Le élite belliciste attaccano Santoro perché per loro è inconcepibile essere contrari alla logica della guerra

(Luca Telese – tpi.it) – Ecco l’ultima battaglia degli opinionisti elmettati: dare del “negazionista” a Santoro. Nell’antologia stravagante delle follie belliciste, da ieri, c’è anche la polemica contro Michele Santoro per la sua serata contro la guerra – “Pace Probita” – al Teatro Ghione di Roma.

Forse vi state chiedendo: perché Santoro ha detto qualcosa di sbagliato, di folle, di “Putiniano”? Perché qualcuno dei suoi ospiti ha dato di matto, parlato delle origini ebree di Hitler, o perché ha insultato Zelensky? Macché, peggio: perché la serata è stata trasmessa in streaming – fra gli altri – dal sito di Claudio Messora, Byoblu. Una testata famosa per tante campagne in stile “contro informazione” e per le sue posizioni dichiaratamente No vax.

Forse, se non avete seguito la vicenda, mentre leggete queste righe vi starete chiedendo: ho capito male? C’è qualcosa che mi sfugge? No, avete letto benissimo. Fin dalla giornata di lunedì, infatti, firme autorevoli e non (che si sono già messi in mostra in questi mesi, segnalandosi per le continue e intolleranti polemiche contro i pacifisti), hanno attaccato Santoro su questo punto: il suo evento era trasmesso da un sito negazionista, dunque il suo talk show è anch’esso negazionista.

E poco importa che il segnale con la diretta della serata fosse libero e accessibile a chiunque su Youtube. E ancora meno – o addirittura nulla – sembrava importare il fatto che sito di Byoblu fosse solo uno di quelli (ad esempio il nostro) che erano stati annunciati come uno dei canali attraverso cui era visibile la serata del Ghione. Nel giorno della manifestazione, infatti, le prime critiche arrivano da un giornalista de Il Foglio, Luciano Capone: “Quasi tutti sono sorpresi dalla convergenza tra Santoro e ByoBlu. A me – spiega il giornalista – non pare così strano. Quando Santoro faceva in televisione la propaganda per la ‘cura Di Bella’ Messora non si era ancora fatto le prime vaccinazioni”.

In questo atto di accusa era già contenuto il primo pilastro della campagna contro l’ex conduttore di Annozero: stabilire l’equazione che se il sito di Messora ha posizione no vax, anche la manifestazione della pace, in qualche modo, era permeata di questa identità. Un altro grande critico, nelle stesse ore, in rete, era Gianni Riotta. Giornalista molto schierato su posizioni interventiste, già compilatore di liste di proscrizione dei presunti pacifisti “amici di Putin”, Riotta scrive: “L’intesa Santoro Byoblu Messora sulla deformazione della cronaca e della realtà – attacca l’ex direttore de Il Sole – non è una sorpresa, ma una logica conseguenza del loro fosco, comune, approccio alla informazione e alla politica. Da sempre”.

Aggiungeva un giornalista di La Repubblica, Stefano Cappellini: “Al teatro Ghione di Roma in scena Santoro, Sabina Guzzanti, la Mannoia, Moni Ovadia ecc. per la serata ‘Pace proibita’ (proibita da chi, lo immaginate), diretta su Byoblu, network dei complottisti e negazionisti specializzato in ‘le cose che non vi dicono’. Il canale – conclude Cappellini – che meritano”. E, come loro, tanti altri. Polemisti che volutamente ignoravano tutte le altre testate che abbiamo trasmesso la serata: Telenorba e Antenna Sicilia, Radio Popolare.

Insomma, secondo questa singolare equazione dei critici bellicisti, se Byoblu trasmettesse un Angelus del Papa, persino Francesco diventerebbe un amico dei no vax. Perché – come in mille altri casi in questi giorni – l’obiettivo delle polemiche non è affermare un punto di merito, o una opinione, ma di imporre un anatema di principio, una sorta di cartellino rosso di squalifica dal consenso civile: chi è contro la guerra – sostengono gli interventisti bellicisti – è “de facto” un amico dei russi, un agente di Mosca, un emulo dei no vax.

Chi è contro la guerra deve essere per forza un cospiratore, un eversore, un provocatore. C’è dunque, nell’anatema che anche questa polemica esprime, qualcosa che trascende tutto: sia il reale peso di Byoblu nell’informazione italiana, sia le effettive opinioni di Santoro, sia le posizioni di merito dei suoi ospiti. C’è l’ennesima manifestazione di un sentimento apodittico ed estremo, una presa di posizione figlia di un singolare sentimento di intolleranza ideologica, l’asportazione a squalificare chiunque non aderisca alla logica della guerra e delle armi.

Poco importa che il 66% degli italiani abbiano le stesse posizioni, secondo i risultati (pressoché omogenei) di tutti i sondaggi di opinione realizzati in questo periodo. Anzi, semmai è il contrario: proprio perché si sentono minoranza, le elites belliciste aumentano il tasso della loro polemica contro chiunque si discosti dalla linea del sostegno alla guerra, alla Nato, alla scelta di fornire armi, se possibile anche quelle offensive. Anche quando apparentemente criticano Messora, dunque, questi giornalisti elmettati, e questi politici armiamoci-e-partite criticano Santoro. Anche quando apparentemente criticano Santoro, però, stanno criticando chi si oppone alla guerra. E anche quando mettono nel mirino “i pacifisti”, in realtà, se la stanno prendendo con chiunque si discosti dal coro conformistico di quelli che non vorrebbero che il conflitto in Ucraina finisse. Tutti nemici del popolo, magari a partire da te, che leggi.

36 replies

  1. Queste frasi scritte da un giornalista come Telese sono la dimostrazione del doppiopesismo dello scribacchino tipo italiota.
    Lo abbiamo visto in tv “manganellare” chiunque avesse posizioni dubbiosi sul vaccino e sul green pass. Oggi lo troviamo a difendere il diritto di poter esprimere un pensiero critico sulla condotta europea e italiana riguardo la vicenda Ucraina.
    Mah…

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    • David Allegranti – giornalista Il Foglio

      Ieri sera al teatro Ghione di Roma è andata in scena una curiosa – curiosa si fa per dire – performance officiata da Michele Santoro. Qui l’intervento di Ovadia

      i commenti
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      pragmatica_fantasy
      pragmatica_fantasy
      15 ore fa
      Grazie Allegranti, volevo rivederlo e condividerlo, grande Ovadia! Il fatto che tu descriva come “delirio” un discorso antinazista ti qualifica! Non cancellarlo mai te prego.

      13

      Lady G.
      Lady G.
      16 ore fa
      Immenso Moni Ovadia! Me lo ricordo quando venne alla nostra scuola a parlare di come lo stato lucri sui bisogni dei giovani.
      Da lui non mi aspettavo nient’altro.

