Massimo Fini: “Biden e Vladimir il coccodrillo: trattare all’ombra della Bomba”

Le mire di Mosca e le differenze con la 2ª guerra mondiale. Gli inglesi sembrano determinati quanto gli americani, e forse ancor più degli americani, a non arrivare a una qualsiasi pace concordata con Vladimir Putin, ma a spazzarlo via dalla faccia della terra […]

(Massimo Fini – massimofini.it) – “Trattare con Putin è come negoziare con un coccodrillo che ha la tua gamba nelle sue fauci”, ha detto Boris Johnson durante un viaggio aereo che lo portava in India. Gli inglesi sembrano determinati quanto gli americani, e forse ancor più degli americani, a non arrivare a una qualsiasi pace concordata con Vladimir Putin, ma a spazzarlo via dalla faccia della terra. Probabilmente nella loro psiche gioca prepotentemente l’esperienza degli anni immediatamente precedenti il Secondo conflitto mondiale. Gli inglesi non volevano la guerra, volevano continuare a ruminare in tranquillità la propria vita quotidiana, per questo accettarono prima l’Anschluss, che peraltro non era una vera e propria guerra di aggressione perché gli austriaci accolsero con entusiasmo l’annessione alla Germania, poi i Sudeti, poi la presa della Cecoslovacchia. Né gli inglesi né i francesi volevano una guerra contro la Germania nazista, da qui il tanto infamato Patto di Monaco del 1938 fra Chamberlain e Daladier da una parte e Hitler e Mussolini dall’altra. Ma quando i nazisti aggredirono la Polonia nel 1939 la guerra alla Germania, per la quale gli inglesi e tantomeno i francesi si erano preparati, divenne inevitabile. La cosa curiosa è che nemmeno Hitler voleva muover guerra ai britannici, considerati una sorta di “cugini”, c’è tutta una accreditata letteratura in proposito e il misterioso viaggio in Scozia di Hess, il numero due del Reich, il 10 maggio 1941, ne è una conferma. Hitler voleva prendersi l’Europa tedescofila, o di cultura tedesca, per il resto, almeno all’apparenza, non aveva altre ambizioni tant’è che non c’è mai stata alcuna politica coloniale tedesca, alla moda degli inglesi, dei francesi, dei belgi, degli olandesi. E fino agli anni 70 del secolo scorso, nell’Africa nera, Hitler era un mito proprio perché aveva combattuto i colonialisti europei. Insomma il Führer voleva una parte dell’Europa, quella che pensava spettasse alla Germania, il resto l’avrebbe lasciato all’influenza inglese. Ma a questa prospettiva i britannici, che della Democrazia hanno il culto, dissero di no. E fu la Seconda guerra mondiale.

Gli stessi problemi si pongono oggi con l’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina. La domanda che tutti si pongono è: fin dove vuole arrivare Putin? Le sue ambizioni, dopo l’annessione di fatto della Crimea che è russa da sempre, si fermeranno al Donbass dove la situazione è molto più complessa perché qui i russofili rappresentano la maggioranza, ma non l’intera popolazione? Nessuno lo può sapere. Ma rispetto al 1939 c’è oggi una variabile, insieme tranquillizzante e terrorizzante. Questa variabile si chiama l’Atomica. Tranquillizzante perché non si può pensare che nessuno dei due contendenti in campo, Joe Biden e Putin (perché l’Ucraina di Zelensky, checché ne pensi il presidente di quel Paese, è solo un pretesto nello scontro fra le due grandi Superpotenze), sia così pazzo da iniziare una guerra nucleare. La Bomba infatti, da quando è stata inventata (“Baby is born”) è sempre stata considerata solo un determinante deterrente. Osarono utilizzarla solo gli americani nel 1945, ma perché non avevano di fronte un’altra potenza nucleare. In realtà, come scrisse Umberto Eco, le bombe su Hiroshima e Nagasaki furono solo un avvertimento all’Unione Sovietica (guardate che noi quest’arma ce l’abbiamo). Come avvertimento a noi sembra un tantino pesante, ma lasciamo perdere. L’atomica è un’arma tanto micidiale quanto inutilizzabile, perché è come gettarsela sui piedi. Le radiazioni infatti non rispettano i confini. La guerra atomica esce dall’ambito della guerra ed entra in quello dello zero assoluto perché significherebbe la scomparsa o la mutazione genetica dell’umanità intera. Si legga o si rilegga in proposito il romanzo di Philip Dick Cronache del dopo Bomba.

6 replies

  1. Gli inglesi tergiversarono prima della 2GM perché non erano militarmente pronti.

    Pochi tank e di scarsa qualità, Spitfire e Hurricane in costruzione e piloti non ancora addestrati , radar in fase di perfezionamento.

    Solo la marina era due spanne superiore a quella tedesca e infatti riuscirono nel miracolo di salvare il proprio corpo di spedizione a Dunkerque.

    Gianni

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  2. “La cosa curiosa è che nemmeno Hitler voleva muover guerra ai britannici”, ci ha fatto su solo una campagna e l’hanno chiamata “Battaglia d’Inghilterra”. appena 9 mesi dopo l’invasione della polonia

    “Hitler voleva prendersi l’Europa tedescofila”, come la Francia, l’Italia, i Balcani, l’Eurasia, l’Africa…

    “Ma a questa prospettiva i britannici, che della Democrazia hanno il culto”, altra fesseria, chiedilo a indiani, pachistani, iraniani, cinesi, ecc. ecc.

    Ovviamente il resto è pura fuffa solo per propinare la similitudini Hitler-Putin. Ma va là Fini, posa il fiasco.

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    • L’affermazione più assurda è che i tedeschi non avessero alcuna politica coloniale, in realtà le colonie furono tolte alla Germania dopo la prima guerra mondiale, coloni che corrispondevano, più o meno, agli attuali stati di Camerun, Togo, Namibia, Ruanda, Burundi e Nuova Guinea. Certo un impero meno grande di quelli di Francia e Regno Unito, ma comunque molto esteso, considerando anche il fatto che l’unità tedesca fu raggiunta solo nel 1870. Non so se nell’opinione pubblica africana ci fosse simpatia per i tedeschi perché avevano combattuto contro francesi e inglesi, ma questo perché si era ormai persa la memoria storica del loro imperialismo.

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      • X Carbone:

        I tedeschi a cui si riferisce Fini NON sono quelli della I guerra mondiale di Guglielmo II.

        Difficile da capire, eh?

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    • X Carlo:

      quando uno non conosce la storia, scrive le scemenze che scrivi tu.

      Sono state l’UK e la Francia a dichiarare guerra alla Germania dopo l’invasione della Polonia.

      La campagna d’Inghilterra fu consequenziale perché i tedeschi la primavera del 1940 hanno attaccato ad Ovest ma l’UK non si è arresa e Hitler sapeva bene che senza accordo o resa britannica, non avrebbe avuto mai vita facile nel continente, anche perché l’UK è un ponte naturale degli USA.

      Il colonialismo non è parte della concezione ‘democratica’ dei britannici dell’epoca, così come non lo è il neocolonialismo che facciamo adesso sull’Africa.

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  3. Caro Massimo Fini vogliamo rivedere alcuni passaggi che alcuni commentatori hanno evidenziato? Nel prossimo articolo? Ok, Grazie.

    (lettori attenti)

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