“Troppi russi”: intellò in fuga dai talk show

Gli espertoni Nathalie Tocci, Andrea Gilli e Nona Mikelidze disertano «DiMartedì» contro la «disinformazione» degli ospiti filo zar. E anche il Pd invita i suoi a dare buca alle trasmissioni sgradite. Quando la propaganda non è quella «giusta» scatta l’Aventino televisivo.

(Francesco Borgonovo – laverita.info) – Mi si nota di più se vado o se non vado e poi faccio sapere a tutti che non sono andato? A quanto risulta, alcuni esperti di geopolitica hanno optato per la seconda ipotesi. Hanno declinato l’invito a partecipare a un talk show (DiMartedì condotto da Giovanni Floris su La7), quindi hanno deciso di informare gli italiani del loro gran rifiuto. Si tratta di Andrea Gilli, docente al Defence college della Nato, della politologa Nathalie Tocci e della ricercatrice georgiana Nona Mikelidze. Il motivo della defezione dal palcoscenico lo ha spiegato, in un articolo sulla Stampa, la stessa Tocci. «Non sono disposta a diventare complice della disinformazione e, in quanto tale, alimentare la guerra in corso, una guerra che si combatte tanto sul campo di battaglia quanto sul piano mediatico», ha scritto. «Ecco che quando ho saputo che tra gli invitati alla trasmissione ci sarebbe stata una propagandista che lavora per il ministero della Difesa russo ho tirato la linea. Grazie, ma no grazie». Già, fra gli ospiti di DiMartedì era prevista Nadana Fridrikson, che il professor Gilli definisce sdegnosamente «“giornalista” della tv del ministero della Difesa russo».

Insomma, se ci sono cronisti russi che sostengano le posizioni cosiddette putiniane, i nostri gallonati esperti rifiutano il confronto. La stessa cosa, dice Repubblica, sembrano intenzionati a fare anche molti esponenti del Pd. «Avrei da suggerire vari nomi di colleghi russi alle televisioni italiane che presentano analisi e opinioni diverse dalla mia, ma con cui esiste un vocabolario condiviso: i fatti», insiste la Tocci. «Non è questa la logica che anima la maggior parte della televisione italiana. Di questo ho preso atto». A suo dire, «nel formato del talk show invece, il conduttore non smaschera le bufale fattuali, non fa fact checking, bensì le presenta come opinioni che un altro “opinionista” è chiamato a contrastare, peraltro in pochi minuti. Falso e vero vengono messi sullo stesso piano, e la meglio la ha chi interrompe, urla e la butta più in caciara. La disinformazione vuole esattamente questo. L’obiettivo a cui mira è quello di presentare il falso come vero, ma ci si accontenta pure con l’inquinare il vero con il falso, insinuando il dubbio – attraverso la contrapposizione di “opinioni” – in ciò che è vero».

Ora, la Tocci ha ovviamente tutto il diritto di fare ciò che le pare, così come lo hanno i suoi colleghi. Il problema non è, infatti, la decisione di rompere il contratto per quattro puntate che pare avesse firmato con il programma di Giovanni Floris, ma la pretesa di stabilire chi debba parlare e chi no. Il meccanismo dei talk show è spostato e brutale, esprimere concetti è difficile e spesso faticoso. Ma il gioco – per quanto deprecabile – è molto chiaro. E smascherare l’eventuale propaganda non è certo un problema se si hanno argomentazioni solide e chiare: se si dice il vero non si ha nulla da temere.

Qui, invece, si pretende di imporre una e una sola prospettiva. Ci sono gli esperti che rifiutano con fastidio il confronto con i russi, ci sono gli zelanti custodi dell’informazione che fanno la morale a Giuseppe Brindisi per l’intervista a Sergej Lavrov, ci sono gli arzilli tromboni della morale che inveiscono contro Bianca Berlinguer, obbligandola a stracciare il contratto di Alessandro Orsini… Il punto non è la propaganda: è che non si vuole fare passare altro che la versione dei fatti ammessa dal pensiero prevalente. La Tocci chiede che non si metta in discussione «la verità», solo
che dove stia il vero lo stabilisce lei, di imperio. E così fanno tutti gli altri.

