L’Italia giù al 58° posto per libertà di stampa

(ilfattoquotidiano.it) – L’Italia perde 17 posizioni nella classifica internazionale sulla libertà di stampa e scende dal 41° al 58° posto. Il rapporto pubblicato da Reporter Sans Frontier è ancora una volta inclemente verso lo stato dell’informazione italiana. Ai primi tre posti, infatti, figurano tre stati scandinavi: la Norvegia, la Danimarca e la Svezia. Alla Germania va il 16° posto mentre la Francia guadagna ben otto posizioni, al 26° rango. Male gli Stati Uniti che scendono alla posizione 42. Il Giappone si trova al 71° posto, l’Algeria al 134° e in fondo all’Index ci sono Iran, Eritrea e all’ultimo posto Corea del Nord. La Russia, osservata speciale dall’inizio dall’invasione dell’Ucraina lo scorso 24 febbraio, si attesta al 155° posto, in calo di cinque posizioni.

10 replies

  1. Invece della classifica sulla libertà di stampa, che ormai da noi è prossima allo zero, e nel resto dell’occidente è messa pochissimo meglio, si potrebbe pensare ad un premio per le migliori recitazioni giornalistiche dei testi consegnati loro dai loro padroni.
    Il giornalista, come del resto il politico, ormai è semplicemente un attore, e la recitazione è un arte che non si improvvisa.

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  2. A proposito di libertà di stampa, per due anni non era concesso porre domande o mettere in dubbio la gestione COVID, la scelta governativa di imporre l’obbligo vaccinale surrettizio o, con il discrimine legato unicamente all’età, l’obbligo vero e proprio, la scelta della tipologia di siero e la somministrazione indiscriminata e senza verifiche e valutazioni mediche, la secretazione di contratti e appalti, la compressione o privazione dei diritti ( ad es: lavoro e conseguente sussistenza, assistenza sanitaria, libertà di scelta delle cure e dei trattamenti sanitari, libera circolazione, accesso a servizi, anche essenziali, libertà di pensiero e parola, libertà di culto, rispetto dei diritti fondamentali dell’umanità, rispetto della dignità personale e garanzia della vita sociale….), la gestione militarizzata di tso e risorse, etc, ebbene dopo due anni forse inizia a squarciarsi il velo…..per ora solo piccoli strappi qui e là…..forse perché “L’Occhio di Sauron” guarda all’affare guerra in Ucraina:

    COVID, VITTIME COLLATERALI

    Danni e vaccino: la lista è lunga

    DATI SOLO PARZIALI – Conclusioni preoccupanti dello studio del Mit: malattie neurodegenerative, miocardite, trombocitopenia immunitaria, paralisi, malattie del fegato, ridotta immunità e risposta a guasti del Dna…
    DI MARIANO BIZZARRI *
    3 MAGGIO 2022
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    Come è nato il virus? Quanto sono efficaci i vaccini a mRNA? Quanto sappiamo e quanto siano rilevanti gli effetti collaterali di questi vaccini?

    Ecco tre domande che, al netto delle rassicurazioni fornite da quotidiani e televisioni, continuano a turbare tanto gli scienziati quanto l’opinione pubblica.

    Tre diversi studi scientifici, pubblicati nelle ultime settimane, suggeriscono ora alcune incontrovertibili risposte. Il primo lavoro – firmato tra gli altri dal presidente Aifa, Giorgio Palù – mostra come il virus responsabile del Covid-19, pur essendo molto simile a quello originario rinvenuto nei pipistrelli, è diverso da questo (per alcune specifiche sequenze geniche modificate) e non è capace di infettare le cellule di pipistrello. Quindi non proviene da questo animale né è stato trovato altro ospite intermedio che abbia permesso il passaggio del virus dall’ospite naturale all’uomo. La conclusione è che lo scenario più probabile sia quello di un virus modificato in laboratorio sfuggito poi per negligenza o altro. Vogliamo chiedere che la Cina faccia infine chiarezza e venga chiamata a rispondere di quanto successo?