      7

      Giorgio Magarò
      Giorgio Magarò
      20 ore fa
      Bravo Moni Ovadia. Grande come sempre.

      21

      morena capurso
      morena capurso
      15 ore fa
      grazie per averlo pubblicato, volevo giusto condividerlo. Grande Moni Ovadia! Lucidissimo!

      9

      Claudio Ricciardi
      Claudio Ricciardi
      19 ore fa
      Niente di più bello e vero. Almeno per noi in democrazia.

      10

      Vincenzo Carpentieri
      Vincenzo Carpentieri
      16 ore fa
      Ormai molti di voi giornalisti la realtà non la percepite più. Grande Ovadia!

      5

      Paul Klee
      Paul Klee
      17 ore fa
      la cosa curiosa è che tu abbia ancora il tesserino di giornalista, Moni Ovadia racconta verità!

      6

      Gianfranco Bertuccini
      Gianfranco Bertuccini
      15 ore fa
      Delirio?? A me sembra lucidissimo come sempre! Grande intervento.. come sempre del resto.

      6

      George Rooper
      George Rooper
      13 ore fa
      Grazie Moni Ovadia uomo di verità e uomo coraggioso

      1

      Massi Nicco
      Massi Nicco
      9 ore fa
      Grande Moni Ovadia!

      emmanouil pantouvakis
      emmanouil pantouvakis
      9 ore fa
      Grazie ,mi serviva x codividerlo.Lei è una persona utile a sua insaputa

      👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏👏

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    • Poiché quell’immondo d’un ebreo antisemita di Moni Ovadia l’ha accennato, per le anime belle che volessero (quelle per cui è inimmaginabile che un ebreo possa anche essere filo-nazista) approfondire; ecco a voi un compendio del libro (dello storico ebreo Bryan Mark Rigg, antisemitaanche lui, ovviamente!) su quei 150 mila soldati ebrei di Hitler di cui nessuno ha mai osato parlare:

      I 150mila “Soldati Ebrei di Hitler”

      Quando nel settembre del 1939 il quotidiano tedesco “Berliner Tageblatt” dedicò la prima pagina a “der ideale deutsche Soldat“, “il soldato tedesco ideale”, non poteva certo immaginare che quel volto appartenesse ad un giovane ebreo, o meglio, “mezzo ebreo”, il Gefreiter Werner Goldberg. Questa la foto più sorprendente, delle tante di ufficiali, generali, ammiragli, membri del partito nazista, contenute nel libro “I soldati ebrei di Hitler” (pubblicato da Newton & Compton nella collana “I Volti della Storia”.) L’autore è lo storico statunitense di origini ebraiche Bryan Mark Rigg, laureato alla Yale University.

      Nella prefazione, Rigg racconta d’essere stato ispirato alla ricerca dalla visione d’un film, “Europa, Europa“, della regista polacca di origine ebraica Agnieszka Holland, in cui si racconta la storia dell’ebreo Solomon Perel che, falsificando la propria identità, prestò servizio nella Wehrmacht e studiò in un collegio per la gioventù hitleriana dal 1941 al 1945. Il film racconta una storia reale, essendo basato sull’autobiografia di Perel, Ich war Hitlerjunge Salomon.

      C’erani casi simili a quella di Perel? Rigg si mise al lavoro. Gli sarebbe bastato trovare una dozzina di storie simili a quella di Perel e ne avrebbe ricavato uno studio interessante. Ne trovò 150.000 (in maggioranza ebrei a metà o per un quarto) e questo sconvolse tutte le sue certezze.

      Gli storici avevano sempre parlato di una cifra irrisoria di ebrei o mezzi ebrei (Mischlinge) che avevano militato sotto la croce uncinata. Mai tuttavia ricoprendo alte cariche.

      Rigg iniziò una corsa contro il tempo, poiché a circa mezzo secolo dai fatti in questione il numero dei veterani ancora in vita si assottigliava di giorno in giorno. L’autore si avvalse dell’ “effetto valanga”, un metodo nelle scienze sociali in cui ogni intervistato fa i nomi di altri conoscenti. Quasi tutti si mostrarono disposti ad aprire le loro case e raccontare le loro storie. Molti autorizzarono il libero accesso ai fascicoli personali contenuti negli archivi. Vennero fuori documenti che “nessuno aveva mai esaminato prima” (siamo tra il 1994 e il 1998!) e “furono dette cose che non erano mai state dette prima”. Le loro vicende costituiscono la testimonianza diretta d’una storia per troppo tempo taciuta.

      Una storia che probabilmente molti storici avrebbero preferito restasse nei cassetti. Ma Rigg appartiene a quella schiera ormai folta di storici ebrei che, sulla scia di Arendt, Kath, Kimmerling, Novick, Finkelstein e altri, vogliono tutta la verità sull’Olocausto, anche a costo di raccontare qualche storia scomoda e di crearsi qualche nemico. La critica, quando non li accusa di filo-nazismo (come accadde per Hanna Arendt), li considera “revisionisti” nell’accezione staliniana del termine. Sono quelli che alla domanda «perché un ebreo scrive queste cose?», rispondono: «Perché un ebreo NON dovrebbe scrivere queste cose?».

      I testimoni intervistati da Rigg, i documenti consultati e l’opera che ne è nata ci conducono in un mondo in cui avevamo sentito parlare in fretta e per accenni, ma che mai avevamo penetrato e di cui mai prima d’ora avevamo incontrato gli abitanti: il mondo dei “soldati ebrei di Hitler”.

      Circa 150.000, abbiamo detto. Una popolazione grande come una città di medie dimensioni, non uno sparuto gruppo come si è voluto far credere per oltre mezzo secolo. Un’armata con i suoi generali, i suoi ufficiali, le sue truppe, i suoi medici e via dicendo.

      Fanno parte di questa armata il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato da Hitler per la campagna del 1940 (l’aggressione della Norvegia). Milch era (pare) figlio di un ebreo. Ci fu un’inchiesta. Ma intervenne Göring, che fece firmare alla madre di Milch un foglio nel quale la donna affermava sotto giuramento che il vero padre non era il marito Anton Milch, uomo di “razza ebrea”, ma Karl Brauer, cioè lo zio, un tedesco “ariano” da tante generazioni.

      C’era l’Oberbaurat della Marina e membro del partito nazista Franz Mendelssohn, per un quarto ebreo, discendente diretto del famoso filosofo ebreo Moses Mendelssohn, che a sua volta era il nonno del compositore ebreo Felix Mendelssohn, denigrato dai nazisti in quanto autore di “Entartete Musik” (“musica degenerata“, sic).