A rendere la situazione ancora più grottesca c’è il fatto che queste polemiche sulla onestà del sistema mediatico
avvengono in un contesto in cui i talk show sono già schierati unilateralmente sullo stesso fronte. Non esistono, per
intendersi, trasmissioni filorusse. Al massimo ce ne sono alcune che provano faticosamente a porre dubbi e a
smontare il racconto unilaterale, e per questo vanno incontro a pesanti contestazioni e attacchi (ne sa qualcosa, tra
gli altri, Mario Giordano). E non perché ospitino propaganda, ma perché non aderiscono al copione prestampato.

Prendiamo Brindisi. Il suo programma è entusiasticamente filo ucraino, così come in precedenza è stato
ferocemente schierato a favore del regime sanitario. Gli ospiti (tra cui il sottoscritto, inutile girarci intorno) che
esponevano punti di vista appena differenti venivano di frequente zittiti, contraddetti con una foga al limite dell’insulto, accerchiati. Qualcuno si è forse lamentato, allora, della correttezza del dibattito? Ovviamente no. Però Brindisi, non appena ha leggermente deviato dal sentierino tracciato dai «buoni» e dai «savi», è stato trattato quasi come i no vax che lui tanto detestava e ingiuriava. Il che è ridicolo e offensivo per l’intelligenza degli italiani.

Floris di certo non è stato meno allineato. Ma se chiama i russi, guai anche a lui. La Berlinguer diventa una reietta se invita Orsini, persino Michele Santoro viene preso a male parole. Paolo Del Debbio finisce sotto accusa per avere dato spazio a Vladimir Solovyev, anchorman «amico di Putin». Ebbene, se invece si limitasse a leggere le veline provenienti da Kiev o da Washington, di sicuro verrebbe applaudito, anche se la qualità dell’informazione ne uscirebbe danneggiata.

Chi in passato ha prodotto trasmissioni faziose, violente e scorrette è stato celebrato e premiato perché militava dalla parte giusta. Nessun intellettuale di riguardo ha firmato appelli o ha rifiutato ingaggi in nome della «verità». Adesso non è cambiato granché: la gran parte dei programmi resta faziosa e intollerante. Ma qualcuno vorrebbe che lo fosse ancora di più.

No, la colpa che viene rinfacciata oggi a vari conduttori non è quella di fare propaganda, ma di non fare la propaganda giusta.

53 replies

  1. Vale anche per chi guarda, quando vedo Gilli o la Tocci cambio canale .
    Concedo ancora un po’ di chanses alla Mikelidze, solo perché nata in Crimea, ma ancora per poco.
    Gianni

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    • No, Gianni, è nata in Georgia, a Tbilisi, non in Crimea.
      E ha attribuito al suo paese di nascita le vittime filorusse del Donbass, facendo saltare sulla sedia Fulvio Grimaldi.
      La Tocci, invece, la raccomando per l’attendibilità delle affermazioni urlate con la stessa sicumera che ostenta anche in tutte le altre occasioni.
      “Falso e vero vengono messi sullo stesso piano, e la meglio la ha chi interrompe, urla e la butta più in caciara. La disinformazione vuole esattamente questo.”
      Cioè gente come LEI.

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  2. Ha ragione la Tocci, è inutile toccare livelli bassi con i russi che tanto non ci può essere discussione, è meglio interviste ad un singolo come ha fatto Brindisi, tanto per segnarsi le balle che raccontano. L’altra sera nel pollaio di Floris (trasmissione penosa) ad un certo punto Nadana F. ha detto : “se non posso parlare è censura!” risata fragorosa di tutti quelli che erano in studio, l’unico momento da ricordare

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    • Ha ragione Nadana.
      Prima la inviti poi la interrompi su ogni concetto che cerca di esporre.
      E se ti chiede spiegazioni di simili comportamenti le ridi anche in faccia?