    Punto secondo: The Lancet ha pubblicato i risultati di un’ampia analisi relativa all’efficacia dei vaccini. La protezione assicurata contro le forme gravi della malattia e il ricovero ospedaliero, dopo tre dosi del vaccino Pfizer, si aggira intorno all’80%. Disgraziatamente, dopo solo tre mesi, e per tutte le varianti (incluso quella attualmente preponderante, la Omicron), scende intorno al 50% (e anche sotto, secondo alcuni report). Lo studio omette di valutare l’importanza del vaccino nel prevenire il contagio, dando per scontato che la riduzione nella trasmissibilità sia minimo. Domanda: ma che vaccino è quello che – nonostante tre dosi! – assicura una protezione che tende a svanire dopo tre mesi? Questi risultati pregiudicano l’utilità di una eventuale “quarta” dose, e pongono con urgenza la questione di mettere mano a un vaccino vero, la cui efficacia – come accade per gli altri vaccini – duri nel tempo. Non esiste solo Moderna e Pfizer: abbiamo altre opzioni – alcune italiane – che devono essere prese in considerazione senza indugio.

    Terzo: sulla rivista Food and Chemical Toxicology a firma di Stephanie Seneff – direttore di ricerca al Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Boston – è comparso un articolo che fa il punto sugli effetti collaterali del vaccino. Le conclusioni sono preoccupanti. Citiamo testualmente: “La vaccinazione induce una profonda compromissione nella trasmissione del segnale dell’interferone-1, il che ha diverse conseguenze negative per la salute umana; (le modificazioni indotte dal vaccino) hanno potenzialmente un nesso causale con malattie neurodegenerative, miocardite, trombocitopenia immunitaria, paralisi, malattie del fegato, ridotta immunità adattativa, ridotta risposta al danno del Dna e sviluppo di tumori”. L’articolo sottolinea come le evidenze relative all’incidenza epidemiologica di queste patologie siano già riscontrabili consultando il Vaers, il programma di sorveglianza americano per il monitoraggio degli eventi avversi.

    Non solo, ma proprio in queste ore Nature Scientific Report pubblica un’analisi epidemiologica che mostra come l’incidenza di miocarditi sia cresciuta di oltre il 25% tra i giovani sottoposti a vaccino con parallelo incremento delle morti cardiache improvvise. Cifre che fanno preoccupare. E del resto che la preoccupazione per i danni da vaccino stia crescendo è ammesso dalle stesse aziende che producono i vaccini. Nel rapporto annuale alla US Securities and Exchange Commission (ente regolatore sulla sicurezza del mercato), la BioNTech afferma esplicitamente che i dati di efficacia e sicurezza del vaccino sviluppato insieme a Pfizer potrebbero non essere sufficienti per ottenere l’approvazione definitiva da parte della Food and Drug Administration (FDA). Citiamo ancora testualmente (pag. 6): “Durante le nostre sperimentazioni cliniche (…) possono verificarsi eventi avversi significativi, che potrebbero ritardare o interrompere le sperimentazioni cliniche, ritardare o impedire l’approvazione normativa o l’accettazione sul mercato di uno qualsiasi dei nostri prodotti candidati”. Il rapporto prosegue, affermando candidamente come: “Le nostre entrate dipendono fortemente dalle vendite del nostro vaccino contro il Covid-19 e le nostre entrate future dal nostro vaccino contro il Covid-19 sono incerte (dato che) il profilo di sicurezza del nostro vaccino contro il Covid-19, compresi gli effetti collaterali precedentemente sconosciuti o l’aumento dell’incidenza o della gravità degli effetti collaterali noti possono essere un fattore di rischio”. Viva la sincerità.

    È evidente che, qualora le aziende non ottengano l’autorizzazione definitiva, si aprirebbe un contenzioso legale senza fine, con richieste di risarcimento danni che travolgerebbero aziende e governi. E poi ci sarebbero gli inevitabili risvolti politici: qualcuno dovrà pur spiegare perché tanti appelli – alimentati dal dubbio e guidati dal principio di precauzione – siano stati inascoltati. In previsione di ciò che potrebbe accadere in autunno occorre, da subito, mettere mano a una previdente programmazione. Servirà un nuovo vaccino, ma che funzioni.