      C’era l’ammiraglio Bernhard Rogge, decorato da Hitler e dall’imperatore del Giappone. Rogge aveva un nonno ebreo, ma chiese e ottenne il certificato di sangue tedesco per prestare servizio nella Kriegsmarine.

      C’era il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck. Era “mezzo ebreo”, secondo le Leggi di Norimberga.

      C’era il generale Gotthard Heinrici, a cui fu affidato il comando delle truppe tedesche nell’ultima battaglia della guerra, quella di Berlino dell’aprile del 1945. Non era ebreo, ma aveva sposato una donna di origine ebrea. Poco male, Hitler in persona consegnò loro un Certificato di sangue tedesco (Deutschblütigkeitserklärung).

      C’era il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg, figlio di una donna ebrea, ma dichiarato ariano da Göring. C’era Hans Eppinger, medico “mezzo ebreo” che svolse esperimenti sugli ebrei internati nel campo di concentramento di Dachau. C’era il colonnello Walter Hollaender, altro “mezzo ebreo”. C’era Emil Maurice, amico di Hitler dal 1919 e poi suo autista personale, tra i fondatori del Partito Nazista e poi delle SS, di cui aveva la tessera numero 2 (la numero uno era di Hitler), Comandante supremo delle “Camicie Brune” (Sturmabteilung, SA) dal 1920 al 1921. Hitler parla di lui nel Mein Kampf. Maurice aveva un nonno ebreo.

      Segue una sfilza di ufficiali, sotto-ufficiali, soldati. Alcuni ebrei, altri mezzi ebrei, molti ebrei per un quarto o addirittura per il 37,5 per cento, secondo i calcoli dei nazisti.

      Poi la ricerca scava impietosa fino ad un nome terribile: Reinhard Heydrich, uno dei più potenti gerarchi nazisti, Capo dell’ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, soprannominato “la bestia bionda”, “il Mosè biondo”, “l’ingegnere dello sterminio”, in quanto diretto superiore di Heichmann. Era ebreo Heydrich? Molti all’epoca pensavano di sì. Ci furono delle indagini, che pero’ non portarono a nessun esito “incriminante”. Rimane il dubbio.

      È un armadio gigantesco, il libro di Rigg, da cui si estraggono scheletri ben nascosti da mezzo secolo, nomi di uomini che fecero la storia del XX secolo e fatti che resero quella storia atroce.

      «Non potevamo immaginare», ricordava Yitzhak Zuckerman, capo della rivolta del ghetto di Varsavia, «che alcuni ebrei avrebbero condotto alla morte altri ebrei». Zuckerman non si riferiva tanto, o soltanto, agli ebrei della Wehrmacht, della Luftwaffe, della Marina o delle SS, ma soprattutto ai sonderkommandos, la polizia ebrea collaborazionista così efficacemente e drammaticamente narrata dall’ebreo Roman Polanski nel suo ultimo film “Il pianista”.

      Perché, dunque, un libro come questo di Rigg ci sconvolge tanto? Forse perché il peso della “soluzione finale” è insopportabile e scopriamo di poterlo distribuire su altre spalle, persino, in alcuni casi, su spalle ebree. Forse perché ci ha aiutato a capire che non esiste necessariamente una “colpa collettiva” del popolo tedesco, così come non esiste una “innocenza collettiva” del popolo ebraico. Ci furono, anche tra questi ultimi, persone che per un motivo o per l’altro parteciparono all’infernale industria della morte di Hitler.

      http://www.asiablog.it/2007/06/20/i-150mila-soldati-ebrei-di-hitler/

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      • @Elena

        Infatti, invece di bersi le frottole della propaganda, basterebbe studiare la storia dell’antisemitismo degli stessi autori ebrei quali Bernarde Lazare, ad esempio (L’antisemitisme, son histoire et ses causes), o Albert Lindemann (Esau’s tears), ma ce ne sono di tanti, tantissimi altri (tutti storici ebrei), se uno vuole sapere: da far spalancare, alle anime belle, quell'”armadio” delle certezze politically correct dove all’improvviso gli schizzerebbero scheletri da un capo all’altro della stanza così agitati e numerosi da fargli venire le traveggole.

        Ma questo vale solo per chi abbia almeno un minimo di onestà intellettuale e un minimo di etica, non certo per chi l’ideologia ce l’ha inculcata a suon di propaganda, e non se ne rende nemmeno conto, e poi in base a quella giustifica qualunque menzogna, e qualunque doppia morale, per farla convergere sulle proprie tesi.

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      • Accidenti, Beyond… Molto interessante, il contributo 👍🏻
        Io non ho mai capito e chiedo: ma essere ebrei” che cosa significa?
        Lo definiscono “sangue” ebreo…ma parliamo di razza (si fa per dire), cioè di etnia… o di religione? Ebrei di ogni nazionalità da generazioni in che cosa si dovrebbero distinguere? Non esisteva nemmeno Israele, allora.
        E se si tratta di religione, perché mai per un cattolico o un protestante non conta l’ascendenza? Cioè, una religione si trasmette forse geneticamente?
        Che senso ha, alla luce di questo, la questione ebraica?
        Tra l’altro, ci sono le “sfumature”: il sionismo.
        Io ad es. non sono certo antisemita (qualsiasi cosa significhi), ma sono convintamente antisionista, come, del resto, tanti ebrei, come David Grossman e, credo, dal suo discorso, Moni Ovadia.
        Ma il concetto di ebraismo, legato al “sangue”, mi sfugge proprio..

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      • @Anail.
        Carissima Anail, mi hai chiesto: “ma essere ebrei che cosa significa?
        Per quanto mi è dato sapere, semplicemente osservanti della fede ebraica, punto.
        Poi per quanto mi riguarda, il popolo ebreo è composto perlopiù da brava gente e molto coraggiosa, anzi eroica! E però, queste brave persone, non te le fanno mai vedere in TV e non scrivono mai sui giornaloni. Chissà perché.

        “Lo definiscono “sangue ebreo”ma parliamo di razza (si fa per dire), cioè di etnia o di religione? Ebrei di ogni nazionalità da generazioni in che cosa si dovrebbero distinguere?”

        Questo “razzianamente parlando” non si può dire (fatti li “razzi” tuoi)!… Tu puoi essere anticristiano, antimusulmano, anti e ant-anti tutto quello che quel “razzo” ti pare, ma se solamente fai un accenno al “popolo eletto”… apriti cielo! Tuoni! Fulmini! e Onnipotenza!..

