Elezioni per procura

(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dopo i matrimoni per procura, abbiamo inventato le guerre per procura (gli ucraini ci mettono i morti e noi le armi, marciando intrepidi sul sofà). Ora, a grande richiesta, le elezioni per procura: quelle dei partiti che non riescono a vincere le elezioni in Italia, ma in compenso vanno fortissimo all’estero perché lì non li […]

Categorie:Cronaca, Interno, Politica

Tagged as: , ,

35 replies

  1. Elezioni per procura

    (di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Dopo i matrimoni per procura, abbiamo inventato le guerre per procura (gli ucraini ci mettono i morti e noi le armi, marciando intrepidi sul sofà). Ora, a grande richiesta, le elezioni per procura: quelle dei partiti che non riescono a vincere le elezioni in Italia, ma in compenso vanno fortissimo all’estero perché lì non li conoscono. Prendete il Pd: nei primi 15 anni di vita (si fa per dire) le ha perse tutte, anche se ha governato per 10. Ora tripudia perché in Francia la Le Pen ha preso solo il 41%, cioè il doppio del Pd nei sondaggi (per i voti veri vedremo), e le Presidenziali le ha rivinte Macron (che nell’Ue non sta col Pd nel Pse, ma nei centristi di Renew Europe). Era già accaduto due anni fa, quando Biden batté Trump e Renzi disse che aveva vinto lui (col 2%) perché l’aveva incrociato un paio di volte. Un po’ come Salvini con Trump per una photo opportunity che quello manco ricordava (cazzaro più, cazzaro meno). Ora il Matteo minore delira di “macronismo all’italiana per un polo riformista” con “Letta e Berlusconi” e lui modestamente lo nacque perché “le nostre traiettorie (sua e di Macron, ndr) si sono passate il testimone” (Macron al 58,5, lui sempre al 2). E quell’altro genio della Tinagli, la vicesegretaria Pd di destra (quello di sinistra è Provenzano), dice che con Macron “siamo più forti anche noi” (inchiodati da sei anni al 18-20%, e Macron c’è da cinque) e “ora stop ai populismi” (cioè alla maggioranza dei francesi, che sceglie Le Pen, Mélenchon e Zemmour, e degli italiani, che vota 5Stelle, Lega e FdI).

    Ma attenzione: sempre più difficile! Abbiamo anche il 25 Aprile per procura. Politicanti che se ne infischiano allegramente della Liberazione dal nazifascismo nel 1945 (merito di Usa, Urss, Gran Bretagna e partigiani) e la usano come l’Isola dei Famosi per farsi notare e regolare i loro conticini domestici. Cretini che contestano la Brigata ebraica, vera protagonista della Resistenza. Dementi che sfilano con le bandiere della Nato, fondata nel 1949 contro una delle potenze liberatrici (l’Urss). Smemorati che paragonano la Resistenza italiana a quella ucraina. Somari che inneggiano alla Costituzione nata dalla Resistenza mentre la calpestano inviando armi in Ucraina (anche a milizie filonaziste). Tartufi di Stampubblica che si stracciano le vesti per un ex-senatore M5S che sporca con la Z la Liberazione, ma per anni non dissero una parola quando Rep pubblicava l’inserto di propaganda putiniana Russia Today in cambio di rubli sonanti. E Mattarella che “il mattino che gli ucraini sono stati svegliati dalle bombe russe ho pensato a Bella ciao”. Se ci pensava nel 1999, quand’era vicepremier, magari evitavamo di bombardare Belgrado.

    Piace a 6 people

    • “Dementi che sfilano con la bandiera della Nato ” ma il fu M5Stelle che prima voleva uscire dalla Nato e da ex pacifisti sono col governo che aumenta le armi e le invia senza far proposte di pace niente da dire?

      "Mi piace"

  2. Non solo vicepremier: il bis-presidente era anche Ministro della Difesa.

    Chi ha seguito la vicenda dell’uranio impoverito se lo ricorda bene, i suoi ammirevolissimi sforzi per far trionfare la verità (sic)

    Piace a 4 people

  3. Ecco un altro che si sveglia all improvviso con il canto delle mondine !!andate a cercarvi il canto originale che nulla aveva a che fare coi partigiani ! È disponibile ovunque su internet!!

    "Mi piace"

  4. “E quell’altro genio della Tinagli, la vicesegretaria Pd di destra (quello di sinistra è Provenzano), dice che con Macron “siamo più forti anche noi” (inchiodati da sei anni al 18-20%, e Macron c’è da cinque) e “ora stop ai populismi” (cioè alla maggioranza dei francesi, che sceglie Le Pen, Mélenchon e Zemmour, e degli italiani, che vota 5Stelle, Lega e FdI).”

    “Oggi i partigiani sono morti una seconda volta”
    Vincenzo Costa

    Oggi i partigiani sono morti una seconda volta.

