Il silenzio di Berlusconi sulla guerra dell’“amico fraterno”

Nel coro multitonale dei vecchi e nuovi filoputiniani d’Italia, spicca il fragoroso silenzio di Silvio Berlusconi. E ancor più colpisce il silenzio mediatico che gli fa eco. A un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, non è dato sapere che cosa ne pensi l’ex quadruplo presidente del Consiglio […]

(Giovanni Valentini – Il Fatto Quotidiano) –“Le cose che non si devono sentire spesso sono le più importanti” (da Il weekend di Peter Cameron Adelphi, 2013 – pag. 138). Nel coro multitonale dei vecchi e nuovi filoputiniani d’Italia, spicca il fragoroso silenzio di Silvio Berlusconi. E ancor più colpisce il silenzio mediatico che gli fa eco. A un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, non è dato sapere che cosa ne pensi l’ex quadruplo presidente del Consiglio, leader di Forza Italia e tuttora europarlamentare. È mai possibile che non abbia niente da dire? Esclusa l’afasia, il mutismo di Berlusconi risulta quantomeno sospetto, se non proprio complice e omertoso. E allora, con l’ausilio dei mezzi audiovisivi, non resta che riascoltare dalla sua viva voce quello che ha affermato pubblicamente in passato su Putin.

Nel circuito impietoso dei social media, circola un video “by Viking” in cui l’autore s’è esercitato a riprodurre alcune dichiarazioni di Berlusconov, intervallandole con commenti salaci e scurrili di alcuni attori cinematografici, tratti per lo più da spezzoni di vecchi film: vi compaiono, fra gli altri, Alberto Sordi, Fantozzi e Diego Abatantuono. Un montaggio che risulta tanto divertente quanto a dir poco sconcertante. A maggior ragione oggi, alla luce della feroce aggressione all’Ucraina.

Perché, dunque, Berlusconi è così amico di Putin? Lo spiega lui stesso nel primo pezzo del suo intervento, impugnando il microfono con una mano ed elencando i motivi con le dita dell’altra: “Perché Putin è una persona rispettosa degli altri. È un riflessivo. È un uomo profondamente liberale”. E dopo un’interruzione caustica di un incredulo “Albertone”, l’ex Cavaliere assicura che Putin “è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico”. Poi, in un crescendo rossiniano, conclude: “Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore. Ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. E oggi è, in-du-bi-ta-bil-men-te, il numero 1 tra i leader del mondo”. Tutto testuale. Lasciamo immaginare al lettore l’ultimativo commento finale del “terrunciello” di Eccezzziunale…veramente.

Non sappiamo con esattezza quando sia stato videoregistrato questo panegirico che rievoca l’orazione di ringraziamento pronunciata da Plinio il Giovane, davanti al Senato dell’antica Roma, nei confronti dell’imperatore Traiano che l’aveva nominato console. E quindi, non possiamo essere sicuri che Berlusconi continui ad avere le stesse idee su Putin. Ma il fatto che non si esprima, non ritiri o non corregga quei giudizi, lascia ipotizzare che li consideri tuttora validi e attuali. Che cosa deve pensare, allora, il semplice cittadino? “Chi tace, acconsente”, dice un vecchio proverbio popolare. E se acconsente, perché lo fa? I casi sono due: acconsente perché è d’accordo, diciamo per affinità elettive; oppure, acconsente per motivi d’interesse, piccoli o grandi affari che siano. E visto che questa è la “guerra del gas”, dobbiamo ritenere – fino a prova contraria – che la consuetudine tra Silvio e Vladimir, documentata anche da un’ampia Photo Gallery, abbia o abbia avuto a che fare in qualche modo con le forniture e i contratti stipulati tra l’Italia e la Russia nel corso degli anni. Quelle forniture e quei contratti che durante i governi di Berlusconi, e per la verità non solo i suoi, hanno determinato la nostra dipendenza energetica dal gas e dal petrolio russi. Se poi aggiungiamo l’atteggiamento dei due amici fraterni nei confronti dell’informazione, tendenzialmente dispotico e censorio, il quadretto si può completare con l’aggiunta di qualche affinità elettiva. E la libertà di stampa non è certamente fra queste. “Pecunia non olet”, avvertivano gli antichi romani. Ma il gas, quello sì, puzza.

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10 replies

  1. La foto: Putin, Berlusconi che si stringono la mano a suggellare l’affare ENI Gasprom (5.000.000.000$ o € non ricordo) e Scaroni da Breganze che fa da mediatore.
    Tutto regolare!?!?

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  2. Ma se è l’unica cosa giusta che ha fatto in vita sua, pecrhè dovete malmenarlo per questo ? Anche l”orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno. L’Eni non era e non è di possesso di Berlusconi. Il gas russo è la fonte di approvigionamento energetico magioritaria per tutta l’Europa non solo per noi italioti, compreso l’ostilissima Polonia, la repubblica Ceca, e la stessa Ucraina . Quindi cosa centra berlusconi ? Da chi dovevamo farci fornire del prezioso energetico ? Dal medio oriente ,dall’Arabia Saudita, Dall’algeria, dalla Libia ? Visembrano questi luoghi in cui noi italiani non abbiamo seminato zizzania e dai quali non poter ricevere ricatti o vendette ?

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    • L’unica cosa giusta? Averci ammanettato a Putin? Aver messo l’Italia sotto ricatto perenne dello spacciatore?
      In Germania stanno contestando per lo stesso motivo la Merkel.

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    • È proprio vero che l’ovvio non è mai esistito.!
      Vediamo se fai clic: ti ricordi medici russi a Bergamo e tutto il casino fatto 10 gg fa?
      Erano spie Conte ha permesso che ci spiassero ma i militari e i “servizi” segreti…..
      Se ce la fai batti un colpo.

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      • Ma infosannio ha proprio bisogno (per incrementare clic dibattito?) di questo genere di commentatori seriali che hanno per scopo della loro inutile vita quello di offendere gli altri con battute che neanche si fanno più nella più infima delle osterie?

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  3. È l’unica cosa giusta che ha fatto, non capisco oltretutto cosa dovrebbe dire a 86 anni su Putin.. comunque col gas russo ci si scalda più che con le chiacchiere

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