        Ma è bene comunque non confondere mai la parola ebrei in senso negativo, col popolo ebreo. Proprio per nulla. Però ci sarebbe da aggiungere che se ancora oggi si portano dietro una sorta di “accezione” negativa, purtroppo non è certo per caso e non certo perché erano odiati per la “razza”. Ma semplicemente perché, per “questioni economiche”, i loro caporioni (e di conseguenza i sottostanti) sono stati espulsi circa dall’anno 1000 al 1900 (cioè prima del Nazismo e, quindi, ancor prima del Sionismo, spunto iniziale da cui prese il via tutto il “processo creativo” tedesco) almeno una sessantina di volte da diversi Paesi, da diversi Governi, da diversi re, da diverse religioni….

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    • Cara Anail, non sorprenderti. Chi definisce “delirio” il bellissimo discorso ( giustamente provocatorio) di Ovadia è tal David Allegranti. Un “fogliante”, quindi de il Foglio, un cialtrone vergognoso che con Luciano Capone, altro fogliante, fa a gara a chi sia più ipocrita, falso, mistificatorio, venduto ai Poteri. Un pezzo di merda.

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    • Bene @Anail. Ho conosciuto Ovadia e non direi mai che è uno che delira. Dice più o meno le stesse cose che dici tu, o uno come Vauro. Vorrei solo che tu, Ovadia e Vauro, aveste il coraggio non solo pensare ma di DIRE ad alta voce: Putin ha ragione. Putin ha fatto bene a invadere l’Ucraina per denazificarla. Non solo per la Russia ma per l’intera Europa! Invece tutti, ma proprio tutti, anche Santoro per dire, tengono a precisare che Putin ha sbagliato, che ha fatto un errore e bla bla bla. Ma se le cose stanno come dite voi, l’Italia, la Francia e la Germania dovrebbero inviare le armi alla Russia, non all’Ucraina!
      Ma sono impazziti tutti quanti?

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      • @SantoLoquasto sarà per i miei mezzi intellettivi scarsi, sarà per una mia incapacità di analisi dei contenuti, sarà per malafede, non so, ma faccio proprio fatica a seguirla. Chi non aderisce alla linea della NATO, non impazzisce di gioia all’idea di trovarsi di fatto in una guerra che si poteva evitare, che valuta le ragioni storiche dei belligeranti, che condanna le politiche imperialiste e colonialiste degli USA, l’assenza di passaggio parlamentare delle decisioni che Draghi assume arbitrariamente, secondo lei è putiniano? Siamo ancora a questo? Ma altri argomenti? Ormai è un B-movie già visto e sentito fino alla nausea.
        Peró può essere che sia colpa mia….è che proprio non ci arrivo evidentemente…..

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      • @Elena
        Glielo spiego meglio:
        se, come dice Ovadia, l’Ucraina è piena zeppa di nazisti, e il battaglione Azov non rappresenta solo una parte dell’esercito ucraino ma L’INTERO esercito ucraino, allora ha ragione Putin, quando dice di aver iniziato l'”operazione speciale” per DENAZIFICARE l’Ucraina. O no? Chi li vuole 250.000 nazisti in Europa? Paradossalmente bisognerebbe aiutare i russi, non gli ucraini!
        Dicevo solo questo. NON ho parlato di “chi non aderisce alla linea della Nato, di chi non impazzisce di gioia all’idea di trovarsi di fatto in una guerra che si poteva evitare, e che valuta le ragioni storiche dei belligeranti, e che condanna le politiche imperialiste e colonialiste degli USA, e pure l’assenza di passaggio parlamentare delle decisioni che Draghi assume arbitrariamente”. Tutte cose legittime e, almeno una, alla Catalano: preferisco vivere in pace che trovarmi in una guerra che si poteva evitare.

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      • Non potrò mai dire che qualcuno abbia fatto BENE a reagire, ma lo capisco, perché aveva MOLTE ragioni e anche perché non è entrato dopo aver raso al suolo le città come avrebbero fatto i nostri compari yankee. La situazione si è purtroppo evoluta anche per colpa nostra, che invece di mediare, abbiamo armato e reso quindi ben più pericolosa la situazione, sino alle attuali tragiche conseguenze.
        Nota bene che non sono mai stata filoputiniana, ma mi urta molto che si veda il male da una parte sola, così come la relativa propaganda, specie se da una delle due parti ci sono i nazisti al governo e nell’esercito, sostenuti, protetti e utilizzati dagli USA, che aizzavano, cercando la reazione russa da almeno 25 anni e intervenendo, tramite gli insulti di Biden, ogni volta che sembrava prospettarsi un negoziato, per SCONGIURARE ogni possibilità di accordo di PACE.
        Per me, tra Russia e Ucraina, il primo aggressore è la seconda, che ha disatteso i trattati (da loro firmati e garantiti da Germania e Francia!)che attribuivano autonomia al Donbass… e l’ha invece bombardato pervicacemente, causando migliaia di morti e di crimini di guerra certificati da OSCE, ONU e Amnesty International.
        Una verità non sparisce per il solo fatto che ce l’hanno accuratamente nascosta. È come se l’Italia, dopo un colpo di stato usa/nazi, non riconoscesse l’autonomia del TAA e l’avesse bombardato per 8 lunghi anni…e poi volesse passare per Repubblica Libera, Democratica e Sovrana. Ahahah.
        Persino il PAPA afferma che la Nato è andata ad abbaiare alla Russia sotto casa… quindi? E, occhio, i cani usati erano amichetti di Hitler.
        Comunque, essere associata a Moni Ovadia, Vauro e per ultimo, al pensiero di Papa Francesco, può essere per me solo un enorme onore.

        Ps Se proprio senza un manifesto di filoputinismo da parte mia non ce la fai a dormire, ti dirò che amo Putin FISICAMENTE, lo sogno tutte le notti e mi fa sangue!
        Così stanotte dormi tranquillo.

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      • Santo, credo che i 250mila nazisti a cui si riferisce Ovadia siano gli ucronazi della 2a guerra mondiale, antenati e ispiratori di quelli attuali.

