Armi e politici: una sola grande famiglia

Se si vuole capire il distacco tra la classe politica e l’opinione pubblica, in gran maggioranza contraria all’aumento della spesa militare, una chiave è nella contiguità tra chi ispira e scrive le leggi e le aziende che vendono (anche) armi. […]

(DI TOMMASO RODANO – Il Fatto Quotidiano) – Se si vuole capire il distacco tra la classe politica e l’opinione pubblica, in gran maggioranza contraria all’aumento della spesa militare, una chiave è nella contiguità tra chi ispira e scrive le leggi e le aziende che vendono (anche) armi.

Un lungo elenco di nomi noti, alcuni dei quali ricordati ieri in Senato dall’ex grillino Emanuele Dessì (ora nel Partito comunista di Marco Rizzo). “C’è chi si è chiesto come mai il più controverso degli ordini del giorno sia stato proposto non dalla maggioranza – ha detto, riferendosi all’odg di Fratelli d’Italia sull’incremento delle spese militari al 2% del Pil – bensì da quella che si definisce unica forza di opposizione”. Dessì si riferisce all’ex deputato Guido Crosetto, fondatore di FdI insieme a Giorgia Meloni, oggi presidente di Aiad (federazione delle aziende per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza). Una lobby che ha come missione dichiarata promuovere “stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, internazionali o in ambito Nato al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta”. Il vice di Crosetto in Aiad è un altro ex parlamentare, ma di fede opposta: il democratico Andrea Manciulli.

D’altra parte i rapporti tra il Pd e l’industria delle armi sono consolidati. L’ex presidente della Camera Luciano Violante oggi presiede la Fondazione Leonardo, “Civiltà delle macchine” (la quale pubblica una rivista che è stata diretta dal capo di gabinetto del governo Draghi, Antonio Funiciello) mentre l’ex ministro Marco Minniti ha lo stesso incarico nell’altra fondazione di Leonardo, Med-Or (una responsabilità che l’ha indotto a dimettersi dal seggio a Montecitorio). L’altro “lothar” dalemiano Nicola Latorre è direttore generale di Aid (Agenzia industrie Difesa, ente controllato dal ministero di Lorenzo Guerini): d’altra parte la sensibilità e le conoscenze di Massimo D’Alema su questo tema sono tornate d’attualità di recente con il presunto tentativo di mediare la vendita di armi alla Colombia.

Della grande famiglia di Leonardo fanno parte anche l’attuale ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, l’ex ministra dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza (entrambi nel comitato scientifico) e l’ex ministra dello Sviluppo economico, Federica Guidi (in cda dal 2020). Pure Augusto Rubei, ex collaboratore di Virginia Raggi e portavoce di Luigi Di Maio alla Farnesina, ha trovato un incarico nella stessa enorme azienda di Stato: oggi è senior vice president nell’area Relazioni internazionali.

Quando non sono politici, ex politici o ex consiglieri di politici, sono parenti: Francesco Giorgetti (fratello del leghista Giancarlo) è in Leonardo da campaign manager del settore elicotteri; mentre l’assunzione di Simone Tabacci (figlio di Bruno) nell’estate del 2021 ha costretto il papà sottosegretario a rinunciare alle deleghe allo Spazio e all’Aerospazio.

5 replies

  1. Che novità è?
    Le porte girevoli “da e per”sindacato, magistratura, lobby e banche sono un fatto nuovo? È uno dei motivi che sta portando al disastro completo il paese!
    Clientelismi, conflitti di interesse.
    È tutta gente che un giorno si ritirerà, gonfia di denaro, e potrà ammirare il declino totale (col suo rumore sinistro), da una confortevole terrazza, con distacco, drink in mano.

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  2. La crisi de coscienza

    La crisi de coscenza po’ succede
    da un dubbio che te rode internamente;
    come ridà la fede a un miscredente,
    pò rilevalla a quello che ce crede.

    In politica è eguale. Quanta gente,
    che ciaveva un principio in bona fede
    s’accorge piano piano che je cede
    e je viè fora tutto diferente

    Te ricordi de Checco er comunista
    che voleva ammazzà de prepotenza
    tutta la borghesia capitalista?

    invece, mò, la pensa all’incontrario:
    e doppo quarche crisi de coscenza
    s’è comprato un villino a Monte Mario.
    (Trilussa)

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  3. si può dire: “parassitismo a spese della collettività che paga le tasse”? perché se non si può non lo dico.
    comunque questo é l’effatto dell’assenza di una legge sul conflitto di interessi.
    gratias tibi ggigggino o bibbbitaro!!!
    precor testiculorum et filii…!!!

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  4. Che manica di schifosi e vili affaristi.

    E nessuno che rappresenti la lobby dei pazienti disabili, a quanto pare.

    Viscidisky Violante, Thoar Crosetto, quell’altro str… di La Torre. Incredibile, veramente disgustoso.

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