    Mi dicono che questa è Milano oggi

    Ho un sentimento di odio, totale e assoluto, verso Letta e tutto ciò che rappresenta.

    Non dimenticheremo e non perdoneremo.

    Se va fermata la destra allora sia chiaro che niente è più destra del pd. Il nemico assoluto

    “Hasta la vista, separatista”. Il PD porta i nazisti Azov in piazza a Milano il 25 aprile

    Piace a 1 persona

    • Il mio risentimento verso il pd comincia ad essere uguale o inferiore rispetto a quello che sto provando per il (fu) m5* che convolerà a sicura alleanza con questo autentico e mortale cancro politico, uno dei peggiori dell’epoca repubblicana.

      "Mi piace"

    • “UCRAINA. IL BATTAGLIONE AZOV: LA LEGIONE STRANIERA NEONAZISTA UCRAINA DI CUI TANTI HANNO PERSO MEMORIA!
      27 Febbraio 2022

      di Alessandro Pompei –

      Più o meno inquadrate nei ranghi dell’esercito Ucraino ci sono circa 30 brigate di volontari, alcune tra queste sono composte da civili di chiara fede neonazista, o comunque legata alla destra radicale; molti di questi gruppi si sono venuti a costituire nella guerra del 2014 dove hanno dato un contributo notevole salvando la situazione alle truppe di Kiev in diverse battaglie contro i separatisti filo-russi del Donbass, battaglie come quella di Mariuopol, nella regione di Donetsk, dove consentirono la riconquista della città nel giugno del 2014, e la battaglia di Novoazovsk, nell’agosto dello stesso anno. Alcuni di questi gruppi, come Right Sector, erano già molto attivi nelle proteste contro il presidente filorusso Viktor Janukovic (eletto solo 2 anni prima con il 30% delle preferenze), che portarono alla destituzione dello stesso con le violente rivolte di Maidan. Tra questi gruppi paramilitari ucraini definitisi neonazisti, che vedono nei 3 anni d’occupazione hitleriana, dal 1941 al 1944, il principale motivo di rivendicazione identitaria (e nei 30mila volontari ucraini che andarono a costituire la 14a divisione Galicia delle Waffen SS, un modello di riferimento), il principale è sicuramente il Battaglione Azov, il cui simbolo in origine era composto da due rune germaniche, una Wolfsangel che svettava sopra al sole nero “tanto caro a Himmler”, entrambe avvolti dai colori giallo blu dell’Ucraina (oggi rimane solo il Wolfsangel).
      Il Battaglione Azov trae origine da Andriy Biletsky un ex-militare noto come “Führer bianco”, per i seguaci è il difensore dell’arianità della razza Ucraina, all’epoca era capo del gruppo di Ultras “Setta 82”, ultras della squadra di calcio Metalist Kharkiv.
      Proprio nel 2014, con gli eventi del Donbass il battaglione Azov si costituì come brigata paramilitare votata ad arginare l’espansione delle milizie indipendentiste filo-russe del Donbass, ma non era l’unica entità ucraina composta da volontari ucraini di chiara fede neonazista, in Donbass erano presenti anche molti altri gruppi tra cui i “Right Sector”.
      Il Battaglione Azov durante il conflitto del 2014 ha compiuto tanto sui prigionieri quanto sui semplici cittadini russofoni delle città riconquistate da Kiev, cioè torture, stupri, saccheggi ed esecuzioni sommarie, nefandezze riconosciute ed elencate anche in un rapporto OCSE del 2016, che si uniscono ad una serie di report pubblicati dall’Ufficio dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, vi è stata anche una richiesta al governo ucraino (mai considerata), di Amnesty International di sciogliere il battaglione Azov, il quale durante il conflitto e negli anni successivi alla guerra del Donbass è diventato anche una sorta di mito per i militanti neonazisti e della destra radicale, ricevendo affiliazioni da mezza Europa, Italia inclusa.
      Dopo gli accordi di Minsk II del 2015 il Battaglione Azov, che era passato da 800 miliziani a quasi 2000, è diventato parte effettiva della Guardia Nazionale Ucraina, così Andrei Bilestky qualche tempo dopo istituì un corpo di vigilanza civile “I reparti nazionali”, formato in buona parte dai suoi veterani, il quale negli anni successivi a seguito della fusione con altri due gruppi di militanti neonazisti tra cui figuravano i “Patrioti dell’Ucraina” (a cui si devono diverse aggressioni a studenti e immigrati nella città di Kharkiv), ha portato alla formazione della “Milizia Nazionale”.
      Vi è stata quindi dal 2015 una progressiva politicizzazione del gruppo, che ha portato a varie iniziative propagandistiche, tra cui campi estivi per bambini ed appunto l’istituzione di “Milizia Nazionale” la quale un corpo di milizia civile volontaria, in verità mai riconosciuto apertamente da Kiev, che a pensar male ricorda una curiosa analogia con le varie “camicie nere, brune, argento”. Per capire qual’è la realtà Ucraina è bene precisare che la milizia di Andrei Bilestky non è l’unica realtà del genere in Ucraina, in quanto nella sola Kiev sono presenti altre due milizie analoghe, ad
      esempio la C14, il cui nome per esteso è tutto un programma (“We must secure the existence of our people and a future for white children”), nota dal 2010 anche per le sue velate attività di “pestaggio su commissione”.
      Tornando alla milizia nazionale, come si diceva emanazione del battaglione Azov, questa aveva ed ha tuttora una chiara idea di “sviluppo sociale” ai danni di chiunque non sia avvezzo all’ordine ed al decoro delle strade, ergo in primis “minoranze etniche, Rom, LGBT, ecc., finendo in poco tempo per fare incetta di denunce, pressoché tutte cadute in un buco nero, per via dei rapporti più o meno velati tra queste milizie ed i vertici della polizia ucraina, la quale dopo la ristrutturazione del 2014, ha visto l’arrivo di vari dirigenti veterani del Donbass, come l’ex vice comandante della polizia nazionale Vadim Troyan nel 2016 poi passato al ministero dell’Interno, il quale era stato nel 2014 vice comandante (colonnello) del battaglione Azov; un altro esempio lampante arriva da Sergei Korotkykh di origine Bielorusse, oggi ex capo del dipartimento di polizia a guardia di siti di importanza strategica, anche lui veterano della guerra in Donbass e membro di spicco delle milizie Azov, nonché uno dei fondatori della milizia nazionale, è emblematico il fatto che Korotkykh è stato tra i pochissimi combattenti stranieri ad ottenere la cittadinanza ucraina, concessa (fatto ancora più eccezionale) direttamente dal presidente Petro Poroshenko nel dicembre del 2014.
      Con loro ed altri aveva un rapporto particolarmente privilegiato l’ex ministro dell’interno Arsen Avakov, dimessosi nel 2021 con un patrimonio di circa 100 milioni di dollari, il quale è stato autore di molte nomine “stravaganti” ai vertici della polizia ucraina. Avakov benché fosse abbastanza lontano dalle formazioni politiche estreme in quanto era diventato ministro con il Fronte Popolare (partito conservatore di centro), sembra non disdegnasse l’appoggio ed il supporto al suo cerchio magico di entità politiche particolarmente radicali, entità vivissime ancora oggi e tra le prime ad attivarsi contro l’esercito Russo.”