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      • @Anail
        Ti consiglio di leggere il pezzo di Gad Lerner sul FQ di ieri. Il suo punto di vista dimostra non solo che il FQ è un giornale libero, ma che a sinistra può esistere un pensiero NON UNICO. Ne trascrivo metà. Il resto si vuoi lo trovi sul giornale.
        Gad Lerner:
        “Nel mondo in guerra che si rattrappisce e si volta all’indietro in cerca della sicurezza perduta, accade che la storia venga stiracchiata e manipolata per ricavarne vantaggi propagandistici. La cosiddetta “denazificazione” dell’Ucraina appartiene a questa produzione di falsi miti, invenzioni con cui si vorrebbe spacciare come buona causa, sacra missione, quella che è solo un’aggressione militare. Se il ministro Lavrov, politico di lungo corso, per denigrare Zelensky ha pensato di poter ricorrere a un grossolano paragone con Hitler, è perché sapeva di trovare orecchie sensibili anche nelle opinioni occidentali. Soprattutto fra coloro che individuano nella resistenza ucraina all’invasione russa la minaccia principale alla propria sicurezza e al proprio benessere. Per via del sostegno che quella resistenza riceve dalla Nato. Non è certo sfuggito a Lavrov che anche sui nostri media ormai è frequente imbattersi nell’equiparazione ucraini=nazisti, per quanto oscena e inverosimile essa sia. In fondo è l’antica storia del lupo e dell’agnello che si ripropone in una forma aggiornata: il classico vittimismo degli aggressori. Così i presunti “denazificatori” scommettono di potersi impossessare anche delle vittime di ieri, cioè di milioni di ebrei sterminati nei luoghi in cui oggi di nuovo si combatte… La questione ebraica viene brandita strumentalmente da più parti, dacché ha avuto inizio l’invasione russa. Lo stesso Zelensky è stato oggetto di dure critiche per il suo improprio paragone con la Shoah. Sbagliato, certo, ma meno offensivo dell’accusa di nazismo rivolta al governo di Kiev o addirittura all’insieme della resistenza ucraina da parte di tifoserie ignoranti che ingigantiscono e mistificano il ruolo della Brigata Azov. Il nazionalismo ucraino ha matrici reazionarie che permangono, minoritarie, al suo interno. Ma non c’è un pericolo nazista in Ucraina – è perfino imbarazzante doverlo precisare – più di quanto non vi sia un pericolo fascista in altri Paesi Europei, compreso il nostro…”
        (Continua)

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      • Gad Lerner bene fa a evidenziare la propaganda russa, che nessuno mette in dubbio. Che Putin non sia un benefattore e liberatore disinteressato di popoli oppressi è lapalissiano, non ci vuole Lerner per avvalorare questa ovvietà. È altrettanto evidente che l’intervento sia presentato all’opinione pubblica russa in modo da farle digerire l’intervento; quindi l’argomento guerra al nazismo, che ha fatto oltre 20milioni di morti russi, è un’ottimo appiglio per giustificare sacrifici in vite umane e economici. La società russa, specie quella che non vive nelle città cosmopolite, è ancorata a un sistema valoriate molto radicato e fondato sull’orgoglio patrio e sulla resistenza eroica al nazismo. La una forte memoria storica, rafforzata ogni anno dalle celebrazioni nazionali di moltissime ricorrenze di battaglie e vittorie patrie, è un elemento che gioca anche a favore di una narrativa propagandistica.
        Per noi “occidentali” funziona la narrativa propagandistica dell’esportazione della democrazia, della difesa della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli.
        È chiaro, alla luce delle verità storiche (benché anche su questo concetto si potrebbe lungamente disquisire), che entrambe le narrative propagandistiche siano una bella bugia che il Potere usa per spostare i consensi delle masse, con gli argomenti che funzionano al di qua e al di là del Bosforo…..

        Gad Lerner peró, è sensibile SOLO a fascismi e nazismi nostrani, che tra l’altro non vengono pesantemente armati e addestrati dai migliori corpi scelti di tutte le nazioni NATO, come invece quelli ucraini. Lui si preoccupa di denunciare i fischi che subisce a Pontida, o gli sfregi di svastiche tracciate al ghetto di Roma, o si straccia le vesti per le braccia tese dei camerati meloniani…..ecco è tutto un tantinello ipocrita, oltre che miope.

        Per quanto riguarda Lavrov, l’iperbole che ha utilizzato su Hitler ebreo nazista (storicamente non accettata e moralmente irricevibile) eppure sterminatore del suo stesso popolo, e in parallelo Zelensky ebreo nazista, sia stata pur utile a dimostrare L’ovvio al pubblico nostrano : Zelensky è ebreo eppure finanzia e legittima battaglioni nazisti; Zelensky è ebreo eppure legittima e pianifica pulizia etnica di minoranze russofone, anche ebree, utilizzando battaglioni nazisti; Zelensky è ebreo, riceve ingenti finanziamenti da ebrei ortodossi israeliani e li usa per promuovere il nazismo nella società ucraina, attraverso manifestazioni, mezzi di comunicazione e persino campi di addestramento per bambini e giovani ucraini.
        ( A margine: se poi vogliamo dirla tutta, i sionisti di Israele hanno atteggiamenti che richiamano direttamente il nazismo del Reich.)

        E per la serie “come cambiano le persone”…..

        dicembre 2021:

        “Giorgia Meloni adopera la parola ‘patriota’ come sinonimo di ‘camerata’, cioè come distintivo retorico della sua comunità. Lo schema rimane sempre lo stesso: ‘Noi siamo veri patrioti, gli altri sono traditori della patria’. Ma il nazionalismo oggi è solo un ferrovecchio riciclato”.

        gennaio 2021:
        “Per difendere il suo presidente ideale dall’accusa di golpismo, Giorgia Meloni usa questo argomento: e se dovesse rivincere le prossime elezioni lo chiamereste dittatore? Del resto chi meglio di lei lo sa, pure Hitler nel 1933 vinse le elezioni.”

        E questo Lerner lo riferiva ai nostri movimenti fascisti (e nazisti).

        Ricordo anche:

        2017
        https://mobile.twitter.com/gadlernertweet/status/1218836741374849024?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1218836741374849024%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.nextquotidiano.it%2Fmatteo-salvini-e-lantisemitismo-nella-lega%2F

        2015
        “ Troppi fascisti nelle nostre forze dell’ordine. Il poliziotto che rifarebbe mille volte il pestaggio alla Diaz di Genova è il sintomo di una tenace infiltrazione fascista nelle istituzioni”

        2014 (giacché da noi sotto la cenere covano pericoli che è meglio non svegliare e riabilitare)
        http://www.gadlerner.it/2014/12/22/arrestati-14-neofascisti-che-progettavano-attentati-contro-politici-e-istituzioni/

        (Solo per richiamarne qualcuno.)

        Sarebbe il caso che Gad Lerner che rispetto e stimo, ma raramente condivido, provasse a chiedersi se ciò che oggi ritiene di nobilitare, o di salvare in Ucraina (ma anche in Polonia e Moldavia), potrà avere, proprio grazie a questo favore dell’intellighenzia e della stampa nostrana, influenza e sviluppo anche da noi. E se questa influenza e sviluppo trovasse la maniera di armarsi, se forse allora sarebbe il caso di gridare al pericolo….anche se probabilmente quel grido sarebbe tardivo e silenziato da braccia tese e manganelli.