    E bisognerà ripartire facendo chiarezza sui tanti, troppi punti oscuri di tutta questa vicenda. Di questo bisognerebbe informarne soprattutto il presidente dell’Ordine dei medici che sabato 30 ha fatto approvare – senza dibattito e in spregio a qualunque regola democratica – il bilancio dell’ordine. Non una parola sull’epidemia, sui problemi, sulle critiche piovute a centinaia da medici diuturnamente impegnati sul campo. Anzi: chi sollevava questioni è stato silenziato o gli è stato addirittura impedito di votare. E l’esito della votazione è stato deciso d’imperio con criterio “a spanna”: dando uno sguardo alle braccia alzate, senza curarsi né di contarle né di verificarne le deleghe. Democrazia morta, nell’indifferenza di quanti hanno trasformato l’Ordine in una cinghia di trasmissione – un organo sussidiario, alla lettera – del ministero della Salute.

    Non è un buon viatico per guardare con fiducia a ciò che ci attende.

    * Università La Sapienza, Roma

    https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/05/03/danni-e-vaccinola-lista-e-lunga/6577713/

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    • Dove sono finiti tutti quelli che ‘non è vero che il vaccino è sperimentale’ oppure che ‘dopo 5 mld di dosi somministrate è un farmaco oramai fuori dalla sperimentazione’. E quei due buffon… di politici, a proposito di ordine dei medici: Speranza che ripete a pappagallo: i vaccini ‘sono sicuri ed efficaci’ e Dragula: ‘chi non si vaccina fa un danno alla società’ e pure Mattarella ‘non pensi di scappare dalle sue responsabilità chi non vuole vaccinarsi per ragioni egoistiche’ (o qualcosa del genere, da parte dell’ignifugo farfugliatore).

      Quelli che negavano persino che la Canepa fosse correlata alla vaccinazione.

      Eppure anche qui su Infosannio ce n’erano parecchi, o sbaglio? Jerome B e Ennio sono spariti, ma gli altri? Non hanno niente di cui scusarsi? Oppure rottamiamo il FQ perché adesso si è dato al negazionismo vaccinaro?

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    • ECCO LA DEMOCRAZIA UCRAINA ALL’OPERA: razzi controcarri contro sede dell’emittente ucraina.

      «L’8 luglio di quest’anno – scrivono i cronisti di NewsOne TV in un minuzioso report in cui descrivono i fatti accaduti negli ultimi due anni e che intendono portare all’attenzione del Parlamento Europeo – il nostro canale è stato costretto a cancellare il primo collegamento televisivo tra Ucraina e Federazione Russa a causa delle ripetute minacce delle organizzazioni radicali di estrema destra. Un collegamento nel quale avremmo discusso di questioni che riguardano la gente comune e che non voleva assolutamente toccare la politica. Senza mai mettere in dubbio l’integrità territoriale dell’Ucraina».

      Quella stessa sera, dopo avere annunciato la cancellazione del programma, la sede di NewsOne TV è stata oggetto di un attacco con simulatori che ricordavano i rumori di una battaglia.

      Secondo il report, le decisioni del Consiglio Nazionale ucraino sulla radiodiffusione televisiva e radiofonica sono di chiara matrice politica. «Lo hanno affermato loro stessi – spiegano – con l’obiettivo apparente di affrontare, in questo modo, l’aggressione russa».

      Il passaggio di testimone tra il vecchio presidente Poroshenko e l’attuale Zelensky non sembra avere influito sulla situazione dei mass media, che rimangono sotto la costante pressione delle autorità statali. I rappresentanti della piattaforma per i diritti umani Uspishna Varta rilevano che le ammende inflitte dal Consiglio nazionale riguardano principalmente i media che si oppongono all’attuale governo e trasmettono opinioni e valutazioni alternative nell’agenda politica.

      E questa sarebbe la famosa democrazia ucraina, in cui l’estrema destra è solo il battaglione Azov… ah!

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  3. libertà di stampa? ma se nei confronti del movimento hanno scritto liberamente menzogne a profusione e continuano a mentire!! media faziosi, hanno infangato continuamente, l’unica forza politica che abbia mai pensato alla gente! libertà di stampa sì per distorcere la verità e chi dissente è in malafede! poi il movimento può aver fatto errori, nessuno è perfetto!! ma gli altri l’Italia l’hanno distrutta e continuano imperterriti a farlo!!

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