      Piace a 2 people

    • Ben gli sta.
      Sono proprio soddisfatta.

      Sì la stampa lo può pure difendere, e il nano malefico può sostenerlo (come ha fatto ieri sera), ma lui lo sa che la gente lo schifa, lui lo sa che è percepito come un corpo estraneo dalla sinistra.

      Piace a 1 persona

      • Meglio Puzzer che una come te che si fa camminare in testa da Draghi, vedo che hai la sacca del veleno sempre piena.

        "Mi piace"

  5. Quando ancora lo scrivevano anche i giornaloni…(e prima che sparisca anche questo… )

    “La Stampa

    Ucraina: se il nuovo corso filo-Occidente include l’ultradestra neo-Nazista.
    MARIA GRAZIA BRUZZONE

    22 Maggio 2014

    7 minuti di lettura

    L’ultimo scontro è quello all’ONU fra l’inviato ucraino e i russi – tutto verbale, per carità . In margine alla riunione del Consiglio di Sicurezza, martedì scorso, l’ambasciatore ucraino alle nazioni unite Yuriy Sergeyev ha incolpato l’ex URSS di aver fabbricato le accuse contro i nazionalisti ucraini davanti al tribunale di Norimberga contro i crimini nazisti . “Offende la memoria di Russi, Ukraini, Ebrei, Polacchi e cittadini di altre nazionalità vittime delle atrocità degli Ukraini sostenitori dei Nazisti; ci sono un mucchio di prove, le forniremo a Sergeyev “, ha risposto il ministro degli Esteri russo.

    E’ una storia vecchia di oltre 70 anni ma sempre viva nella memoria di un paese dove nazionalismo e Seconda Guerra Mondiale sono sempre rimasti temi divisivi, ammette lo stesso sito russo RT che riporta il curioso episodio. Ed è tornata più che mai alla ribalta oggi che gli ultranazionalisti neoNazisti e russofobi di Svoboda (Libertà)e di Pravy Sektor (Right Sector, Settore Destro o Ala Destra), dopo aver guidato la protesta di Maidan hanno conquistato ruoli di primissimo piano nel nuovo governo e controllano Forze Armate, Polizia, Giustizia e Sicurezza Nazionale. Abbastanza da preoccupare la Russia, certo, ma forse anche l’Europa dove ci si accinge a votare fra qualche mese e dove i partiti di destra estrema, più o meno rivestiti di panni rispettabili, stanno conquistano posizioni tra gli euroscettici.