        Sulla necessità di nazificare o denazificare l’Ucraina, tra Zelensky e Putin, la verità non c’è ma si può trovare un punto di caduta tra le opposte posizione e esigenze e arrivare a una trattativa. Su questo si DEVONO concentrare gli intellettuali italiani e europei. Prendere per il culo Lavrov non ci porterà fuori dalla guerra…e i nazionalismi e il fascismo sono sempre nascosti in cantina, pronti a tornare.

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  2. L’intero sistema informativo è malato. La gente non gli crede neanche quelle poche volte che dicono la verità. Tutto questo accade perchè i giornalisti non sono indipendenti dalla proprietà editoriale e dalla politica lobbiystica.

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  3. “Insomma, secondo questa singolare equazione dei critici bellicisti, se Byoblu trasmettesse un Angelus del Papa, persino Francesco diventerebbe un amico dei no vax.”

    È proprio l’esempio che faccio io, di solito.
    Poi, mi fa specie che critichino i personaggi che si rivolgono a questi canali, magari perché sono stati PREVENTIVAMENTE CENSURATI da quelli “seri”, come Santoro, Rangeloni, Bianchi…
    Santoro – ed altri- hanno offerto il proprio lavoro anche a loro.
    Prima rifiutano e poi li criticano perché disprezzano chi li ospita?
    E non è censura? Non siamo in grado, noi, di distinguere i ciarlatani? Abbiamo bisogno dell’imprimatur del mainstream?
    Beh, a pensarci bene🤔… mi sa che certi elementi, senza quello, non sanno discernere.
    Peccato che, di questi tempi, fidandosi ciecamente, cadano proprio nella fossa dei leoni.

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  4. E concluderei dicendo che, con i loro attacchi gratuiti e palesemente ideologici, queste elites bellicistiche non fanno che accrescere i dubbi degli italiani e le loro posizioni pacifiste. Ora, Cappellini, Riotta, Gramellini, etc., non stiamo parlando di geni, ma possibile che nessuno sopra di loro se ne accorga?

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  5. 04 Maggio 2022 00:00
    Analisi militare del conflitto in Ucraina. L’AD intervista Andrea Gaspardo (Difesa Online)

    L’AntiDiplomatico intervista Andrea Gaspardo, analista militare per Difesa online. Proviamo con lui a rispondere a tutta una serie di questioni sul campo che troppo spesso vengono tralasciate nell’analisi quotidiana sul conflitto in corso. Le armi Nato cambieranno il corso del conflitto? La Transnistria è già un secondo fronte? Quali sono gli obiettivi finali dell’operazione russa? Cosa accadrà ad Odessa?

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  6. “L’AMERICA NON VUOLE LA PACE”
    Condivido in pieno quello che dice l’economista americano ed esperto di geostrategie Jeffrey Sachs, che insegna alla Columbia University. Sarà anche lui un putiniano involontario? In sostanza dice le stesse cose che da noi dice il Prof. Orsini. Nonostante le domande tendenziose e faziose del giornalista del Corriere, le risposte sono concrete e limpide. Ecco l’intervista riassunta all’osso:
    Qual è il pericolo maggiore di questa guerra?
    «Gli Usa ora stanno convincendo l’Ucraina che può sconfiggere la Russia, una potenza nucleare. Questa è una follia. È la tipica arroganza e miopia di noi americani».
    Come si arriva alla pace?
    «Gli USA vogliono la pace meno di quanto la voglia la Russia.(…) Gli Stati Uniti non hanno mai mostrato un segno di compromesso, né prima che la guerra scoppiasse, né dopo»
    Può fare un esempio?
    «Quando Zelensky ha lanciato l’offerta di neutralità dell’Ucraina, dagli Usa silenzio di tomba. Non una sola dichiarazione su questo».
    Ma come può l’Europa trattare con Putin che è un criminale di guerra? (chiede il giornalista che ha già emesso la sua sentenza). Risponde Sachs:
    «L’Europa deve trattare, questo è sicuro. Se gli Usa vogliono processare Putin per crimini di guerra, allora devono aggiungere alla lista degli imputati W. Bush e Cheney per l’Iraq, Barack Obama per la Siria e la Libia, Joe Biden per aver sequestrato le riserve in valuta estera di Kabul, alimentando così la fame in Afghanistan. E l’elenco non finisce qui. Non intendo scagionare Putin. Voglio solo sottolineare che bisogna fare la pace».
    Ma la pace come?
    «Innanzitutto ammettendo che siamo nel pieno di una guerra per procura tra due potenze espansioniste: la Russia e gli Stati Uniti. Non per nulla al di fuori degli Stati Uniti e dell’Europa, pochi Paesi sono schierati con l’Occidente, di fatto solo il Giappone e la Corea del Sud»
    La Russia però qui è l’aggressore.
    «Vuol dire che la Russia ha cominciato a sparare per prima? Sì, certo, ma lo ha fatto perché ha visto gli Stati Uniti entrare in modo irreversibile in Ucraina. Nel 2021, mentre Putin chiedeva agli Stati Uniti di negoziare l’allargamento della Nato all’Ucraina, Biden non solo ha rifiutato di discutere con Mosca, ma al vertice del 2021 ha rinnovato l’impegno della Nato [ad ammettere l’Ucraina, ndr], e poi ha firmato due accordi specifici con l’Ucraina. Gli Usa hanno anche continuato le esercitazioni militari e le spedizioni di armi su larga scala».
    (…) «Adesso Stati Uniti e Australia fanno un gran baccano perché Cina e Isole Salomone (che stanno a 3.000 km dall’Australia e 9.000 km dall’America) hanno firmato un patto per la sicurezza. Quell’accordo viene visto come una terribile minaccia alla sicurezza dall’Occidente. Come si deve sentire allora la Russia con un accordo tra Nato e Ucraina?».
    L’argomento dell’allargamento della NATO può non convincere tutti.
    «Ma l’allargamento era già nei fatti. Il ministero della Difesa dell’Ucraina brulicava di consiglieri dell’Alleanza atlantica. L’idea che l’allargamento non avrebbe avuto luogo era un’operazione di pubbliche relazioni, non una verità»
    Dunque lei cosa suggerisce?
    «Per salvare l’Ucraina dobbiamo porre fine alla guerra, e per porre fine alla guerra abbiamo bisogno di un compromesso in cui la Russia si ritira e la Nato non si allarga. Non è difficile, eppure gli Stati Uniti non accennano neanche all’idea, perché sono contrari. Quindi ci aspettano rischi molto grandi».
    Le sanzioni devono essere a oltranza?
    