      E vorresti porti sullo scranno di insegnante di libertà di espressione e democrazia?

      Ma chi ti crede? Fai solo ridere.

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      • PS
        Oltre ad essere in totale assenza di cultura demcratica sei pure in totale ignoranza di regole comportamentali.
        Male educato.
        A scuola, a scuola.

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      • La trasmissione di Floris è diventata pura espressione e semplicistici slogan, enunciati in un ansiogeno rimpallo…, una babele che non porta a nulla.
        Un dibattito ha necessità di un minimo di approfondimento. Perché invita 400 ospiti e poi li fa intervenire per 3 minuti scarsi complessivi?
        Quel programma sembra un girone dantesco in cui i condannati si urlano in faccia frasi a effetto alternandosi, come fosse un match di box, il conduttore saltella da una parte all’altra come un’esaltato e invoca cartelli, poi fa partire immagini di morte o di deliranti che sognano l’atomica o lo sterminio dei gay assimilando quel modello a tutta la tv russa, o peggio ai russi tutti, poi ancora frasi frenetiche e risatine…il tutto per tre ore.
        Anche chi potrebbe esprimere concetti degni, in quel posto, diventa una macchietta.
        L’unica soddisfazione è stato sentire Di Battista sistemare quella merda di Friedman.
        La giornalista russa l’hanno trattata con irriguardoso scherno, ma la figuraccia l’ha fatta la trasmissione e la Nazione…..se è questa la libertà di espressione e la democrazia, allora scansate! Cosa la inviti a fare se non le fai esprimere nemmeno un concetto?
        E perché scelgono sempre dei traduttori così scarsi? Io non parlo russo, ma il livello delle frasi in italiano era agghiacciante.
        Possibile che in Italia non ci sia uno straccio di traduttore dal russo che sia bravo nel suo lavoro?
        O scelgono apposta i peggiori?
        In ultima istanza, le menzogne della Nadana facevano il paio con le menzogne del rappresentante Nato Alessandro Minuto Rizzo.

        Luca e Paolo non fanno ridere, e per due che si definiscono comici è grave, e non fanno nemmeno pensare.
        A’ridatece Crozza!

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  3. Cioé pensiamoci:

    1- conduttore SCHIERATISSIMO con la versione ‘ufficiale’ per così dire.

    2- non uno, non due, ma TRE espertoni legati alla NATO e USA

    3- dall’altro lato una singola giornalista russa.

    E questi che fanno? Scappano perché loro, detentori della Verità (TM) non possono sentire la versione russa.

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  4. La Tocci dovrebbe spiegare innanzitutto perche’ sedie ancora nel consiglio di anninistrazione dell’ENI, visto che tale azienda e’ ancora in affari con la Russia malgrado la guerra. Inoltre e’ quella che, esemplificando il suo pensiero, non potrebbe parlare di Napoleone perche’ non lo ha conosciuto personalmente. Esperta di politica iternazionale, boh……….

    Gilli e’ ancora piu’ ridicolo. E’ pagato dalla NATO, quindi quando partecipa ad un dibattito illustra la posizione della NATO. Lavarov, intervistato, dovrebbe forse illustrare la posizione degli USA?

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  5. Ultime notizie dal manicomio chiamato Italia:

    Open
    5 h ·
    Il curriculum del professore ai raggi X e le opinioni dei colleghi: «Non ha pubblicazioni scientifiche sulla materia in cui si cimenta in tv

    —————

    Proprio loro parlano, con Mentana che ha zero qualifiche storiche per parlare di qualsiasi cosa!

