Altro che denazificazione, è tutta una guerra energetica

(Maria Scopece – startmag.it) – Perché la Russia punta ad un’annessione di fatto del Donbass? E si va verso due Ucraine, di cui una sotto il controllo di Putin?

Alla prima domanda – nel giorno della strage alla stazione ferroviaria di Kramatorsk – c’è (anche) una motivazione economica ed energetica. Ecco perché. Mentre un putiniano oggi ha detto: “Forse ci saranno due Ucraine”. Ecco tutti i dettagli.

Le materie prime energetiche dell’Ucraina

L’Ucraina detiene oggi le seconde riserve di gas conosciute in Europa. Alla fine del 2020, le riserve ucraine conosciute ammontavano a 1,09 trilioni di metri cubi di gas naturale, seconde solo alle risorse conosciute della Norvegia di 1,53 trilioni di metri cubi.

Solo nell’area del Donetsk i giacimenti stimati conterrebbero fino a 113 miliardi di metri cubi di gas. Tuttavia, come riportato dal dossier Ucraina: la guerra russa per il gas e le materie prime dell’ufficio studi di FdI al Senato, oggi l’Ucraina ha un basso tasso di utilizzo della riserva annuale di circa il 2%.

Carbone: la ricchezza del Donbass

Nelle intenzioni dichiarate di Mosca l’operazione speciale condotta in Donbass sarebbe finalizzata a portare soccorso alla popolazione russa schiacciata e discriminata dal governo di Zelensky.

Pura propaganda: il Donbass è anche un territorio molto ricco dal punto di vista minerario. Secondo un report della Banca mondiale, in Donbass ci sono 900 siti industriali, 40 fabbriche metallurgiche, 177 siti chimici ad alto rischio, 113 siti che usano materiali radioattivi, 248 miniere, 1.230 chilometri di tubature che trasportano gas, petrolio e ammoniaca, 10 miliardi di tonnellate di rifiuti industriali.

Le due Ucraine

Sergey Karaganov è stato consigliere di Vladimir Putin. Ancora oggi resta molto vicino al dittatore russo, al punto che le sue proposte vanno sotto il nome di “dottrina Putin”. Nel 2019, è stato il primo a teorizzare l’invasione totale dell’Ucraina.

“E se l’operazione su Kiev mirasse a distrarre le forze ucraine dal teatro a sud e sud-est? – ha detto oggi Karaganov al Corriere della Sera – Lo sbocco probabilmente sarà un nuovo trattato, forse con Zelensky ancora lì. Comporterebbe la creazione di un Paese nel sud e sud-est amico della Russia e forse ci saranno due Ucraine”.

Del resto perdere il controllo di questa zona vorrebbe dire consegnare all’Europa i giacimenti di carbone, togliendo a Mosca una risorsa mineraria fondamentale per l’affermazione della potenza economica russa.

3 replies

  1. ma chi è che scrive questa manica di sciocchezze?

    se fosse in possesso di tanto gas perché nel 2020, con un consumo di 30 miliardi di m³,
    importa gas naturale per 16 miliardi di m³
    la produzione di gas in Ucraina nel 2020 è stata di 20 miliardi di m³ e
    le principali regioni produttrici di gas sono la regione di Kharkiv (45% della produzione nel 2019),
    la regione di Poltava (44%) e la regione di Leopoli (4%), e solo le prime due sono ad est dl Dnipro
    e nessuna in zona Donbass nel quale c’è si carbone, ma essendo stratificato in profondità, è
    complicato estrarlo a differenza di quello russo che è più superficiale

    in ogni caso gli ucraini pare comprassero il carbone sotto embargo ugualmente
    come in realtà compravano il gas russo con il sistema del flusso inverso pagandolo
    enormemente di più, ma spacciandolo per il gas della libertà

    quindi dire che la guerra è per quei ‘tesori’ naturali come se la Russia fosse in carenza di essi
    è un tantino antiscientifico

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