«Le sanzioni andrebbero revocate come parte di un accordo di pace. La guerra in Ucraina è terribile, crudele e illegale, ma non è la prima guerra del genere. Gli Usa sono stati coinvolti in innumerevoli avventure irresponsabili: Vietnam, Laos, Cambogia, Afghanistan, Iran (golpe e dittatura del 1953), Cile, Iraq, Siria, Libia, Yemen. Questo solo per citarne alcune… Eppure gli Usa non sono stati banditi dalla comunità delle nazioni. Neanche la Russia dovrebbe esserlo. Invece gli Stati Uniti parlano di isolare la Russia in permanenza. Di nuovo, è la tipica arroganza di noi statunitensi».
    Che pensa delle sanzioni sul petrolio e il gas russi?
    «L’Unione europea dovrebbe muoversi per favorire un accordo di pace. Un embargo totale su petrolio e gas getterebbe l’Europa in una recessione. Non lo consiglio. Non cambierebbe l’esito della guerra e non influirebbe molto su un accordo di pace, ma danneggerebbe l’Europa pesantemente».
    L’inflazione può aumentare il populismo in Occidente?
    «Sì, la guerra e le sanzioni stanno già creando un forte aumento della fame nei Paesi più poveri, specie in Africa, che dipendono molto dai cereali importati. Anche Biden pagherà un prezzo al carovita nelle elezioni di novembre. Questi shock dal lato dell’offerta si verificano dopo un lungo periodo di espansione monetaria, quindi c’è ampio spazio perché l’inflazione corra. Ci aspetta un periodo molto difficile sul piano macroeconomico».
    (Per chi volesse leggere l’intervista integrale questo il link: https://www.corriere.it/…/sachs-stati-uniti-nato-russia..

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    • Alla crisi cerealicola generata dalla guerra, con il mancato export in aree già compromesse da crisi economica e alimentare, come buona parte del corno d’Africa, dove siccità e carestia stanno falcidiando migliaia di persone, e anche aree come la Tunisia e l’Algeria, si aggiunge a aggravio la speculazione finanziaria e commerciale….. la guerra in Ucraina ha scoperchiato un inferno di dimensioni incalcolabili, con ricadute a medio e lungo termine che potenzialmente potrebbero aprire le porte dell’apocalisse: mi attendo enormi movimenti migratori e instabilità politica crescente anche in ampie zone del nord Asia e del nord Africa.
      Per quanto riguarda noi, è evidente a tutti che la valanga si stia già abbattendo su economia e tessuto sociale; inflazione chiama recessione, e appresso arrivano povertà diffusa e disordini…..a meno che non inizino a arrivare le cartoline….con la legge marziale di uno stato di guerra, anche i disordini si sedano più agevolmente.

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  7. La differenza tra le élite belliciste, e i loro pubblicisti, e Santoro è che i primi guadagnano con la guerra, Santoro no.

    La Pace non è un affare per chi specula sulla vita e vampirizza l’umanità.
    Io non sto con chi tratta la vita come merce, nè con i pifferai della morte.
    Santoro, piaccia o no, non ha bisogno di tornare su nessuna cresca, come ha scritto suor PaolaBL, gli leccano il culo a reti unificate per averlo ospite o conduttore di trasmissioni: ha sempre rifiutato.
    La trasmissione del 2 è stata realizzata SOLO grazie al contributo raccolto con il crowdfunding, io ho versato 10€, e con la vendita dei biglietti: 1500 donatori anonimi e privati hanno sostenuto il progetto.
    Nessuna speculazione quindi. Gli ospiti erano presenti in forma gratuita, nessuna pubblicità e diritti televisivi, solo per parlare di PACE.
    Chi attacca Santoro per questa iniziatica o è interessato a guadagnare con l’economia di guerra o è un aspirante suicida.

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  8. Grazie Telese per il tuo splendido intervento.

    Lo dico sia personalmente che da parte del Circolo “Dossetti”, di cui sono coordinatore e della Redazione di “New Pagine on line”, una lettera che ogni 3 giorni inviamo a più di 2000 persone. Ho partecipato alla serata del 2 maggio,che è stata una boccata di aria fresca e pulita in un contesto di informazione dominante disonesta e truffatrice. Credo che l’aggressività dei guerrafondai dipenda soprattutto dalla consapevolezza che la gente non è – come evidenzi tu – con loro come non lo e’ il meglio dell’associazionismo ecologico e solidale e la parte migliore dei pensanti del nostro Paese.Ciò che più li tormenta è il fatto che il Papa e’ contro di loro e ha definito pazzia il riarmo e ha parlato addirittra di ” NATO ABBAIANTE. Draghi a Strasburgo è stato costretto a parlare di pace e di diplomazia perchè anche nel nostro Parlamento, sulla richiesta di discutere cosa dire a Biden, E’ IN MINORANZA.

    Sarai a conoscenza dell’ultima iniziativa della Tavola della Pace, che continua nell’impegno gia’ manifestato con la Marcia PeriugiAssisi e chiede un forte impegno popolare per costringere i guerrafondai a rinunziare alle armi e intraprendere una prospettiva di pace.

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  9. Grazie beyond, non conoscevo il libro, che mi riprometto di leggere, comunque è nota l’ influenza del pensatore Theodor Herzl intellettuale/ fondatore del sionismo su Hitler, soprattutto in riferimento al libro Mein Kamf, inoltre sono noti storicamente i buoni rapporti intercorsi fra sionisti e vertici del partito nazista. ….lo scopo iniziale del nazismo di liberare la Germania dagli ebrei con una migrazione forzata, era funzionale e favoriva, in un certo senso, l’ idea sionista di costituzione di uno stato ebraico, cioè mentre alcuni tedeschi di religione ebraica, continuavano a sentire tedeschi come popolo, per esempio il filologo ebreo Victor Kemplerer, i sionisti aspiravano ad un nazionalismo ebraico, dove coincidessero nazionalità, in senso di Stato/popolo ebraico , e religione, fuori dalla Germania. …..solo successivamente, con la soluzione finale i rapporti si sono alterarati…..

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    • @Alessandra, me ne sono accorto solo ora…. poi figurati, grazie a te per la considerazione.

      Per entrare – di passata – nel merito della tua tesi – circa gli interessi comuni tra Sionismo e Nazismo (Judenfrei per gli uni, e l’instaurazione di uno Stato nazionalista d’ispirazione sionista in Palestina, per gli altri) – ci sono un sacco di storici (ebrei) che la sostengono, quali ad esempio Edwin Black (The transfeer agreement) o Lenni Brenner (Zionism in the age of Dictators) e tanti tanti altri…

      n.b. per quei pochi che non lo sapessero, Sionismo non è un sinonimo di Ebraismo.