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  6. A tutto avrei pensato, meno che al fatto che avrei potuto un giorno mettere il “like” a un articolo nientemeno che di Borgonovo. Passi per Belpietro, che ancora ancora… di recente pare abbia le idee ben più chiare di moltissimi altri in questo paese gestito (e raccontato, appunto) da mafiosi e lobbisti esclusion fatta per il Fatto Quotidiano, ma Borgonovo proprio, significa che siamo alla frutta! E invece… Incredibile! 🤦🏼‍♂️

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    • Ciò dimostra per l’ennesima volta che i giornalisti rispondono alla volontà e alla linea del datore di lavoro. Essendo La Verità ed il Fatto Quotidiano indipendenti, i giornalisti fanno e scrivono quello che vogliono. Non c’è una linea da seguire. E sono anche liberi di cambiare la propria opinione in corso d’opera. Gli altri giornalisti rispondono all’editore. In RAI, chi ha il culo al sicuro(tipo la Berlinguer, credo esclusivamenteoer motivi dinastici), è più o meno libero, gli altri no.

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  7. Il lato più assurdo e grottesco di tutta questa miserabile vicenda (che se non fosse vera com’è vera, la si potrebbe cestinare come una enorme, pazzesca e colossale fake news metafisica!), è che abbiamo qui esimi esperti consulenti e politologi di parte, e propagandisti di professione, che rifiutano sdegnosamente il contraddittorio con la controparte, e tutto va bene madama la marchese!

    Nient’altro da aggiungere, è tutto democratico.

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  8. Cara @Anail, avevo evidentemente capito male.
    La situazione nelle ex repubbliche sovietiche e’ come un insieme di scatole cinesi a sorpresa continua. Sicuramente la Mikhelidze si riferiva alla legione georgiana, che tuttora combatte in Ucraina contro i russi.
    In effetti non è facile capire che aria tira in Georgia .
    Per chi ha voglia di indagare segnalo questo interessante articolo:

    https://www.balcanicaucaso.org/aree/Georgia/Georgia-la-Presidente-e-l-onda-del-conflitto-in-Ucraina-216986.

    Gianni

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    • Caro Gianni, sì sì, si riferiva a quello, ma ha attribuito alla Georgia, per mano dei russi, la quantità delle vittime filorusse in Donbass da parte degli ucronazi, in una serata in cui mettevano a tacere e cercavano di ridicolizzare l’unico che conoscesse la realtà di prima mano, Fulvio Grimaldi.
      Non li reggo più certi spettacoli.

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      • Beh, Anail, non che “Di Martedì” sia mai stato un talk-show degno di questo nome, eh? Floris è profondamente incapace (o forse, ESTREMAMENTE capace!) di gestire duemila ospiti – millenovecento-novantaquattro sempre in più del necessario! – a cui dar la parola per pochi minuti ciascuno, perlopiù per un programma che genera puntate di più di due ore (pubblicità esclusa: non so come appaia in TV, perché io li guardo, quando ci sono ospiti a me graditi come, ad esempio, il Di Battista, tutti sempre in streaming in rete). Ma insomma, se qualcuno va fuori dalla strada maestra (stabilita da Floris e in utima analisi, da Cairo), viene sistematicamente interrotto, sia che a interrompere sia un altro ospite, sia che sia lo stesso Floris. Se lo studio inizia a battibeccare, Floris fa abbassare l’audio a tutti. E il telepollajo è comunque servito! Ma che spettacolo è? Che roba è?

        Però ci son due cose che proprio non sopporto di Di Martedì: la prima è la claque, che fa veramente vomitare. In queste sere ho dovuto sentirla dar il via agli applausi per OGNI cosa che venisse detta. OGNI COSA! Ripeto, uno spettacolo vomitevole. E poi… i due comici iniziali, Luca e Paolo (o come-cazzo-si-chiamano), che a volte (A VOLTE!) fan sorridere, ma poi… anche basta, via. Gente che muore in guerra e questi due che dicono cagate (con gli astanti, Floris in testa, che ridono come ebeti cerebrolesi).
        A tutto c’è un limite!

