La guerra spinge i ricchi a investire nei vini pregiati

(Chiara Merico – laverita.info) – Tra i beni «rifugio» che garantiscono sicurezza ma anche rendimenti interessanti ci sono le bottiglie di pregio: vini ma anche liquori. Come rivela la sedicesima edizione del The Wealth Report di Knight Frank, società specializzata nel mercato del real estate di lusso a livello mondiale, investire in vino è senza dubbio una scelta legata a una passione, esattamente come per altri beni come orologi, arte, monete, borse, automobili, gioielli e diamanti.

In cosa scelgono di investire i super ricchi per proteggere il loro patrimonio dai rischi, che si moltiplicano nella difficile congiuntura che stiamo attraversando? Tra i beni «rifugio» che garantiscono sicurezza ma anche rendimenti interessanti ci sono le bottiglie di pregio: vini ma anche liquori. Come rivela la sedicesima edizione del The Wealth Report di Knight Frank, società specializzata nel mercato del real estate di lusso a livello mondiale, investire in vino è senza dubbio una scelta legata a una passione, esattamente come per altri beni di lusso da collezione come orologi, arte, monete, whisky rari, borse, automobili, gioielli e diamanti. La redditività media di questi asset, in base al Knight Frank Luxury Investment Index, è stata del +9% nel 2021 e del +123% negli ultimi 10 anni. Il vino ha fatto ancora meglio: +16% nel 2021 e +137% sui dieci anni, mentre il whisky, almeno sul lungo periodo, ha registrato uno spettacolare +428%. Nonostante la pandemia, le difficoltà della catena di approvvigionamento e i tragici fatti che riguardano il conflitto in corso in Ucraina, il mercato dei vini pregiati si sta dimostrando molto solido: l’indice Liv-ex 100, che misura l’andamento del mercato dei vini pregiati, nel 2021 ha registrato una crescita del 23,1% e anche il 2022 si è aperto in positivo, con un +1,8% per il mese di gennaio.

Un mercato interessante e ancora poco esplorato: In Italia, rivela la ricerca di Intesa Sanpaolo Private Banking «Collezionisti e Valore dell’Arte in Italia», il vino pregiato viene scelto solamente dall’1% dei collezionisti contro il 21% di appassionati di dipinti e pitture, il 17% di fotografie e il 16% di sculture e opere su carta, evidenziando quindi un forte margine di crescita nel nostro Paese rispetto alle stime mondiali. Cosa rende il vino un asset di investimento
interessante? «Il vino pregiato presenta caratteristiche uniche che lo rendono oggetto di attenzioni crescenti nel panorama odierno degli investimenti», spiega Luigi Sangermano, ad di Laurent-Perrier Italia, divisione della nota maison francese di produzione e commercializzazione di champagne. «Innanzitutto ha una bassa correlazione con i mercati economici più tradizionali, condizione che rende questo bene più resistente alle problematiche legate al tragico conflitto in corso, come l’aumento dell’inflazione o possibili scenari futuri di recessione. Inoltre, si tratta di un bene perfetto per diversificare il portafoglio di investimenti: se i mercati azionari, infatti, oscillano seguendo i risultati aziendali e sono condizionati dagli eventi geopolitici internazionali, i vini di pregio sono soggetti ad altri fattori come la qualità dei raccolti e le condizioni meteorologiche. I vini di alta gamma, inoltre, vengono prodotti in quantità limitate seguendo rigorosi procedimenti per essere affinati anno dopo anno. Con il passare del tempo le bottiglie iniziano ad entrare nella cosiddetta finestra di consumo: inevitabilmente l’offerta inizia a ridursi facendo così salire il prezzo delle bottiglie rimaste sul mercato. Investire in questo bene permette quindi di avere un punto di vista assai più ampio rispetto ai tradizionali investimenti in beni rifugio quali oro, orologi e diamanti, sui quali prevedo una bolla speculativa nei prossimi anni che farà calare le quotazioni».

Secondo il report di Knight Frank Luxury Investment, nel 2021 gli investimenti in beni di lusso sono cresciuti complessivamente del 9%: in questa speciale classifica il vino pregiato è a pari merito con gli orologi da collezione (+16%), seguito dalle opere d’arte (+13%), e dalle monete antiche e dai whisky di pregio, che fanno registrare un incremento del 9%. Chi sono gli investitori che scelgono di puntare sulle bottiglie di alta gamma? «Negli ultimi anni
abbiamo assistito alla nascita di diversi portali che hanno facilitato gli investimenti dando la possibilità di entrare in questo mercato anche ai non appassionati del settore», sottolinea Sangermano. «Questo ha portato a due conseguenze: da una parte l’apertura agli investimenti del fine wine anche alle economie emergenti, soprattutto agli Emirati Arabi, e dall’altra parte, l’interesse da parte dei giovani investitori – quelli appartenenti alla Gen Z e i Millennial a questo mercato. Ovviamente permangono determinati profili di investitori, come i broker che comprano per fare profitto e le persone che comprano, invece, per poi consumare il bene».

Si tratta comunque di un mercato in rapida evoluzione: stanno ad esempio facendo la loro comparsa le prime edizioni limitate di bottiglie dove l’Nft (Non-Fungible Token) rappresenta l’etichetta del vino ed è realizzata da artisti digitali. Oltre a garantire l’autenticità della bottiglia, sarà possibile rivendere facilmente l’oggetto acquistato scambiando l’Nft, perché il sistema di tracciamento della blockchain registra ogni transazione e aggiorna automaticamente il certificato di proprietà digitale della bottiglia. Si tratta di un mercato ancora in fase embrionale, ma già diverse cantine stanno iniziando a muoversi con iniziative in questo senso. Per Sangermano «le prospettive nel medio termine sono buone soprattutto rispetto agli altri beni rifugio: penso che il 2022 consoliderà un buon +15% di ritorno dell’investimento. Un discorso a parte riguarda gli Nft sulle bottiglie di pregio: in questo caso siamo dinnanzi ad operazioni anche speculative. Insieme all’acquisto della bottiglie molte volte si acquista, inclusa nell’Nft, anche un’esperienza, ad esempio una visita allo chateau di produzione oppure una serata stellata con un sommelier di fama internazionale. In questi casi, l‘incremento di valore può essere ben più alto di quello di routine, ma ovviamente tutto sta a scegliere l’Nft giusto. Il consiglio di un esperto in questi casi è fondamentale».

2 replies

  1. I ricchi, appunto…
    Temo che il mio adorato cognac, se va avanti di questo passo il lavoro, non potrò più comprarlo questo Natale.
    Tra lui che cresce e io che…calo…☹️

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  2. Ma qui é da tempo che ci hanno già pensato d alema e vespa , oltre che cantanti e presentatori .. che ci vuole a comprare e a mettere su un bel vigneto , poi ci sono anche i Zonini .. etc

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