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  10. @SantoLoquasto davvero nessuno ha esteso l’identità nazista, che caratterizza molti battaglioni paramilitari ucraini, a tutto l’esercito nazionale o a tutto il popolo ucraino.
    Il ragionamento per mio conto è questo: gli USA, alcuni potenti oligarchi ucraini ebrei ortodossi e alcuni importanti politici, tra cui il Presidente Zelensky, hanno incoraggiato prima, poi finanziato, addestrato e armato gruppi nazionalisti e nazisti, molto violenti e militarmente disposti a procedere a spedizioni di terrorismo e pulizia “etnica”. Zelensky li ha assorbiti definitivamente nell’esercito in qualità di corpi speciali, a tutti gli effetti utilizzandone anche l’immagine “eroica” per promuovere una maggior identità nazionale, con venature mitologiche e epiche. Questo non fa di tutto l’esercito ucraino una realtà nazista, ma lo Stato ha reso assimilata e assimilabile quella ideologia tra le fila di un corpo centrale dello stesso.
    Molta parte dell’ideologia nazionalista, sopita o addirittura assente, è andata rafforzandosi anche grazie a programmi scolastici di promozione del concetto di nazione, di “purezza” e orgoglio della “razza ucraina”, di odio verso le minoranze, lgbt, e russofoni in primis. Del Donbass, della Crimea e di Lugansk si è già molto trattato su infosannio, e sulla persecuzione e lo stragismo operato dei battaglioni nazisti. Operazioni che hanno trovato grande coordinamento anche con l’esercito regolare che bombardava quei territori prima di scatenare le forze di terra (ci sono i documenti degli osservatori internazionali: è una verità storica).
    Quindi l’assimilazione dei nazi nell’esercito, anche per una questione di necessità militare, è stata perseguita dal governo ucraino e dallo stesso Zelensky.
    Se a questo si aggiunge anche la persecuzione e l’uccisione di politici dell’opposizione, di giornalisti e blogger, allora forse qualche scrupolo dovremmo farcelo se armiamo, addestriamo e finanziamo apparati militari e politici di ideologia nazista.

    Per assurdo: se in Italia, ad esempio, vincesse le elezioni la Meloni, se armasse e addestrasse forze paramilitari naziste e se le inviasse in operazioni punitive contro comunità minoritarie, e in seguito ai “successi” conseguiti decidesse di assimilarli nell’esercito regolare, conferendo anche medaglie d’onore e gradi, allora credo sarebbe naturale iniziare a credere di trovarsi, non più di fronte a un’anomalia, ma dinnanzi alla nuova norma.

    Penso che a questo punto della situazione internazionale, continuare con quest’accusa di essere putinisti, a chi non sponsorizza acclamante la linea Nato, che per ora è fallimentare e sanguinaria, sia l’estrema e inefficace auto-difesa di chi non si arrende all’assenza di una condanna a senso unico di Putin.

    Piace a 1 persona

    • Signora Elena leggo i suoi commenti con “devozione😊” penso però che lei stia perdendo il suo tempo intelligente.
      Le guerre ci sono e ci saranno perche gente come “poco santo e molto guasto” purtroppo esistono pure appoggiati dalla “suora😂” Paolabl.
      Questi sono vere teste di caxo senza speranza.

      Piace a 2 people

  11. Qui non c’è solo stupore per la portata della disinformazione propagandistica americana
    Il punto non è nemmeno nella sua quantità, ma nella qualità di ciò che sta accadendo.
    Ad esempio, che ne dici di questo pensiero:
    prima, in tutte le epoche, la propaganda (anche falsa) era una parte familiare, quasi inevitabile della guerra,
    ma serviva la guerra, la vittoria militare, e quindi occupava una posizione subordinata di fronte ad essa.
    ora la sensazione è che la guerra stessa sia condotta principalmente, se non esclusivamente,
    come operazione ausiliaria, ausiliaria alla propaganda.

    Se stessimo parlando dei classici delle operazioni militari, la massa di tutto ciò che sta facendo la parte ucraina è
    generalmente inspiegabile dal punto di vista di una sorta di obiettivo militare intelligibile.

    Ad esempio, la distruzione sistematica delle persone insieme all’intera infrastruttura dell’esistenza umana sul loro territorio
    – questo può essere valido se consideri questo territorio non tuo, ma solo ostile, oppure queste azioni selvagge
    vengono intraprese solo per creare un’immagine di distruzione e atrocità, facendole passare per opera
    della parte avversa (molto probabilmente, qua e là).

    Sì, ma questo non sta sicuramente privando l’Ucraina dei territori in cui ciò sta accadendo?
    Quindi, dopotutto, fa una guerra non per se stessa, ma per interessi completamente diversi.

    Assumiamo che durante una qualsiasi guerra ci siano prove di qualche nuova arma.
    E ora si stanno mettendo alla prova i limiti dell’efficacia del gigantesco apparato di soppressione dell’informazione
    della propria e della popolazione altrui.
    La qualità del riempimento di questa macchina di bugie, a quanto pare, non ha importanza:
    opera un principio estremamente semplice: “anti-fatto”.
    L’immagine reale è stata scattata e si è rivelata l’esatto opposto.
    La cosa principale è isolare qualitativamente quante più persone possibile da qualsiasi informazione
    diversa da quella necessaria.

    Il test passa con vari gradi di successo.
    Quegli stessi 1,1 miliardi di occidentali, che sono a favore delle sanzioni contro i 6,5 che non lo sono,
    sono isolati in modo sicuro.

    e concludo le parole (quelle sopra) non mie, un Telese aiuta

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    • @MarcoBo è una prospettiva interessante che ha introdotto anche Beyond in un’analisi da lui proposta del tema “ristrutturazione-riprogrammazione del pensiero” (per semplificare); io aggiungo, e non è una mia definizione ma calzante, anche se originariamente ribaltata rispetto al mio enunciato che segue, la costruzione di una dittatura della minoranza (la citazione originaria è “dittatura della maggioranza) ottenuta con un consenso “estorto” alla maggioranza attraverso un’informazione, o meglio un’elaborazione dell’informazione, artefatta e manipolata per scopi utilitaristici. Non ultimo il revisionismo a cui assistiamo in diretta di fatti storici del passato ci muove a considerazioni che tendono a avvalorare la tesi da te espressa.
      Le operazioni militari intraprese e le strategie messe in campo dall’alto comando USA-Ucraina sembrano effettivamente pianificate all’ottenimento della massima distruzione e della perdita di civili…. Ma questa lettura complessiva, e direttamente interconnessa, di un laboratorio sociale del controllo, molto simile a MK Ultra – Monarch, è talmente angosciante che è difficile da accettare….. vero è che vediamo le medesime tecniche applicate in più parti del globo, si tratti di dittature capitaliste o di “democrazie”, in maniera programmata e contemporanea.

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