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      • Cekko caro, concordo su tutto.
        Mi ha sempre urtato quel continuo levare la parola a QUASI tutti. L’ho seguito solo perché era l’erede di Ballarò, ma… non era vero.
        Da un po’ l’ho mollato in favore di Carta bianca, che per merito della conduzione della Berlinguer sembrava maggiormente credibile e libero… ma la presenza fissa della ballerina ucraina fa perdere molti punti.
        Poi, ultimamente, anche “Bianchina” (ma che senso ha quel Corona fisso lì?) sembra aver subito qualche strigliata CONVINCENTE, perché fa certe puntualizzazioni…
        Risultato: fuga verso altri lidi…

        Ps Quei Luca e Paolo li… mamma mia che insipidi. Non li sopporto.
        Come diciamo da noi: pitticcu su bambori!

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    • @Kayakmare o Gianni Grazie per l’articolo, interessante prospettiva sulle dinamiche politiche georgiane di questi giorni, e sui pericoli futuri.
      Il sito non lo conoscevo, quindi ancora grazie perché lo consulterò volentieri.

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      • @Elena
        👍👍👍
        Si. mi sembra un sito equilibrato.
        Scenari futuri , a dir poco, inquietanti.
        Gianni

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  9. Non ricordo dove (un’ occhiata mentre passavo) ma la Tocci era in TV anche oggi.
    Figurarsi se mollano: sono come i virologi, finchè dura…
    Speriamo solo che la guerra non duri come il Covid… E non solo per i poveri ucraini…

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  10. Che Borgonovo faccia la morale e dia lezioni di buon giornalismo e si lamenti dello schieramento dei talk show italiani vuol dire che la realtà ha superato anche uno dei carnefici.
    UNo che è stato caporedattore per Libero
    Uno che ha scritto un libro su Craxi con Bobo Craxi
    “L’invasione. Come gli stranieri ci stanno conquistando e noi ci arrendiamo” con Paragone
    “L’impero dell’Islam. Il sistema che uccide l’Europa” da solo
    un mio amico direbbe “me’ cojoni”

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  11. Questi talk-show sono diventati inguardabili.
    I conduttori e le condutrici sono specializzati nell’arte d’interrompere chiunque accenni a dire qualcosa che si discosti dalla “linea editoriale”, e quindi di non gradito al padrone.
    Quando non riescono a zittire qualcuno, di fronte alla pervicacia di chi continua a parlare si ricordano che devono ” andare in pubblicità”. Anzi che devono “correre in pubblicità”.
    Con tutta evidenza soffrono d’incontinenza pubblicitaria, ad orologeria.

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  12. Ora i paesi europei stanno arrestando i critici di Zelensky e li trattengono fino a quando SBU si presenta per portarli via. Questo sicuramente costituisce un precedente ed è un avvertimento per chiunque in Europa critichi l’Ucraina, o il suo presidente.

    l’Europa, che doveva essere una luce splendente di democrazia, cresce di giorno in giorno.

    “Il famoso blogger e critico del governo ucraino, Anatoly Shariy, è stato arrestato dalla polizia spagnola nell’ambito di un’operazione internazionale, ha annunciato giovedì il Servizio di sicurezza ucraino (SBU).

    Shariy è stato arrestato mercoledì in un’operazione congiunta da poliziotti spagnoli e ucraini, oltre a “partner” internazionali, ha affermato la SBU in una nota.

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  13. Shariy è stato inserito nella famigerata lista nera pubblica di Myrotvorets dei “nemici dello stato” fondata da Anton Geraschenko, il consigliere del Ministero degli affari interni che ha approvato l’assassinio di parlamentari ucraini accusati di simpatie russe. Diversi giornalisti e dissidenti ucraini, tra cui l’importante editorialista Oles Buzina , sono stati assassinati dagli squadroni della morte sostenuti dallo stato dopo che i loro nomi erano comparsi nell’elenco.