    Al centro della disputa è la figura di Stepan Bandera leggendario combattente per la libertà e l’indipendenza ucraina per i nazionalisti ucraini di cui sopra, ma collaboratore della Germania di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale con la quale si alleò in funzione anti sovietica pur di conquistare l’indipendenza del suo paese. La sua organizzazione fascista OUN-B, contribuì all’Olocausto facendo uccidere migliaia di Ebrei e Polacchi e dopo la guerra si batteva per un’Europa totalitaria e etnicamente pura mentre un movimento affiliato portava avanti un fallimentare tentativo di sollevazione contro l’URSS, tanto che Bandera (che secondo alcune fonti era diventato un agente dell’MI6) alla fine venne fatto fuori dal KGB – scrive il sito progressista californiano Salon.com, in un post (25/2/2014) intitolato “Gli Usa in Ucraina appoggiano i neo-Nazisti?”

    E non è l’unico né il primo a esprimere perplessità e porsi interrogativi del genere – Vedi il Guardian già il 22/1 (L’estrema destra ha infiltrato il movimento di protesta, che non riflette tutti), TIME il 28/1 (La protesta di Kiev sequestrata da gruppi di estrema destra) e International Business Times (19/2), e Business Insider, che linka persino il Jerusalem Post e Counterpunch.org (vari post), fino ai più “alternativi” Infowars, Global Research e il sito di La Rouche ripreso in italiano da Movisol e altri, per es qui.

    Tanto più man mano che è venuto alla luce il coinvolgimento della politica americana nella preparazione del push che ha detronizzato il premier Yanukovich che, per quanto il suo regime fosse degenerato e corrotto, era pur sempre stato eletto dalla maggioranza degli ucraini – Vedi l’incontro, già a dicembre, del senatore repubblicano John Mc Cain col leader di Svoboda Oleh Tyanhybok e col futuro presidente l’ex banchiere Arseniy Yatsenyuk. Indicato poi esplicitamente a quel ruolo da parte dell’assistente alla Segreteria di Stato, il “falco” Victoria Nuland, durante una telefonata riservata con l’ambasciatore Usa a Kiev, nonché la foto insieme agli stessi personaggi di Nuland che a dicembre a Washington aveva dichiarato che gli Usa avevano investito $ 5 miliardi nelle agitazioni ucraini (qui le foto)

    Salon aggiunge alla storia di Bandera una coda “americana” che spesso sfugge (si cita il libro del giornalista Russ Bellant. Old nazi, New Right and the Repubblican Part, 1988).

    “Nel dopoguerra molti sopravvissuti dell’OUN-B fuggirono in Europa Occidentale e negli Stati Uniti, a volte con l’aiuto della CIA, dove fecero alleanze con gruppi di destra. A Washington questi transfughi ricostituirono l’OUN-B sotto la sigla UCCA – Ukrainian Congress Committee of America, in buoni rapporti coi Repubblicani (un banderista di spicco, Stetsko, che sovrintese al massacro di 7000 ebrei a Lviv venne ricevuto da Reagan alla Casa Bianca nel 1983). Tanto che quando il Dipartimento di Giustizia lanciò una crociata per catturare e processare i criminali nazisti, l’UCCA fece lobby inducendo il Congresso a bloccare l’iniziativa.

    Ed è ancora una lobby influente, né nasconde la sua reverenza per il nazionalismo Banderista.”

    Non lo nasconde neanche Svoboda, il partito che ha avuto un ruolo di leader nella protesta di Maidan e il cui ingresso per la prima volta nel 2010 nel parlamento ucraino, con 36 seggi e il 10% dei voti (soprattutto nelle regioni dell’estremo ovest di lingua ucraina, dove arriva al 40%) ha suscitato dichiarazioni di sorpresa e preoccupazione da parte di leader europei e israeliani.

    Due settimane dopo che Nuland aveva dichiarato che Euromaidan “incorpora i principi e i valori che sono pietre miliari di ogni democrazia” , 15.000 membri di Svoboda hanno promosso a Lviv – epicentro delle attività neofasciste in Ucraina – una manifestazione a lume di torce in onore di Bandera a Lviv – epicentro delle attività neofasciste in Ucraina. Luogo dove si è voluto rinominare Piazza della Pace – nome troppo sovietico – “Battaglione Nachtigall “in onore degli autori della carneficina di ebrei a Lviv e in Bielorussia.

