Di “gravissimo” c’è solo questo giornalismo

Una partita di calcio Under 15, in provincia di Nuoro, tra Fanum Orosei-La Caletta termina 40-0, offre lo spunto per capire la qualità del giornalismo italiano.

I diretti interessati, giocatori e dirigenti, hanno dimostrato una sportività ed una educazione fuori dal comune.

Al “terzo tempo” tutti a mangiare insieme patatine, pop-corn e bevande in un clima di assoluta serenità. La Caletta, ultima in classifica, sapeva bene di perdere ed hanno giocato in 10 e con ragazzi con 2 anni in meno rispetto agli avversati primi in classifica. Ad ogni gol chiedevano scusa non per umiliare ma per sportività. Nessuna offesa, nessuna umiliazione è stata avvertita.

Il presidente de La Caletta, Carzedda, ha ben spiegato la situazione. Sapevano di dover perdere tanto a zero ma la partita è stata corretta, sportiva e leale. Tutti i suoi ragazzi non vedevano l’ora di andare a mangiare e sapevano di dover fare un campionato con squadre più forti e che si dovevano soprattutto divertire. E così è stato. Anzi, sono andati tutti a congratularsi con quelli dalla Fanum-Orosei che aveva vinto il campionato.

Ma che hanno scritto i giornalisti sportivi?

Sport.sky.it: “La Figc della Sardegna: “Fatto inaccettabile”; “…si organizzano i tornei giovanili per educare i giovani al rispetto. Non per umiliarli”; “Dovranno dare spiegazioni convincenti per evitare pesanti provvedimenti. È gravissimo quello che è successo”.

Come fosse una guerra.

Eurosport.it: “Umiliazione necessaria? Sta destando polemica…Secondo molti, gli avversari avrebbero dovuto fermarsi in segno di sportività”.

Mi pare che anche in serie A, una partita tra Roma-Catania, finita 7-0, destò l’ennesimo scalpore, inutile e buono solo per gli stolti, aggiungo io.

“Un risultato che in Italia, quando capita, generalmente, provoca tensioni. Perché mentre in altri paesi si accettano le sconfitte da noi c’è chi invece se la prende tanto per un risultato così roboante”. Così si legge su https://www.fanpage.it/sport/calcio/da-roma-catania-7-0-e-quel-gesto-di-spalletti-nulla-e-piu-stato-come-prima/

Inutile aggiungere che questo giornalismo è fatto solo di chiacchiere e nessun distintivo. Alimenta polemiche e retroscena buone solo per chi crede ancora di essere informato.

L’unica umiliazione, aggiungo io, è invece fermarsi davanti all’avversario ritenuto più debole. Continuare a giocare è l’unico modo per rispettarlo.

Gli stupidi non lo possono capire.

Stefano Rossi

Categorie:Cronaca, Interno, Media

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2 replies

  1. Non per giocarmela col benaltrismo un tanto al chilo, ma è da decenni che il giornalismo italiano fa cagà, e per motivi (appunto!) ben peggiori e ben più importanti dello sport. Basta vedere come funziona (male) l’informazione mainstream giornalistica e televisiva: roba da paese del terzo mondo.
    Farci caso per un evento sportivo, non voglio credere che sia ipocrita, ma se non altro, mi vien da associarlo quanto meno a dabbenaggine.

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