    Anton Gerashchenko, consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha celebrato l’omicidio del sindaco Volodymyr Strok dichiarando sulla sua pagina Telegram “C’è un traditore in meno in Ucraina. Il sindaco di Kreminna nella regione di Luhansk, ex deputato del parlamento di Luhansk, è stato trovato ucciso”.

    Secondo Geraschenko, Strok era stato giudicato dal “tribunale del popolo”.

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    • Mio Dio. 🤦🏻‍♀️
      E questi devono essere FACILITATI ad entrare in Europa?
      Vabbé, siamo noi che stiamo entrando nel concetto di “democrazia” Ucraina…
      Che vomito.

      Ps cosi anche la consegna di Assange sarà “eticamente” più agevole e nell’ordine delle cose.
      È finita, gente, mi sento catapultata nel nazismo. E non è un film.
      Spererei che fosse un incubo, piuttosto.

      Piace a 2 people

    • L’arietta Fascista è asfissiante…..mi viene da vomitare 🤢……e la stampa pompa la mellone…..e partono le liste….e rispuntano le svastiche….la vedo nera nera nera.

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    • Stranamente su Infosannio non è apparso questo articolo della Lombroso:

      «Rondolino fa rima con c……no

      Tutto si può dire di Fabrizio Rondolino ma non che non sia un uomo tutto d’un pezzo, lasciando ai lettori decidere di che materiale sia composto quel “pezzo”.

      Quindi è inutile stupirsi per la sua ultima sortita, il lancio un rete di una lista di proscrizione che enumera i nemici pubblici, da Castellina a Ascanio Celestini, da Tomaso Montanari a Fiorella Mannoia, da Michele Santoro a Donatella Di Cesare, contro i quali lancia il suo anatema: ricordatevi questi nomi. Hanno scelto gli assassini, gli stupratori, i torturatori. Non li dimenticheremo.

      Beh anche noi non dimentichiamo chi ha allestito altre gogne introduttive di misure di censura, delegittimazione e poi emarginazione e infine persecuzione di personalità colpevoli di non assecondare canoni imposti da un regime.

      Come si sa la campagna di odio autorizzata grazie all’impegno di una decina di accademici, non tutti di primissimo piano, appartenenti a diversi campi e discipline, firmatari del Manifesto in difesa dalla Razza, aveva scelto come obiettivi prioritari intellettuali e accademici ebrei, nonostante fossero pienamente integrati nella società di allora e anche nel regime, a conferma che il razzismo, presente in nuce nel codice genetico del fascismo e che rappresentava un logico sviluppo della sua linea nazionalista, autoritaria e gerarchica, si avvaleva della teoria del complotto demoplutogiudaicomassonico per tacitare, squalificare e mettere al bando voci critiche, potenziali dissidenti, ipotetici oppositori, certo, ma anche concorrenti prestigiosi, competitori autorevoli ai cui meritati successi figure più modeste non avrebbero potuto aspirare.

      L’accusa di cospirazionismo era alla base della Black List per eccellenza, quella del maccartismo, che con l’esclusione arbitraria e particolarmente avvilente dei cinematografari in odor di comunismo, mirava alla loro morte civile grazie a una rete infame di denunce e delazioni.

      Una decina di anni fa si verificò un attacco nei confronti dei docenti della Sapienza e dell’Università italiana nella sua interezza, con volantini e manifesti riconducibili a Comunione e Liberazione ispirati a posizioni clerico-reazionarie in materia di etica, scienza e financo logica e che ancora una volta denunciavano un’infiltrazione di una lobby giudaica che occupava gli atenei, il mondo accademico, la cerchia degli intellettuali.