    Il suo leader Oleh Tyahnybok non solo sostiene che contro la Russia “eterno nemico” dell’Ucraina “la guerra è inevitabile, non solo è fautore di un nazionalismo etnico, ma ha una lunga storia di dichiarazioni anti semite, compreso l’appello lanciato in parlamento nel 2004 per la liberazione del suo paese “controllato dalla mafia Moscovita-Ebraica”, e se l’è presa anche con l’”Organized Jewry” (organizzazione ebraica, traduciamo impropriamente) che domina i media e il governo” – riferisce il citato International Business Times. Aggiungendo che in risposta alla retorica antisemita di Svoboda il World Jewish Congress aveva chiesto di bandire il partito.

    Del resto il vice di Tyahnybok, Yuriy Mykhalchyshyn ama citare il ministro della Propaganda di Hitler Joseph Goebbels, che ammira al punto da aver dato il suo nome a un think tank che ha fondato.

    Sarebbe il “social nazionalista” Mykhalchyshyn il collegamento fra Svoboda e le milizie neo-Naziste raggruppate sotto l’ombrello del Pravy Sektor, vero protagonista sul campo della protesta di Euromaidan. “ Un oscuro raggruppamento di nazionalisti autonomi riconoscibili dall’abbigliamento da skineahds, via ascetica, fascinazione per le violenze di strada”, lo descrive Salon. E dalle fasce gialle al braccio con rune nere, simboli celtici dell’ultradestra, più qualche svastika quando capita.

    Leader di spicco dell’Ala Destra e della rivolta di Kiev è Dmitry Yarosh già alla guida del Tryzub (Tridente), che del Right Sector è diventato il cuore, comandante sul campo, con i suoi 2-3000 militi venuti da tutta l’Ucraina, armati di scudi, mazze – e catene, pietre, bottiglie Molotov, persino medievali catapulte, vantava lui stesso, intervistato da TIME un mese fa, rivelando per la prima volta “l’arsenale letale accumulato” e dicendosi “pronto al conflitto armato”.

    E’ riapparso in piazza Indipendenza il 22 febbraio, il giorno dopo che la politica aveva raggiunto un accordo, garantito dai ministri degli esteri di Polonia, Francia e Germania. Nel video postato da RT arringa la piazza con cupi toni militareschi, in quello di Salon (vedi post) promette di combattere “contro la degenerazione del liberalismo totalitario”, e di condurre le sue armate alla “riconquista dell’Europa”. Secondo alcuni l’adesione al movimento pro Europa sarebbe solo strumentale.

    Sulla pagina di Pravi Sektor del social network VKontacte il 1 marzo è apparso un appello al terrorista ceceno Umarov a unirsi agli Ucraini, contro la Russia, così come gli Ucraini hanno aiutato i Ceceni.. E Umarov non è uno qualsiasi, è il most wanted in Russia, accusato anche di attentati a civili come quello a metro di Mosca, ma anche nella lista dell’ONU . Il movimento ha poi detto di essere stato hackerato, racconta lo stesso post di RT che ne ha dato notizia.

    Ebbene, Yarosh è l’autonominato vicepresidente del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa organo che ha il compito di sviluppare la politica d sicurezza nazionale sul fronte interno ed estero.

    Presidente è diventato Andriy Parubyic, coordinatore dei corpi di sicurezza volontaria della protesta. Già protagonista della Rivoluzione Arancione del 2004, nel 1991 aveva fondato insieme a Tyanhybok il Partito Nazional Socialista neonazista da cui poi è nato Svoboda mantenendo il motto ““one race, one nation, one Fatherland” . Nel 2010 si è distinto per aver chiesto all’Europarlamento di riconsiderare la sua reazione negativa alla proposta – presentata qualche tempo prima dal presidente filo-occidentale Yushenko – di proclamare Stepan Bandera eroe nazionale dell’Ucraina.

    Il nuovo governo provvisorio sotto la presidenza Yatsenyuk (del partito Fatherland) ha assegnato a Svoboda e all’Ala Destra del Pavy Sektor vari ministeri e posti chiave che assicurerebbero loro il controllo di Forze Armate, Polizia, Giustizia e Sicurezza Nazionale (vedi Global Research). E il primo atto è stato l’abolizione del russo come seconda lingua ufficiale ucraina.

    Non stupisce che gli ukraini del sud est e della Crimea, di lingua russa e filo russi, siano a loro volta scesi in strada e abbiano preso le loro misure. Chiaramente spalleggiati dalla Russia di Putin che le loro preoccupazioni condivide. Né stupiscono richieste affinché “Il nuovo governo rassicuri la comunità ebraica”, come l’ HuffingtonPost Usa titola un post molto documentato. (E il leader di Svoboda ha voluto recentemente incontrare dei rappresentanti di Israele, mentre militari dell’esercito israeliano di origine ucraina, arrivati a Kiev per dare una mano – gli Elmetti Blu di Maidan – non esitano a dire di aver seguito gli ordini di Svoboda, vedi qui l’agenzia JTA, con foto).

