpinato…..ha ragione da vendere…..!!!!!!! altro che musse….
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