      E’ che le Colonne Infami, i cui compilatori sfogano il proprio rancore politico e avanzano richieste di premi e riconoscimenti dei loro padroni, proliferano quando la democrazie danno segni di cedimenti, quando viene instaurato uno stato di eccezione che impone l’abiura dei principi dello stato di diritto, come molti di noi hanno denunciato in due anni di gestione pandemica che evocavano altri tempi, altre censure, altri linciaggi morali, altre discriminazioni.

      Vale quindi la pena di soffermarsi sul prestigio, l’autorità morale, la statura intellettuale di chi potrebbe soffrire della damnatio memoriae che aborrisce come la più oscena e tragica punizione, se non si conquistasse quei dieci secondi di popolarità nei modi più disonorevoli e vergognosi.

      Nato come il Lothar di d’Alema via via si è accontentato di esibirsi in veste di Gianni Letta di Renzi, è facile costruire il caso R. attraverso qualche citazione d’archivio, un florilegio fior da fiore della sua produzione.

      Piccole vittima palestinesi? Ma basta, quando c’è una guerra muoiono grandi e piccoli, quando sono morti sono tutti uguali.

      I greci umiliati dalla Troika? Tutti straccioni e poveracci che si sono scelti Tsipras come leader.

      E in margine alle proteste dei docenti contro la Buona Scuola: ma perché la polizia non riempie di botte gli insegnanti?

      Ma in lui alberga anche un dotto costituzionalista che ebbe dire in merito a riforme e leggi elettorali: il suffragio universale costituisce un rischio per la civiltà occidentale. E ancora: non si perda tempo a conquistare l’elettorato, meglio spingerlo a non votare.

      Non c’è da sospettare che Rondolino sia un suggeritore delle maggioranze governative che si sono susseguite, più probabile che venga di volta in volta incaricato di lanciare qualche provocazione propedeutica a uno di quei dibattiti tra intellettuali organici come la più cospicua quota di rifiuti in discarica.

      Ma più di tutto vale il caso della famosa email nella quale dichiaratosi “infatuato” del giovane reuccio della Leopolda, decise di inviargli alcuni modesti consigli e fertili raccomandazioni in copia con Carrai, affittacamere e consigliere, che poteva venirgli utile in veste di spione del regno. Al centro era collocata l’ipotesi di creare una piccola e combattiva redazione dedita alla “character assassination percolpire gli avversari distruggendo la loro reputazione” in un sito da costruire su un server estero.

      Non deve averlo preso sul serio nessuno, tra i grandi burattinai, a meno che non sia stato così capace da agire talmente nell’ombra da non farsi accorgere delle sue trame. Forse ha deciso di uscire dall’ombra approfittando di questa immancabile occasione per inserire nella grande guerra quella sua personale contro individui liberi, razionali, informati, consapevoli, i più pericolosi per quelli come lui.».

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      • Presto, qual è (senza apostrofo) la rima per Rondolino?
        Non mi vieneee… Non sarà solo “cretino”, eh?
        Troppo leggero come epiteto, da puntinare solo per evitare denunce.
        Come minimo direi cogli.ncino…se questa non fosse gente infida e pericolosa, il peggio del peggio dei servi viscidi del potere.
        Un personaggio letterario, direi…

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    • Ha dimenticato Papa Francesco e Orsini.
      Ah… perché è l’elenco dei partecipanti a “Pace Proibita” , di cui conferma appieno il titolo.
      Da notare: ha inserito anche il “Quarter trio”, che ha SOLO suonato alla fine dell’evento senza proferire verbo.
      Gravissima colpa, pacifisti di m.!

      Che essere meschino 🤮

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  14. Intanto rimbambidet ha comunicato che le scorte di petrolio usa sono in esaurimento,
    E che in autunno ricorreranno ad acquistare petrolio sul mercato libero,

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    • Infatti Lionello Gatto Roissard, famoso viveur istrione e geniale, comprava il sole 24ore e investiva SEMPRE in modo contrario a quanto raccomandato, ad esempio se il sole caldeggiava il dollaro, lui vendeva…..e tutto sommato la sua strategia fu vincente.

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