    Ma le preoccupazioni vanno oltre la Russia e i rapporti con l’Occidente – come segnalava International Business Times già a gennaio, prima delle violenze più gravi e del precipitare degli eventi.

    Il partito Svoboda è legato ad altri gruppi di estrema destra in Europa attraverso l’ Alliance of European National Movements, fondata nel 2009, che comprende fra gli altri il BNP- British National Party e Jobbik, il partito neofascista e anti-semita dell’Ungheria, la Fiamma Tricolore, il National Front del Belgio, il National Democrats svedes più vari altri ultradestri di Lituania, Polonia, Romania ecc. Ne faceva parte anche il Front National di Marine Le Pen che nel 2001, quando ha dato al suo partito un aspetto più rispettabile ha lasciato l’Alleanza per l’European Alliance for Freedom di cui fa capo anche l’UKIP inglese.

    Che conseguenze può avere per l’Europa questo coagularsi di queste forze non solo euroscettiche ma ultranazionaliste, razziste, anti immigrati, antiabortiste e via dicendo?

    Cosa ne pensano gli europei e i loro rappresentanti politici dell’appoggio Occidentale a questi partiti estremisti di destra in Ucraina? Cosa ne pensano i socialisti europei del Pse?

    Qualche giorno fa all’Europarlamento Martin Schulz – che oltre a essere candidato del Pse è anche presidente dell’assemblea europea – è apparso assai imbarazzato davanti alle domande provocatorie di Natalia Vitrenko, riferiscono vari blog italiani (es qui).

    L’economista ucraina, leader del Partito Socialista progressista Ucraino, il 25 gennaio scorso insieme a rappresentanti di 29 partiti e organizzazioni ucraine aveva lanciato un appello al segretario dell’ONU, ai dirigenti UE e agli Stati Uniti per fermare i saccheggi e l’incitamento alla guerra civile da parte dei guerriglieri, e mettendo in guardia dal sostenere le loro azioni : “di fatto state proteggendo e istigando i neonazisti e i neofascisti ucraini”.(vedi qui e qui in italiano)

    Nei giorni scorsi faceva parte della delegazione del Partito Socialista Progressista a Bruxelles. “Il mio partito viene attualmente perseguitato” ha detto Vitrenko, assieme a tutte le forze e gli individui disapprovati dalle forze “neonaziste e terroriste” armate che controllano Maidan e il Parlamento. Gli esponenti politici e le loro famiglie vengono minacciati, le sedi assaltate e bruciate. “Questi neonazisti sono forse espressione dei valori europei?”, ha chiesto.

    Schulz, visibilmente scosso, ha risposto che “stando alle mie informazioni, l’UE sta trattando con tutte le parti, compresa Svoboda”. Prendo molto sul serio la sua denuncia e indagherò, ha detto il Presidente del PE, dicendosi anche pronto a incontrare la Vitrenko separatamente.”

    "Mi piace"

  6. La stampa estera 2014 /2018

    The Hill – La realtà dei neonazisti in Ucraina è lontana dalla propaganda del Cremlino
    TIME – Come una milizia suprematista bianca usa Facebook per radicalizzare e formare nuovi membri
    USA Today – 15.000 nazionalisti ucraini marciano per la divisiva Bandera
    New Republic – Il fascismo torna nel continente una volta ha distrutto
    NBC – La TV tedesca mostra i simboli nazisti sui caschi dei soldati ucraini
    Foreign Policy – Sì, ci sono dei cattivi nel governo ucraino
    CNN – Imbrigliare i neofascisti ucraini
    NBC – Gli Stati Uniti si avvicinano al governo di Kiev incluso il
    salone di estrema destra – È gli USA appoggiano i neonazisti in Ucraina?
    Reuters – Il problema neonazista dell’Ucraina
    BBC – Il settore destro ultranazionalista dell’Ucraina
    BBC – Conflitto ucraino: guerriero ‘White power’ dalla Svezia
    Foreign Policy – Prepararsi alla guerra con i difensori della libertà nazisti ucraini
    The Guardian – L’ultranazionalismo in Ucraina – un saggio fotografico
    Huffington Post – La questione neonazista in Ucraina
    The Nation – L’ironia straziante di ‘Winter on Fire’
    The Guardian – I combattenti Azov sono l’arma più grande dell’Ucraina e potrebbero essere la sua più grande minacci
    The Nation – La collusione dell’America con i neonazisti
    The Nation- I neonazisti e l’estrema destra sono in marcia in Ucraina
    USA Today – Volontariato L’ unità ucraina include i nazisti
    Foreign Policy – C’è un movimento di estrema destra che odia il Cremlino
    Aljazeera – Chi è il reggimento Azov di estrema destra ucraino?
    Daily Beast – L’America sta addestrando i neonazisti in Ucraina?
    Radio Free Europe – In Ucraina, la milizia ultranazionalista fa paura in alcuni quartieri
    Channel 4 – Come l’estrema destra ha preso i primi posti nel vuoto di potere in Ucraina
    Radio Free Europe – Azov, il gruppo ultranazionalista più importante dell’Ucraina, punta gli occhi su Stati Uniti, Europa
    NBC – Campo estivo militare per bambini ipernazionalista dell’Ucraina

    https://www.commondreams.org/views/2015/06/14/us-house-admits-nazi-role-ukraine
    https://www.huffpost.com/entry/the-neo-nazi-question-in_b_4938747
    https://www.thenation.com/article/archive/the-heartbreaking-irony-of-winter-on-fire/tnamp/
    (*) https://www.cnn.com/2014/03/06/opinion/speedie-ukraine-far-right/index.html
    (*) https://foreignpolicy.com/2014/03/18/yes-there-are-bad-guys-in-the-ukrainian-government/
    (*) https://www.theguardian.com/world/2014/sep/10/azov-far-right-fighters-ukraine-neo-nazis
    (*) https://www.nbcnews.com/storyline/ukraine-crisis/analysis-u-s-cozies-kiev-government-including-far-right-n66061
    https://www.rferl.org/a/azov-ukraine-s-most-prominent-ultranationalist-group-sets-its-sights-on-u-s-europe/29600564.html
    (*) https://www.bbc.com/news/world-europe-27173857
    (*) https://www.salon.com/2014/02/25/is_the_us_backing_neo_nazis_in_ukraine_partner/
    (*) https://www.reuters.com/article/us-cohen-ukraine-commentary-idUSKBN1GV2TY
    https://fair.org/home/denying-the-far-right-role-in-the-ukrainian-revolution/
    (*) https://www.channel4.com/news/svoboda-ministers-ukraine-new-government-far-right

    https://www.thenation.com/article/archive/americas-collusion-with-neo-nazis/
    (*) https://www.reuters.com/article/us-cohen-ukraine-commentary-idUSKBN1GV2TY
    (*) https://thehill.com/opinion/international/359609-the-reality-of-neo-nazis-in-the-ukraine-is-far-from-kremlin-propaganda
    https://www.aljazeera.com/news/2022/3/1/who-are-the-azov-regiment
    https://www.thenation.com/article/politics/neo-nazis-far-right-ukraine/
    (*) https://www.thedailybeast.com/is-america-training-neonazis-in-ukraine
    (*) https://www.usatoday.com/story/news/world/2015/03/10/ukraine-azov-brigade-nazis-abuses-separatists/24664937/

    Piace a 2 people

  7. ora pare che non sia più la Z ad essere simbolo identificativo, ma la O (non lo zero, la lettera)*

    io, modestamente, avrei suggerito la M
    cosi ogni stazione della metro, nel mondo, avrebbe dovuto essere oscurata per manifesta partecipazione pro russa

    ma Putin non m’ascolta

    * non è una mia invenzione

    "Mi piace"

  8. Il Partito Democratico è “un amalgama non riuscito”, disse un autorevole esperto analista d’ insuccessi, di sconfitte e di fallimenti. E poi di armi.
    Fu un’analisi tardiva anche se esatta.
    Oggi credo che il PD sia giunto al culmine della sua involuzione: da Partito di massa a Partito di massoni.

    Piace a 2 people

  9. “E quell’altro genio della Tinagli, la vicesegretaria Pd di destra (quello di sinistra è Provenzano), dice che con Macron “siamo più forti anche noi””

    Sì è una vergogna, ma è inutile commentare: a questa gente non interessa nulla. A loro il 18/20 per cento basta per continuare a galleggiare.
    Sta bene a tutti a quanto pare. L’unico intoppo è che passeranno da 1000 a 600.

    Piace a 2 people

  10. Due anni fa, il 26 aprile 2020, ci lasciava Giulietto Chiesa.

    Vorrei ricordarlo qui perche’, comunque la si pensi sulle sue idee (spesso indiscutibilmente corrette per chiunque), ha saputo vedere lungo ed aveva una conoscenza della politica internazionale (e non solo) che ben pochi possono vantare…

    Della “crisi dell’Ucraina” e delle possibili conseguenze a cui si sarebbe potuti andare incontro ne parlo’ piu’ volte:

    Sull’informazione italiota aveva, come tutti noi, le idee ben chiare: ne parla dal minuto 15.00 di quest’intervento (che in realta’ andrebbe ascoltato per intero):

    …e in questi altri 11 minuti:

    Purtroppo certe persone vengono riscoperte dopo (la morte).
    Per lui ancora non e’ arrivato il momento nonostante sia passato a miglior vita da 2 anni.
    Ma arrivera’.
    E prima giungera’ meglio sara’ per tutti noi perche’ significhera’ che le cose saranno un po’ cambiate…

    Piace a 3 people

  11. In Francia sulla sfida macron-le pen hanno sintetizzato che fosse come scegliere fra la peste e il colera. Come si può scegliere fra peste e colera?

    Siccome di abolire ufficialmente le elezioni ancora non se la sentono, allora si inventano di tutto per evitare che il popolo voti “sbagliato”.

    Da noi per esempio se il popolo “sbaglia” a votare non c’è problema, si prende come scusa un’emergenza (va bene anche se è inventata tanto poi col martellamento tv si fa credere ai telecittadini che sia vera) e si fa saltare il governo per metterne uno “di salvezza” (per il potere).

    E le nuove elezioni finchè non sono ragionevolmente sicuri di avere in mano l’opinione pubblica (drogandola di paure) non si fanno.

    E poi quando si fanno si fa in modo che la scelta sia fra due soggetti politici che rispondono agli stessi padroni, diversi solo nella facciata, senza che possa candidarsi una forza politica che tenti di tutelare gli interessi del popolo.

    Se devi scegliere fra peste e colera o fra il marcio e la muffa, non è una scelta in realtà

    Ci dicono di scegliere per il meno peggio ma il meno peggio non c’è, sono solo due peggi confezionati diversamente ma uguali, come pd e fdi, lo stesso partito ormai, ma con un marketing che si rivolge a due pubblici diversi.

    Piace a 1 persona

    • Gentile Fabrizio, condivido in toto il suo pensiero. Aggiungerei che poi quando finalmente dopo decenni si trova un movimento degno di essere votato per idee e valori e poi assistiamo alla sua pressoché omologazione con la gentaglia che voleva combattere, lo sconforto aumenta. Cordialità.

      Piace a 1 persona

  12. Personalmente trovo l’articolo dell’ottimo Travaglio abbastanza confuso come un minestrone di argomenti. Lo seguo dal 2001 e spesso ci ha permesso di vedere e capire meglio i fatti, anche grazie ad un formidabile archivio personale. Nulla da dire sul PD (da tempo un partito di finti morti senza idee, lontano dai bisogni reali della gente e vicino alle chiacchiere da salotto), ma mischiare la pochezza del PD con la sostituzione del regime nazista con quello sovietico (altro che liberazione!), avere la memoria corta sulle schifose bombe della NATO necessarie in una situazione ancora più schifosa come quella creatasi nella ex Jugoslavia, non voler capire che chi si oppone ad un invasore per difendere la propria terra può essere considerato un resistente, e non dire nulla su chi ha armato il russofono Donbass dal 2014 per sostenerne l’autodeterminazione dall’Ucraina e condannare ora la stessa Ucraina perché non si arrende al democratico dittatore Putin e resiste all’invasore e chiede armi a destra e a manca per non diventarne uno Stato fantoccio, mi sembra quantomeno insolito per un giornalista della levatura di Travaglio. Comunque la si pensi.

    Piace a 1 persona

  13. PINA PICIERNO SBOTTA CONTRO BORGONOVO E CONTRI
    «Se i nazisti sono buoni quando servono, allora buona camicia a tutti. Siamo arrivati a livelli ridicoli», ha proseguito Francesco Borgonovo. Subito è insorta Pina Picierno: «Ma dove stanno ‘sti nazisti? Almeno evitiamo la disinformazione, almeno questo. Non possiamo utilizzare le televisioni italiane come amplificatori di propaganda russa. Evitiamo la propaganda russa». Ed è subito lite con Borgonovo: «Mi scusi, ma cominci a non interrompere. Come si utilizzano le televisioni italiane non lo decide lei». Ma l’europarlamentare del Pd ha replicato: «I nazisti in Ucraina non ci sono, sono un popolo libero, c’è un presidente eletto democraticamente. Evitiamo la propaganda russa».
    «Non possiamo ripetere gli argomenti della propaganda di Putin, almeno non in mia presenza, poi ognuno è libero di dire ciò che vuole, e se ne assume le responsabilità, ma io rappresento le istituzioni europee e non posso accettare che si ripetano gli argomenti di Putin». Francesco Borgonovo l’ha irrisa: «Faccia così, si chiuda un attimo le orecchie finché non ho finito di parlare».

    «Ma dove stanno ‘sti nazisti? Almeno evitiamo la disinformazione, almeno questo. Picerno PD

    Prossimo anno anche in Italia scegliere fra la peste e il colera ?

    Sondaggi Partito Democratico: i dem di Enrico Letta passano dal 20,8% al 21,2%.

    Piace a 2 people

    • Ma la P2 ancora non ha finito di fare danni? Odiosa come sempre, che razza di cagnacci abbaialuna che ci sono nei partiti.

      Se Letta le dasse ordine di sostenere Putin sarebbe capace di dire che l’incrociatore Moskva è ormeggiato a Portofino.

      "Mi piace"